{"id":28386,"date":"2023-01-02T22:28:30","date_gmt":"2023-01-02T22:28:30","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=28386"},"modified":"2023-01-02T22:28:30","modified_gmt":"2023-01-02T22:28:30","slug":"tutto-il-cinema-e-addio-e-il-libro-di-michele-montorfano-sulla-vita-e-lestetica-della-cinematografia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2023\/01\/02\/tutto-il-cinema-e-addio-e-il-libro-di-michele-montorfano-sulla-vita-e-lestetica-della-cinematografia\/","title":{"rendered":"\u201cTutto il cinema \u00e8 Addio\u201d \u00e8 il libro di Michele Montorfano sulla vita e l\u2019estetica della cinematografia."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/9788893721554_0_536_0_75.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-28388\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/9788893721554_0_536_0_75.jpg\" alt=\"\" width=\"245\" height=\"427\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/9788893721554_0_536_0_75.jpg 536w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/9788893721554_0_536_0_75-172x300.jpg 172w\" sizes=\"(max-width: 245px) 100vw, 245px\" \/><\/a>Ha una sua preziosit\u00e0 questo libro saggio di Michele Montorfano che ha per titolo \u201cTutto il cinema \u00e8 Addio\u201d<\/strong><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><strong>(pp. 76, Graphe.it Edizioni, 2022),<\/strong> <strong>libro ancor pi\u00f9 prezioso per via della nutrita bibliografia, una scelta che ancora una volta mette in luce i libri editi da Graphe Edizioni, la casa editrice perugina che punta a opere di pregio.<\/strong> Ora il saggio racconta la vita, il ritmo dell\u2019esistenza, il vivere giornaliero, ma anche quell\u2019altra vita affidata al cinema e che spazia dall\u2019orrore all\u2019amore. Ma tra la vita vera e quella del cinema i confini sono latenti, oscillano e sono secanti. Nel mezzo e sul confine nasce questo libro, che si incammina sulla strada dell&#8217;estetica e della fenomenologia del cinema scandagliandone il legame con il tema dell&#8217;Addio, \u201cluogo in cui l&#8217;immagine si deposita nella sua contemporaneit\u00e0 assoluta\u201d. Da Drive a 8 \u00bd l&#8217;autore percorre le pieghe della settima arte attraversando le sue fughe, le sue angosce, le sue ambiguit\u00e0. Perch\u00e9 il cinema \u00e8 qualcosa che \u201cnon finisce mai continuando a finire\u201d e dal cuore della propria solitudine \u201cgetta la maschera\u201d. Leggo nel testo: \u201cIl cinema apre un sentiero enigmatico tra il tempo e lo spazio; andare al cinema \u00e8 un viaggio dove sogno e mistero si uniscono\u201d. Il cinema come luogo di incontro \u00e8 una sorta di agor\u00e0, una<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/IMG_1667_opt-696x788-1.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-28387 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/IMG_1667_opt-696x788-1.jpeg\" alt=\"\" width=\"316\" height=\"357\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/IMG_1667_opt-696x788-1.jpeg 696w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/IMG_1667_opt-696x788-1-265x300.jpeg 265w\" sizes=\"(max-width: 316px) 100vw, 316px\" \/><\/a> struttura architettonica dove si incontrano pubblico e privato; dice l\u2019autore: <strong>\u201csolcare l\u2019atrio di un cinema \u00e8 entrare nel cuore di un mistero dove il tempo della nostra vita inizia a sciogliersi\u201d.<\/strong> Da qui parte il cinema che si fa occasione di storie, il film cattura le immagini e attraversa il mondo. \u00c8 una finestra aperta sul mondo, aperta su <strong>\u201c<\/strong><strong><em>una strana verit\u00e0<\/em>\u201d. <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Il cinema \u00e8 la nostra esistenza, uno specchio vero, scrive l\u2019autore, il nostro rivivere, ripassare, e soprattutto cogliere la storia pubblica e privata che si \u00e8 archiviata nella nostra anima. \u201c<em>Che tutto accada, questo \u00e8 l\u2019Addio<\/em>\u201d. Ma questo volume di poche pagine esplora il cinema e ci\u00f2 che gli ruota attorno da prospettive differenti, le cui immagini mostrano nel bello e nel brutto quel che \u00e8 \u201c<em>la strana verit\u00e0<\/em>\u201d del cinema.<\/p>\n<p>Saggio intenso, vivace, completo, colto e accurato, nel quale l\u2019autore unisce la cultura delle <em>frame<\/em>s cinematografiche con le intense emozioni legate all\u2019Addio. \u00a0Michele Montorfano ripercorre, in questo suo ultimo saggio, un approfondimento estetico sull\u2019arte del sentire nel racconto di alcuni film significativi; dall\u2019eroe romantico e dannato nei suoi peccati in\u00a0<em>Drive<\/em>, all\u2019addio negli occhi struggenti di Ilsa in\u00a0<em>Casablanca<\/em>, fino \u201c<em>al ridere fino al punto di fermarsi<\/em>\u201d di Guido nel celebre film felliniano\u00a0<em>8 e \u00bd<\/em>. Storie e immagini tutte che lasciano leggere l\u2019Addio, addii silenziosi, rumorosi, frizzanti, amari, addii disperati.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Ha una sua preziosit\u00e0 questo libro saggio di Michele Montorfano che ha per titolo \u201cTutto il cinema \u00e8 Addio\u201d\u00a0(pp. 76, Graphe.it Edizioni, 2022), libro ancor pi\u00f9 prezioso per via della nutrita bibliografia, una scelta che ancora una volta mette in luce i libri editi da Graphe Edizioni, la casa editrice perugina che punta a opere di pregio. Ora il saggio racconta la vita, il ritmo dell\u2019esistenza, il vivere giornaliero, ma anche quell\u2019altra vita affidata al cinema e che spazia dall\u2019orrore all\u2019amore. Ma tra la vita vera e quella del cinema i confini sono latenti, oscillano e sono secanti. Nel mezzo [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2023\/01\/02\/tutto-il-cinema-e-addio-e-il-libro-di-michele-montorfano-sulla-vita-e-lestetica-della-cinematografia\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[59281,9894,87,17030,26,47,28369,41632],"tags":[471997,17491,471996,355195,41636,471998],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28386"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=28386"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28386\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":28390,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28386\/revisions\/28390"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=28386"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=28386"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=28386"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}