{"id":28028,"date":"2022-11-29T21:25:56","date_gmt":"2022-11-29T21:25:56","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=28028"},"modified":"2022-11-29T21:25:56","modified_gmt":"2022-11-29T21:25:56","slug":"salvador-dali-dante-e-il-viaggio-del-genio-cento-xilografie-a-colori-che-raccontano-la-commedia-esposte-alla-fortezza-di-sarzana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2022\/11\/29\/salvador-dali-dante-e-il-viaggio-del-genio-cento-xilografie-a-colori-che-raccontano-la-commedia-esposte-alla-fortezza-di-sarzana\/","title":{"rendered":"Salvador Dal\u00ec, Dante e il viaggio del Genio. Cento xilografie a colori che raccontano la Commedia esposte alla Fortezza di Sarzana."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/134805-FortezzaDiSarzana_ComuneSarzana-e1669756691705.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-28029\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/134805-FortezzaDiSarzana_ComuneSarzana-e1669756691705.jpg\" alt=\"\" width=\"443\" height=\"297\" \/><\/a>La <strong>Fortezza Firmafede <\/strong>di Sarzana, nota anche come Cittadella, complesso mediceo della cinta muraria sarzanese e protagonista della vita culturale della citt\u00e0, ospita fino al 5 febbraio 2023 l\u2019esposizione <strong>\u2018SALVADOR DAL\u00cd. Dante e il viaggio del Genio\u2019<\/strong>, promossa dal <strong>Comune di Sarzana<\/strong>, organizzata da <strong>Comediarting<\/strong> e curata da <strong>Gina Ingrassia<\/strong>. Cento xilografie a colori di Salvador Dal\u00ed raccontano e reinterpretano in modo originale e rivoluzionario il viaggio di Dante nella Divina Commedia, il<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/IMG-20221122-WA0001.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-28030 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/IMG-20221122-WA0001.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"372\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/IMG-20221122-WA0001.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/IMG-20221122-WA0001-242x300.jpg 242w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a> capolavoro trecentesco le cui prime traduzioni in lingua straniera furono proprio in castigliano e catalano. Il legame di Dal\u00ed con l\u2019Italia \u00e8 stato forte e intenso. L\u2019artista am\u00f2 profondamente l\u2019Italia, che ha percorso e visitato pi\u00f9 volte nell\u2019arco della sua vita, e la cultura del Belpaese, infatti, \u00e8 stata oggetto di studi approfonditi e spesso fonte d\u2019ispirazione per la realizzazione dei suoi dipinti. Il rapporto di Dante con la citt\u00e0 di Sarzana \u00e8 stato altrettanto importante, legato in particolare a un episodio che vede il Poeta presente nella cittadina agli inizi di ottobre del 1306, quando vi soggiorn\u00f2 nel ruolo di \u2018ambasciatore\u2019 di pace per dirimere, con successo, la lunga trattativa fra i Malaspina dello Spino Fiorito e il Vescovo Conte di Luni.<\/p>\n<p>Dopo il ricco calendario di iniziative che la citt\u00e0 ha dedicato a Dante, in occasione dei 700 anni dalla nascita, torna un ulteriore omaggio al Sommo Poeta e al suo capolavoro reinterpretato da uno dei pi\u00f9 grandi artisti del Novecento, Dal\u00ec. \u201c<em>Abbiamo pensato a Sarzana come a una grande citt\u00e0 di cultura, capace di ospitare ogni anno grandi mostre di livello nazionale e internazionale e abbiamo realizzato questa ambizione<\/em> \u2013 dichiara <strong>il sindaco di Sarzana Cristina Ponzanelli<\/strong>. &#8211; <em>Grandi artisti come Banksy e Obey sono un omaggio alla contemporaneit\u00e0 di Sarzana, riscoprire Gian Carozzi o Piero Colombani un omaggio alla sua storia. La Mostra di Salvador Dal\u00ec rappresenta insieme l&#8217;orgoglio di proporre a Sarzana un artista globale come il Maestro surrealista spagnolo e l&#8217;orgoglio della nostra identit\u00e0 sarzanese, con un racconto di Dante Alighieri che ha mosso i suoi passi nella nostra citt\u00e0. Sar\u00e0 una mostra anche didattica, per offrire ai ragazzi delle nostre scuole lo studio di due artisti assoluti che si incrociano a Sarzana<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/AA14ynNw.