{"id":28318,"date":"2022-12-28T20:49:08","date_gmt":"2022-12-28T20:49:08","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=28318"},"modified":"2022-12-28T20:49:08","modified_gmt":"2022-12-28T20:49:08","slug":"arte-liberata-1937-1947-cento-capolavori-salvati-dalla-guerra-in-mostra-alle-scuderie-del-quirinale-a-roma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2022\/12\/28\/arte-liberata-1937-1947-cento-capolavori-salvati-dalla-guerra-in-mostra-alle-scuderie-del-quirinale-a-roma\/","title":{"rendered":"Arte liberata 1937-1947. Cento capolavori salvati dalla guerra in mostra alle Scuderie del Quirinale a Roma"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/12\/ArteLiberata_08673.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-28319\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/12\/ArteLiberata_08673.jpg\" alt=\"\" width=\"441\" height=\"295\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/12\/ArteLiberata_08673.jpg 568w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/12\/ArteLiberata_08673-300x201.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 441px) 100vw, 441px\" \/><\/a>Le Scuderie del Quirinale<\/strong> presentano <strong><em>ARTE LIBERATA 1937-1947. Capolavori salvati dalla guerra<\/em><\/strong>, una nuova grande esposizione, dal 16 dicembre 2022 al 10<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/12\/ArteLiberata_08656.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-28320 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/12\/ArteLiberata_08656.jpg\" alt=\"\" width=\"394\" height=\"262\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/12\/ArteLiberata_08656.jpg 568w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/12\/ArteLiberata_08656-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 394px) 100vw, 394px\" \/><\/a> aprile 2023, a Roma, curata da <strong>Luigi Gallo e Raffaella Morselli<\/strong> ed organizzata dalle stesse Scuderie in collaborazione con la <strong>Galleria Nazionale delle Marche<\/strong>, <strong>l\u2019ICCD \u2013 Istituto Centrale per il catalogo e la Documentazione<\/strong> e l\u2019<strong>Archivio Luce &#8211; Cinecitt\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p>La mostra offre <strong>una selezione di oltre cento capolavori salvati durante la Seconda Guerra Mondiale, oltre che un ampio panorama documentario, fotografico e sonoro<\/strong> \u2013 riuniti grazie alla collaborazione di ben quaranta Musei ed Istituti &#8211; per un racconto avvincente ed emozionante di un momento drammatico per il nostro Paese ma altrettanto lungimirante e fondativo per una nuova coscienza civica.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/12\/ArteLiberata_08638.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-28321\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/12\/ArteLiberata_08638.jpg\" alt=\"\" width=\"443\" height=\"295\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/12\/ArteLiberata_08638.jpg 568w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/12\/ArteLiberata_08638-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 443px) 100vw, 443px\" \/><\/a>Un omaggio doveroso alle donne e agli uomini che, nella drammatica contingenza bellica, hanno interpretato la propria professione all\u2019insegna di <strong>un interesse comune, coscienti dell\u2019universalit\u00e0 del patrimonio da salvare.<\/strong><\/p>\n<p>Al centro del progetto espositivo <strong>l\u2019azione lungimirante di tanti Soprintendenti e funzionari dell\u2019Amministrazione delle Belle Arti<\/strong> &#8211; spesso messi forzatamente a riposo dopo aver rifiutato di aderire alla Repubblica di Sal\u00f2 &#8211; che, coadiuvati da storici dell\u2019arte e rappresentanti delle gerarchie vaticane, <strong>si resero interpreti di una grande impresa di salvaguardia del patrimonio artistico-culturale<\/strong>. Fra questi si annoverano <strong>Giulio<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/12\/ArteLiberata_08636-e1672259842431.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-28322 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/12\/ArteLiberata_08636-e1672259842431.jpg\" alt=\"\" width=\"418\" height=\"279\" \/><\/a> Carlo Argan, Palma Bucarelli, Emilio Lavagnino, Vincenzo Moschini, Pasquale Rotondi, Fernanda Wittgens, Noemi Gabrielli, Aldo de Rinaldis, Bruno Molajoli, Francesco Arcangeli, Jole Bovio e Rodolfo Siviero<\/strong>, agente segreto e futuro ministro plenipotenziario incaricato delle restituzioni: persone che, senza armi e con mezzi limitati, presero coscienza della minaccia che incombeva sulle opere d\u2019arte, schierandosi in prima linea per evitarla, consapevoli del valore educativo, identitario e comunitario dell\u2019arte. Storie avvincenti, dunque, dall\u2019alto valore civile, che si dipanano in mostra attraverso <strong>tre principali filoni narrativi<\/strong>.