{"id":28509,"date":"2023-01-17T12:09:59","date_gmt":"2023-01-17T12:09:59","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=28509"},"modified":"2023-01-17T12:11:27","modified_gmt":"2023-01-17T12:11:27","slug":"inge-morath-fotografare-da-venezia-in-poi-al-museo-di-palazzo-grimani-a-venezia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2023\/01\/17\/inge-morath-fotografare-da-venezia-in-poi-al-museo-di-palazzo-grimani-a-venezia\/","title":{"rendered":"Inge Morath. Fotografare da Venezia in poi al Museo di Palazzo Grimani a Venezia"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/Inge_Morath_cropped-249x300-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-28510\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/Inge_Morath_cropped-249x300-1.jpg\" alt=\"\" width=\"249\" height=\"300\" \/><\/a>ll Museo di Palazzo Grimani di Venezia celebra la figura della fotografa Inge Morath (Graz 1923 \u2013 New York 2002) con una sezione inedita per l\u2019Italia dedicata alla citt\u00e0 lagunare dove la sua carriera ebbe avvio. E\u2019 stato l\u2019amore a condurre nel novembre del 1951 Inge Morath e Lionel Burch, neo sposi, a<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/images.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-28511 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/images.jpg\" alt=\"\" width=\"201\" height=\"251\" \/><\/a> Venezia. E sono stati il maltempo in Laguna e Robert Capa, a far diventare lei, che con la fotografia non aveva dimestichezza diretta ma che collaborava gi\u00e0 con la celebre agenzia fotografica parigina, la prima donna fotografa dell\u2019Agenzia Magnum Photos.<\/strong><br \/>\n<strong>La mostra che dal 18 gennaio al 4 giugno 2023 si ammirer\u00e0 al Museo di Palazzo Grimani focalizza la Venezia di Inge Morath, attraverso il celebre reportage che la fotografa austriaca realizz\u00f2 in Laguna, quando l\u2019Agenzia Magnum la invi\u00f2 in citt\u00e0 per conto de L\u2019Oeil, rivista d\u2019arte che aveva scelto di corredare con scorci veneziani un reportage della mitica Mary McCarthy. \u201cInge Morath Fotografare da Venezia in poi\u201d \u00e8 curata da Kurt Kaidl e Brigitte Bl\u00fcml, con Valeria Finocchi; promossa dalla Direzione regionale Musei Veneto (direttore Daniele Ferrara) e la societ\u00e0 Suazes che, alcuni anni fa, ha fatto conoscere in maniera dettagliata la carriera di questa fotografa in Italia.<\/strong><br \/>\nAll\u2019epoca del primo soggiorno veneziano, la Morath lavorava in Magnum non come fotografa ma come collaboratrice redazionale. In pratica si occupava, anche grazie alla sua conoscenza delle lingue, della realizzazione delle didascalie che accompagnavano le immagini dei suoi colleghi fotografi, del calibro di Henri Cartier-Bresson, David Seymour, George Rodger e Robert Capa.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/4-e1673957061547.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-28512\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/4-e1673957061547.jpg\" alt=\"\" width=\"335\" height=\"477\" \/><\/a>Non fotografava, ma non le mancavano occhio e sensibilit\u00e0. In quel novembre, la luce di Venezia sotto la pioggia la streg\u00f2, tanto da indurla a chiamare Robert Capa, responsabile della Magnum, per suggerirgli di inviare un fotografo in grado di catturare la magia che tanto la stava stupendo. Capa le rispose che un<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/5-e1673957091262.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-28514 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/5-e1673957091262.jpg\" alt=\"\" width=\"308\" height=\"467\" \/><\/a> fotografo di Magnum a Venezia c\u2019era gi\u00e0: era lei con la macchina fotografica. Non restava che comprare un rullino, caricarla e iniziare a fotografare.<br \/>\n\u201cEro tutta eccitata. Sono andata nel luogo in cui volevo scattare le mie fotografie e mi sono fermata: un angolo di strada dove la gente passava in un modo che mi sembrava interessante. Ho regolato la fotocamera e ho premuto il pulsante di scatto non appena ho visto che tutto era esattamente come volevo. \u00c8 stata come una rivelazione. Realizzare in un istante qualcosa che mi era rimasto dentro per cos\u00ec tanto tempo, catturandolo nel momento in cui aveva assunto la forma che sentivo giusta. Dopo di che, non c\u2019\u00e8 stato pi\u00f9 modo di fermarmi\u201d. Nel 1955, quattro anni dopo quelle prime fotografie, arriva l\u2019incarico dalla rivista L\u2019Oeil. Una volta a Venezia, avverte l\u2019urgenza di esplorare la citt\u00e0 e cos\u00ec \u201cper ore andai in giro senza meta, solo a guardare, ossessionata dalla pura gioia di vedere e scoprire un luogo. Ovviamente avevo divorato libri su Venezia, sulla pittura e su quello che avrei dovuto fare. Il mio cervello ne era pieno\u2026 \u201c.<br \/>\n\u201cIl mio divertimento maggiore era quello di sedermi alla Scuola degli Schiavoni ed immergermi nelle opere di Carpaccio, quasi sempre da sola. O passare il tempo in compagnia del Tiepolo, era la fine del mondo. La sera i miei piedi erano stanchi e anche nel sonno mi trovavo ancora a camminare su innumerevoli ponti, le onde dei canali come pietrificate\u201d.Poi il Cimitero all\u2019Isola <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/6-700x463-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-28515\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/6-700x463-1.jpg\" alt=\"\" width=\"405\" height=\"268\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/6-700x463-1.jpg 700w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/6-700x463-1-300x198.