{"id":27959,"date":"2022-11-21T17:28:25","date_gmt":"2022-11-21T17:28:25","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=27959"},"modified":"2022-11-21T17:28:25","modified_gmt":"2022-11-21T17:28:25","slug":"umberto-piersanti-e-i-luoghi-persi-il-libro-di-poesie-divenuto-centrale-dellintero-suo-percorso-poetico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2022\/11\/21\/umberto-piersanti-e-i-luoghi-persi-il-libro-di-poesie-divenuto-centrale-dellintero-suo-percorso-poetico\/","title":{"rendered":"Umberto Piersanti e \u201cI luoghi persi\u201d. Il libro di poesie divenuto centrale dell\u2019intero suo percorso poetico"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/9788883063138_0_500_0_75.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-27960\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/9788883063138_0_500_0_75.jpg\" alt=\"\" width=\"283\" height=\"467\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/9788883063138_0_500_0_75.jpg 500w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/9788883063138_0_500_0_75-182x300.jpg 182w\" sizes=\"(max-width: 283px) 100vw, 283px\" \/><\/a>\u201cTutto \u00e8 intimo\u201d, scriveva Friedrich H\u00f6lderlin. Anche il\u00a0<em>fuori<\/em>, realt\u00e0 esteriore. Anche il paesaggio de \u201cI luoghi persi\u201d (Crocetti editore, 2022) di Umberto Piersanti che ci ripropone un libro ormai divenuto centrale dell\u2019intero suo percorso poetico; fa vivere e rivivere un paesaggio divenuto arte o mondo che \u00e8 creazione, \u00e8 l\u2019una e l\u2019altra cosa. La poesia, intesa come scoperta delle radici, del vissuto, della memoria; la poesia che attraversa e rivela la realt\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p>Acqua e cielo, terra e spazio, natura e piante, morte e tempo, vita e dolore, questi i confini in cui si muove la piet\u00e0 di Umberto Piersanti guidata dal vissuto e dalla memoria. \u00a0Il filo dell\u2019esistenza corre a rintracciare l\u2019innocenza e la purezza della natura che ci circonda, anche in Piersanti come lo era gi\u00e0 stato per Pascoli, mostrano taluni lemmi-spia che lasciano leggere la dimensione tragica della realt\u00e0 del poeta e della sua<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/Umberto-Piersanti-foto-Dino-Ignani-e1669051262757.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-27961 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/Umberto-Piersanti-foto-Dino-Ignani-e1669051262757.jpg\" alt=\"\" width=\"353\" height=\"327\" \/><\/a> memoria-immaginazione.<\/p>\n<p>La sua esistenza qui in questi versi \u00a0si consuma in un vivere inquieto, in quella natura che gli ruota attorno da sempre, qui c\u2019\u00e8 anche l\u2019atmosfera del \u201cnatio borgo selvaggio\u201d, perch\u00e9 le parole svelano la meditazione, il mistero, ne fanno cornice i termini \u00a0botanici (l\u2019anemone, ciclamini, edera, sambuco, timo, la bersigana, bacche, favagello, l\u2019angelica, fiordaliso, il rosolaccio, ranuncolo, asfodelo, il caglio giallo, la centaurea, la veronica azzurra, il pungitopo, ecc.) e gli animali scovati \u00a0sull\u2019Appennino (i merli, lo sprovinglo, la serpe nera, i caprioli, il lupo, la cornacchia, i verdoni, il cuculo, ecc. ) documentano \u00a0una ricerca effettuata dal poeta\u00a0 allo scopo di penetrare\u00a0 nell\u2019intima essenza della vegetazione e quanto in essa vive, \u00a0tutto \u00e8 testimone\u00a0 del suo supplizio e canto, per far ritrovare a Piersanti i ricordi indenni\u00a0 che il tempo riconduce:\u00a0 \u201cO casa di mia madre\u00a0 sulle Cesane\/bella gi\u00f9 per il fosso,\/coi campi, gli alberi di noce, la bersigana,\/\u2026o casa di mia nonna sotto Camorciano\/ con i meli, i meli colmi, gli alberi, le robe\/ o casa di mia nonna\u00a0 a undici anni!\/ricordo\u00a0 che una volta m\u2019ammalai \/ \u2026\u201d. <strong>Non di meno la luce, \u00a0la luce delle Cesane, la luce dei luoghi persi, lass\u00f9 tra la solitudine dei pastori e dei contadini\u00a0 devotamente intenti a raccogliere la legna,\u00a0 fa ritrovare\u00a0 al poeta l\u2019antica dolcezza\u00a0 resa leggendaria dai misteri di quegli spazi, di quei luoghi avvolti \u00a0da connotazioni stagionali\u00a0 come\u00a0 \u201cIn tempi diversi sull\u2019Appennino\u201d, e di stagioni esistenziali arrotolate in un gomitolo: \u201c madre ch\u2019eri fra tutte la pi\u00f9 gentile\/persa\u00a0 con le tue amiche in fondo al fosso\/lunga la treccia\u00a0 sul tuo corpo snello\/scende fino alla vita,\u2026\/\u2026\u201d.<\/strong> <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/Umberto-Piersanti-e1669051297100.