{"id":28542,"date":"2023-01-19T14:08:35","date_gmt":"2023-01-19T14:08:35","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=28542"},"modified":"2023-01-19T14:08:35","modified_gmt":"2023-01-19T14:08:35","slug":"vogia-de-carnoval-in-mostra-a-roma-nel-polo-ideato-da-alda-fendi-e-progettato-da-jean-nouvel","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2023\/01\/19\/vogia-de-carnoval-in-mostra-a-roma-nel-polo-ideato-da-alda-fendi-e-progettato-da-jean-nouvel\/","title":{"rendered":"Vogia de Carnoval in mostra a Roma nel Polo ideato da Alda Fendi e progettato da Jean Nouvel"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/voja-de-carnoval-4.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-28544\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/voja-de-carnoval-4.jpg\" alt=\"\" width=\"560\" height=\"470\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/voja-de-carnoval-4.jpg 940w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/voja-de-carnoval-4-300x251.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/voja-de-carnoval-4-768x644.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 560px) 100vw, 560px\" \/><\/a>Una nuova proposta della Fondazione Alda Fendi \u2013 Esperimenti:<\/strong>\u00a0<strong>Venezia.<\/strong> Nella\u00a0<em>rhinoceros<\/em>\u00a0gallery di palazzo\u00a0<em>rhinoceros<\/em> a Roma, con la linea artistica di Raffaele Curi, arriva un\u2019esperienza visionaria sin dall\u2019esterno del palazzo dove, grazie a una grande proiezione, i visitatori entrano immergendosi nel mare.\u00a0<strong>L\u2019incanto di Venezia<\/strong>, citt\u00e0 antica e futuribile, sacra e licenziosa,\u00a0<strong>ammalia Roma con\u00a0 <em>Vogia de carnoval,\u00a0<\/em>l\u2019esperimento espositivo realizzato grazie ai contenuti forniti dalla Fondazione Querini Stampalia di Venezia, che si pu\u00f2 visitare dal 15 dicembre al 30 aprile con ingresso gratuito in via del Velabro 9A, negli spazi di\u00a0<em>rhinoceros<\/em><\/strong>, il polo culturale affacciato sull\u2019Arco di Giano, ideato da Alda Fendi e progettato da Jean Nouvel.<\/p>\n<p>Dopo il Pollaiuolo degli Uffizi, il Michelangelo, El Greco e il Picasso dell\u2019Ermitage e il Picasso delle Collezioni Intesa San Paolo,\u00a0la\u00a0Fondazione Alda Fendi \u2013 Esperimenti si immerge in un sogno a occhi aperti su Venezia, ricco di suggestioni variegate, orchestrate in un crescendo volto a evocare il ruolo di crocevia di culture che la Serenissima ha ricoperto nella storia e nell\u2019immaginario collettivo.<\/p>\n<p><strong>Dal Mose a Giovanni Bellini passando per Goldoni. <\/strong>Nella fantasticheria di un carnevale permanente immaginata da Raffaele Curi, che non segue le logiche dei calendari e l\u2019avvicendarsi delle stagioni ma abita un tempo eccezionale (anche se storicamente il Carnevale iniziava a Venezia il 27 dicembre!), tutto \u00e8 possibile: persino immergersi nel mare rimanendo perfettamente asciutti. Cos\u00ec avviene all\u2019ingresso di\u00a0<em>rhinoceros<\/em>, grazie a una proiezione che avvolge l\u2019edificio nelle onde, senza bagnare il pubblico. \u00c8 la stessa magia che fa il\u00a0<strong>Mose, il MOdulo Sperimentale Elettromeccanico che, azionando un sistema di dighe mobili, mette in salvo Venezia dall\u2019acqua alta<\/strong>, un\u2019opera ingegneristica applaudita in tutto il mondo per la sua efficacia. Il Mose \u00e8 protagonista artisticamente anche all\u2019interno del palazzo: all\u2019inizio del percorso espositivo una videoinstallazione lo vede d<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/7dc42ea8-89c4-4a94-9da0-46ae7528ff02.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-28543 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/7dc42ea8-89c4-4a94-9da0-46ae7528ff02.jpg\" alt=\"\" width=\"545\" height=\"415\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/7dc42ea8-89c4-4a94-9da0-46ae7528ff02.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/7dc42ea8-89c4-4a94-9da0-46ae7528ff02-300x229.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/01\/7dc42ea8-89c4-4a94-9da0-46ae7528ff02-768x585.