<\/p>\n<p>Il primo &#8211; <strong><em>Le esportazioni forzate e il mercato dell\u2019arte<\/em><\/strong> &#8211; si riferisce all\u2019alterazione subita dal mercato dell\u2019arte all\u2019indomani della stipulazione dell\u2019asse Roma-Berlino (1936); per assecondare le brame collezionistiche di Adolf Hitler ed Hermann G\u00f6ring, i gerarchi fascisti favorirono il permesso di cessione di importanti opere d\u2019arte, anche sotto vincolo, come il <strong><em>Discobolo Lancellotti<\/em> <\/strong>(vincolato dal 1909), copia romana del celebre bronzo di Mirone \u2013 fra le opere di spicco della rassegna &#8211; o i capolavori della collezione Contini Bonacossi di Firenze.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/12\/ArteLiberata_08622.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-28323\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/12\/ArteLiberata_08622.jpg\" alt=\"\" width=\"443\" height=\"295\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/12\/ArteLiberata_08622.jpg 1418w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/12\/ArteLiberata_08622-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/12\/ArteLiberata_08622-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/12\/ArteLiberata_08622-768x512.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 443px) 100vw, 443px\" \/><\/a>Il racconto afferente al secondo nucleo &#8211; <strong><em>Spostamenti e ricoveri <\/em><\/strong>&#8211; trova principio nel 1939, quando, con l\u2019invasione della Polonia da parte di Hitler, il ministro dell\u2019educazione <strong>Giuseppe Bottai<\/strong> mise in atto<strong> le operazioni di messa in sicurezza del patrimonio culturale,<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/12\/ArteLiberata_08595-e1672259898853.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-28324 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/12\/ArteLiberata_08595-e1672259898853.jpg\" alt=\"\" width=\"418\" height=\"279\" \/><\/a> con la conseguente elaborazione del piano per lo spostamento delle opere d\u2019arte.<\/strong> Da qui si dipanano molte storie: i rapporti tra i sovrintendenti italiani e il Vaticano, l\u2019impegno dei singoli funzionari per inventariare e nascondere i beni culturali nel Lazio, in Toscana, a Napoli, in Emilia e nel Nord Italia, l\u2019impegno fondamentale di curatrici donne, quali Fernanda Wittgens, Palma Bucarelli, Noemi Gabrielli, Jole Bovio ed altre, nonch\u00e9 la razzia della Biblioteca Ebraica di Roma.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/12\/ArteLiberata_08591-e1672259944177.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-28325\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/12\/ArteLiberata_08591-e1672259944177.jpg\" alt=\"\" width=\"418\" height=\"279\" \/><\/a>Tra le figure-chiave di questa sezione figura <strong>Pasquale Rotondi<\/strong>, il giovane soprintendente delle Marche che fu incaricato di approntare un deposito nazionale e mise in salvo nei depositi di Sassocorvaro e Carpegna capolavori provenienti da Venezia, Milano, Urbino e Roma, per un totale di circa diecimila opere sotto la sua custodia. Un caso esemplare nella formazione di un\u2019identit\u00e0 professionale degli storici dell\u2019arte italiani.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>Il terzo ed ultimo filone \u2013 <strong><em>La fine del conflitto e le restituzioni<\/em><\/strong> \u2013 prende in considerazione le missioni per il recupero e la salvaguardia delle opere trafugate al termine della guerra. Ai funzionari italiani si affiancarono <strong>gli uomini della \u201cMonuments, Fine Arts, and Archives Program\u201d (MFAA)<\/strong>, una <em>task force<\/em> composta da p<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/12\/ArteLiberata_08827.