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-27962\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/Umberto-Piersanti-e1669051297100.jpg\" alt=\"\" width=\"419\" height=\"279\" \/><\/a>Spesso frammentata questa poesia piersantiana, in una accensione metaforica,\u00a0 con pause sintattiche, \u00a0e la tecnica degli a-capo\u00a0 che segnano la persistenza di prosa-poesia, si fa coscienza della propria irrequieta inchiesta esistenziale, laddove nei versi l\u2019elaborazione dei propri miti( le Cesane, la notte, i boschi, le nuvole, la luna, la famiglia, la nonna, la madre, ecc.) fissano la scrittura in quelle ossessioni\u00a0 emerse dal magma psichico, in quel fremito consapevole dell\u2019autoisolamento, in quella esasperata materia inventiva che qui ne \u201ci luoghi persi\u201d richiede una coscienza etica dello scrivere, visibilmente viva. <strong>E\u2019 una prova impegnativa questa de \u201ci luoghi persi\u201d, uscita nel 1994, con poesie scritte\u00a0 tra la seconda met\u00e0 degli anni Ottanta\u00a0\u00a0 e i primi anni Novanta, e oggi riscoperta,\u00a0 \u00a0pur con una sezione di poesie inedite in chiusura libro, giocata tra immobilit\u00e0 e movimento, superficie e profondit\u00e0, come antinomie della durata spazio- temporale,\u00a0 e ne trova la misura segreta in un\u2019armonia musicale mossa da un\u2019accelerazione ritmico-semantica\u00a0 segnata dalla durata\u00a0 pacata della raffigurazione paesistica. Il miracolo \u00e8 in questi luoghi rivelati come misteri e di questi misteri si fanno unica essenza; l\u2019illuminazione visionaria apre alla solitudine, al silenzio, alle figure care come la nonna, ai luoghi-istanti in cui il tempo \u00e8 sospeso, archetipi e miti gi\u00e0 percepiti nell\u2019infanzia. \u00a0\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>La genesi della poesia piersantiana oggi vive ancora la crisi della metrica primonovecentesca, ne \u00e8 naturale erede con soprattutto lo sperimentalismo di certe e audaci testure di Pascoli, all\u2019interno di quella mallarmeana cris du vers, volta a radicalizzare l\u2019ambiguit\u00e0 metrica del po\u00e8me en prose traendone nuclei metrici tensivi. <strong>Poeta-narratore il nostro Umberto Piersanti, narratore e poeta di geografie quotidiane, di luoghi amati e vissuti, e questo suo visivismo tattile, nel farsi finalmente vero e proprio visionarismo, muove da mediazioni ermetiche, lascia scoprire questo canto bucolico, idillico, classico negli elementi che lo caratterizzano e nelle componenti mitiche degli archetipi che <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/i_luoghi_persi.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-27964\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/i_luoghi_persi.jpg\" alt=\"\" width=\"249\" height=\"411\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/i_luoghi_persi.jpg 400w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/i_luoghi_persi-182x300.jpg 182w\" sizes=\"(max-width: 249px) 100vw, 249px\" \/><\/a>lo generano. Nostalgia, evocazione, rimpianto, dolce ricordo, struggente catarsi fisica e psichica.<\/strong> La regressione memoriale, i moduli figurativi del divenire( \u201cvola la gazza blu in lontani boschi\/passammo il cielo dell\u2019atlante immenso\/la lunghissima striscia di cartone\/turchino, viene dopo le \u00a0figure\/ di terra e d\u2019erbe, di corsi d\u2019acqua chiara\/ solo la fa diversa la gran bambagia\/ che s\u2019addensa bianchissima,\u2026\u201d) la continua dissolvenza\u00a0 del visibile in arcane figure vegetali e animali, \u00a0o figure familiari (la madre, la nonna Fenisa, il nonno M\u00e0dio, il piccolo Jacopo) \u00a0\u00a0tessono la cornice<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/R.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-27963 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/R.jpg\" alt=\"\" width=\"406\" height=\"203\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/R.jpg 720w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/R-300x150.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 406px) 100vw, 406px\" \/><\/a> dell\u2019apparenza che si rivela come immobilit\u00e0 del ripetuto e del ripetibile, nello spingersi \u00a0in questo canto del destino dove \u00a0il tempo poetico \u00e8 sprofondato nello spazio vissuto (\u201c\u2026la prima volta Jacopo ha toccato\/la neve con la mano ai Cappuccini\/non gli bast\u00f2 il bicchiere che la madre\/ha riportato colmo a quella stanza\/dove stavamo in tre nel letto caldo\/fuori la luna\u00a0 gela sulle foglie\/ e Jacopo ripete che oltre il muro\/c\u2019\u00e8 stata la Fenisa che c\u2019\u00e8 morta\/prima sapeva che quando \u00e8 vecchio molto\/chi si mette in viaggio non ritorna\/\u2026\u201d). \u00a0<strong> Le Cesane\u00a0 sono il simbolo del solipsismo\u00a0 del poeta, con