{"id":28269,"date":"2022-12-24T13:02:16","date_gmt":"2022-12-24T13:02:16","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=28269"},"modified":"2022-12-24T13:43:26","modified_gmt":"2022-12-24T13:43:26","slug":"giuseppe-modica-il-pittore-del-mare-e-della-luce-eccone-lintervista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2022\/12\/24\/giuseppe-modica-il-pittore-del-mare-e-della-luce-eccone-lintervista\/","title":{"rendered":"Giuseppe Modica il pittore del mare e della luce.  Eccone l\u2019intervista."},"content":{"rendered":"<h4><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/12\/13MB716-G-Modica-Foto-Dino-Ignani-e1671886224407.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-28270\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/12\/13MB716-G-Modica-Foto-Dino-Ignani-e1671886224407.jpeg\" alt=\"\" width=\"359\" height=\"269\" \/><\/a>Ho ritrovato Giuseppe Modica a Roma, proprio nel suo studio Atelier di Pittura\u00a0in via dei Santi Quattro Coronati 31, in un palazzo stile umbertino.\u00a0Siciliano, mazarese, vive ormai a Roma da tempo per via dell\u2019insegnamento di Pittura all\u2019Accademia di Belle Arti di Roma. Lo dico a chiare lettere che Giuseppe Modica oggi \u00e8 artista di fama internazionale, del cui linguaggio pittorico si sono occupati intellettuali e letterati, da<em>\u00a0<\/em><em>Leonardo Sciascia\u00a0<\/em>a <em>Giorgio Soavi, Antonio Tabucchi e Massimo Onofri\u00a0<\/em>e i pi\u00f9 importanti critici d\u2019arte come<em>\u00a0<\/em><em>Maurizio Fagiolo Dell\u2019Arco, Carlo Franza, Guido<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/12\/2Atelierriflessione-improbabile1995-olio-tavola-cm.-225x160-1-scaled-e1671886291162.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-28271 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/12\/2Atelierriflessione-improbabile1995-olio-tavola-cm.-225x160-1-scaled-e1671886291162.jpg\" alt=\"\" width=\"285\" height=\"405\" \/><\/a> Giuffr\u00e8, Vittorio Sgarbi, Claudio Strinati, Marco Di Capua, Giovanni Faccenda, Simongini, Troisi.<\/em><em>\u00a0<\/em>Moltissime sono state negli anni le sue mostre<strong> in<\/strong> Italia e all\u2019estero, tra cui, quella del 2002,\u00a0una mostra antologica nella sua citt\u00e0 natale, dal titolo significativo \u201cLa luce \u00e8 la luce\u201d; e la mostra \u201cAtelier Giuseppe Modica 1990-2021\u201d al Museo Hendrik Christian Anderson di Roma nel 2022. Grandi teleri e in essi il mare, il cielo azzurro, gli orizzonti, l\u2019infinito, la terra, e soprattutto la luce che scandisce il presente, il passato e il futuro, una luce che \u00e8 luogo e luoghi e soprattutto memoria, oggi anche storia e storia di guerre.<\/h4>\n<p><strong>Di seguito l\u2019intervista all\u2019artista.<\/strong><\/p>\n<p><strong>1.Caro Modica, raccontaci il tuo percorso tutto italiano, ma non solo, rispetto alle gallerie storiche che ti hanno sostenuto<\/strong><\/p>\n<p><strong>R. <\/strong>Le Gallerie sono dei partner necessari per la carriera di un artista. Mi riferisco alle Gallerie che effettuano delle scelte culturali ed editoriali precise e che non sono, dei semplici rivenditori di prodotti promossi dai circuiti finanziari e dal sistema commerciale dell\u2019arte. I galleristi che ho avuto la fortuna di incontrare e che mi hanno sostenuto avevano una spiccata personalit\u00e0, passione e competenza. Spesso erano loro stessi collezionisti e venivano da esperienza che li avevano fatti crescere anche dal punto di vista culturale. Ricordo la Galleria<em> il Ponte<\/em> di Firenze, era il 1984 diretta da Vincenzo <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/12\/\u00b0OKFiat-Pax-2022-olio-tela-cm150x110-copia-scaled-e1671886352467.