{"id":27842,"date":"2022-11-08T17:16:36","date_gmt":"2022-11-08T17:16:36","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=27842"},"modified":"2022-11-08T17:16:36","modified_gmt":"2022-11-08T17:16:36","slug":"pier-paolo-pasolini-sotto-gli-occhi-del-mondo-la-mostra-a-villa-manin-di-passariano-di-codroipo-udine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2022\/11\/08\/pier-paolo-pasolini-sotto-gli-occhi-del-mondo-la-mostra-a-villa-manin-di-passariano-di-codroipo-udine\/","title":{"rendered":"Pier Paolo Pasolini sotto gli occhi del mondo. La mostra a Villa Manin di Passariano di Codroipo \u2013 Udine"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/132641-unnamed_2_.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-27843\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/132641-unnamed_2_.jpg\" alt=\"\" width=\"555\" height=\"416\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/132641-unnamed_2_.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/132641-unnamed_2_-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 555px) 100vw, 555px\" \/><\/a>Fino all&#8217;8 gennaio 2023\u00a0<strong>Villa Manin\u00a0<\/strong>di Passariano di Codroipo (Udine),\u00a0<strong>Cinemazero<\/strong>\u00a0(Pordenone)\u00a0e il\u00a0<strong>Centro Studi Pier Paolo Pasolini\u00a0<\/strong>di Casarsa della Delizia (Pordenone) presentano la mostra\u00a0<strong>\u201c<em>Pier Paolo Pasolini. Sotto gli occhi del mondo\u201d<\/em><\/strong>, a cura di\u00a0<strong>Silvia Mart\u00edn Guti\u00e9rrez<\/strong>, promossa da\u00a0<strong>ERPAC \u2013 Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia<\/strong>, in occasione del\u00a0<strong>centenario dalla nascita\u00a0del grande artista<\/strong>,<strong>\u00a0poeta<\/strong>, <strong>scrittore<\/strong>,\u00a0<strong>intellettuale e regista italiano<\/strong>.<\/p>\n<p>Con\u00a0<strong>oltre 170 ritratti inediti, rari, non visti\u00a0<\/strong>di\u00a0<strong>Pier Paolo Pasolini<\/strong>\u00a0(Bologna, 1922 \u2013 Roma, 1975), l\u2019esposizione riporta alla luce interi servizi fotografici \u2013 fino ad oggi\u00a0misconosciuti \u2013 puntando soprattutto sui grandi fotografi stranieri (alcuni di eccezionale fama, come\u00a0<strong>Richard Avedon, Herbert List,\u00a0Henri Cartier-Bresson<\/strong>,<strong>\u00a0Jerry Bauer<\/strong>,\u00a0<strong>Jonas Mekas<\/strong>,\u00a0<strong>L\u00fctfi \u00d6zk\u00f6k, Erika Rabau,<\/strong>\u00a0<strong>Duane<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/ERPAC22_pasolini-Pieghevole-3-ante_08_page-0002-e1667927152299.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-27844 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/ERPAC22_pasolini-Pieghevole-3-ante_08_page-0002-e1667927152299.jpg\" alt=\"\" width=\"403\" height=\"190\" \/><\/a> Michals<\/strong>,\u00a0<strong>Philippe Koudjina<\/strong>,\u00a0<strong>Marli Shamir<\/strong>\u00a0e tanti altri)\u00a0e sui\u00a0<strong>luoghi<\/strong>, i\u00a0<strong>momenti<\/strong>\u00a0e gli\u00a0<strong>incontri\u00a0<\/strong>che hanno contraddistinto la vita di Pasolini, restituendone l\u2019immagine di uomo e artista nel mondo, \u00a0fissata per sempre in decine e decine di pose diverse.<\/p>\n<p>La mostra, che nasce con l&#8217;importante contributo di Cinemazero, scaturisce da un progetto di ricerca condotto per molti anni negli archivi di tutto il mondo\u00a0dalla curatrice,\u00a0e sviluppato per l\u2019occasione insieme a\u00a0<strong>Marco Bazzocchi<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Riccardo Costantini<\/strong>, con<strong>\u00a0<\/strong>un comitato scientifico d\u2019eccezione. Proprio grazie a questa attivit\u00e0 di ricerca, il pubblico potr\u00e0 vedere per la prima volta alcuni\u00a0<strong>servizi fotografici del tutto inediti<\/strong>: l\u2019incontro di Pasolini con\u00a0<strong>Man Ray<\/strong>, per proporgli di disegnare il manifesto di Sal\u00f2; Pasolini a Stoccolma (pochi giorni prima di essere ucciso), per farsi conoscere nell\u2019ambiente del Premio Nobel; Pasolini nei Sud del mondo, con\u00a0<strong>Alberto Moravia<\/strong>,\u00a0<strong>Dacia Maraini<\/strong>,\u00a0<strong>Maria Callas<\/strong>. Quando Pasolini va a cercare l\u2019alterit\u00e0, l\u2019anomalia, che poi ricostruisce sui set dei suoi film. O ancora nei Festival cinematografici e altre occasioni, dove \u2013 come non viene mai ricordato \u2013 incontra e si confronta con intellettuali e cineasti della sua stessa caratura (<strong>Orson Welles<\/strong>,\u00a0<strong>Agn\u00e8s Varda<\/strong>,\u00a0<strong>Jonas Mekas<\/strong>,\u00a0<strong>Jean-Luc Godard<\/strong>&#8230;).