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-28031\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/AA14ynNw.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/AA14ynNw.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/AA14ynNw-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a>L\u2019esposizione sarzanese propone un interessante <em>excursus<\/em> sulla Divina Commedia e un avvincente dialogo tra due geni della cultura, lontani nel tempo e nello spazio ma uniti reciprocamente da un\u2019interpretazione del mondo per certi versi simile che apre a suggestivi scenari metafisici e a mondi visionari. <strong>Le cento xilografie a colori presentate in mostra, che costituiscono uno dei capolavori illustrati del secolo scorso, sono il risultato di un ambizioso progetto che ha una lunga e articolata storia.<\/strong> <strong>\u00c8 il 1949 quando il Governo Italiano, in vista delle celebrazioni per i 700 anni della nascita di Dante, che si sarebbero svolte nel 1965, commissiona a Dal\u00ed un\u2019opera colossale che prevede l\u2019illustrazione della <em>Divina Commedia<\/em>, progetto che per alterne vicende e ragioni indipendenti dalla volont\u00e0 dell\u2019artista subisce variazioni continue non giungendo mai a compimento nella forma ipotizzata.<\/strong><\/p>\n<p>Gli acquerelli realizzati da Dal\u00ed portano, infine, alla realizzazione delle cento tavole xilografiche, frutto di ulteriori cinque anni di lavoro con il coinvolgimento di alcuni tra i migliori maestri incisori dell\u2019epoca che utilizzarono ben 3.500 legni sui quali furono impressi progressivamente i trentacinque colori di ogni tavola. Un\u2019opera straordinaria e stupefacente che da una parte racconta la Divina Commedia e dall\u2019altra rappresenta la sintesi del percorso personale e artistico di Salvador Dal\u00ed.<\/p>\n<p><strong>Le cento opere, divise in tre sezioni che ripercorrono i tre regni ultraterreni, raccontano attraverso il linguaggio immaginifico e la cifra stilistica di Dal\u00ed il capolavoro di Dante in maniera fortemente personalizzata.<\/strong> Non si aspetti dunque il visitatore una corrispondenza precisa e puntuale tra immagini e Canti, peraltro ancora oggi oggetto di studi e indagini tra esperti, poich\u00e9 Dal\u00ed sembra selezionare e voler riportare sulle tavole preferenzialmente gli episodi che sono vicini alla sua storia personale e i personaggi che sollecitano la sua immaginazione e appartengono in<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/AA14yh1D.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-28032 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/AA14yh1D.jpg\" alt=\"\" width=\"403\" height=\"303\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/AA14yh1D.