{"id":28414,"date":"2023-01-06T21:17:59","date_gmt":"2023-01-06T21:17:59","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=28414"},"modified":"2023-01-06T21:17:59","modified_gmt":"2023-01-06T21:17:59","slug":"le-opere-del-salentino-paolo-emilio-stasi-esposte-nel-centenario-della-morte-al-museo-castromediano-di-lecce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2023\/01\/06\/le-opere-del-salentino-paolo-emilio-stasi-esposte-nel-centenario-della-morte-al-museo-castromediano-di-lecce\/","title":{"rendered":"Le opere del salentino Paolo Emilio Stasi  esposte nel centenario della morte   al Museo Castromediano di Lecce"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/paolo-emilio-stasi-pittore-e-archeologo-in-terra-d-otranto-tra-otto-e-novecento_10536.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-28415\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/paolo-emilio-stasi-pittore-e-archeologo-in-terra-d-otranto-tra-otto-e-novecento_10536.jpg\" alt=\"\" width=\"360\" height=\"696\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/paolo-emilio-stasi-pittore-e-archeologo-in-terra-d-otranto-tra-otto-e-novecento_10536.jpg 827w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/paolo-emilio-stasi-pittore-e-archeologo-in-terra-d-otranto-tra-otto-e-novecento_10536-155x300.jpg 155w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/paolo-emilio-stasi-pittore-e-archeologo-in-terra-d-otranto-tra-otto-e-novecento_10536-529x1024.jpg 529w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/paolo-emilio-stasi-pittore-e-archeologo-in-terra-d-otranto-tra-otto-e-novecento_10536-768x1486.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/paolo-emilio-stasi-pittore-e-archeologo-in-terra-d-otranto-tra-otto-e-novecento_10536-794x1536.jpg 794w\" sizes=\"(max-width: 360px) 100vw, 360px\" \/><\/a>\u201cQuesta mostra \u00e8 un progetto che unisce le vocazioni del Museo Castromediano, dall\u2019archeologia alla storia dell\u2019arte, dalle attenzioni verso gli archivi, all\u2019impegno sul restauro: perci\u00f2 l\u2019omaggio a Paolo Emilio Stasi \u00e8 un<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/135011-DSCF5986_1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-28416 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/135011-DSCF5986_1.jpg\" alt=\"\" width=\"427\" height=\"320\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/135011-DSCF5986_1.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/135011-DSCF5986_1-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 427px) 100vw, 427px\" \/><\/a> vero e proprio paradigma, che fa del nostro impegno di studio e ricerca un ulteriore punto di partenza per nuove visioni aperta alla comunit\u00e0\u201d, commenta Luigi De Luca, direttore del Polo biblio-museale di Lecce e coordinatore della mostra curata da Brizia Minerva, Annalucia Tempesta, Michele Afferri e Salvatore Bianco, autori anche dei contributi testuali pubblicati sul catalogo concepito per l\u2019occasione.<\/p>\n<p><strong>Nel centenario della scomparsa di Paolo Emilio Stasi, il Museo Castromediano dedica un importante progetto curatoriale, visitabile fino al 31 gennaio 2023, \u00a0a una delle personalit\u00e0 pi\u00f9 stimolanti e meno note della cultura di Terra d\u2019Otranto di fine Otto e inizi Novecento:<\/strong>\u00a0<strong>Paolo Emilio Stasi<\/strong>\u00a0(<strong>Spongano 16 gennaio 1840 &#8211; 4 marzo 1922).