<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/2-scaled-1-e1667927188124.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-27845\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/2-scaled-1-e1667927188124.jpg\" alt=\"\" width=\"369\" height=\"246\" \/><\/a>Pier Paolo Pasolini \u00e8 stato probabilmente\u00a0<strong>l\u2019artista pi\u00f9 fotografato del Novecento<\/strong>. Dai primi anni Cinquanta, quando arriva a Roma, fino ai giorni che precedono la sua morte, \u00e8 stato colto in centinaia di situazioni, sia pubbliche che private, come se l\u2019obiettivo fotografico lo avesse inseguito in ogni momento della sua vita. La curiosit\u00e0 intorno al Pasolini uomo e artista ha scatenato le macchine fotografiche di tutto il mondo.<\/p>\n<p>Ogni servizio fotografico dedicatogli implica un aspetto particolare del luogo e del momento in cui lo scrittore si trova.\u00a0<strong>Ogni fotografia che lo ritrae costituisce \u201cun mondo\u201d<\/strong>. Pier Paolo Pasolini ha messo al centro della sua opera i\u00a0<strong>luoghi dove non dominano le regole del mondo borghese occidentale<\/strong>: il Friuli, le periferie di Roma e del Sud, i continenti inesplorati, le grandi citt\u00e0 moderne, da Parigi a New York. E i fotografi lo hanno ritratto proprio in questi luoghi, \u201cdove la gioia \u00e8 gioia e il dolore dolore\u201d, come scrive lui ne\u00a0<em>Le ceneri di Gramsci<\/em>(1957).<\/p>\n<p>Cos\u00ec \u00e8 nata\u00a0<strong>una lotta segreta tra lo scrittore e la macchina fotografica<\/strong>: quando si trova in spazi domestici, Pasolini assume il ruolo dell\u2019intellettuale<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/3-scaled-1-e1667927225684.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-27846 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/3-scaled-1-e1667927225684.jpg\" alt=\"\" width=\"452\" height=\"301\" \/><\/a> che sta alla scrivania o del figlio adulto che non si vergogna di presentarsi sempre affiancato dalla madre; quando invece si trova in mondi lontani concentra su di s\u00e9 la forza degli obiettivi riempiendo ogni scatto con la sua fisicit\u00e0. In un certo senso li rende ancora pi\u00f9 estranei attraverso se stesso. Ogni fotografo ha sottolineato in modi diversi questo rapporto: uno scrittore che si mostra con eleganti vestiti borghesi ma anche in canottiera e costume da bagno, un volto che sembra \u2013 talvolta \u2013 sorridere ma anche guardare ferocemente verso il mondo, come per sfidarlo, occhi che catturano l\u2019obiettivo ma anche che si sottomettono dolcemente allo scatto del diaframma.<\/p>\n<p>L\u2019esposizione ci racconta con fotografie e numerosi materiali multimediali che gli scatti di Pasolini non possono costruire mai un insieme logico, coerente: egli \u00e8 pronto a mettere in crisi l\u2019idea della fotografia come immagine ricordo,\u00a0<strong>come attimo di tempo fissato una volta per sempre<\/strong>.\u00a0<strong>Questo \u201csempre\u201d non vale per Pasolini<\/strong>.<strong>\u00a0<\/strong>La mostra di Villa Manin, con le sezioni complementari del Centro Studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa della Delizia,\u00a0vuole proporre nuclei diversi costituiti da servizi fotografici che solo in apparenza sembrano seguire uno sviluppo ma che in realt\u00e0 ci mostrano come ogni definizione cronologica di \u201cquel\u201d momento o di \u201cquel\u201d periodo risulti impossibile. Nuclei che espongono\u00a0<strong>\u201cmondi \u201cmicro\u201d<\/strong>\u00a0(una casa, un viaggio, un festival, un\u2019occasione mondana\u2026)\u00a0<strong>che diventano \u201cmacro\u201d<\/strong>\u00a0nel testimoniare il suo \u2013 sempre personalissimo e originale \u2013\u00a0<strong>attraversare la storia e la <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/4-scaled-1-e1667927264467.