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/AA14yh1D-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 403px) 100vw, 403px\" \/><\/a> qualche modo al suo universo psichico. Il risultato \u00e8 una \u2018nuova\u2019 Divina Commedia che, filtrata attraverso la sensibilit\u00e0 e l\u2019immaginario del maestro di Figueras, diviene di fatto un nuovo viaggio parallelo dentro la psiche e le suggestioni stesse dell\u2019artista che si trova a confrontarsi con essa e con s\u00e9 stesso. Il percorso espositivo, nel rispetto della segnatura indicata sul retro di ogni opera del corpus presentato in mostra, segue la corrispondenza tra immagine e canto elaborata dallo studioso tedesco <strong>Wolfgang Everling<\/strong>. Un <strong>Inferno<\/strong> inaspettato \u00e8 restituito all\u2019osservatore attraverso trentasei opere dove arditamente trovano spazio la luce e i colori del Mediterraneo al posto delle ombre e delle tinte fosche e cupe convenzionali del regno degli inferi e dove primeggiano figure insolitamente alternative rispetto alla consuetudine, basti pensare a Minosse e Achille e Polissena, scelti insolitamente al posto di Paolo e Francesca a rappresentare il V canto, al quale Dal\u00ed dedica ben tre tavole.<\/p>\n<p>Personaggi fantastici e metafisici paesaggi caratterizzano ciascuna delle trentaquattro tavole del <strong>Purgatorio<\/strong>, donando un volto e un&#8217;immagine ai protagonisti e alle storie raccontate dalla cantica. \u00c8 il \u201cmondo di mezzo\u201d, inteso come ponte tra le atmosfere oniriche e surreali dell\u2019Inferno e le iconografie celesti del Paradiso, per il quale l\u2019artista adotta un registro pittorico che testimonia, nelle forme e nell\u2019operato dei suoi protagonisti, l\u2019incredibile fatica del \u201csalire\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/134803-PURGATORIO_Manfredi_Salvador_Dal_Gala-Salvador_Dal_Foundation_by_SIAE_2022_1_-scaled-e1669756805777.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-28033\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/134803-PURGATORIO_Manfredi_Salvador_Dal_Gala-Salvador_Dal_Foundation_by_SIAE_2022_1_-scaled-e1669756805777.jpg\" alt=\"\" width=\"345\" height=\"443\" \/><\/a>E, infine, le trenta tavole del <strong>Paradiso<\/strong>, l\u2019ultimo regno, collocato da Dal\u00ed \u201c<em>n\u00e9 sopra, n\u00e9 sotto, n\u00e9 a destra, n\u00e9 a sinistra ma esattamente nel centro del petto dell\u2019uomo che ha fede\u201d <\/em>dove emerge, ancora una volta, la concezione metafisica e psicologica della Commedia e la grande forza evocativa delle immagini, alcune delle quali si fanno sempre pi\u00f9 grandi, morbide e rassicuranti, altre invece evanescenti, leggere, eteree, immerse nel bagliore della luce. Un\u2019opera visiva straordinariamente innovativa, che si distanzia da qualunque precedente interpretazione figurativa della Commedia, in cui Dal\u00ed ripercorre per intero la personale evoluzione artistica chiamando in rassegna tutto il suo bagaglio iconografico, composto di oggetti molli, grucce, corni di rinoceronte e ossa volanti, e opera una sintesi di quel ricchissimo e poliedrico mondo interiore che riversa nella sua arte, le atmosfere surrealiste e il misticismo, il liquefarsi del tempo e dello spazio, il metodo paranoico critico e gli arditi spazi metafisici, i richiami all\u2019arte classica e ai maestri del Rinascimento, dando vita a una suggestione e a una tensione psichica continue, dove l\u2019occhio corre e si perde nella bellezza e lucentezza del colore e nell\u2019evanescenza delle immagini.