{"id":28180,"date":"2022-12-16T17:52:01","date_gmt":"2022-12-16T17:52:01","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=28180"},"modified":"2022-12-16T22:04:57","modified_gmt":"2022-12-16T22:04:57","slug":"lomino-di-giovinazzo-un-libro-su-fortunato-depero-ricostruisce-un-suo-possibile-passaggio-in-puglia-a-giovinazzo-nel-1926","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2022\/12\/16\/lomino-di-giovinazzo-un-libro-su-fortunato-depero-ricostruisce-un-suo-possibile-passaggio-in-puglia-a-giovinazzo-nel-1926\/","title":{"rendered":"L\u2019omino di Giovinazzo. Un libro su Fortunato Depero ricostruisce un suo possibile passaggio in Puglia  a Giovinazzo nel 1926"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/12\/9788893721530_0_424_0_75.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-28181\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/12\/9788893721530_0_424_0_75.jpg\" alt=\"\" width=\"276\" height=\"491\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/12\/9788893721530_0_424_0_75.jpg 424w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/12\/9788893721530_0_424_0_75-169x300.jpg 169w\" sizes=\"(max-width: 276px) 100vw, 276px\" \/><\/a>Uno schizzo a china su un foglio ripiegato emerge durante la ristrutturazione di un bar della provincia di Bari; rappresenta una figura umana e reca una sigla \u00abf\u00bb, una data, un appunto scarabocchiato. Da questi elementi l&#8217;autore d\u00e0 vita a un&#8217;indagine appassionante: secondo lui il tratto, i motivi decorativi, lo stile inconfondibile<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/12\/AAA0561C-5089-4943-9500-ABF8ADB63182-1170x780-1-678x381-1.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-28182 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/12\/AAA0561C-5089-4943-9500-ABF8ADB63182-1170x780-1-678x381-1.jpeg\" alt=\"\" width=\"431\" height=\"242\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/12\/AAA0561C-5089-4943-9500-ABF8ADB63182-1170x780-1-678x381-1.jpeg 678w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/12\/AAA0561C-5089-4943-9500-ABF8ADB63182-1170x780-1-678x381-1-300x169.jpeg 300w\" sizes=\"(max-width: 431px) 100vw, 431px\" \/><\/a> sono tali da far fortemente sospettare un&#8217;attribuzione al celebre artista futurista Fortunato Depero. Si tratta per\u00f2 di ricostruire, sulla base di dati lacunosi, se Depero potesse trovarsi quell&#8217;anno in quel luogo. Al di l\u00e0 della paternit\u00e0 dell&#8217;Omino di Giovinazzo, sicuro \u00e8 il raggiungimento di un intento compatibile con il suo contesto culturale: il disegno campeggia oggi come logo sui tovagliolini del Gran Bar Pugliese, certo posati accanto a una futuristica bottiglietta di Campari Soda. <strong>Questa storia curiosa e inverosimile ci viene proposta nel libro di Aguinaldo Perrone dal titolo \u201cL\u2019omino di Giovinazzo. Fortunato Depero: 1926, passaggio in Puglia\u201d uscito per l\u2019Editore Graphe.it nella collana Parva (pp.56, 2022). Tutto parte da quel foglietto trovato in occasione di una ristrutturazione in un bar di Giovinazzo in provincia di Bari. <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>A campeggiare sul foglio\u00a0 ecco, disegnato a china, un ometto, \u00a0con bastone da frac\u00a0 e cappello a cilindro, i piedi a forma di parallelepipedo, con \u00a0un\u2019aria allegra e ottimista. Sulla carta una piccola F, forse il segno distintivo dell\u2019artista, una bottiglia, alcuni elementi grafici che ricordano una\u00a0 C. E un appunto. Indizi come lasciati per caso, quasi un rebus, con tanto di lettere alfabetiche, una sfida per i posteri raccolta da Aguinaldo Perrone studioso di cartellonismo e autore di alcuni saggi, tra questi \u00a0il nuovo \u201cL\u2019Omino di Giovinazzo\u201d, \u00a0Fortunato Depero: 1926, passaggio in Puglia, edito da Graphe.it per la collana Parva- con la bella prefazione di Domenico Cammarota, tra i maggiori esperti di letteratura futurista italiana. Perrone parrebbe riconoscere subito negli elementi distintivi grafici\u00a0\u00a0il tratto inconfondibile di Fortunato Depero, personaggio fra i pi\u00f9 versatili del 900, scenografo, scultore, poeta, grafico, pubblicitario, \u201cil piu\u2019 futurista dei futuristi\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/12\/Fortunato-Depero-e-Filippo-Tommaso-Marinetti-e1671212657249.