{"id":28424,"date":"2023-01-07T17:16:00","date_gmt":"2023-01-07T17:16:00","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=28424"},"modified":"2023-01-07T17:16:00","modified_gmt":"2023-01-07T17:16:00","slug":"tutte-le-poesie-di-franco-scataglini-fra-i-massimi-poeti-del-novecento-pubblicate-da-quodlibet","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2023\/01\/07\/tutte-le-poesie-di-franco-scataglini-fra-i-massimi-poeti-del-novecento-pubblicate-da-quodlibet\/","title":{"rendered":"Tutte le poesie di Franco Scataglini, fra i massimi poeti del Novecento, pubblicate  da Quodlibet."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/cover__id8582_w302_t1645525302__1x.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-28425\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/cover__id8582_w302_t1645525302__1x.jpg\" alt=\"\" width=\"302\" height=\"480\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/cover__id8582_w302_t1645525302__1x.jpg 302w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/cover__id8582_w302_t1645525302__1x-189x300.jpg 189w\" sizes=\"(max-width: 302px) 100vw, 302px\" \/><\/a>Ecco l\u2019Opera Omnia. Finalmente la pubblicazione delle poesie complete di Franco Scataglini, evento che segna una data nella storia della poesia italiana contemporanea. Nelle quartine, da quelle illustri a quelle umili e dimesse, di questo poeta, certamente fra i massimi del Novecento, emerge infatti ben illuminato con inedita chiarezza quell\u2019essenziale bilinguismo della poesia italiana\u00a0 che la collana \u00abArdilut\u00bb, presso Quodlibet.\u00a0 ha inteso prendere come insegna. Il volume ha l\u2019 Avvertenza di Giorgio Agamben, la Prefazione di Pier Vincenzo Mengaldo, ed \u00e8 a cura e con un saggio introduttivo di Paolo Canettieri docente di Filologia romanza alla &#8220;Sapienza&#8221; di Roma. Un volume che sar\u00e0 prezioso per gli storici della letteratura italiana contemporanea, i quali potranno addentrarsi nelle pagine e negli scritti scrivendone saggi significativi. <strong>La pubblicazione di tutte le poesie di Franco Scataglini, avviene a quasi trent&#8217;anni dalla scomparsa. Introvabili, in libreria, le sue opere, viceversa conservate gelosamente da chi, quando uscirono, ne fece collezione. Ed era ormai difficilmente rintracciabile anche una sua bibliografia completa, firmata da poeti e filologi, molti dei quali suoi amici e sodali, quali Massimo Raffaeli, Francesco Scarabicchi (amico poeta morto da poco), Pier Vincenzo Mengaldo, il mio amico poeta l\u2019urbinate Umberto Piersanti e il professor Franco Brevini. Nel libro riunite per la prima volta intanto le formidabili poesie in dialetto, insieme alle poesie in lingua.\u00a0 E finalmente si fa sempre pi\u00f9 nitida l\u2019dea di pensare che la poesia dialettale ha lo stesso spessore della poesia in lingua.<\/strong> Naufraga ogni tentativo di assegnare una volta per tutte un\u2019identit\u00e0 alla lingua della poesia. Poesie situate in uno spartiacque -come gi\u00e0 fu per Pasolini- che divide e insieme unisce il dialetto anconetano\/marchigiano all\u2019italiano e nutrite dall\u2019innesto sapiente della lingua trecentesca\u00a0 ma anche caproniana e montaliana, \u00a0le poesie di Scataglini mostrano con un\u2019evidenza incomparabile che la lingua che parliamo, scriviamo e leggiamo, \u00e8 costitutivamente germinativa e non unitaria, in perenne e ardente tensione fra una realt\u00e0 sorgiva e immemorabile e una memoria che cerca invano di contenerla e fissarla in una grammatica.