<\/p>\n<p>Un apparato di immagini che dialoga superbamente con i mondi ultraterreni creati da Dante regalandoci un universo nuovo e inaspettato in cui immergerci. Integrano l\u2019esposizione undici tavole tra acqueforti e monotipi, parte di un complesso lavoro a tre mani, concepito nel 1999, che vide impegnati, su un progetto della <strong>galleria e casa editrice Nuages<\/strong>, tre noti illustratori incaricati di tradurre in immagini le cantiche della Divina Commedia allo scopo di dare alle stampe una preziosa edizione del poema dantesco oggi disponibile. <strong>Lorenzo Mattotti e Jean Giraud (in arte Moebius)<\/strong> si dedicarono rispettivamente alle illustrazioni dell\u2019Inferno e del Paradiso, di cui in mostra sono presentate due acqueforti raffiguranti il volto di Dante. Al celebre artista americano <strong>Milton Glaser<\/strong>, profondamente legato all\u2019Italia \u2013 fu allievo di Giorgio Morandi all\u2019Accademia di Belle Arti di Bologna e autore di un celebre manifesto dell&#8217;azienda italiana Olivetti &#8211; spett\u00f2 l\u2019illustrazione dei canti del Purgatorio di cui nove tavole, vibranti di malinconica dolcezza, sono inserite nel percorso espositivo. L\u2019ardito accostamento offre al pubblico un interessante termine di paragone tra culture e linguaggi figurativi diversi in relazione all\u2019interpretazione visiva di un\u2019opera letteraria e testimonia altres\u00ec l\u2019attualit\u00e0, il fascino e il profondo interesse che ancora oggi \u00e8 capace di suscitare il capolavoro di Dante Alighieri. \u201c<em>Il valore aggiunto della mostra <strong>\u2018SALVADOR DAL\u00cd. Dante e il viaggio del<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/134799-INFERNO_Incagliato_Salvador_Dal_Gala-Salvador_Dal_Foundation_by_SIAE_2022.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-28034\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/134799-INFERNO_Incagliato_Salvador_Dal_Gala-Salvador_Dal_Foundation_by_SIAE_2022.jpg\" alt=\"\" width=\"439\" height=\"329\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/134799-INFERNO_Incagliato_Salvador_Dal_Gala-Salvador_Dal_Foundation_by_SIAE_2022.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/11\/134799-INFERNO_Incagliato_Salvador_Dal_Gala-Salvador_Dal_Foundation_by_SIAE_2022-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 439px) 100vw, 439px\" \/><\/a> Genio\u2019<\/strong>, al di l\u00e0 del puro valore culturale e del suo innegabile contributo in termini di bellezza, sta nella possibilit\u00e0 di mettere a confronto, attraverso il dialogo tra due figure straordinarie, idee, visioni e filosofie diverse, evidenziando similitudini pi\u00f9 che differenze e testimoniando attraverso questo l\u2019attualit\u00e0 della loro opera<\/em> &#8211; dichiara <strong>la curatrice Gina Ingrassia<\/strong> &#8211; <em>Una dimostrazione che l\u2019Arte, quella con la A maiuscola, \u00e8 un linguaggio universale e i grandi prodotti culturali non conoscono confini e limiti spazio temporali, portatori di messaggi condivisi che accomunano mondi solo in apparenza diversi e lontani<\/em>\u201d conclude <strong>Ingrassia<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Salvador Dal\u00ed y Dom\u00e8nech,<\/strong> secondo figlio del notaio Salvador Dal\u00ed Cus\u00ed e di Felipa Dom\u00e8nech Ferr\u00e9s, nasce l\u201911 maggio 1904 a Figueres (Girona), in Catalogna. Il nome gli viene dato in memoria del fratello primogenito morto all\u2019et\u00e0 di due anni. Nel 1908 nasce la sua unica sorella, Anna Maria. Dal\u00ed compie gli studi superiori nel collegio dei fratelli maristi e all\u2019Institut de Figueres e frequenta le lezioni del professor Juan N\u00fa\u00f1ez alla Escuela Municipal de Dibujo di Figueres, dal quale apprende la tecnica del disegno e del chiaroscuro. All\u2019et\u00e0 di 16 anni, si trasferisce a Madrid per frequentare la Escuela especial de pintura, escultura y grabado della Real Academia de Bellas Artes de San Fernando. Vive nella Residencia de Estudiantes, dove stringe amicizia con un gruppo di giovani destinati a diventare intellettuali e artisti di grande rilievo: tra questi Luis