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-28326 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/12\/ArteLiberata_08827.jpg\" alt=\"\" width=\"465\" height=\"310\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/12\/ArteLiberata_08827.jpg 568w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/12\/ArteLiberata_08827-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 465px) 100vw, 465px\" \/><\/a>rofessionisti dell\u2019arte provenienti da tredici diversi paesi ed organizzata dagli Alleati durante il secondo conflitto mondiale per proteggere i beni culturali e le opere d\u2019arte nelle zone di guerra. Con la fine della guerra ha inizio l\u2019avventura delle restituzioni dei beni trafugati dai nazisti con oltre seimila opere ritrovate finora.<\/p>\n<p>Un\u2019occasione unica per ammirare, per la prima volta riunite nello stesso luogo, opere di altissimo valore artistico fortunatamente sopravvissute: dal <strong><em>Discobolo Lancellotti<\/em><\/strong> alla <strong><em>Danae<\/em> di Tiziano Vecellio <\/strong>a <strong><em>Santa Palazia<\/em><\/strong> di <strong>Giovan Francesco Barbieri detto<\/strong> <strong>il Guercino<\/strong>, dai celebri <strong>ritratti <\/strong>di <strong>Alessandro Manzoni <\/strong>di <strong>Francesco Hayez<\/strong> e di <strong>Enrico VIII<\/strong> di <strong>Hans Holbein il Giovane<\/strong> fino a numerosi capolavori custoditi nella Galleria Nazionale delle Marche di Urbino, quali <strong><em>Crocefissione<\/em><\/strong> di <strong>Luca Signorelli<\/strong>, l\u2019<strong><em>Immacolata Concezione <\/em><\/strong>di <strong>Federico Barocci<\/strong> e la <strong><em>Madonna di Senigallia<\/em><\/strong> di <strong>Piero della Francesca<\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/12\/ArteLiberata_08789.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-28328\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/12\/ArteLiberata_08789.jpg\" alt=\"\" width=\"416\" height=\"277\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/12\/ArteLiberata_08789.jpg 568w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/12\/ArteLiberata_08789-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 416px) 100vw, 416px\" \/><\/a>In mostra anche <strong>circa centoquaranta riproduzioni fotografiche ed oltre trenta documenti storici nonch\u00e9 pi\u00f9 di una ventina di estratti da filmati d\u2019epoca<\/strong>; testimonianze significative di una delle pagine pi\u00f9 drammatiche della storia del nostro Paese.<\/p>\n<p>Distruzioni e razzie di monumenti e opere d\u2019arte fanno parte da sempre delle manovre belliche; <strong>la Seconda Guerra Mondiale va considerata, tuttavia, come un momento imprescindibile della moderna riflessione sulla tutela dei beni culturali, con un nuovo approccio ai temi del restauro e della museografia<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/12\/ArteLiberata_08745.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-28330 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/12\/ArteLiberata_08745.jpg\" alt=\"\" width=\"426\" height=\"287\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/12\/ArteLiberata_08745.jpg 568w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/12\/ArteLiberata_08745-300x202.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 426px) 100vw, 426px\" \/><\/a><\/strong> che segu\u00ec agli esiti drammatici del conflitto.<\/p>\n<p>Dall\u2019esperienza di quegli storici dell\u2019arte nacque <strong>un nuovo modo di intendere la tutela e la valorizzazione dei Beni Culturali<\/strong>, a partire dalla fondazione dell\u2019attuale <strong>Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. <\/strong>Non solo, nel secondo dopoguerra<strong>, la museografia italiana avvi\u00f2 una delle stagioni pi\u00f9 prolifiche per la valorizzazione e la divulgazione del capitale culturale del Paese<\/strong>: <strong>i musei italiani divennero il campo di sperimentazione di una didattica permanente rivolta a tutti i cittadini<\/strong>, luoghi della coscienza civica in rapporto con il territorio.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Mario De Simoni, presidente Scuderie del Quirinale: <\/strong>\u201c\u00c8 una mostra di storie. Storie di donne, di uomini, di opere d\u2019arte protette, salvate, perse e recuperate. Il racconto della tutela in tempo di guerra resta un monito sui rischi che corre il patrimonio artistico, messo in salvo dagli interpreti di una vera e propria epopea: le loro gesta eroiche costituiscono un esempio di patriottismo e di senso del dovere, testimoniando l\u2019efficacia dell\u2019azione di un\u2019intera generazione di funzionari dello Stato che mise in salvo l\u2019immenso patrimonio culturale italiano, offrendolo alle generazioni successive.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/12\/ArteLiberata_08729.