{"id":28525,"date":"2023-01-17T21:16:35","date_gmt":"2023-01-17T21:16:35","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=28525"},"modified":"2023-01-19T14:17:24","modified_gmt":"2023-01-19T14:17:24","slug":"universo-parisi-i-vetri-e-le-ceramiche-di-ico-e-luisa-in-mostra-nella-pinacoteca-civica-di-como","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2023\/01\/17\/universo-parisi-i-vetri-e-le-ceramiche-di-ico-e-luisa-in-mostra-nella-pinacoteca-civica-di-como\/","title":{"rendered":"Universo Parisi. I vetri e le ceramiche di Ico e Luisa  in mostra nella Pinacoteca Civica di Como"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/PARISI_locandina.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-28526\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/PARISI_locandina.jpg\" alt=\"\" width=\"328\" height=\"457\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/PARISI_locandina.jpg 590w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/PARISI_locandina-215x300.jpg 215w\" sizes=\"(max-width: 328px) 100vw, 328px\" \/><\/a>La Pinacoteca Civica di Como<\/strong>\u00a0offre nelle sue sale al primo piano, dal 22\u00a0dicembre\u00a02022 al 28 maggio 2023, la mostra\u00a0<strong>\u201cUniverso Parisi. I vetri e le ceramiche di Ico e Luisa\u201d<\/strong>,<strong>\u00a0<\/strong>con la curatela di Roberta<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/generico-dicembre-2022-203753.large_-e1673989596135.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-28527 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/generico-dicembre-2022-203753.large_-e1673989596135.jpg\" alt=\"\" width=\"424\" height=\"318\" \/><\/a> Lietti e il progetto espositivo di Cristiana Lopes e Giacomo Brenna. La figura di Domenico (Ico) Parisi \u00e8 tra le pi\u00f9 eclettiche e le pi\u00f9 creativamente prolifiche nel panorama della ricerca progettuale italiana dal dopoguerra in poi. Palermitano di nascita ma comasco d\u2019adozione, Parisi, formato nello studio di Terragni, gi\u00e0 dalla fine degli anni Trenta opera in una dimensione interdisciplinare che va dall\u2019essere architetto e designer ma anche art director, fotografo, regista cinematografico, pittore e artista puro.<\/p>\n<p>Centrale, anche nella sua vita professionale, la figura della\u00a0<strong>moglie Luisa Aiani<\/strong>\u00a0con la quale inaugura, nell\u2019aprile del 1948,\u00a0<strong>lo studio La Ruota<\/strong>\u00a0in via Diaz a Como, punto di riferimento, cenacolo progettuale e culturale della vita artistica della citt\u00e0. Da La Ruota passano Melotti, Munari, Fontana, Radice e, contemporaneamente, Luisa integra gli arredi di Ico e le opere degli amici artisti, frutto di un linguaggio creativo d\u2019avanguardia, con piccoli pezzi d\u2019antiquariato, argenti antichi e vetri del XX secolo che \u2018addomesticano\u2019 le idee pi\u00f9 radicali, forse cosciente che la rivoluzione del gusto dell\u2019abitare pu\u00f2 avvenire in Italia solo attraverso piccoli passi. Ben presto per\u00f2 a questi oggetti, trovati negli studi degli artisti o presso qualche antiquario, Parisi e Luisa aggiungono le loro creazioni, frutto della collaborazione con abilissimi maestri del vetro e della ceramica, piccoli pezzi d\u2019arte che sono il tema di questa esposizione.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/135491-unnamed-4.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-28528\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/135491-unnamed-4.jpg\" alt=\"\" width=\"456\" height=\"342\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/135491-unnamed-4.