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-28272\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/12\/\u00b0OKFiat-Pax-2022-olio-tela-cm150x110-copia-scaled-e1671886352467.jpg\" alt=\"\" width=\"362\" height=\"493\" \/><\/a>Alibrandi che era anche un raffinatissimo editore e stampatore d\u2019arte. Molto importante \u00e8 stata anche Mariapia Gonnelli della omonima galleria antiquaria. Un mercante editore sensibile dell\u2019inizio anni 80 \u00e8 stato Raffaello Banchelli della <em>Edigrafica<\/em>. A Roma \u00e8 stata importante la Galleria <em>Incontro d\u2019arte<\/em> di Giulia Lodigiani, nella quale ho fatto due mostre personali nell\u201985 e nell\u201987. Altra galleria significativa \u00e8 stata lo <em>Studio S<\/em> di Carmine Siniscalco, raffinatissimo collezionista di de Chirico e dei maestri surrealisti, con il quale si \u00e8 instaurata una lunga e proficua collaborazione che mi ha portato ad incontrare grandi collezionisti internazionali. Altro punto di riferimento di squisita qualit\u00e0 \u00e8 stata la <em>Galleria Andr\u00e9<\/em> di Benito Recchilongo fine letterato e colto umanista. In Sicilia una galleria con la quale ho avuto una un\u2019importante collaborazione di lunga data \u00e8 stata <em>La Tavolozza<\/em> di Vivi Caruso nella quale ho fatto tre personali nel 1986, nel 1989 e nel 1993. La Galleria era un cenacolo culturale frequentato da Leonardo Sciascia, Ferdinando Scianna, Vincenzo Consolo, Gesualdo Bufalino, Enzo Sellerio. La galleria aveva una proiezione europea e le sue mostre erano spesso recensite sulle pagine culturali dei maggiori quotidiani italiani. Ancora a Palermo ricordo la bella collaborazione con la <em>Galleria 37<\/em> di Maria e Riccardo Basile e con la galleria <em>Elle Arte<\/em> di Laura Romano, animata da una passione fuori dal comune. Una interessante galleria con la quale ho avuto intensa collaborazione con tre personali \u00e8 stata <em>Il Tempietto <\/em>di Brindisi diretta da di Giuseppe Vescina che essendo un profondo conoscitore esigente ha esposto autori di risonanza europea come Ivan Theimer, Riccardo Tommasi Ferroni, Ruggero Savinio, Carlo Guarienti, Jean Pierre\u00a0 Velly, Fabrizio Clerici. Sempre in Puglia, ricordo una mostra ben riuscita, <em>Blu Modica <\/em>a cura di Marco Di Capua, presso il centro di promozione culturale Le Muse, diretto da Enrica e Gianni Attimonelli con grande passione e competenza. Nel 2014 \u00e8 stata importante la collaborazione con la storica galleria La Nuova Pesa di Simona Marchini per la mostra<em> La luce di Roma<\/em> a cura di Roberto Gramiccia. Mostra che ha avuto grande accoglienza sia di pubblico che di critica. A Milano ho lavorato prima, nel 1989, con Antonia Jannone, raffinata e appassionata collezionista di disegni di grandi architetti storici ma anche di dipinti di significativi autori figurativi contemporanei. Poi nel 1990 ho iniziato una proficua collaborazione con il gallerista e mecenate Alfredo Paglione, scomparso in questi giorni, fondatore della Galleria <em>Appiani Arte 32<\/em>. Ricordo le personali del 1992 e 1996 e la mostra <em>De Metaphisica<\/em> del 1999 a cura di Maurizio Fagiolo dell\u2019Arco. Sar\u00e0<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/12\/7Le-rotte-della-tragedia-2017-olio-tela-trittico-cm.150x300.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-28273 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/12\/7Le-rotte-della-tragedia-2017-olio-tela-trittico-cm.150x300.jpg\" alt=\"\" width=\"443\" height=\"221\" \/><\/a> Paglione a promuovere la retrospettiva del 1997 alla <em>Casa dei Carraresi <\/em>a Treviso,a cura di Marco Goldin<em>.