<\/strong> Pittore, archeologo, pensatore illuminato, Stasi \u00e8 al centro di un progetto che include opere d\u2019arte, reperti archeologici, fotografie, documenti e altri materiali provenienti da collezioni private e dalle raccolte del Museo Castromediano. Le opere, provenienti dalle collezioni degli eredi, sono state oggetto di un importante lavoro di restauro a cura del Museo Castromediano di Lecce, realizzato dai restauratori Mary Coppola e Giuseppe Tritto. Da settembre 2022 ad oggi infatti le operazioni di restauro conservativo \u2013 consolidamento della pellicola pittorica,<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/download-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-28417 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/download-1.jpg\" alt=\"\" width=\"194\" height=\"260\" \/><\/a> applicazione di fasce perimetrali, pulitura, stuccature e integrazione pittorica \u2013 hanno interessato 35 opere tra dipinti su tela, cartone pressato, compensato e disegni su carta. Il Museo Castromediano pertanto per questa mostra ha messo in campo tutte le sue professionalit\u00e0, dal settore storico-artistico, a quello archeologico, all\u2019ambito del restauro.<\/p>\n<p>Il progetto, concepito con la fondamentale disponibilit\u00e0 degli eredi (in particolare il pronipote, arch. P.E. Stasi) e in collaborazione con la Soprintendenza ABAP per le province di Brindisi, Lecce e Taranto, il Teatro Pubblico Pugliese e la Provincia di Lecce, \u00e8 stato realizzato grazie alla collaborazione della societ\u00e0 Esterno Notte, associazione che opera seguendo una linea etica di valorizzare i beni architettonici, il paesaggio naturale e il patrimonio culturale, nel rispetto e nella tutela della natura e del territorio, attraverso la proposta di allestimenti artistici.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/download.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-28418\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/download.jpg\" alt=\"\" width=\"194\" height=\"259\" \/><\/a>Esponente della pittura napoletana del tardo Ottocento, Stasi si forma a Napoli, dove era studente di farmacia negli anni 1865-66, con i maggiori maestri di quel periodo, tra cui il salentino Gioacchino Toma. Rientrato in Terra d\u2019Otranto insegna disegno presso il Real Ginnasio \u201cCapece\u201d di Maglie e diviene figura di riferimento per pittori quali Giuseppe Casciaro e Vincenzo Ciardo. La produzione pittorica di Stasi &#8211; ritrattistica, soggetti sacri, paesaggi e nature morte &#8211; \u00e8 poco conosciuta da studiosi e grande pubblico. Stasi, infatti, non ha effettuato in vita operazioni commerciali ed espositive della propria produzione, a parte alcuni ritratti commissionati da famiglie amiche o le pale d\u2019altare nelle chiese matrici di Nociglia e Castrignano del Capo. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/Stasi-Paolo-Emilio-olio-su-tela-cm27-2x41-2-e1673039299576.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-28419 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/Stasi-Paolo-Emilio-olio-su-tela-cm27-2x41-2-e1673039299576.jpg\" alt=\"\" width=\"431\" height=\"280\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p>Paolo Emilio Stasi era\u00a0 anche un appassionato naturalista, aperto alle nuove correnti di pensiero di matrice positivista ed evoluzionista, sulla scia delle teorie di Charles Darwin. Dal 1870 si appassiona alle ricerche paleontologiche condotte in Terra d\u2019Otranto da Ulderico Botti, toscano di nascita e consigliere prefettizio a Lecce, formatosi presso la Cattedra di Antropologia di Firenze. Seguendo le orme del Botti, P. E. Stasi scopre <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/Stasi-Paolo-Emilio-paesaggio-olio-su-tavoletta-cm-14-x-41-scaled-e1673039330741.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-28420\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/Stasi-Paolo-Emilio-paesaggio-olio-su-tavoletta-cm-14-x-41-scaled-e1673039330741.jpg\" alt=\"\" width=\"560\" height=\"168\" \/><\/a>delle \u201cbrecce ossifere\u201d sulle scogliere di Castro (pietrame sgretolato dal freddo dell\u2019ultimo glaciale, poi trasportato dalle acque insieme a resti di faune fossili presenti sul terreno e quindi cementato nelle terre rosse locali). <strong>P.E. Stasi scopre anche il deposito preistorico di Grotta Romanelli, in cui esegue dei saggi poi editi nel 1904 insieme con Ettore Reg\u00e0lia del Gabinetto di Paleontologia di Firenze. La scoperta del primo sito del Paleolitico superiore in Italia viene smentita nel 1905 dalla Scienza accademica rappresentata da Luigi Pigorini della Cattedra di Paletnologia di Roma. L. Pigorini per 40 anni ha affermato<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/UniSalento1r-e1673039359688.