la metafora del suo isolamento interiore\u00a0 che \u00a0colloquia l\u00ec\u00a0 tra alberi, macchia\u00a0 e cielo, montagne e dirupi; i contorni del paesaggio si rendono pi\u00f9 visibili e\u00a0 riconoscibili, quelle \u00a0terre tra Urbino e Fossombrone, le Cesane, \u00a0hanno in Piersanti\u00a0 un nuovo sussulto\u00a0 dove una percezione non barocca\u00a0 e non surreale\u00a0 dell\u2019oggetto osservato, lascia vivere la certezza del suo esserci e il controllo\u00a0 della meditazione pur severo\u00a0 come il farsi stesso dello scatto poetico (\u201c\u2026vede il pastore l\u2019ombra larga e fitta\/mette la faccia proprio sotto il fiore\/subito s\u2019addormenta, quel veleno\/nella pace che inganna lo sprofonda\/quando si sveglia e vede\/gli agnelli intorno\/ha perso ormai del tutto la memoria\/e non sa pi\u00f9 chi \u00e8\/che deve fare\u201d).<\/strong> \u00a0 Una terra nel vento e nel silenzio, con i suoi fiori boschivi, i monti e i dirupi, i sentieri e le nebbie, le pietre e i volatili, la nascosta bellezza, l\u2019incontaminazione della natura, un nuovo mondo, un paradiso e una terra di sogno. \u00a0Qui il cronos \u00e8 perduto e i fiori\u00a0 hanno una realt\u00e0 misteriosa,<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/OIP.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-27965\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/OIP.jpg\" alt=\"\" width=\"474\" height=\"266\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/OIP.jpg 474w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/OIP-300x168.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 474px) 100vw, 474px\" \/><\/a> mentre i paesaggi sono consumati dalla luce, \u00a0e si percepisce la muta presenza di Leopardi, \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0perch\u00e9 gli ambienti diurni e le sensazioni notturne, il mare in lontananza, la casa dell\u2019infanzia e la nonna e il piccolo-grande \u00a0Jacopo ( \u201c\u2026mi resta una tua foto dove sei\/ con Jacopo\u00a0 che a un anno era stupito\/ per i volti diversi e cos\u00ec i luoghi\/\u2026\u201d), tutto \u00e8 sensibilit\u00e0 \u00a0e memoria,\u00a0\u00a0 e la speranza scava\u00a0 nel profondo della paternit\u00e0, <strong>sicch\u00e8 \u00a0la sofferenza\u00a0 riceve una sua spiegazione\u00a0 e il dolore \u00a0sentito intimamente prima nella carne e poi nello spirito\u00a0 raggiunge una dizione universale (\u201c io non avevo\u00a0 mai capito\/ da dove l\u2019anima viene tra gli spini\/ ma l\u2019anima \u00e8 piccola\/fatta d\u2019aria\/passa tra gli spini e non si graffia\/&#8221;.) e per il miracolo della poesia si fa patrimonio\u00a0 di quanti\u00a0 vi riconoscono\u00a0 il proprio tormento e la propria consolazione. \u00a0<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019esistente \u00e8 braccato, quanto pi\u00f9 il verso \u00e8 vissuto, tanto pi\u00f9 si rivela fuggevole. La parola come ricerca di certezze, e le occasioni, la vita, l\u2019esistenza, il vissuto, hanno imposto un lessico che pare scoperto per la prima volta; non \u00e8 un ripensamento poetico che a distanza colora un tempo di memoria, \u00e8 l\u2019Umberto Piersanti al contatto aspro con la natura che porge parole isolate nella loro elementarit\u00e0 \u00a0\u00a0grezza eppure musicale, impaginata tra lembi di silenzio, sillabata. <strong>Al centro della poesia piersantiana vi \u00e8 il poeta che ridona a ogni vocabolo un rilievo e un valore insostituibili. Il mondo descritto, quel fazzoletto di territorio dove il poeta \u00e8 nato e vissuto, dove ricordi e memorie, figure care e amicizie, si ritrovano nei versi a rispondere di squilibri, di stupore, di sofferenza, di armonia, trafilano la ricerca esistenziale di Piersanti. Nostalgia, evocazione, rimpianto, dolce ricordo, struggente catarsi fisica e psichica; ancora una volta Umberto Piersanti ci svela questo canzoniere prezioso, di versi di vita, persino \u201cd\u2019altre vicende ancora\/e pi\u00f9 lontane, t\u2019avrei narrato\/ della gente e i campi da dove vieni\/la parte del tuo sangue che non sai\/\u2026\u201d.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u201cTutto \u00e8 intimo\u201d, scriveva Friedrich H\u00f6lderlin. Anche il\u00a0fuori, realt\u00e0 esteriore. Anche il paesaggio de \u201cI luoghi persi\u201d (Crocetti editore, 2022) di Umberto Piersanti che ci ripropone un libro ormai divenuto centrale dell\u2019intero suo percorso poetico; fa vivere e rivivere un paesaggio divenuto arte o mondo che \u00e8 creazione, \u00e8 l\u2019una e l\u2019altra cosa. La poesia, intesa come scoperta delle radici, del vissuto, della memoria; la poesia che attraversa e rivela la realt\u00e0. 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