Bu\u00f1uel, Federico Garc\u00eda Lorca, Eugenio Montes e Pep\u00edn Bello. Le prime opere rivelano un profondo amore per il paesaggio dell\u2019Empord\u00e0 al quale l\u2019artista si sente molto legato. Le rocce del Cap de Creus e la luce straordinaria del cielo di Cadaqu\u00e9s, un villaggio di pescatori che si trova vicino Figueres, appaiono riflesse in tutta la sua produzione. Nel 1925 partecipa alla primera Exposici\u00f3n de la Sociedad de Artistas Ib\u00e9ricos a Madrid e presenta la prima personale alle Galeries Dalmau di Barcellona. Gli anni Venti sono molto prolifici e ricchi di scoperte sia sul piano artistico sia su quello personale. Dal\u00ed si lascia influenzare dall\u2019impressionismo e dal cubismo, dal futurismo e dalla metafisica italiana, nel tentativo di trovare una sua personale dimensione pittorica che non tarder\u00e0 a definirsi. \u00a0Nel 1929 si reca a Parigi e, grazie a Joan Mir\u00f3, entra in contatto con il gruppo dei surrealisti guidato da Andr\u00e9 Breton. Il film Un chien andalou, frutto della collaborazione con Luis Bu\u00f1uel, viene proiettato al cinema Studio 28. Nell\u2019estate del 1929 Ren\u00e9 Magritte, Luis Bu\u00f1uel e Paul \u00c9luard visitano Dal\u00ed a Cadaqu\u00e9s. In questa occasione l\u2019artista conosce Gala, la moglie di \u00c9luard, che a partire da questo momento, rimarr\u00e0 sempre accanto a lui, diventandone musa ispiratrice, modella e compagna per tutta la vita. I primi anni Trenta segnano la sua consacrazione come pittore. Ormai completamente integrato nel surrealismo, egli definisce in questo periodo lo stile personale che mescola avanguardia e tradizione. Nel 1934 compie il suo primo viaggio negli Stati Uniti, dove si tengono due personali a lui dedicate: una alla Julien Levy Gallery e l\u2019altra all\u2019Avery Memorial del Wadsworth Atheneum di Hartford (Connecticut). Il 14 dicembre 1936 la rivista Time gli dedica la copertina con un primo piano realizzato da Man Ray. Nel corso dell\u2019anno partecipa anche alla mostra Fantastic Art Dada Surrealism al MOMA di New York, mentre la Julien Levy Gallery ospita la sua terza personale. In occasione dell\u2019Esposizione universale di New York del 1939, disegna il padiglione chiamato Sogno di Venere. Per sfuggire alla guerra mondiale che devastava l\u2019Europa, Salvador e Gala Dal\u00ed ripartono per gli Stati Uniti, dove resteranno fino al 1948. In questi anni l\u2019artista si dedica al disegno di gioielli, un interesse che continuer\u00e0 a coltivare nel corso di tutta la sua carriera artistica. Risale a questo periodo l\u2019inizio del rapporto professionale con il fotografo Philippe Halsman. Nel 1942 la casa editrice Dial Press di New York pubblica l\u2019autobiografia The Secret life of Salvador Dal\u00ed. Gli anni di permanenza negli Stati Uniti sono estremamente fecondi e creativi: qui entra in contatto con figure di spicco della societ\u00e0 americana e porta a termine una grande variet\u00e0 di progetti oltre ad illustrare un\u2019ampia variet\u00e0 di articoli per noti giornali e riviste noti. Nel 1945 Alfred Hitchcock lo invita a trasferirsi a Hollywood e gli affida la realizzazione delle sequenze oniriche di Spellbound. Alla Bignou Gallery si inaugura la mostra Recent Paintings by Salvador Dal\u00ed. \u00a0Nel 1946 esegue le illustrazioni di diverse opere, tra queste The Autobiography of Benvenuto Cellini e Don Quixote de la Mancha di Miguel de Cervantes. Nello stesso anno, collabora con Walt Disney alla produzione di Destino, un breve cartone animato che doveva far parte di un film composto da diversi cortometraggi. Nel 1948 i Dal\u00ed fanno ritorno in Spagna e si stabiliscono a