{"id":28669,"date":"2023-02-02T21:41:13","date_gmt":"2023-02-02T21:41:13","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=28669"},"modified":"2023-02-02T21:41:13","modified_gmt":"2023-02-02T21:41:13","slug":"franco-angeli-della-scuola-di-piazza-del-popolo-in-mostra-al-wegil-di-roma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2023\/02\/02\/franco-angeli-della-scuola-di-piazza-del-popolo-in-mostra-al-wegil-di-roma\/","title":{"rendered":"Franco Angeli  della  Scuola di Piazza del Popolo  in mostra al WeGil di Roma"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/franco-angeli.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-28670\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/franco-angeli.jpg\" alt=\"\" width=\"326\" height=\"228\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/franco-angeli.jpg 993w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/franco-angeli-300x210.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/franco-angeli-768x538.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 326px) 100vw, 326px\" \/><\/a>I<\/strong><strong>l<\/strong>\u00a0<strong>WeGil di Roma,<\/strong>\u00a0hub culturale della\u00a0<strong>Regione Lazio<\/strong>\u00a0a Trastevere,\u00a0ospita \u00a0fino al 26 marzo\u00a0 2023 la mostra retrospettiva\u00a0<strong>FRANCO ANGELI &#8211; <em>Opere 1958-1988.<\/em><\/strong><br \/>\nL\u2019esposizione,\u00a0promossa dalla\u00a0<strong>Regione Lazio\u00a0<\/strong>e realizzata da\u00a0<strong>LAZIOcrea,\u00a0<\/strong>\u00e8 curata da Silvia<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/franco-angeli-natale-di-roma.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-28671 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/franco-angeli-natale-di-roma.jpg\" alt=\"\" width=\"351\" height=\"268\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/franco-angeli-natale-di-roma.jpg 555w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/franco-angeli-natale-di-roma-300x229.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 351px) 100vw, 351px\" \/><\/a> Pegoraro<strong>\u00a0<\/strong>e nasce da un\u2019idea del gallerista e collezionista Aldo Marchetti, in collaborazione con l\u2019Archivio Franco Angeli di Roma (presieduto da Maria Angeli, figlia dell\u2019artista), con l\u2019obiettivo di promuovere la conoscenza del grande artista romano, operativo a partire dalla seconda met\u00e0 del XX secolo. La mostra intende, quindi, configurarsi come percorso antologico, attraverso 74 opere uniche di Angeli (tra cui molti interessanti inediti), tutte provenienti da collezioni private: dagli esordi informali del 1957-58 al figurativismo geometrico e metafisico degli anni \u201980, sino al 1988, anno della sua scomparsa.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/franco-angeli-welcome-to-vietnam.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-28672\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/franco-angeli-welcome-to-vietnam.jpg\" alt=\"\" width=\"344\" height=\"344\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/franco-angeli-welcome-to-vietnam.jpg 555w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/franco-angeli-welcome-to-vietnam-300x300.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/franco-angeli-welcome-to-vietnam-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 344px) 100vw, 344px\" \/><\/a>Franco Angeli<\/strong>\u00a0\u00e8 una figura chiave di quella\u00a0nuova generazione di pittori romani venuta impetuosamente alla ribalta all\u2019aurora degli anni \u201960: una generazione artistica \u201cdi maturazione precoce e con caratteri pi\u00f9 organici e compatti delle due precedenti\u201d, come scrive all\u2019epoca il critico Cesare Vivaldi.\u00a0\u00a0Vivaldi fa alcuni nomi, soffermandosi in particolare proprio su quelli di Franco Angeli, Tano<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/photo.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-28673 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/photo.jpg\" alt=\"\" width=\"402\" height=\"226\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/photo.jpg 850w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/photo-300x169.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/photo-768x432.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 402px) 100vw, 402px\" \/><\/a> Festa e Mario Schifano, tre degli artisti che meglio caratterizzano la cosiddetta \u201cscuola di Piazza del Popolo\u201d, spesso confusa con quella che viene definita erroneamente Pop Art italiana.\u00a0Quella di Angeli \u00e8 una pittura inizialmente influenzata, alla fine degli anni \u201950, dall\u2019espressivit\u00e0 materico-gestuale dell\u2019Informale per poi volgere al monocromo, che rende la\u00a0tela simile a uno schermo quasi neutro, appena animato da segni leggeri, da lievi vibrazioni luminose e da simbologie appena leggibili in trasparenza. La\u00a0<em>velatura\u00a0<\/em>del soggetto, per mezzo di garze, collant di nylon e tulle, diventer\u00e0 per Angeli &#8211; nella prima met\u00e0 degli anni \u201960 &#8211; un nodo stilistico e tematico centrale, che si raccorda al senso della politica e della storia italiana e romana in primis. Angeli, evocando le forme e i simboli del passato, supera l\u2019Informale riportando la Pittura alle sue apparenze figurali, seguendo la via di quella \u201cmetafisica dentro la fisica<em>\u201d\u00a0<\/em>indicata da De Chirico e Savinio, che si far\u00e0 poi evidente <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/franco-angeli-stemma-pontificio.