{"id":27774,"date":"2022-11-01T20:48:25","date_gmt":"2022-11-01T20:48:25","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=27774"},"modified":"2022-11-01T20:52:34","modified_gmt":"2022-11-01T20:52:34","slug":"piero-guccione-e-il-paesaggio-di-luce-e-mistero-in-mostra-al-padiglione-arte-contemporanea-di-ferrara","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2022\/11\/01\/piero-guccione-e-il-paesaggio-di-luce-e-mistero-in-mostra-al-padiglione-arte-contemporanea-di-ferrara\/","title":{"rendered":"Piero Guccione e il paesaggio di luce e mistero, in mostra al Padiglione Arte Contemporanea di Ferrara."},"content":{"rendered":"<p><strong>&#8220;Un quadro di Guccione d\u00e0 il senso dell\u2019amore, della poesia: <\/strong><strong>l\u2019occhio vi si posa e vi indugia come su qualcosa di raro, di ricreante, che ancora ci fa sentire valida, autentica, l\u2019equazione bellezza-verit\u00e0&#8221; (Leonardo Sciascia, 1985).<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/piero-guccione_vernice-mostra_10l-e1667335531624.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-27775\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/piero-guccione_vernice-mostra_10l-e1667335531624.jpeg\" alt=\"\" width=\"476\" height=\"306\" \/><\/a>A poco pi\u00f9 di cinquant\u2019anni dall\u2019ultima mostra ferrarese dedicata a Piero Guccione, organizzata nel 1971 da Franco Farina al Centro Attivit\u00e0 Visive di Palazzo dei Diamanti, Ferrara torna ad omaggiare questo grande maestro del Novecento che, come ha scritto il collega Vittorio Sgarbi, \u201cdopo la morte di Fontana, Gnoli e Burri ha rappresentato la sintesi suprema di pittura figurativa e astratta\u201d in Italia.<\/p>\n<p>L\u2019esposizione, organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte e dal Servizio Musei d\u2019Arte del Comune di Ferrara in collaborazione\u00a0con Il\u00a0Cigno Arte\u00a0e l\u2019Archivio Piero Guccione, ripercorre cronologicamente l\u2019intera produzione dell\u2019artista presentando al pubblico oltre settanta opere tra dipinti e pastelli suddivisi in due capitoli: gli anni a Roma (1957-1972) e il ritorno in Sicilia (1970-2014).<\/p>\n<p>Il percorso espositivo, allestito al Padiglione d\u2019Arte Contemporanea, mette a fuoco i temi prediletti\u00a0dal pittore:\u00a0dal rapporto fra il paesaggio urbano e la natura, alle poetiche e delicate variazioni sul tema del mare e del cielo, passando per gli omaggi ai grandi maestri del passato. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/133041-Piero_Guccione_Linee_del_mare_2006_by_SIAE_2022.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-27776 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/133041-Piero_Guccione_Linee_del_mare_2006_by_SIAE_2022.jpg\" alt=\"\" width=\"413\" height=\"310\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/133041-Piero_Guccione_Linee_del_mare_2006_by_SIAE_2022.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/133041-Piero_Guccione_Linee_del_mare_2006_by_SIAE_2022-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 413px) 100vw, 413px\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/Piero-Guccione_vernice-mostra_2L-420x238-1.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-27777\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/Piero-Guccione_vernice-mostra_2L-420x238-1.jpeg\" alt=\"\" width=\"420\" height=\"238\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/Piero-Guccione_vernice-mostra_2L-420x238-1.jpeg 420w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/Piero-Guccione_vernice-mostra_2L-420x238-1-300x170.jpeg 300w\" sizes=\"(max-width: 420px) 100vw, 420px\" \/><\/a>Piero Guccione nasce il 5 maggio 1935 a Scicli in provincia di Ragusa. Dopo il diploma all\u2019Istituto d\u2019arte di Catania, nel 1954 si trasferisce a Roma, dove frequenta i pittori neorealisti, guardando