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-27847\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/4-scaled-1-e1667927264467.jpg\" alt=\"\" width=\"576\" height=\"383\" \/><\/a>societ\u00e0 in cui vive<\/strong>. Mondi densi, pieni, vivi, a cui lo spettatore \u00e8 chiamato a partecipare, dialogando \u2013 se possibile \u2013 con lo sguardo di Pasolini. A Trastevere nel 1953, a Parigi nel 1961, a New York nel 1966 e di nuovo nel 1969, a Berlino durante il festival, a Stoccolma pochi giorni prima di essere ucciso\u2026\u00a0<strong>Pasolini \u00e8 sempre \u201cdiverso\u201d: differente da come ci aspetteremmo di vederlo<\/strong>, \u201caltro\u201d da come anche grandi autori come Avedon o Cartier-Bresson pensavano di fissarlo con l\u2019obiettivo.<\/p>\n<p><strong>Dunque Pasolini si \u00e8 sottoposto, si \u00e8 esposto, ma anche si \u00e8 nascosto attraverso la fotografia<\/strong>, l\u2019unica tecnica espressiva di cui non ha mai parlato se non con rapidissimi cenni. Anche per questo il percorso espositivo di Villa Manin presenta,\u00a0oltre alle fotografie, altri documenti \u2013\u00a0<strong>giornali, dichiarazioni,\u00a0interviste, video<\/strong>\u00a0\u2013 per contestualizzare le occasioni in cui sono nati i servizi fotografici. E poi fa sentire, con\u00a0<strong>inedite sequenze audio<\/strong>, la voce di Pasolini come ulteriore strumento per rendere presente, o tentare di rendere presente,\u00a0<strong>un autore che \u00e8 sempre \u201cin fuga\u201d<\/strong>: in fuga da se stesso, in fuga dal mondo, in fuga attraverso le parole e le immagini dei suoi scritti e dei suoi film. Al\u00a0<strong>Centro Studi Pier Paolo Pasolini<\/strong>\u00a0sar\u00e0 presentato il\u00a0<strong>percorso sulle case romane di Pasolini<\/strong>. Dall&#8217;aprile\u00a01954 al giugno 1959 il poeta abit\u00f2 con la madre nella casa di Via Fonteiana 86, nel quartiere di Monteverde. Si trasfer\u00ec successivamente nell&#8217;appartamento\u00a0di Via Giacinto Carini 45, da cui nel 1963 si mosse per stabilirsi infine nella casa di Via Eufrate, 9 nel quartiere\u00a0EUR.<br \/>\nQuesti cambiamenti sono testimoniati dagli scatti presentati a Casarsa. I fotografi che documentano le case di Via Fonteiana e Via Carlini (Marisa Rastellini, Elio Sorci e Pietro Pascuttini) ci permettono di entrare dello studio del poeta e osservarlo alla macchina da scrivere, circondato da lettere, documenti, copioni cinematografici. Vediamo i quadri alle pareti e, in un caso, le tendine di organza alla finestra che s&#8217;affaccia su un terrazzino.\u00a0 Qualche anno dopo, la casa di Via Eufrate arredata con mobili Ottocento su cui si notano soprammobili esotici ricordo di viaggi in Africa o in India, divani di velluto, tappeti,\u00a0fa da sfondo a un servizio di Jerry Bauer, fra i pi\u00f9 interessanti per conoscere l&#8217;intimit\u00e0 del poeta, immortalato con la madre e gli amici pi\u00f9 stretti. La mostra<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><em>Pier Paolo Pasolini. Sotto gli occhi del mondo<\/em>\u00a0vuole portare nel luogo dove Pasolini si \u00e8 formato come poeta, il Friuli, tutti i luoghi dove \u00e8 avvenuta la sua inarrestabile evoluzione:\u00a0<strong>dal Friuli al Mondo, Pasolini ci guarda ancora e ci sfida dalle pareti di queste sale, sempre \u201cin fuga dalla fotografia\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Fino all&#8217;8 gennaio 2023\u00a0Villa Manin\u00a0di Passariano di Codroipo (Udine),\u00a0Cinemazero\u00a0(Pordenone)\u00a0e il\u00a0Centro Studi Pier Paolo Pasolini\u00a0di Casarsa della Delizia (Pordenone) presentano la mostra\u00a0\u201cPier Paolo Pasolini. Sotto gli occhi del mondo\u201d, a cura di\u00a0Silvia Mart\u00edn Guti\u00e9rrez, promossa da\u00a0ERPAC \u2013 Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia, in occasione del\u00a0centenario dalla nascita\u00a0del grande artista,\u00a0poeta, scrittore,\u00a0intellettuale e regista italiano. 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