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-28674\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/franco-angeli-stemma-pontificio.jpg\" alt=\"\" width=\"330\" height=\"424\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/franco-angeli-stemma-pontificio.jpg 769w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/franco-angeli-stemma-pontificio-234x300.jpg 234w\" sizes=\"(max-width: 330px) 100vw, 330px\" \/><\/a>nelle opere degli anni Ottanta. Per Angeli\u00a0l\u2019esperienza artistica \u00e8 un\u2019<em>azione\u00a0<\/em>nel presente, ma radicata nel<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/135191-12_Franco_Angeli_Zona_Cesarini_1987-88.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-28675 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/135191-12_Franco_Angeli_Zona_Cesarini_1987-88.jpg\" alt=\"\" width=\"406\" height=\"304\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/135191-12_Franco_Angeli_Zona_Cesarini_1987-88.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/135191-12_Franco_Angeli_Zona_Cesarini_1987-88-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 406px) 100vw, 406px\" \/><\/a> territorio della memoria:\u00a0<em>\u201cI miei primi quadri sono la testimonianza del contatto quotidiano con la strada. Vidi i Ruderi, le Lapidi, simboli antichi e moderni come l\u2019Aquila, la Svastica, la Falce e Martello, obelischi, statue, Lupe Romane sprigionare l\u2019energia sufficiente per affrontare l\u2019avventura pittorica\u201d<\/em>, scrive l\u2019artista.<em>\u00a0<\/em>Una sorta di\u00a0<em>iconosfera urbana<\/em>\u00a0che rievoca quelle iscrizioni e quegli epigrafi ancora presenti su alcuni muri romani, che nel suo immaginario divengono\u00a0icone di araldica intensit\u00e0 e di forte impatto visivo in grado di rappresentare la dimensione pubblica e civile del suo messaggio artistico e\u00a0poetico. In particolare, nelle opere della fine degli anni \u201960 e degli anni \u201970, Angeli esprime \u201cuna volont\u00e0 di trasformazione e di lotta\u201d, che carica la sua pittura di intensa partecipazione agli avvenimenti politici e sociali, dal colpo di stato in Cile alla guerra del Vietnam, dalle proteste studentesche al golpe militare in Argentina, fino al rapimento di Aldo Moro e alla strategia della tensione.\u00a0A partire dagli anni \u201980\u00a0Angeli si volge ancora indietro e nelle sue tele compaiono gli aeroplani, ricordi dei bombardamenti subiti dalla capitale durante la Seconda guerra mondiale, con i suoi obelischi e le sue piramidi che, a partire dal 1985 si caricano sempre pi\u00f9 di un \u2018valore \u201cplastico\u201d e metafisico. Di <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/franco-angeli-half-dollar-e1675373549647.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-28676\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/franco-angeli-half-dollar-e1675373549647.jpg\" alt=\"\" width=\"369\" height=\"371\" \/><\/a>contro la societ\u00e0 dei consumi della Pop art americana, Angeli riporta alla memoria la citt\u00e0 eterna, con le sue stratificazioni culturali e il suo repertorio di immagini tipicamente italiano che \u201cnella febbre del dipingere\u201d, come scrive Vivaldi, diviene scrittura privata di un sentire profondamente poetico delle cose.<\/p>\n<p><strong>Giuseppe Angeli, noto in arte come\u00a0Franco Angeli, nasce a Roma, nel quartiere San<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/franco-angeli-giap-e-ho-chi-min.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-28678 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/franco-angeli-giap-e-ho-chi-min.jpg\" alt=\"\" width=\"370\" height=\"461\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/franco-angeli-giap-e-ho-chi-min.jpg 555w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/franco-angeli-giap-e-ho-chi-min-241x300.jpg 241w\" sizes=\"(max-width: 370px) 100vw, 370px\" \/><\/a> Lorenzo, il 14 maggio 1935<\/strong>, da una famiglia del popolo di solida tradizione antifascista e socialista. Angeli vive la sua infanzia e adolescenza a Borgo Pio, poi in Via Angelo Brunetti. Nel caos della guerra interrompe le scuole elementari e inizia invece a lavorare, come facchino ai mercati, come garzone di barbiere e poi di lavanderia, e in seguito da un tappezziere e da un carrozziere. Nel 1949 la morte della madre lo segna profondamente. Tra il 1955 e il 1957 inizia a dedicarsi da autodidatta alla pittura, frequenta lo studio dello scultore Edgardo Mannucci, dove vede lavori di Burri che influenzano fortemente la prima fase della sua opera, di natura <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/franco-angeli-canto-popolare-delle-ande.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-28679\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/franco-angeli-canto-popolare-delle-ande.jpg\" alt=\"\" width=\"369\" height=\"375\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/franco-angeli-canto-popolare-delle-ande.jpg 555w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/franco-angeli-canto-popolare-delle-ande-295x300.jpg 295w\" sizes=\"(max-width: 369px) 100vw, 369px\" \/><\/a>astratto-informale e materica. Angeli aderisce al Partito Comunista nella sezione di Campo Marzio, e nel 1955 conosce prima Tano Festa e poi Mario Schifano, con i quali stringe un rapporto di profonda e solida amicizia.