<\/em> Queste sono solo alcune delle gallerie italiane che maggiormente mi hanno sostenuto. E sono stati molto importanti anche i rapporti con i grandi stampatori ed editori, a cominciare con <em>Franco Sciardelli<\/em> di Milano con il quale ho realizzato una cartella di incisioni accompagnata dal racconto <em>Le vacanze di Bernardo Soares<\/em> di Antonio Tabucchi; per continuare oggi con <em>Sergio Pandolfin<\/em>i editore de <em>Il Bulino <\/em>di Roma\u00a0 con la produzione a tiratura limitata di un libro d\u2019artista <em>\u201cMuddichi\u201d<\/em> con cinque mie acqueforti e poesie di Nino De Vita. Poi all\u2019estero ho collaborato con la Inter Art Galerie Reich di Colonia partecipando ad Art Basel 13 (1982) e Art Basel 14 (1983) e allestendo una personale in galleria nel 1999. A Parigi ho lavorato con la Galleria <em>Sifrein<\/em> per la mostra personale a cura di Giovanni Lista del 2015. Molto interessante \u00e8 il mio rapporto con il mondo culturale orientale che si \u00e8 trovato in sintonia con il mio lavoro sia nell\u2019aspetto filosofico che per l\u2019alta qualit\u00e0 esecutiva. Nel 2014 ho ricevuto il primo premio con acquisizione dell\u2019opera al <em>Museo del festival internazionale delle Arti <\/em>di Nanchino; nel 2017 l\u2019Accademia Nazionale Cinese di Pechino mi ha invitato ad esporre 10 opere di grandi dimensioni alla <em>Phoenix Art Exhibition Cina \u2013 Europa<\/em>, esposizione internazionale organizzata da critico d\u2019arte Zhang Xiaoling nei <em>musei di Fenghuang<\/em> e mi viene e assegnato il <em>Best Realistic Painting Award<\/em> con acquisizione dell\u2019opera per il Museo; a Pechino nel 2018 ho collaborato con l\u2019Accademia Nazionale Cinese di Pittura per una mostra personale con i testi di Giorgio Agamben e Zhang Xiaoling. Nel 2016-17 segnalo la mostra personale su invito di Donatella Cannova direttrice dell\u2019<em>Istituto italiano di cultura a Sidney <\/em>con un testo di<em> Sasha Grishin,<\/em> mostra che si completa con le opere esposte all\u2019Ambasciata d\u2019Italia a Canberra. Nel 2021 alcune opere vengono acquisite in permanenza all\u2019<em>Ambasciata italiana a Kiev<\/em>. Nel 2022 un\u2019 opera entra nella collezione della <em>Cab Art Gallery <\/em>sostenuta dalla Cairo Amman Bank. Di nuovo in Cina nel 2022 con la personale allo <em>Zhejiang Art Museum <\/em>di Hangzhou.<\/p>\n<p><strong>2. Tu sei uno dei pochi artisti italiani che ha salvato l\u2019immagine, la storia della figurazione e del paesaggio.<\/strong><\/p>\n<p>R. Io ho seguito il mio istinto e la mia voce interiore. Ho assecondato quella che \u00e8 un\u2019urgenza di riuscire a dare forma ad un linguaggio che mantenga viva l\u2019evocazione e la memoria delle cose. Certo che ci\u00f2 avviene lentamente negli anni con il supporto dello studio, della conoscenza e frequentazione dei musei, ma anche vivendo il dibattito culturale contemporaneo con l\u2019incontro e il confronto con gli altri autori. La <em>luce<\/em> e la <em>memoria,<\/em> nelle sue tre accezioni di <em>memoria personale<\/em>, <em>memoria culturale e memoria antropologica, <\/em>giocano un ruolo centrale nella mia pittura e quindi le cose, l\u2019esistenza e il mondo sensibile, anche se sono recuperati in una accezione visionaria e immaginaria, mantengono una loro traccia e riconoscibilit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>3.Il tuo rapporto con la cultura vera italiana, i grandi scrittori e i grandi critici. Esempla questi rapporti.<\/strong><\/p>\n<p>R. Uno dei primi incontri significativi \u00e8 stato il mio professore di storia dell\u2019arte all\u2019Accademia di Firenze, Renzo Federici, grande storico dell\u2019arte, traduttore di Gombrich, Panofsky e Hauser per Einaudi, era anche critico d\u2019arte del quotidiano Paese Sera e scrisse un testo per una mia mostra di allora <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/12\/5Labirinto-atelier2013-olio-tela-trittico-180-x-350-scaled-e1671886453399.