{"id":27973,"date":"2022-11-23T21:19:41","date_gmt":"2022-11-23T21:19:41","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=27973"},"modified":"2022-11-23T21:19:41","modified_gmt":"2022-11-23T21:19:41","slug":"vittorio-cini-lultimo-doge-di-venezia-la-mostra-a-palazzo-bonacossi-a-ferrara","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2022\/11\/23\/vittorio-cini-lultimo-doge-di-venezia-la-mostra-a-palazzo-bonacossi-a-ferrara\/","title":{"rendered":"Vittorio Cini l\u2019ultimo doge di Venezia. La mostra a Palazzo Bonacossi a Ferrara"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/Foto-ritratto-Cini_Ghitta-Carell-Ritratto-di-Vittorio-Cini.-Archivio-Anna-Avati-Guglielmi-796x1024-1.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-27974\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/Foto-ritratto-Cini_Ghitta-Carell-Ritratto-di-Vittorio-Cini.-Archivio-Anna-Avati-Guglielmi-796x1024-1.jpeg\" alt=\"\" width=\"352\" height=\"453\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/Foto-ritratto-Cini_Ghitta-Carell-Ritratto-di-Vittorio-Cini.-Archivio-Anna-Avati-Guglielmi-796x1024-1.jpeg 796w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/Foto-ritratto-Cini_Ghitta-Carell-Ritratto-di-Vittorio-Cini.-Archivio-Anna-Avati-Guglielmi-796x1024-1-233x300.jpeg 233w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/Foto-ritratto-Cini_Ghitta-Carell-Ritratto-di-Vittorio-Cini.-Archivio-Anna-Avati-Guglielmi-796x1024-1-768x988.jpeg 768w\" sizes=\"(max-width: 352px) 100vw, 352px\" \/><\/a>Nelle splendide sale di Palazzo Bonacossi a Ferrara la mostra\u00a0\u201c<em>Vittorio Cini. L\u2019ultimo doge\u201d<\/em>, organizzata da Il Cigno Arte in collaborazione con Fondazione Ferrara Arte e Servizio Musei d\u2019Arte del Comune di Ferrara.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Nato a Ferrara il 20 febbraio del 1885, Vittorio Cini, definito da Indro Montanelli<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/134517-Stefania_Fabrizi_Cini_2022.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-27975 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/134517-Stefania_Fabrizi_Cini_2022.jpg\" alt=\"\" width=\"375\" height=\"281\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/134517-Stefania_Fabrizi_Cini_2022.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/134517-Stefania_Fabrizi_Cini_2022-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 375px) 100vw, 375px\" \/><\/a> \u201cl\u2019ultimo Doge di Venezia\u201d, \u00e8 stato uno dei pi\u00f9 grandi imprenditori del Novecento.<\/strong>\u00a0Senatore del Regno dal 1934, fu nominato due anni dopo commissario generale dell\u2019<strong>Ente Esposizione Universale di Roma<\/strong>, prevista per il 1942. Dopo aver ricoperto per alcuni mesi la carica di ministro delle comunicazioni, nel giugno del 1943\u00a0<strong>si dissoci\u00f2 dal regime fascista, scelta che gli cost\u00f2 l\u2019internamento nel campo di concentramento di Dachau,\u00a0<\/strong>dal quale usc\u00ec grazie all\u2019intervento del figlio Giorgio. In memoria di quest\u2019ultimo, scomparso prematuramente, promosse la costituzione della\u00a0<strong>Fondazione Giorgio Cini<\/strong>\u00a0(1951), centro di formazione e ricerca umanistica che scelse di collocare nell\u2019Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia al fine di promuoverne il recupero e il restauro. Mecenate e filantropo, uomo curioso e amante del bello,\u00a0<strong>Cini fu anche<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/Shay-Frisch-Campo-414_N-O-2019-Compone-nti-elettrici-foglia-doro-e-legno-732x1024-1.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-27977\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/Shay-Frisch-Campo-414_N-O-2019-Compone-nti-elettrici-foglia-doro-e-legno-732x1024-1.jpeg\" alt=\"\" width=\"339\" height=\"474\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/Shay-Frisch-Campo-414_N-O-2019-Compone-nti-elettrici-foglia-doro-e-legno-732x1024-1.jpeg 732w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/Shay-Frisch-Campo-414_N-O-2019-Compone-nti-elettrici-foglia-doro-e-legno-732x1024-1-214x300.jpeg 214w\" sizes=\"(max-width: 339px) 100vw, 339px\" \/><\/a> <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/Marco-Bernardi-Italia-pacco_-tutto-cio\u0300-che-non-e\u0300-stato-2017-22-Gommapiuma-legno-cellofan-669x1024-1.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-27976 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/Marco-Bernardi-Italia-pacco_-tutto-cio\u0300-che-non-e\u0300-stato-2017-22-Gommapiuma-legno-cellofan-669x1024-1.jpeg\" alt=\"\" width=\"308\" height=\"471\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/Marco-Bernardi-Italia-pacco_-tutto-cio\u0300-che-non-e\u0300-stato-2017-22-Gommapiuma-legno-cellofan-669x1024-1.jpeg 669w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/Marco-Bernardi-Italia-pacco_-tutto-cio\u0300-che-non-e\u0300-stato-2017-22-Gommapiuma-legno-cellofan-669x1024-1-196x300.jpeg 196w\" sizes=\"(max-width: 308px) 100vw, 308px\" \/><\/a>uno dei pi\u00f9 intelligenti collezionisti del Novecento<\/strong>: nella sua ricca e variegata raccolta figuravano, tra gli altri, capolavori di grandi maestri del