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/135491-unnamed-4-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 456px) 100vw, 456px\" \/><\/a>La mostra, infatti, con un\u00a0<strong>centinaio di opere esposte\u00a0<\/strong>provenienti dalle collezioni della Pinacoteca e da prestatori privati, ripercorre la ricerca dei Parisi sulle arti minori, dal\u00a0<strong>vetro\u00a0<\/strong>alla<strong>\u00a0ceramica,<\/strong>\u00a0come espressione di scelte moderne e funzionali dell\u2019oggettistica e dei complementi d\u2019arredo. Nascono cos\u00ec, gi\u00e0 a met\u00e0 anni \u201960, i primi progetti di vasi in vetro muranese, di forma elementare ed essenziale, realizzati dalla vetreria d\u2019arte Barovier&amp;Toso. In mostra,\u00a0<strong>il primo vetro disegnato da Parisi nel 1956\u00a0<\/strong>e rielaborato negli anni \u201870: un elegante alto vaso da terra a forma cilindrica, colorato e sfumato, retto da una base in acciaio spazzolato. A questo primo vetro si aggiungono i\u00a0<strong>\u201ccachepot Luisa\u201d<\/strong>, una serie di secchielli in vetro trasparente blu, verde, bianco giocati su un perfetto rapporto tra diametro e altezza e, negli anni a seguire, le sculture soprammobile denominate\u00a0<strong>\u201cvetri crudeli\u201d<\/strong>: piccole opere d\u2019arte dal significato fortemente concettuale caratterizzate dal contrasto nell\u2019utilizzo dei materiali. La scultura pi\u00f9 nota di questa serie, presente in mostra, \u00e8 senza dubbio l\u2019iperrealista \u201cpolentina\u201d in pasta di vetro gialla, con tanto di forchetta inclusa.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/11gatto-pavone-1670591526-k09D-1020x533@IlSole24Ore-Web.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-28530 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/11gatto-pavone-1670591526-k09D-1020x533@IlSole24Ore-Web.jpg\" alt=\"\" width=\"381\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/11gatto-pavone-1670591526-k09D-1020x533@IlSole24Ore-Web.jpg 810w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/11gatto-pavone-1670591526-k09D-1020x533@IlSole24Ore-Web-300x157.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/11gatto-pavone-1670591526-k09D-1020x533@IlSole24Ore-Web-768x401.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 381px) 100vw, 381px\" \/><\/a>Alla progettazione dell\u2019arte vetraria si affianca\u00a0<strong>l\u2019esperienza con la ceramica,<\/strong>\u00a0che prende avvio dall\u2019incontro che Parisi ebbe, nei primi anni \u201960, con Pompeo Pianezzola, artista e art director di una delle pi\u00f9 storiche manifatture di ceramica artistica del vicentino, la Zanolli&amp;Sebellin. Per loro disegna una serie di oggetti giocati su forme geometriche solide come il cubo, la sfera e il cono che sembrano evocare, nella loro semplicit\u00e0, i giochi dei bambini.\u00a0<strong>Una ceramica \u201cpop\u201d, ironica e originale<\/strong>\u00a0caratterizzata da scelte cromatiche forti e contrastanti: il bianco che si scontra con il colore rosso vivo, i cubi colorati che si sovrappongono, i fumetti, gli occhi, le labbra rosse di Marylin che mettono in mostra l\u2019attrazione di Parisi (quasi ossessiva) per il corpo umano. Ne sono esempio\u00a0<strong>il vaso \u201cBocca\u201d<\/strong>,\u00a0<strong>le sfere \u201cOcchi\u201d<\/strong>, la scultura vaso e\u00a0<strong>la ciotola \u201cImpronta\u201d<\/strong> che riproducono, in positivo e in negativo, il disegno di una mano. Successivi di pochi anni e presenti nella personale, due contenitori (una bacinella da sviluppo fotografico e una grande ciotola asimmetrica) realizzati in collaborazione con Giuliano Collina, nei quali Parisi<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/generico-dicembre-2022-203751-e1673989701148.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-28531 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/generico-dicembre-2022-203751-e1673989701148.jpg\" alt=\"\" width=\"424\" height=\"283\" \/><\/a> interviene attivamente colando il colore sull\u2019oggetto e una serie di vasi, sempre in ceramica, caratterizzanti dall\u2019inserimento di una o pi\u00f9 fasce in acciaio inox. L\u2019ultimo sguardo del percorso espositivo \u00e8 rivolto alla fine degli <strong>anni \u201980 e agli inizi degli anni \u201990<\/strong>\u00a0con\u00a0<strong>un ritorno di Parisi all\u2019architettura e al design<\/strong>, dopo una pausa di pi\u00f9 di un decennio prevalentemente dedicato alla ricerca utopico-esistenziale attraverso numerose esperienze artistiche (mostre e installazioni) che culminano nel progetto interdisciplinare \u201cOperazione Arcevia\u201d, presentato alla 76esima Biennale di Venezia del 1976.