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 405px) 100vw, 405px\" \/><\/a>di San Michele, Burano, Murano, Torcello, le processioni, il Redentore, i gatti ed i panni stesi, monumento, acqua e la gente comune\u2026\u201cCome sarei felice di aver catturato con la mia macchina fotografica qualcosa che mi ha commosso, come la donna davanti al cancello del Palazzo Furstenberg con i gomiti piegati dietro la schiena o le scarpe dimenticate davanti a una fontana, la quotidianit\u00e0 in tutto la sua precaria bellezza\u201d.<br \/>\n\u201cFotografare era diventata per me una necessit\u00e0 e non volevo assolutamente pi\u00f9 farne a meno\u201d.<br \/>\nLa mostra nel suo complesso raccoglie circa 200 fotografie che avranno un focus specifico e inedito su Venezia anche con il supporto di documentazione inedita. Molte di queste fotografie veneziane, circa un\u2019ottantina, non sono mai state esposte prima in Italia. A corredo una selezione dei suoi principali reportage fotografici dedicati alla Spagna, Iran, Francia, Inghilterra-Irlanda, Stati Uniti d\u2019America, Cina e Russia, oltre che la sezione dedicata ai ritratti, sezione molto importante nella sua ultima parte di carriera.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/9-e1673957151608.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-28516 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/9-e1673957151608.jpg\" alt=\"\" width=\"424\" height=\"283\" \/><\/a><br \/>\nUn progetto che cade in concomitanza dei cento anni della nascita di Inge Morath (Graz 1923).<br \/>\nCome dichiara Daniele Ferrara, direttore regionale Musei Veneto: \u201cProsegue il rapporto del Museo di Palazzo Grimani, Istituto statale della Direzione regionale musei Veneto \u2013 Ministero della Cultura, con espressioni alte della creativit\u00e0 contemporanea Il concetto \u00e8 quello di un museo laboratorio, che eredita quella funzione di crogiuolo di esperienze artistiche svolta dal Palazzo tra il Cinque e il Settecento. Successivamente ad \u201cArchinto\u201d, mostra site specific del maestro tedesco Georg Baselitz con opere dialoganti con lo spazio del Palazzo e la sua collezione, il museo ha accolto l\u2019esposizione di importanti artisti italiani del fumetto, \u201cDopo la fine. Architetture narrative e nuove umanit\u00e0\u201d. Ora il Museo volge lo sguardo alla fotografia ed \u00e8 scelta che scaturisce anche dall\u2019impegno congiunto della Direzione Musei Veneto e dell\u2019Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione per lo studio, la tutela e la valorizzazione del patrimonio fotografico\u201d.\u00a0 Concetti che vengono confermati da Valeria Finocchi, direttrice del Museo di Palazzo Grimani: \u201cIl Museo da alcuni anni \u00e8 oggetto di un\u2019importante processo di valorizzazione grazie alla fattiva collaborazione pubblico-privato con prestigiose realt\u00e0 come la Fondazione Venetian Heritage e all\u2019incessante lavoro di costruzione di nuovi contenuti e nuove prospettive di lettura del suo prezioso patrimonio artistico e architettonico, che impegnano lo staff interno e i collaboratori dalla ricerca storico-museologica fino alla progettazione di esperienze di alta divulgazione ed educative. Attraverso il riallestimento di numerosi ambienti del piano nobile, tra cui la celebre Tribuna, nel 2019, e la Sala del Doge, nel 2021, il Palazzo \u00e8 tornato al centro della scena culturale veneziana e oggi si rivolge a pubblici differenziati, in un rinnovato rapporto con la citt\u00e0 stessa grazie a progetti dedicati al recupero del patrimonio immateriale del territorio di riferimento\u201d.<br \/>\nMarco Minuz di Suazes come coorganizzatore del progetto espositivo: \u201cQuesta collaborazione con la Direzione museale del Veneto e con il Museo di Palazzo Grimani valorizza un lavoro da noi intrapreso qualche anno fa per far scoprire al nostro paese la figura di questa straordinari fotografa\u201d.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>ll Museo di Palazzo Grimani di Venezia celebra la figura della fotografa Inge Morath (Graz 1923 \u2013 New York 2002) con una sezione inedita per l\u2019Italia dedicata alla citt\u00e0 lagunare dove la sua carriera ebbe avvio. E\u2019 stato l\u2019amore a condurre nel novembre del 1951 Inge Morath e Lionel Burch, neo sposi, a Venezia. E sono stati il maltempo in Laguna e Robert Capa, a far diventare lei, che con la fotografia non aveva dimestichezza diretta ma che collaborava gi\u00e0 con la celebre agenzia fotografica parigina, la prima donna fotografa dell\u2019Agenzia Magnum Photos. La mostra che dal 18 gennaio al [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2023\/01\/17\/inge-morath-fotografare-da-venezia-in-poi-al-museo-di-palazzo-grimani-a-venezia\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,59246,59281,53889,53888,53709,53710,9894,10357,44441,87,28340,26,17505,35188,28369,51665],"tags":[406620,472069,472070,472068,355195,46334],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28509"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=28509"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28509\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":28517,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28509\/revisions\/28517"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=28509"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=28509"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=28509"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}