<\/p>\n<p>Sta di fatto che Franco Scataglini \u00e8 ancora un poeta sconosciuto a molti. Assente in molte antologie di poesia, ma anche assenti le sue opere poetiche dalle librerie. Una sua fama -direi di nicchia-, l\u2019abbiamo tra la fine degli anni Ottanta e i primi Novanta del Novecento, mentre in questo inizio di ventunesimo non \u00e8 andata oltre la cerchia degli addetti ai lavori. E pur se i suoi ultimi due libri, \u00abLa rosa\u00bb (1992) e il postumo \u00abEl Sol\u00bb (1995), siano stati pubblicati rispettivamente da Einaudi e Mondadori, questi non sono stati pi\u00f9 ristampati, ed una volta esauriti, sono usciti dal mercato, cos\u00ec come i \u00a0precedenti. Nella<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/scataglini.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-28426 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/scataglini.jpg\" alt=\"\" width=\"236\" height=\"236\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/scataglini.jpg 236w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/scataglini-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 236px) 100vw, 236px\" \/><\/a> libreria antiquaria di Sonnino, il poeta Gian Mario Villalta trov\u00f2 una copia di \u201cRimario agontano\u201d, un&#8217;antologia delle poesie di Scataglini che, pubblicata da Scheiwiller nel 1987, inizi\u00f2 a imporlo all&#8217;attenzione nazionale. Il poeta americano Ezra Pound nella prefazione allo \u00abSpirito romanzo\u00bb, opera significativa per la formazione di Scataglini, scriveva: \u201cLo studio della letteratura \u00e8 &#8216;culto degli eroi&#8217;, \u00e8 un raffinamento, o anche, se volete, una perversione di quella religione primordiale\u201d. E Scataglini rinunci\u00f2 all&#8217;italiano, impiegato nel suo primo libro, \u00abEchi\u00bb, pubblicato, appena ventenne, nel 1950, per la delusione del risultato di \u201cEchi\u201d. Per il poeta rinunciare all&#8217;italiano equivalse a smarrirsi, e per trovare la sua voce Scataglini impieg\u00f2 pi\u00f9 di vent&#8217;anni. Si volse alla lettura dei poeti del Duecento, cap\u00ec che il suo imperfetto dialetto anconetano equivaleva a uno dei volgari della poesia delle origini, perci\u00f2, raffinandolo, avrebbe potuto farsi \u00abmiglior fabbro del parlar materno\u00bb, come fu per Dante il poeta provenzale Arnaut Daniel. E cos\u00ec \u00e8 stato.<\/p>\n<p>Di singolare musicalit\u00e0, di spessore, \u00e8 la poetica di Scataglini, come taluni critici hanno gi\u00e0 avvertito. Lo spiega Pier Vincenzo Mengaldo nella prefazione, e lo stesso fa Canettieri nel saggio introduttivo. Scrive: &#8220;Il fine ultimo della ricerca di Scataglini \u00e8 la creazione di una nuova lingua poetica che, pur essendo idioletto, nella sua unicit\u00e0 si renda universale e che si contrapponga cos\u00ec, in maniera diretta, non equivoca, alla freddezza della lingua canonica&#8221;; e cita Brevini che definisce la sua &#8220;un&#8217;opera profondamente antidialettale&#8221;. \u00a0Autentica questa poesia, piena di slanci, radicata alla terra in cui s\u2019\u00e8 formata, esplosa tra la vita e la morte. In \u201c<em><strong>Voce senza figura\u201d<\/strong><\/em><strong><em> \u201c<\/em><\/strong>In \u2019sta conca de vechi\/ muri de cit\u00e0 scura,\/chi te porta ai orechi,\/voce senza figura?\/Chi \u2018n cor mio te fa drita\/come punta de chiodo,\/in \u2018sta carne ferita\/chi me t\u2019ha fato nodo?\/\u201d. E ancora: \u201c<em><strong>Chi ha capito \u2018l mondo\u201d \u201c<\/strong><\/em>In \u2018sta via c\u2019\u00e8 \u2018l rialzo\/de \u2018n orticello tondo:\/ce \u2018riva solo \u2018l balzo\/de chi ha capito \u2018l mondo.\/Mezo a \u2018na verde cova\/splende la dalia gialla:\/ce \u2018riva, senza prova,\/chi non ci\u00e0 peso in spalla.