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-28331\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/12\/ArteLiberata_08729.jpg\" alt=\"\" width=\"423\" height=\"282\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/12\/ArteLiberata_08729.jpg 568w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/12\/ArteLiberata_08729-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 423px) 100vw, 423px\" \/><\/a>Una mostra che \u00e8 un esempio di collaborazioni istituzionali, con la partecipazione della Direzione Generale Musei del Mic, della Galleria Nazionale delle Marche, dell\u2019Archivio Luce &#8211; Cinecitt\u00e0, dell\u2019Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, e di collaborazione con partner che hanno sostenuto il progetto: Ferrovie dello Stato Italiane, American Express, Unilever-Magnum, Banca Passadore &amp; C., Fondazione Passadore 1888, che ringrazio per esserci stati a fianco in questa occasione\u201d.<\/p>\n<p><strong>Raffaella Morselli, curatrice:<\/strong>\u201cLa t\u00fache, il destino o la sorte a cui i greci antichi sottopongono le avventure di dei e di uomini, \u00e8 il sostantivo che meglio si addice alle opere riunite in questa mostra. Ognuna di loro avrebbe potuto non esserci pi\u00f9 se qualcuno non avesse lavorato perch\u00e9 questa o quella fosse imballata, nascosta, trasportata, salvata. La resistenza delle storiche e degli storici dell\u2019arte, in quella che \u00e8 stata la guerra degli oggetti, \u00e8 stata la chiave di volta per determinare la fortuna del patrimonio italiano in pericolo durante la II guerra mondiale. Questa mostra cuce, per la prima volta, tante storie di singoli operatori animati da una forte coscienza civica, e trasforma le loro singolarit\u00e0 in una grande epopea collettiva di passione e di impegno\u201d.<\/p>\n<p><strong>Luigi Gallo, curatore:<\/strong>\u201cLa mostra racconta la storia di un\u2019epica impresa di salvaguardia compiuta da donne e uomini che credevano nel valore etico dell&#8217;arte e del suo ruolo nella nostra identit\u00e0 nazionale; fra loro si contano funzionari dello Stato, rappresentanti delle gerarchie vaticane, civili e militari che, con coraggio e determinazione hanno permesso di trasmettere al presente l\u2019immenso, delicatissimo patrimonio culturale italiano. Ed \u00e8 una fortuna, perch\u00e9 senza passato saremmo senza futuro. Lo testimonia l\u2019azione di Pasquale Rotondi, lo storico direttore di Palazzo Ducale, che tutti nelle Marche ricordano per la lucidit\u00e0 delle sue scelte, la compostezza del suo comportamento, lo spessore della sua cultura. In suo onore la Galleria Nazionale delle Marche ha collaborato alla mostra con prestiti prestigiosi ed un importante lavoro di ricerca e documentazione che testimonia la lungimiranza della sua azione di tutela. L\u2019operazione \u00e8 stata resa possibile anche grazie alla disponibilit\u00e0 dei Musei Civici e Diocesani, nonch\u00e9 dalla collaborazione delle Soprintendenze\u201d.<\/p>\n<p><strong>Iniziative: <\/strong>Come di consueto, anche in occasione della mostra <strong><em>ARTE LIBERATA 1937-1947. Capolavori salvati dalla guerra<\/em><\/strong>, <strong>le Scuderie del Quirinale propongono ai visitatori, a partire da gennaio 2023, un ricco programma di incontri collaterali<\/strong>: una serie di conferenze \u2013 coordinate dal giornalista Paolo Conti ed organizzate presso la sede delle Scuderie del Quirinale &#8211;\u00a0 volte ad approfondire alcuni aspetti peculiari della rassegna attraverso il racconto di storici dell\u2019arte, archeologi, documentaristi e dei protagonisti del recupero delle opere d\u2019arte trafugate, quali i Monument Men ed il Nucleo Arma dei Carabinieri. Seguendo il percorso tracciato dalla rassegna, gli incontri condurranno i partecipanti attraverso un avvincente racconto delle atmosfere, dei ricordi vivi e dei sentimenti che hanno caratterizzato i difficili anni di guerra in cui molto nel nostro Paese sembrava perduto.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Le Scuderie del Quirinale presentano ARTE LIBERATA 1937-1947. Capolavori salvati dalla guerra, una nuova grande esposizione, dal 16 dicembre 2022 al 10 aprile 2023, a Roma, curata da Luigi Gallo e Raffaella Morselli ed organizzata dalle stesse Scuderie in collaborazione con la Galleria Nazionale delle Marche, l\u2019ICCD \u2013 Istituto Centrale per il catalogo e la Documentazione e l\u2019Archivio Luce &#8211; Cinecitt\u00e0. 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