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-28421\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/UniSalento1r-e1673039359688.jpg\" alt=\"\" width=\"453\" height=\"351\" \/><\/a> l\u2019inesistenza del Paleolitico superiore in Italia solo per motivi ideologici. L\u2019Italia sarebbe stata colonizzata da ondate etniche indoeuropee nell\u2019et\u00e0 del Bronzo, che avrebbero dato origine alle genti italiche grazie alle quali sarebbe sorta la grandezza di Roma. Ci\u00f2 nonostante la scoperta di Stasi-Reg\u00e0lia sar\u00e0 riconosciuta da molti studiosi, in particolare a seguito degli scavi ripresi in Romanelli dal Barone Gian Alberto Blanc nel 1914 su incarico ministeriale. Questi riconosce la tesi di Stasi-Reg\u00e0lia mettendo fine alla disputa tra la Cattedra di Paletnologia di Roma e quella di Antropologia di Firenze, cui afferivano P.E. Stasi ed E. Reg\u00e0lia. A causa di quella disputa scientifica P. E. Stasi, dal 1904 al 1914, attraversa un periodo di emarginazione grazie alla borghesia e agli esponenti della cultura di Terra d\u2019Otranto<\/strong>. Determinata appare, nonostante le garbate lettere intercorse tra loro, la sottile chiusura di Cosimo De Giorgi, che continua a nutrire dubbi sull\u2019operato scientifico di Stasi e ad intrattenere rapporti con Luigi Pigorini, che invita pi\u00f9 volte in Terra D\u2019Otranto al fine di valorizzare quelli che considerava i monumenti simbolo della preistoria locale (menhirs, dolmen).A distanza di un secolo tale giudizio tende a ridimensionare ancora lo Stasi archeologo, ma anche lo Stasi pittore, la cui produzione localmente \u00e8 stata ritenuta mediocre. Oggi, il Museo Castromediano intende recuperare la figura di P. E. Stasi come pioniere di studi preistorici (Grotta Romanelli, Grotta Zinzulusa di Castro, Cunicoli dei Diavoli di Porto Badisco) e come esponente in Terra d\u2019Otranto della pittura \u201cnapoletana\u201d di fine \u2018800-inizi \u2018900.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p><strong><\/p>\n<p><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u201cQuesta mostra \u00e8 un progetto che unisce le vocazioni del Museo Castromediano, dall\u2019archeologia alla storia dell\u2019arte, dalle attenzioni verso gli archivi, all\u2019impegno sul restauro: perci\u00f2 l\u2019omaggio a Paolo Emilio Stasi \u00e8 un vero e proprio paradigma, che fa del nostro impegno di studio e ricerca un ulteriore punto di partenza per nuove visioni aperta alla comunit\u00e0\u201d, commenta Luigi De Luca, direttore del Polo biblio-museale di Lecce e coordinatore della mostra curata da Brizia Minerva, Annalucia Tempesta, Michele Afferri e Salvatore Bianco, autori anche dei contributi testuali pubblicati sul catalogo concepito per l\u2019occasione. Nel centenario della scomparsa di Paolo Emilio Stasi, [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2023\/01\/06\/le-opere-del-salentino-paolo-emilio-stasi-esposte-nel-centenario-della-morte-al-museo-castromediano-di-lecce\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,80688,66558,77048,9894,10357,180472,44441,87,35351,35224,26,17505,35188,44805,28369,51665,4625],"tags":[472011,470730,414602,472007,2752,472008,472009,355195,472010,44681],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28414"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=28414"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28414\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":28423,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28414\/revisions\/28423"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=28414"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=28414"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=28414"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}