<\/p>\n<p>A quest\u2019ultimo periodo risale l\u2019ideazione di una\u00a0<strong>serie di nuovi oggetti in ceramica\u00a0<\/strong>eseguiti in collaborazione con la Fornace Ibis di Giorgio Robustelli: tazze, piatti, zuppiere (rotti, bucati, piegati, tutti volutamente inutilizzabili) fino alla radio (la famosissima \u201cCubo\u201d di Zanuso) abitati da personaggi grotteschi o da creature dalla bocca aperta, a volte pi\u00f9 inquietanti che ironiche, con il sapore di fedeli compagni di vita quotidiana. A questi si uniscono\u00a0<strong>nuovi meravigliosi oggetti in vetro<\/strong>\u00a0come bicchieri -fiori, animali, personaggi fantastici realizzati grazie all\u2019incontro con Pino Signoretto, grande maestro ed interprete del vetro muranese, oggetti che documentano, ancora una volta, la continuit\u00e0 che nell\u2019opera di Parisi esiste tra le diverse forme di applicazione della creativit\u00e0.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/Parisi-e1673989734478.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-28532\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/Parisi-e1673989734478.jpg\" alt=\"\" width=\"474\" height=\"232\" \/><\/a>A corollario della mostra, nell\u2019area pi\u00f9 riservata e intima di\u00a0<strong>Campo Quadro<\/strong>, si possono ammirare i ritratti, raramente esposti, di Ico e Luisa Parisi. Le due opere, prestate dagli eredi per l\u2019occasione, facevano parte dell\u2019arredamento di casa Parisi come testimoniano le foto d\u2019epoca.\u00a0Luisa, giovane trentenne, \u00e8 ritratta dal marito Ico, mentre Ico \u00e8 il soggetto di un\u2019opera caricaturale eseguita da Giuseppe Terragni alla fine degli anni \u201830.<br \/>\nLa peculiarit\u00e0 di questi quadri si ricollega alla tradizione comasca della ritrattistica antica (di cui la Pinacoteca ha numerosi esempi in particolare riconducibili alla collezione di Paolo Giovio) ma anche all\u2019abitudine degli artisti e architetti del cosiddetto Gruppo Como di ritrarsi vicendevolmente. A questo proposito si veda la recente donazione del ritratto di Mario Radice eseguito da Giuseppe Terragni esposto nella sala permanente dedicata a Radice.<\/p>\n<p><em>&#8220;Non servono parole per descrivere Ico Parisi &#8211;\u00a0<\/em>commenta l\u2019<strong>Assessore alla Cultura Enrico Colombo<em>\u00a0<\/em><\/strong><em>&#8211; anche perch\u00e8 gli architetti parlano attraverso un&#8217;altra lingua: quella del disegno. La mostra, curata da Roberta Lietti e dal settore Musei del Comune di Como, ripercorre questa forma di linguaggio andando ad approfondire uno degli aspetti meno noti e pi\u00f9 intimi dell&#8217;Opera di Parisi, ossia il suo rapporto con la moglie Luisa ed il loro disegno sui vetri e le ceramiche. Per l&#8217;amministrazione comunale \u00e8 un onore offrire alla comunit\u00e0 comense, e a quanti verranno in Pinacoteca, l&#8217;opera meno nota, e forse pi\u00f9 iconica, di uno dei protagonisti della nostra storia, pilastro di quel movimento che ha contribuito a disegnare il nome di Como nella Storia dell&#8217;Arte e dell\u2019Architettura.&#8221; <\/em>\u201c<em>La mostra svela opere preziose donate dallo stesso Parisi alla Amministrazione comunale nel 1995 e si inserisce nel cammino programmato di valorizzazione dei maestri comaschi, anche d\u2019adozione, avviato nel 2019 dalla Pinacoteca con le mostre dedicate a Giuseppe Terragni e all&#8217;Asilo Sant&#8217;Elia, a Mario Radice e al rapporto con l&#8217;architettura, a Manlio Rho e al suo archivio<\/em>\u201d &#8211; afferma\u00a0<strong>Veronica Vittani Responsabile della Pinacoteca<\/strong>\u00a0&#8211; \u201c<em>All\u2019esposizione seguir\u00e0 un lavoro di revisione allestitiva dello spazio a lui dedicato nella sezione del Novecento, come gi\u00e0 avvenuto\u00a0 per le nuove sale di Terragni e Radice<\/em>\u201d. La Pinacoteca infatti conserva, oltre ai vetri e le ceramiche oggetto della mostra, un cospicuo numero di lavori di Ico e Luisa Parisi, facenti parte di un fondo che contempla fotografie, schizzi, bozzetti, disegni, opere pittoriche, mobili e documenti d\u2019archivio. La mostra \u00e8 accompagnata da un\u00a0<strong>catalogo<\/strong>\u00a0edito da Silvana Editoriale.