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 545px) 100vw, 545px\" \/><\/a>anzare sulle note della\u00a0<em>Cenerentola\u00a0<\/em>di Gioacchino Rossini, in una perfetta corrispondenza tra gli alti e i bassi rossiniani e il flusso delle maree. Il mare culla il desiderio di un carnevale fuori stagione e, dai progressi tecnologici del presente, si passa ai fasti della Venezia del passato, per poi proiettarsi verso l\u2019arte del futuro.<\/p>\n<p><strong>Un omaggio a Carlo Goldoni, disseminato su tutti i livelli espositivi del palazzo, risuona di echi felliniani<\/strong>. Da una parte i titoli delle commedie del drammaturgo diventano oggetto di un\u2019installazione sonora che fa rimbalzare sulle pareti l\u2019arcobaleno dei colori dell\u2019abito di Arlecchino, mentre risuonano le voci della commedia\u00a0<em>Una delle ultime sere di Carnovale<\/em>, dall\u2019altra viene proiettata la sequenza della bambola meccanica tratta dal\u00a0<em>Casanova<\/em>\u00a0<em>di Federico Fellini<\/em>, con la musica di Nino Rota che riempie l\u2019ambiente. La visione del volto di Donald Sutherland, protagonista della pellicola del 1976, si moltiplica in modo prospettico nell\u2019installazione all\u2019interno del cavedio nero.<\/p>\n<p>Finzione o realt\u00e0? Originale o copia? Le domande risuonano lungo il percorso espositivo immaginato da Raffaele Curi.\u00a0<strong>Il cuore dell\u2019esperimento \u00e8 la citazione della grande tradizione pittorica veneta con le opere della Fondazione Querini Stampalia. Dopo gli Uffizi, la National Gallery, la Pinacoteca di Brera e la Galleria nazionale delle Marche,\u00a0<em>rhinoceros\u00a0<\/em>gallery per la prima volta a Roma porta un\u00a0DAW<\/strong><strong>, ovvero un Digital Artwork<\/strong>\u00a0realizzato da Cinello su suo brevetto. Si tratta di\u00a0<strong>una tecnologia innovativa che riproduce un dipinto antico creando allo stesso tempo una nuova opera digitale originale. Il visitatore ammira la\u00a0<em>Presentazione al Tempio<\/em>\u00a0dipinta nel 1460\u00a0da\u00a0Giovanni Bellini<\/strong>\u00a0e custodita dalla fondazione veneziana.\u201cIo son colei che mi si crede\u201d, recita intorno al DAW\u00a0la voce di Rossella Falk: una battuta di\u00a0<em>Cos\u00ec \u00e8 (se vi pare)<\/em>.\u00a0<strong>La\u00a0<em>rhinoceros<\/em>gallery abbraccia la sfida del digitale e delle nuove tecnologie che amplificano le possibilit\u00e0 dell\u2019opera d\u2019arte<\/strong>. In questo gioco che porta il visitatore dentro e fuori le dimensioni del\u00a0sogno e dell\u2019illusione, in un continuo interscambio tra la realt\u00e0 e il suo doppio, tra la copia e l\u2019originale, si mettono a confronto la\u00a0<em>Presentazione al Tempio<\/em>\u00a0di Bellini con l\u2019opera dello stesso soggetto dipinta nel 1455 dal cognato Andrea Mantegna, conservata alla Gema\u0308ldegalerie di Berlino.\u00a0L\u2019incantesimo lagunare prosegue, ai\u00a0piani superiori, con le vedute di Gabriel Bella e le scene veneziane di Pietro Longhi, fino ad arrivare alla terrazza panoramica che ricorda ai visitatori di essere invece al centro di Roma.<\/p>\n<p><strong><em>Black Venice e il dramma degli sbarchi <\/em><\/strong><\/p>\n<p>In occasione dell\u2019inaugurazione della mostra,\u00a0<em>rhinoceros<\/em>\u00a0gallery ospita\u00a0<strong><em>BLACK VENICE<\/em>, un\u2019<em>action<\/em>\u00a0di Raffaele Curi<\/strong>. Utilizzando gli strumenti della meraviglia e del sogno,\u00a0il pubblico \u00e8 portato a fare una riflessione attualissima sulla negritudine e sulla presenza dell\u2019altro nella societ\u00e0 contemporanea. Al centro dello spazio espositivo campeggia il grande rinoceronte ideato da Curi (gi\u00e0 finalista per il Compasso d\u2019oro nel 2020); sul suo dorso \u00e8 seduta una dama abbigliata con un abito settecentesco, immobile come una statua, evocante il celebre dipinto\u00a0<em>Il rinoceronte<\/em>\u00a0di Pietro Longhi del 1751 di Ca\u2019 Rezzonico.\u00a0 <strong>Le spalle della dama sono coperte da un foglio termico<\/strong>.\u00a0La performer \u00e8 una naufraga contemporanea e insieme la Madonna di una bizzarra fuga in Egitto.