\u00a0\u00a0Li accomuna l\u2019estrazione popolare e quindi un senso della realt\u00e0 molto forte, la frequentazione degli stessi luoghi, e l\u2019esigenza di andare oltre le esperienze informali.\u00a0\u00a0Fanno parte a pieno titolo di quella che verr\u00e0 definita la \u201cScuola di Piazza del Popolo\u201d. Nel 1959 partecipa alla sua prima collettiva, alla Galleria La Salita di Roma, con Festa e Uncini. Nel 1960, sempre alla Salita, tiene la sua prima personale,<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/franco-angeli-dagli-appennini-alle-ande.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-28680 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/franco-angeli-dagli-appennini-alle-ande.jpg\" alt=\"\" width=\"339\" height=\"342\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/franco-angeli-dagli-appennini-alle-ande.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/franco-angeli-dagli-appennini-alle-ande-298x300.jpg 298w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/franco-angeli-dagli-appennini-alle-ande-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 339px) 100vw, 339px\" \/><\/a> presentata da Cesare Vivaldi. All\u2019inizio degli anni \u201960, la sua poetica si muove verso la figurazione: icone e frammenti di simbologia storica e collettiva, simboli culturali e ideologici come croci, falci e martello o svastiche, le lupe capitoline, le aquile americane e romane. Queste immagini consacrano Angeli sulla scena internazionale dell\u2019arte, dominata dalle iconografie del pop statunitense, nel frattempo esplose alla Biennale di Venezia del 1964, seppure le opere di Angeli se ne distanzino profondamente. Lo stesso artista partecipa alla Biennale del 1964 presentato da Maurizio Calvesi, ma in una lettera autografa scrive: \u201csono in grado di affermare di non avere mai dipinto un quadro nello spirito della Pop Art\u201d.\u00a0\u00a0Gli anni 1968-70 sono per Angeli di grande impegno politico e ideologico, che si protrarr\u00e0 per tutti gli anni \u201970, durante i quali l\u2019artista si batte anche contro la guerra del Vietnam, rappresentandone gli orrori. A partire dal 1973 si fa strada nella sua pittura una nuova visione, pi\u00f9 analitica e marcata da campiture regolari, contorni netti e forme geometriche. Dopo una lunga relazione con Marina Ripa di Meana, nel 1975 conosce Livia Massimo Lancellotti, che diviene sua compagna di vita e con la quale d\u00e0 alla luce l\u2019unica figlia, Maria. Nel 1978 partecipa alla Biennale di Venezia curata da Achille Bonito Oliva, nella sezione\u00a0<em>L&#8217;iconosfera urbana<\/em>. Negli anni \u201880 si va approfondendo la natura neometafisica della ricerca visiva di Angeli, mentre le sue opere svelano anche lo studio e l\u2019influenza di Sironi, Scipione, Mafai. Nel 1984 compare nei suoi lavori l\u2019immagine di un burattino, probabile emblema dell\u2019artista stesso, in balia dei fili imperscrutabili del destino. Franco Angeli si spegne a Roma il 12 novembre 1988, all\u2019et\u00e0 di 53 anni, i suoi funerali si sono svolti presso la chiesa di Santa Maria del Popolo, che custodisce l\u2019opera di Caravaggio,\u00a0<em>La conversione di San Paolo,\u00a0<\/em>molto ammirata e amata dall\u2019artista stesso. Catalogo Edizioni Grafiche Turato, con testi di Maria Angeli, Laura Cherubini e Silvia Pegoraro, e alcuni appunti di Franco Angeli.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il\u00a0WeGil di Roma,\u00a0hub culturale della\u00a0Regione Lazio\u00a0a Trastevere,\u00a0ospita \u00a0fino al 26 marzo\u00a0 2023 la mostra retrospettiva\u00a0FRANCO ANGELI &#8211; Opere 1958-1988. L\u2019esposizione,\u00a0promossa dalla\u00a0Regione Lazio\u00a0e realizzata da\u00a0LAZIOcrea,\u00a0\u00e8 curata da Silvia Pegoraro\u00a0e nasce da un\u2019idea del gallerista e collezionista Aldo Marchetti, in collaborazione con l\u2019Archivio Franco Angeli di Roma (presieduto da Maria Angeli, figlia dell\u2019artista), con l\u2019obiettivo di promuovere la conoscenza del grande artista romano, operativo a partire dalla seconda met\u00e0 del XX secolo. La mostra intende, quindi, configurarsi come percorso antologico, attraverso 74 opere uniche di Angeli (tra cui molti interessanti inediti), tutte provenienti da collezioni private: dagli esordi informali del 1957-58 al [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2023\/02\/02\/franco-angeli-della-scuola-di-piazza-del-popolo-in-mostra-al-wegil-di-roma\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[53888,53709,53710,9894,10357,28386,44441,87,35266,44697,26,17505,35188,28369,51665,4625,409394],"tags":[298475,472136,107981,355195,328323,149216,472135],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28669"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=28669"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28669\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":28682,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28669\/revisions\/28682"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=28669"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=28669"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=28669"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}