\/\u201d. <strong>Poesia dialettale, d\u2019un dialetto anconetano semplice idioma familiare, lingua spesso ripiegata su se stessa (\u201cPedochio e dio\u201d si\u00a0 definisce il poeta),\u00a0 che avvolge i pensieri del poeta e i sentimenti che\u00a0 gli appartengono, ma anche il paesaggio del C\u00f2nero, gli amori come quello per Rosellina, la sua citt\u00e0 e il mare, gli odori della sua terra;\u00a0 lo scavo \u00e8 a trecento sessanta gradi\u00a0 perch\u00e8\u00a0 raccoglie l\u2019amore, il sesso, le angosce, i dolori , la solitudine e la morte.\u00a0 E questi versi alla fine si svelano come un vero e proprio testamento.<\/strong><\/p>\n<p>Ecco l\u2019Indice<\/p>\n<ul>\n<li>Avvertenza, di Giorgio Agamben<\/li>\n<li>Prefazione, di Pier Vincenzo Mengaldo<\/li>\n<li>Introduzione, di Paolo Canettieri<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>Tutte le poesie<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>E per un frutto piace tutto un orto<\/li>\n<li>So\u2019 rimaso la spina<\/li>\n<li>Carta Laniena<\/li>\n<li>San Ciriaco<\/li>\n<li>Laudario<\/li>\n<li>La rosa<\/li>\n<li>El sol<\/li>\n<li>La tortora quinaria<\/li>\n<li>Taccuino inglese<\/li>\n<li>[Altre poesie]<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>Appendice. Poesie in italiano<\/li>\n<li>Echi<\/li>\n<li>Da\u00a0<em>Dieci condizioni poetiche<\/em><\/li>\n<li>Canzonette sperimentali<\/li>\n<li>Gli agi<\/li>\n<li>Barutiana. Nove epigrammi<\/li>\n<li>Dall\u2019<em>Album degli esercizi<\/em><\/li>\n<li>Poesie per Serenella<\/li>\n<li>Per Massimo<\/li>\n<li>[A Franca]<\/li>\n<li>[A Rosellina]<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>Glossario<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Franco Scataglini (Ancona 1930 &#8211; Numana 1994)<\/strong> <strong>\u00e8 uno dei maggiori poeti dialettali del Novecento italian<\/strong>o. Autodidatta, esordisce nel 1950 con la raccolta in italiano Echi. La lettura delle poesie casarsesi di Pasolini lo porta per\u00f2 alla ricerca di una lingua diversa. Con il libro\u00a0<em>E per un frutto piace tutto un orto<\/em>\u00a0(L\u2019Astrogallo 1973) e poi con\u00a0<em>So\u2019 rimaso la spina<\/em>\u00a0(L\u2019Astrogallo 1977) riesce a creare una propria lingua poetica, costruita in metrica perfettamente regolare sul dialetto marchigiano e frammista di parole e costrutti della poesia italiana del Duecento e del Trecento. Le sue liriche successive confluiscono in\u00a0<em>Carta Laniena<\/em>\u00a0(Residenza 1982), cui fa seguito l\u2019antologia personale\u00a0<em>Rimario agontano<\/em>\u00a0(Scheiwiller 1986, a cura di Franco Brevini), con cui Scataglini trova risonanza nel panorama poetico nazionale. Nel 1992 pubblica per Einaudi\u00a0<em>La rosa<\/em>, con prefazione di Cesare Segre, traduzione della prima parte del\u00a0<em>Roman de la Rose<\/em>\u00a0dal francese antico al proprio particolare idioma. Esce poi postumo per Mondadori il poema neorealista\u00a0<em>El Sol<\/em>\u00a0(1995), dalla perfetta strutturazione metrica e numerologica.<\/p>\n<p><strong>Carlo\u00a0 Franza<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Ecco l\u2019Opera Omnia. Finalmente la pubblicazione delle poesie complete di Franco Scataglini, evento che segna una data nella storia della poesia italiana contemporanea. Nelle quartine, da quelle illustri a quelle umili e dimesse, di questo poeta, certamente fra i massimi del Novecento, emerge infatti ben illuminato con inedita chiarezza quell\u2019essenziale bilinguismo della poesia italiana\u00a0 che la collana \u00abArdilut\u00bb, presso Quodlibet.\u00a0 ha inteso prendere come insegna. Il volume ha l\u2019 Avvertenza di Giorgio Agamben, la Prefazione di Pier Vincenzo Mengaldo, ed \u00e8 a cura e con un saggio introduttivo di Paolo Canettieri docente di Filologia romanza alla &#8220;Sapienza&#8221; di Roma. 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