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-28274\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/12\/5Labirinto-atelier2013-olio-tela-trittico-180-x-350-scaled-e1671886453399.jpg\" alt=\"\" width=\"463\" height=\"226\" \/><\/a>nel 1982 alla Galleria La Soffitta. Con lui dopo le lezioni intrattenevo lunghe conversazioni per trovare risposte ai miei interrogativi, e all\u2019ansia della ricerca del giovane pittore di allora. Poi sempre a Firenze, citt\u00e0 della mia formazione, mi viene in mente lo storico e critico Pier Carlo Santini, della Fondazione Ragghianti di Lucca, che ha presentato nel 1982 una mostra <em>L\u2019Altra Realt\u00e0 <\/em>al palazzo dei Vescovi a Pistoia. Un posto non secondario occupa la frequentazione della pittrice Adriana Pincherle con la quale, io e la ragazza Carla, avevamo stretto una solida amicizia. Adriana era del 1905 per\u00f2 aveva la freschezza e l\u2019entusiasmo di una ragazza ed era testimone di un mondo che per noi era qualcosa di cos\u00ec remoto che apparteneva al mito. Adriana aveva conosciuto i protagonisti dell\u2019arte del 900, ci parlava e ci raccontava meravigliosi aneddoti dei suoi amici, interlocutori e compagni di strada: Roberto Longhi, Anna Banti, Giorgio Morandi, De Pisis, Savinio, Guttuso, Onofrio Martinelli, Arturo Martini e molti altri. A Roma nel 1985 in occasione di una mia personale ho avuto l\u2019opportunit\u00e0 di incontrare Maurizio Fagiolo dell\u2019Arco col quale si creer\u00e0 negli anni a venire una profonda sintonia, collaborazione ed amicizia. Fagiolo ha curato nel 1991 la mostra personale \u201cLe stanze inquiete\u201d per il Museo Tour Fromage di Aosta su invito di Janus critico e Direttore dei Musei della Valle D\u2019Aosta, riproposta nel 1993 al Palazzo dei Diamanti di Ferrara e nel 2002 la mia mostra retrospettiva \u201c La Luce \u00e8 La Luce \u00e8 La Luce\u201d al Palazzo del Seminario di Mazara del Vallo. Memorabile \u00e8 l\u2019incontro con Leonardo Sciascia nel 1986 : lo scrittore vide la mia mostra alla galleria La Tavolozza di Palermo e rimase<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/12\/3Grande-stanza-della-pittura-1997-olio-tela-cm.225x160-scaled-e1671886493222.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-28275 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/12\/3Grande-stanza-della-pittura-1997-olio-tela-cm.225x160-scaled-e1671886493222.jpg\" alt=\"\" width=\"323\" height=\"452\" \/><\/a> profondamente colpito tanto che compr\u00f2 un quadro, scrisse una recensione per il Corriere della Sera e volle conoscermi di persona. Si cre\u00f2 subito un\u2019amicizia e sodalizio che dura tuttora con la famiglia e la Fondazione Sciascia. Altro scrittore che mi dedic\u00f2 diversi scritti \u00e8 Giorgio Soavi che ogni volta che passava da Roma non mancava di venire a studio. Tra le altre figure che sono state significative per il mio lavoro ci sono stati il pittore Bruno Caruso con il quale ho avuto una lunga amicizia fondata sul senso etico della ricerca, il critico Guido Giuffr\u00e8 che ha scritto vari testi molto intensi che hanno spesso rivelato il senso del mio lavoro. Questo \u00e8 accaduto anche con altri importanti contributi di critici amici come Dario Micacchi, Renato Civello, Corrado Sofia, Giovanni Antonucci, Marcello Venturoli, Gabriele Simongini, Vittorio Sgarbi, Francesco Gallo Mazzeo, Sergio Troisi, Aldo Gerbino, Maria Teresa Benedetti, Tonino Cusumano, Maria Cristina Ricciardi, Stefano Malatesta, Marco Di Capua, Roberto Gramiccia, Guglielmo Gigliotti, Franco Fanelli, Marco Goldin, Donatella Cannova, Sasha Grishin, Giovanni Lista, Marco Marino e Claudio Strinati con il quale si \u00e8 creato\u00a0 negli anni un vero sodalizio di stima e amicizia avendo seguito gli sviluppi e le fasi del mio lavoro da pi\u00f9 di 30 anni con numerosi