sia a Renzo Vespignani, con il quale condivide la militanza nel gruppo Il Pro e il Contro \u2013 insieme ad Attardi, Calabria,\u00a0 Guerreschi, Gianquinto, Farulli, Ferroni, i critici Micacchi, Del Guercio, Morosini \u2013 sia a Renato Guttuso, di cui \u00e8 assistente all\u2019Accademia, ma del quale non condivide le inclinazioni espressioniste. Nel fermento dell\u2019ambiente romano prende avvio la sua ricerca artistica e formale e nascono i paesaggi urbani, quali i <em>Balconi<\/em>, i\u00a0<em>Giardini<\/em>\u00a0e\u00a0<em>Interni-esterni<\/em>: opere caratterizzate da un taglio innovativo e tratte da una quotidianit\u00e0 comune e intima in cui riecheggiano rimandi a C\u00e9zanne, Bonnard, Morandi, solo per citarne alcuni.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/leadImage_carousel.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-27778\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/leadImage_carousel.jpg\" alt=\"\" width=\"371\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/leadImage_carousel.jpg 371w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/leadImage_carousel-278x300.jpg 278w\" sizes=\"(max-width: 371px) 100vw, 371px\" \/><\/a>Alla fine degli anni Sessanta, con il ciclo delle\u00a0<em>Attese<\/em>, lo spazio si fa pi\u00f9 metafisico e hopperiano e a partire dal decennio successivo, con il rientro definitivo in Sicilia, comincia a dipingere il mare cercando di coglierne le infinite vibrazioni e variazioni. In queste opere porta la propria ricerca ai limiti dell\u2019astrazione restando, tuttavia, ben ancorato alla realt\u00e0. \u00abMi attira la sua assoluta immobilit\u00e0, che per\u00f2 \u00e8 costantemente in movimento\u00bb, amava ripetere l\u2019artista che ammirava quotidianamente quel paesaggio mediterraneo fino alla linea dell\u2019orizzonte.<\/p>\n<p>Parallelamente, lavora anche ai cicli dedicati all\u2019albero\u00a0di carrubo\u00a0e ai monti Iblei, realizzati con la tecnica del pastello mentre, con la\u00a0serie dei\u00a0<em>d\u2019apr\u00e8s<\/em>, si confronta con alcuni celebri capolavori di, fra gli altri, Masaccio, Signorelli, Michelangelo, Giorgione, Caravaggio, Vermeer, Chardin, Friedrich, Bacon. Un personale omaggio ai grandi campioni della pittura di tutti tempi, novero nel quale, a buon diritto, pu\u00f2 essere inserito anche Piero Guccione che si spegne il 6 ottobre del 2018 nell\u2019amata casa-studio di Quartarella nella campagna modicana.<\/p>\n<p>Questa mostra \u00e8 un\u2019occasione imperdibile per contemplare da vicino la delicatezza, il silenzioso lirismo, l\u2019intensit\u00e0 e la bellezza dei dipinti dell\u2019artista siciliano. Per dirla con le <strong>parole di Guccione: \u00abI tempi attuali certo non inducono alla bellezza. E ci\u00f2 vale pure per l\u2019arte. Oggi si privilegiano la bruttezza, l\u2019arroganza, l\u2019orrore persino. Io invece cerco di dipingere la bellezza: e non mi importa nulla di essere moderno o no. Essere giudicato non in linea con la modernit\u00e0 mi \u00e8 del tutto indifferente\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&#8220;Un quadro di Guccione d\u00e0 il senso dell\u2019amore, della poesia: l\u2019occhio vi si posa e vi indugia come su qualcosa di raro, di ricreante, che ancora ci fa sentire valida, autentica, l\u2019equazione bellezza-verit\u00e0&#8221; (Leonardo Sciascia, 1985). A poco pi\u00f9 di cinquant\u2019anni dall\u2019ultima mostra ferrarese dedicata a Piero Guccione, organizzata nel 1971 da Franco Farina al Centro Attivit\u00e0 Visive di Palazzo dei Diamanti, Ferrara torna ad omaggiare questo grande maestro del Novecento che, come ha scritto il collega Vittorio Sgarbi, \u201cdopo la morte di Fontana, Gnoli e Burri ha rappresentato la sintesi suprema di pittura figurativa e astratta\u201d in Italia. 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