\u00a0Con questa immagine evocativa, l\u2019oro della pittura sacra si fa umanissimo e parla dell\u2019attualit\u00e0 e delle sue urgenze. I ruoli sono tuttavia invertiti: \u00e8 una personificazione muliebre dell\u2019Occidente a essere soccorsa e aiutata da chi oggi invece si trova a chiedere aiuto. Intorno alla dama agisce infatti una figura maschile di pelle nera con un turbante in testa (Re? Veggente? Mago? O esclusivamente sostegno?), senza mai sfiorarla e senza parlare. In silenzio, per tutta la sera il performer \u00e8 intento a tracciare dei segni per terra: sono simboli di compartecipazione e solidariet\u00e0. Mentre il sortilegio si va compiendo, nello spazio si diffonde\u00a0l\u2019overture dell\u2019<em>Otello\u00a0<\/em>di Gioacchino Rossini, inframezzata da una citazione dall\u2019<em>Otello<\/em>\u00a0William Shakespeare che incomincia con le parole: \u201cIl moro di Venezia \u00e8 franco e leale\u201d. Dopo l\u2019inaugurazione, dell\u2019<em>action<\/em>\u00a0rimangono solo gli elementi inanimati e il pubblico si trova davanti a un\u2019installazione con il rinoceronte, la coperta termica sul suo dorso e i simboli tracciati per terra.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 Venezia con la sua storia e l\u2019insurrezione gioiosa del suo carnevale a offrire una chiave di lettura importante per i temi dell\u2019accoglienza e della multiculturalit\u00e0 che si fanno pressanti nelle societ\u00e0 occidentali contemporanee<\/strong>. Sin dal primo Rinascimento, nell\u2019iconografia della pittura veneziana sono presenti mori, moretti e africani di pelle nera, come testimoniano gli studi di Giovanna Nepi Scir\u00e8,\u00a0gi\u00e0 Soprintendente speciale per il Polo Museale Veneziano.\u00a0Siamo di fronte a persone integrate nella cultura e nella societ\u00e0 veneziana, come la balia che Lorenzo Lotto nel 1523 colloca nella pala di\u00a0<em>Santa Lucia di fronte al tiranno Pascasio<\/em>\u00a0o il giovane paggio con una raffinata veste a strisce che Tiziano ritrae al fianco di Laura Dianti.\u00a0Non solo schiavi o servitori, possono anche essere ambasciatori presso la Repubblica di Venezia, come il protagonista del\u00a0<em>Ritratto di Moro<\/em>\u00a0dalla bottega di Domenico Tintoretto, vestito all\u2019europea, con un plico di lettere alla sua destra che allude al suo ruolo diplomatico. Senza dimenticare l\u2019Otello shakespeariano.\u00a0Nel Settecento poi \u201cnero \u00e8 bello\u201d, come recita il titolo di una mostra tenuta ad Amsterdam nel 2008 e come testimoniano\u00a0la splendida allegoria dell\u2019Africa di Rosalba Carriera e numerose opere di Giambattista Tiepolo. Il paggio di colore diventa nel Settecento uno\u00a0<em>status symbol<\/em>\u00a0che, con il fasto della sua divisa, sanciva la ricchezza e il prestigio dei proprietari. Cos\u00ec lo ritroviamo nel dipinto\u00a0<em>La lettera del moro<\/em>\u00a0di Pietro Longhi, vestito con un\u2019elegantissima marsina rossa bordata di pelliccia, mentre consegna una missiva a una dama.\u00a0Queste figure di un altro tempo si specchiano negli sguardi delle persone che incontriamo ogni giorno per strada e sono il punto di partenza di una riflessione sul presente, mescolando i segni dell\u2019arte con i temi dell\u2019attualit\u00e0 pi\u00f9 incalzante.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em>La<em>\u00a0Fondazione Alda Fendi \u2013 Esperimenti porta Venezia a Roma. Venezia multiculturale, con la sua storia ci insegna l\u2019apertura nei confronti dell\u2019altro e la convivenza fra i popoli. Venezia misteriosa, con le sue maschere ci invita ad abitare un carnevale senza tempo.<\/em><\/p>\n<p><em>Alda Fendi<\/em><\/p>\n<p><em>Nei mesi della mostra\u00a0<\/em>rhinoceros<em>\u00a0gallery ospita un caleidoscopio di ricordi letterari, pittorici, cinematografici; immagini performative e la proposta rivoluzionaria di un\u2019arte antica che, attraverso la tecnologia, si fa contemporanea.<\/em><\/p>\n<p><em>Alessia Caruso Fendi<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><em>Nigra sum sed formosa. Il Cantico dei Cantici risuona in\u00a0<\/em>Black Venice<em>\u00a0in un\u2019armonia dorata tra la quiete e il suo doppio \u2013 labirintico o soave?<\/em><\/p>\n<p><em>Raffale Curi<\/em><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Una nuova proposta della Fondazione Alda Fendi \u2013 Esperimenti:\u00a0Venezia. 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