testi e la promozione a Roma delle retrospettive al Complesso del Vittoriano nel 2004 e al Palazzo di Venezia nel 2008. E poi Giovanni Faccenda, storico dell\u2019arte che nel 2004 per la retrospettiva<em> Piero ed altri enigmi<\/em> alla galleria civica di Arezzo scrisse un intrigante testo sul rapporto fra la mia pittura e quella di Piero della Francesca; e Marcello Fagiolo dell\u2019Arco, insigne storico dell\u2019architettura, che ha scritto un\u2019illuminante lettura della mia <em>Crocifissione<\/em> di Gibellina nel 2016; e Antonio Tabucchi da me invitato per scrivere un testo per alcune mie acqueforti in omaggio a Pessoa inventa il racconto Le <em>Vacanze di Bernardo Soares<\/em> per il libro e la cartella di incisioni edito da Franco Sciardelli a Milano. Altro scrittore e critico letterario amico ed in sintonia con la mia pittura \u00e8 Massimo Onofri che mi ha dedicato diversi articoli ed un capitolo sul suo libro <em>Passaggio in Sicilia.<\/em> Del 2021 \u00e8 il fortunato incontro con Giuseppina Di Monte Direttrice del Museo Andersen di Roma e con Maria Stella Margozzi Direttrice Generale dei Musei di Roma che hanno voluto, assieme alla curatela di Gabriele Simongini, la mia\u00a0 recente mostra retrospettiva <em>Atelier 1990-2021 <\/em>al Museo Andersen di Roma. Un incontro rilevante \u00e8 quello con Giorgio Agamben che ha redatto il penetrante testo <em>la luce ricorda<\/em> per la mostra all\u2019Accademia Nazionale di pittura di Pechino nel 2018 al quale si aggiunge quello di Zhang Xiaoling critico d\u2019arte e Direttore dell\u2019Accademia Nazionale di Pittura a Pechino. Il critico Gianluigi Colin direttore di <em>La Lettura<\/em> del Corriere della Sera sceglie una mia opera da inserire nella copertina del 17 aprile 2022.<\/p>\n<p><strong>4.Molta critica ha rintracciato nella luce il tuo focus approfondito negli anni. Cosa dici in proposito?<\/strong><\/p>\n<p><strong>R. <\/strong>Maurizio Fagiolo mi diceva: \u201cil tuo vero soggetto \u00e8 la luce\u201d. Infatti nei suoi testi sul mio lavoro proprio alla luce dedica molta attenzione: nel primo, del 1991 per la mostra al Museo di Aosta, alla luce dedica un intero paragrafo nel quale sostiene che nelle mie opere \u00e8 presente una grande variabilit\u00e0 luminosa, anche nello stesso quadro, e che \u00e8 in sintonia con la luce di Antonello da Messina, Piero della Francesca, Vermeer, i fiamminghi, Stomer ecc&#8230; \u201c<em>la luce della luce della luce<\/em>\u201d. E nel 2002 per la mostra retrospettiva al Palazzo del Seminario di Mazara del Vallo, egli intitola il testo della mostra: <em>La Luce \u00e8 La Luce \u00e8 La Luce. <\/em>Un altro autore che aveva notato, in anticipo nel 1986, questa mia sensibilit\u00e0 ed attenzione per la luce era stato Leonardo Sciascia che sul Corriere della Sera scriveva: \u201c\u2026<em>In uno stesso quadro, la luce d\u00e0 l\u2019illusione di mutare, di star mutando: e che ne ricevano la vicenda i colori, le forme\u2026\u201d.<\/em> E in effetti avevano ragione perch\u00e8 io costruisco l\u2019opera in relazione alla luce: la spazialit\u00e0 \u00e8 determinata dalla presenza e dal valore della luce che entra in gioco. La luce obliqua, la luce radente, il controluce determinano il valore dello spazio e sono il soggetto determinante dell\u2019opera.<\/p>\n<p><strong><em>5. <\/em>La tua pittura non si \u00e8 mai allontanata dalla storia, il racconto del presente lo vivi e lo rappresenti.<\/strong><\/p>\n<p><strong>R<\/strong>. L\u2019Arte \u00e8 sempre legata alle fenomenologie storiche del proprio tempo. Credo che l\u2019Arte riveli l\u2019essenza storica del tempo in cui essa agisce. Dico <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/12\/brNave-da-guerra-in-transito-2022-olio-tela-cm100x80-scaled-e1671889396256.