Portlligat, un villaggio di pescatori a nord di Cadaqu\u00e9s. Nello stesso anno il pittore si sposta a Roma per lavorare con Luchino Visconti allo spettacolo teatrale Rosalinda o Come vi piace di William Shakespeare, occupandosi della scenografia e dei costumi. L\u2019opera va in scena al Teatro Eliseo di Roma. Il 3 settembre 1951 il collezionista d\u2019arte Carlos de Beistegui organizza un ballo in maschera a Palazzo Labia a Venezia. Questo avvenimento \u00e8 annunciato come \u201cIl ballo del secolo\u201d. Tra tutte le celebrit\u00e0 invitate sono presenti anche Dal\u00ed e Gala che partecipano alla festa mascherati con vestiti disegnati dallo stesso artista e confezionati dalla casa Christian Dior. Dal punto di vista artistico, all\u2019inizio degli anni Cinquanta si registra una svolta nel suo stile pittorico: \u00e8 il principio della fase mistica e nucleare che illustra nel Manifeste Mystique, presentato a Parigi nel 1951. L\u2019artista predilige ora temi religiosi e argomenti legati alle scoperte scientifiche dell\u2019epoca. Nel 1954 viene organizzata nel Palazzo Pallavicini di Roma, la prima retrospettiva di Dal\u00ed in Italia. Oltre a dipinti, disegni, acquarelli e gioielli, sono esposte anche le illustrazioni della Divina Commedia. La mostra \u00e8 presentata anche al Palazzo delle Prigioni di Venezia e alla Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale di Milano. L\u20198 agosto del 1958 Dal\u00ed e Gala si sposano con una cerimonia religiosa nel Santuari dels \u00c0ngels a Sant Mart\u00ed Vell, nei pressi di Girona. Sul finire degli anni Sessanta, Salvador Dal\u00ed acquista il castello di P\u00fabol in una localit\u00e0 nei pressi di Girona e lo decora affinch\u00e9 Gala possa utilizzarlo come luogo di ritiro. Tra gli anni Sessanta e Settanta approfondisce il suo interesse per la scienza e l\u2019olografia, che apre nuove prospettive alla sua costante ricerca sul dominio delle immagini tridimensionali. Nel 1970 il museo Boijmans-van Beuningen di Rotterdam gli dedica una grande retrospettiva, che l\u2019anno dopo si sposta alla Staatliche Kunsthalle di Baden-Baden. Nel 1972 si tiene alle Knoedler Galleries la prima mostra mondiale degli ologrammi che Dal\u00ed crea in collaborazione con il Nobel per la fisica Dennis Gabor. L\u2019anno successivo l\u2019artista presenta la mostra Dal\u00ed. Su arte en joyas al Teatre-Museu Dal\u00ed, ancora da \u00a0inaugurare. L\u2019apertura ufficiale di quella che sar\u00e0 la sua ultima grande creazione e opera d\u2019arte totale avverr\u00e0 il 28 settembre 1974. Nel 1979 viene nominato membro dell\u2019Acad\u00e9mie des Beaux-Arts dell\u2019Institut de France e al Centre Georges Pompidou di Parigi si inaugura una sua grande retrospettiva. Nei primi anni Ottanta dipinge le ultime opere, essenzialmente ispirate a Michelangelo, Raffaello e Vel\u00e1zquez, per i quali ha sempre nutrito una profonda ammirazione. \u00a0Nel 1982 si inaugura a St. Petersburg (Florida) The Salvador Dal\u00ed Museum, fondato da A. Reynolds Morse ed Eleanor R. Morse, con l\u2019importante collezione che i coniugi esposero a Cleveland negli anni Settanta. Il 10 giugno 1982, Gala muore a Portlligat. Pochi giorni dopo Salvador Dal\u00ed si trasferisce nel castello di P\u00fabol. Il re Don Juan Carlos I lo nomina marchese di P\u00fabol.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La Fortezza Firmafede di Sarzana, nota anche come Cittadella, complesso mediceo della cinta muraria sarzanese e protagonista della vita culturale della citt\u00e0, ospita fino al 5 febbraio 2023 l\u2019esposizione \u2018SALVADOR DAL\u00cd. 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