Rinascimento estense, testimonianza della passione per l\u2019arte della sua citt\u00e0 natale, cui si avvicin\u00f2 anche grazie alla frequentazione di Nino Barbantini, curatore della celebre mostra di Palazzo dei Diamanti del 1933. <strong>Attraverso le opere di ventotto artisti<\/strong>, perlopi\u00f9 concepite ad hoc in previsione della collettiva,\u00a0<strong>viene evocata la vicenda umana e professionale di questo illustre ferrarese, protagonista della storia e della vita economica, politica, sociale e culturale italiana del Novecento<\/strong>. Numerosi lavori insistono sui luoghi nei quali lasci\u00f2 un segno indelebile, a partire dalla sua citt\u00e0 di adozione, dove abit\u00f2 nel cinquecentesco palazzo sul Canal Grande a San Vio (che imprezios\u00ec con straordinarie opere d\u2019arte antica collezionate nel corso degli anni) e dove promosse il\u00a0<strong>recupero dell\u2019Isola di San Giorgio Maggiore<\/strong>, fondandovi il primo ente privato italiano che si poneva come scopo principale la ricerca umanistica. E ancora, la terraferma, la zona industriale di\u00a0<strong>Porto Marghera<\/strong>, del cui quartiere urbano gett\u00f2 le basi; e, naturalmente,\u00a0<strong>Roma<\/strong>, <strong>la citt\u00e0 Eterna, dove Mussolini gli affid\u00f2 la gestione di una delle pi\u00f9 straordinarie avventure dell\u2019urbanistica moderna,<\/strong> l\u2019<strong>Esposizione Universale (E42).<\/strong>\u00a0Altre opere rinviano alle sue iniziative imprenditoriali (ad esempio nel settore dell\u2019industria elettrica) e alla sua vicenda biografica. Come<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/Emilio-Vedova_Senza-titolo-1985-Tecnica-mista-su-cartone-1536x980-1-e1669238033403.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-27978 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/Emilio-Vedova_Senza-titolo-1985-Tecnica-mista-su-cartone-1536x980-1-e1669238033403.jpeg\" alt=\"\" width=\"403\" height=\"257\" \/><\/a> sottolinea Marco Di Capua, dai diversi spunti forniti dagli artisti che hanno indagato la \u00abgeografia ciniana\u00bb emerge \u00abun DNA creativo e civile, progettuale ed estetico che condiziona e rende evidente, in modo lampante, il senso moderno della civilt\u00e0 italiana\u00bb. <strong>La mostra dar\u00e0 conto altres\u00ec, attraverso fotografie storiche e documenti, dell\u2019attivit\u00e0 collezionistica di Vittorio Cini<\/strong>, definito da Federico Zeri \u00abvero raccoglitore di pittura antica\u00bb,\u00a0<strong>e\u00a0 di alcune significative iniziative<\/strong>\u00a0come<strong>\u00a0il restauro e il progetto di arredo del Castello di Monselice<\/strong>\u00a0(di cui divent\u00f2 proprietario nel 1935),<strong>\u00a0la donazione del palazzo di Renata di Francia al Comune di Ferrara\u00a0<\/strong>(1942)<strong>\u00a0e la creazione dell\u2019Istituto di Cultura \u201cCasa Giorgio Cini\u201d\u00a0<\/strong>nella residenza di famiglia in via Santo Stefano\u00a0<strong>a Ferrara<\/strong>, donata ai gesuiti nel 1950.<\/p>\n<p><em>Opere di<\/em> <strong>Riccardo Ajossa, Marco Bernardi, Alberto Biasi, Andrea Boyer, Vito Bongiorno, Lucia Crisci, Ettore de Conciliis, Stefania Fabrizi, Shay Frisch, Elisa Grezzani, Carlo Gavazzeni Ricordi, Claudio Koporossy, Rosaria Gini, Alessandra Giovannoni, Umberto Mariani, Riccardo Monachesi, Giorgio Ortona, Tommaso Ottieri, Achille Perilli, Elena Pinzuti, Piero Pizzi Cannella, Mauro Reggio, Oliviero Rainaldi, Maurizio Savini, Giovanni Tommasi Ferroni, Emilio Vedova, Marco Verrelli, Ortensio Zecchino.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Nelle splendide sale di Palazzo Bonacossi a Ferrara la mostra\u00a0\u201cVittorio Cini. L\u2019ultimo doge\u201d, organizzata da Il Cigno Arte in collaborazione con Fondazione Ferrara Arte e Servizio Musei d\u2019Arte del Comune di Ferrara. Nato a Ferrara il 20 febbraio del 1885, Vittorio Cini, definito da Indro Montanelli \u201cl\u2019ultimo Doge di Venezia\u201d, \u00e8 stato uno dei pi\u00f9 grandi imprenditori del Novecento.\u00a0Senatore del Regno dal 1934, fu nominato due anni dopo commissario generale dell\u2019Ente Esposizione Universale di Roma, prevista per il 1942. Dopo aver ricoperto per alcuni mesi la carica di ministro delle comunicazioni, nel giugno del 1943\u00a0si dissoci\u00f2 dal regime fascista, scelta [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2022\/11\/23\/vittorio-cini-lultimo-doge-di-venezia-la-mostra-a-palazzo-bonacossi-a-ferrara\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[9894,10357,44441,87,35351,35224,26,17505,35188,64,28369,17494,51665,4625,409394],"tags":[392133,462816,13698,462815,355195,462814],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27973"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=27973"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27973\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":27979,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27973\/revisions\/27979"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=27973"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=27973"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=27973"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}