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-28183\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/12\/Fortunato-Depero-e-Filippo-Tommaso-Marinetti-e1671212657249.jpg\" alt=\"\" width=\"424\" height=\"283\" \/><\/a>Studi su studi e attente analisi\u00a0 lasciano trapelare in modo sorprendente che \u00a0dalla bottiglia che compare sulla destra dell\u2019omino,\u00a0 \u00a0sembra partire verso l\u2019alto un getto spumantoso che travolge una C\u00a0 futurista, simile alla lettera utilizzata per altre illustrazioni della Campari, realizzate durante il\u00a0 lungo sodalizio dell\u2019artista con la casa di liquori ovvero uno dei suoi quadri pubblicitari, \u00a0 ovvero lo \u201cSquisito al selz\u201d \u00a0che fu presentato alla Biennale di Venezia proprio nel\u00a0 1926, anno\u00a0 \u00a0corrispondente alla \u00a0datazione\u00a0 del disegno ritrovato, e\u00a0 la stessa C e\u2019 del tutto simile\u00a0 a quella della scritta \u201cCampari 1931\u201ddella copertina del Numero unico Futurista Campari 1931.<\/p>\n<p>In alto sulla sinistra, poi campeggia il disegno piccolissimo \u201cquasi\u00a0impossib<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/12\/Omino-di-Giovinazzo.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-28184 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/12\/Omino-di-Giovinazzo.jpg\" alt=\"\" width=\"335\" height=\"446\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/12\/Omino-di-Giovinazzo.jpg 864w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/12\/Omino-di-Giovinazzo-225x300.jpg 225w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/12\/Omino-di-Giovinazzo-768x1024.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 335px) 100vw, 335px\" \/><\/a>ile da decifrare\u201d, \u00a0che rimanda proprio ad un cono e alla bottiglia\u00a0della Campari, progettata da Depero.\u00a0\u201cIl disegno presenta in toto \u2013 scrive\u00a0\u00a0Perrone \u2013 il linguaggio\u00a0di Fortunato Depero. L\u2019utilizzo degli omini dalle forme dinamiche e\u00a0dalle geometrie scomponibili \u00e8 peculiare nei suoi disegni, come ad esempio le sue celebri sculture\/modelli per il teatro da cui potrebbe aver attinto per il disegno dell\u2019Omino\u201d.<\/p>\n<p>A questo punto rimaneva il quesito\u00a0 come e perch\u00e9 \u00a0l\u2019artista trentino fosse transitato\u00a0 da Giovinazzo in quel di Puglia. \u00a0\u00a0L\u2019autore \u00a0del libretto cerca di ricostruire \u00a0 i viaggi al sud di Depero:\u00a0per la campagna pubblicitaria del Campari l\u2019artista stava realizzando delle grafiche corredate dalla musica e dalle liriche in collaborazione con il poeta messinese Giovanni Gerbino e con il compositore Franco Casavola. Nel 1926, l\u2019anno in cui il Gran Bar Pugliese venne inaugurato, Depero si rec\u00f2 a Reggio Calabria per la IV Biennale d\u2019Arte. Un breve trafiletto\u00a0 di giornale \u00a0conferma\u00a0 che vi espose alcune opere ricevendo la medaglia d\u2019argento. E subito dopo, come risulta da alcune cartoline inviate alla moglie Nina, and\u00f2 in Sicilia per incontrare Gerbino. E\u2019 possibile ipotizzare \u00a0quindi che prima di recarsi in Calabria sia passato a Giovinazzo\u00a0 per incontrare Casavola, che aveva a Bari la sua residenza; ma tale passaggio \u00a0non \u00a0\u00e8 avvalorato\u00a0 da alcun documento, ma \u00a0e\u2019 possibile anche pensare \u00a0che in quel periodo Casavola \u00a0potesse essersi recato\u00a0 a Giovinazzo per il periodo estivo. Tutto quanto esposto parrebbe ricondurre a Depero. Il condizionale \u00e8 d\u2019obbligo. \u00a0Anche se musei, collezionisti e taluni \u00a0studiosi interpellati dall\u2019autore negano l\u2019attribuzione all\u2019artista futurista. Manca, a parere loro, la poetica del tratto e soprattutto, i documenti.<\/p>\n<p>Ancora oggi l\u2019Omino di Giovinazzo trionfa\u00a0sui tovaglioli, sulle bustine di zucchero e ovunque nel\u00a0celebre Gran Bar Pugliese,\u00a0esprimendo l\u2019intento e il contesto culturale di cui l\u2019artista \u00e8 stato un grande esponente, e con la sua aria allegra che ricorda tanto la giocosa visione sulla vita propria della poetica espressiva di Depero. \u00a0\u00a0L\u2019Omino di Giovinazzo continua ancora oggi, \u00a0\u00a0a tambur battente, \u00a0a stimolare la curiosit\u00e0 \u00a0e pensieri\u00a0 di quanti \u00a0cercano di trovare il bandolo della scoperta.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Uno schizzo a china su un foglio ripiegato emerge durante la ristrutturazione di un bar della provincia di Bari; rappresenta una figura umana e reca una sigla \u00abf\u00bb, una data, un appunto scarabocchiato. 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