<\/p>\n<p><strong>Domenico Parisi<\/strong>, chiamato<strong>\u00a0Ico<\/strong>, nasce a Palermo, il 23 settembre 1916 da genitori siciliani, allora gi\u00e0 residenti in Piemonte. Nel 1925 la famiglia Parisi si trasferisce a Como dove Ico, nel 1936, si diploma perito edile e svolge un periodo di apprendistato presso lo studio Terragni. Qui ha l\u2019occasione di conoscere e frequentare personalit\u00e0 dell\u2019architettura e dell\u2019arte quali Cattaneo, Lingeri, Radice, Rho, Persico e Sartoris. Appassionato di cinema e di fotografia, realizza, su richiesta di Giuseppe Terragni, le immagini fotografiche della Casa del Fascio. Congedato dal fronte nel 1943 rientra a Como e riprende l\u2019attivit\u00e0 progettuale, occupandosi prevalentemente della realizzazione di singoli arredi, di allestimenti espositivi e di architetture d\u2019interni. Con lui collabora Luisa Aiani, che sposer\u00e0 nel 1947 e con la quale aprir\u00e0 lo studio La Ruota, luogo di progettazione ma anche luogo d\u2019arte, di esposizione e di cultura. A partire dai primi anni \u201850 l\u2019attivit\u00e0 di Parisi si fa sempre pi\u00f9 prolifica sia in ambito architettonico che di design. Progetta arredi, prima in pezzo unico con artigiani brianzoli e, in seguito per la produzione industriale, con aziende come Cassina, e numerosi oggetti di arte decorativa quali ceramiche e vetri. La fine degli anni \u201860 segna un preciso punto di svolta nella sua ricerca progettuale.\u00a0 Con i \u201cContenitoriumani\u201d, realizzati in collaborazione con lo scultore Francesco Somaini e presentati per la prima volta al Salone del Mobile di Milano nel 1968, Parisi, inizia un nuovo percorso d\u2019indagine volto a definire un\u2019idea utopico-esistenziale del vivere. Il culmine della sua ricerca progettuale ed esistenziale \u00e8 tra il 1974 e il 1976, con l\u2019\u201cOperazione Arcevia\u201d, affrontata in modo corale e interdisciplinare e finalizzata alla progettazione di una intera comunit\u00e0. Il lavoro viene presentato nell\u2019ambito della 76\u00aa Biennale di Venezia e successivamente esposto presso la Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna di Roma (1979). Da tale esperienza socio-urbanistica, fortemente utopica, derivano le successive ricerche grafiche, tema di innumerevoli mostre collettive e personali.<br \/>\nMuore a Como il 19\u00a0dicembre\u00a01996.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La Pinacoteca Civica di Como\u00a0offre nelle sue sale al primo piano, dal 22\u00a0dicembre\u00a02022 al 28 maggio 2023, la mostra\u00a0\u201cUniverso Parisi. I vetri e le ceramiche di Ico e Luisa\u201d,\u00a0con la curatela di Roberta Lietti e il progetto espositivo di Cristiana Lopes e Giacomo Brenna. La figura di Domenico (Ico) Parisi \u00e8 tra le pi\u00f9 eclettiche e le pi\u00f9 creativamente prolifiche nel panorama della ricerca progettuale italiana dal dopoguerra in poi. Palermitano di nascita ma comasco d\u2019adozione, Parisi, formato nello studio di Terragni, gi\u00e0 dalla fine degli anni Trenta opera in una dimensione interdisciplinare che va dall\u2019essere architetto e designer ma [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2023\/01\/17\/universo-parisi-i-vetri-e-le-ceramiche-di-ico-e-luisa-in-mostra-nella-pinacoteca-civica-di-como\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[247],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28525"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=28525"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28525\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":28550,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28525\/revisions\/28550"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=28525"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=28525"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=28525"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}