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-28280\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/12\/brNave-da-guerra-in-transito-2022-olio-tela-cm100x80-scaled-e1671889396256.jpg\" alt=\"\" width=\"343\" height=\"431\" \/><\/a>l\u2019essenza e non la convenzione che appartiene invece alle mode. L\u2019Arte \u00e8 sempre contemporanea al tempo che vive. Come ci fa capire Giorgio Agamben, il contemporaneo non aderisce in maniera pedissequa allo schema preordinato che si ha della contemporaneit\u00e0. Il contemporaneo porta in s\u00e9 una memoria antica ed archeologica; \u00e8 sfalsato e non combacia con l\u2019idea convenzionale di contemporaneit\u00e0. Ed essendo in sintonia con il nostro tempo, in questi anni, mi sono occupato, sempre in termini di pittura, anche di argomenti che hanno implicazioni civili. Guardando il Mare Mediterraneo dal mio studio in Sicilia non posso fare a meno di vedere, oltre all\u2019incanto della luce e alla trasparenza dell\u2019atmosfera, questi aspetti drammatici della storia odierna: la vicenda tragica dei naufraghi che purtroppo non ha fine e risoluzione, ma si protrae e ripropone nel tempo. <em>Le rotte della tragedia<\/em> parla di questo. Ci\u00f2, per\u00f2, accade in termini di pura pittura. Non sono n\u00e9 un giornalista e nemmeno un illustratore o un fotoreporter, c\u2019\u00e8 sempre un cavalletto con un dipinto in elaborazione quasi a voler ribadire che il mio \u00e8 solo uno sguardo di pittore. Ed \u00e8 in questo contesto che prendono corpo certe visioni e amare riflessioni. Altro tema pi\u00f9 recente \u00e8 quello delle <em>navi da guerra in transito nel Mediterraneo<\/em>, ma infine, oltre la tragedia e l\u2019inquietudine trionfa sempre la luce, la bellezza, la speranza e la fiducia nella vita.<\/p>\n<p><strong>6. Talvolta, anzi spesso, i tuoi quadri si portano verso una contaminazione di figurazione e astrazione, mostrandosi anche monocromi.<\/strong><\/p>\n<p><strong>R<\/strong>. La pittura tutta, secondo me, \u00e8 nel contempo sia astratta che figurativa. Un pittore figurativo astrae dal reale ed un pittore astratto porta sempre con s\u00e9 la memoria delle cose sensibili, della realt\u00e0. Si, \u00e8 vero l\u2019identit\u00e0 linguistica della mia pittura sta in questa contaminazione di figurazione ed astrazione, <em>figure e icone<\/em>, per usare una terminologia cara a Filiberto Menna, si compenetrano. In fondo io cerco uno spazio fisico, fenomenico, misurabile della superficie che nel contempo coniugo con una profondit\u00e0 illusoria, imprendibile e di sconfinate lontananze. E quello che io cerco di catturare \u00e8 questa distanza ineffabile ed invisibile che si concretizza nella pittura.<\/p>\n<p><strong>7.\u00a0<\/strong> <strong>Cosa insegna al mondo contemporaneo la tua pittura? Gli studenti dei tuoi corsi all\u2019Accademia di Roma hanno trovato in te uno degli ultimi maestri della pittura italiana contemporanea. <\/strong><\/p>\n<p><strong>R.<\/strong> Il nostro \u00e8 un mondo ossessionato dalla frenesia, dalla produzione quantitativa e per obbedire a questo imperativo si corre e si scivola sulle cose e non si ha pi\u00f9 il tempo per approfondire e compenetrare, viene a mancare la meditazione e la contemplazione. L\u2019Arte invece ha bisogno di tempi adeguati che spesso sono molto lunghi che non si sposano certamente con la fretta. La qualit\u00e0 \u00e8 in antitesi alla quantit\u00e0, l\u2019arte ha bisogno di un sapere approfondito ed esperenziale, invece nelle nostre Accademie, mi pare, assistiamo ad una burocratica frantumazione e polverizzazione della didattica con una miriade di nuovi corsi di banale ovviet\u00e0 che vorrebbero essere innovativi, ma che in realt\u00e0 ripetono aspetti parziali dei corsi istituzionali di sempre. Penso che sia necessaria la conoscenza di quello che \u00e8 stato prima di noi, della tradizione, della storia. Spesso ci rendiamo conto che c\u2019\u00e8 un filo rosso che collega i vari artisti nel tempo, una sintonia anche a distanza di secoli come fra Piero della Francesca e Seurat e Mondrian. La tradizione va intesa come territorio storico della conoscenza che produce una consapevolezza critica per proiettare lo sguardo in avanti. La tradizione, diceva Mahler, custodisce il fuoco che genera nuova energia che ti interroga sul presente, invece il tradizionalismo \u00e8 l\u2019adorazione della cenere che genera un gusto passatista con compiacimento accademico. Ai miei studenti all\u2019Accademia di Roma davo dei riferimenti bibliografici per stimolare ed ampliare la loro conoscenza per potere creare confronti ed attivare il senso critico. Ci stanno aspetti di base della didattica che sono condivisibili che vanno bene per tutti, ma se entri in merito alle singole personalit\u00e0, come spesso accadeva, le lezioni vanno mirate, ogni studente \u00e8 un caso a s\u00e9 stante e ci\u00f2 che vale per uno non va bene per l\u2019altro. \u00c8 un argomento arduo, ti devi immedesimare nelle singole personalit\u00e0, comprendere quale \u00e8 il loro background culturale ed esistenziale e capire quale pu\u00f2 essere il percorso di crescita pi\u00f9 idoneo e consono.\u00a0 Inoltre ho cercato di trasmettere il valore del \u201ctempo lungo\u201d, della meditazione e contemplazione necessari per arrivare a individuare un percorso per potere strutturare un proprio linguaggio. Stare nell\u2019atelier giornate intere per inseguire quell\u2019essenza ineffabile della pittura. \u00c8 il tempo lungo che favorisce l\u2019ascolto della propria interiorit\u00e0, che rischiara la memoria e d\u00e0 energia all\u2019immaginazione di ognuno di noi. Anche se il linguaggio di un artista \u00e8 gestuale ed espressionista e l\u2019opera si realizza in tempi veloci \u00e8 sempre necessario un tempo lungo che permette l\u2019accumulo di una energia che poi esploder\u00e0 nella sua irruenza e violenza.\u201d<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Ho ritrovato Giuseppe Modica a Roma, proprio nel suo studio Atelier di Pittura\u00a0in via dei Santi Quattro Coronati 31, in un palazzo stile umbertino.\u00a0Siciliano, mazarese, vive ormai a Roma da tempo per via dell\u2019insegnamento di Pittura all\u2019Accademia di Belle Arti di Roma. Lo dico a chiare lettere che Giuseppe Modica oggi \u00e8 artista di fama internazionale, del cui linguaggio pittorico si sono occupati intellettuali e letterati, da\u00a0Leonardo Sciascia\u00a0a Giorgio Soavi, Antonio Tabucchi e Massimo Onofri\u00a0e i pi\u00f9 importanti critici d\u2019arte come\u00a0Maurizio Fagiolo Dell\u2019Arco, Carlo Franza, Guido Giuffr\u00e8, Vittorio Sgarbi, Claudio Strinati, Marco Di Capua, Giovanni Faccenda, Simongini, Troisi.\u00a0Moltissime sono state [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2022\/12\/24\/giuseppe-modica-il-pittore-del-mare-e-della-luce-eccone-lintervista\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,59281,9894,10357,180472,44441,87,35351,23335,26,28369],"tags":[471947,471952,59480,402913,471951,471946,471949,471950,231350,471948,355195,4333],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28269"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=28269"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28269\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":28282,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28269\/revisions\/28282"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=28269"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=28269"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=28269"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}