{"id":28708,"date":"2023-02-06T20:22:44","date_gmt":"2023-02-06T20:22:44","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=28708"},"modified":"2023-02-07T18:06:27","modified_gmt":"2023-02-07T18:06:27","slug":"ricordo-di-don-giuseppe-melle-1881-1973-nel-cinquantesimo-della-morte-affresco-la-basilica-minore-di-santa-maria-ausiliatrice-in-roma-tuscolana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2023\/02\/06\/ricordo-di-don-giuseppe-melle-1881-1973-nel-cinquantesimo-della-morte-affresco-la-basilica-minore-di-santa-maria-ausiliatrice-in-roma-tuscolana\/","title":{"rendered":"Ricordo di Don Giuseppe Melle (1881 \u2013 1973) nel cinquantesimo della morte. Affresc\u00f2 la Basilica Minore di Santa Maria Ausiliatrice in Roma\/Tuscolana."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/IMG_6930-225x300-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-28709\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/IMG_6930-225x300-1.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" \/><\/a>Nei primi anni Sessanta del Novecento frequentavo la Scuola Media, poi il liceo classico, a Roma presso i <strong>Salesiani del Pio XI,<\/strong> luogo di eccellenza per lo studio e la funzione educatrice, luogo di \u00a0studio e di amicizie, di un vissuto significativo, visto che si era negli anni del boom economico. 1961,1962, 1963, 1964, e oltre, Roma, l\u2019Italia viaggiava verso l\u2019alto, ancor pi\u00f9 Roma, la<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/pio-XI-cartina2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-28710 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/pio-XI-cartina2.jpg\" alt=\"\" width=\"423\" height=\"216\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/pio-XI-cartina2.jpg 1200w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/pio-XI-cartina2-300x153.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/pio-XI-cartina2-1024x523.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/pio-XI-cartina2-768x392.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 423px) 100vw, 423px\" \/><\/a> Roma \u00a0del dopoguerra che conosco palmo palmo; qui al Pio XI, anni di studio, di aule, di lezioni, di giochi, di gite per l\u2019Italia e all\u2019estero, di vacanze estive in montagna a Saint-Jacques\/Champoluc in Val d\u2019Aosta. Direttori del Pio XI sono stati in quel tempo Don Amedeo Verdecchia (che ho rivisto a Loreto in ospedale nei primi anni Duemila) e Don Marco Saba, un galantuomo d\u2019una umanit\u00e0 introvabile. Annesso all\u2019Istituto la <strong>Basilica Minore di Santa Maria Ausiliatrice<\/strong> dov\u2019era parroco <strong>Don Giuseppe Piemontese.<\/strong> E i ricordi lasciano affiorare anche i nomi di salesiani, per me preziosi, come <strong>Don Giovanni Canu, Don Giacomo Duranti, Don Michele Gillone,<\/strong> e altri ancora. \u00a0E in quegli anni negli intervalli settimanali andavo spesso a trovare mia cugina <strong>Maria Franza<\/strong> che lavorava presso la Direzione Generale dei Monopoli di Stato in Piazza Mastai. Ebbene, nelle pause di studio e di gioco, non dimentico le visite che facevo nella Basilica di Santa Maria Ausiliatrice -scendevo dalle scale interne al cortile\u00a0 del Pio XI, passando poi dalla sacrestia- per <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/32-Istituto-Salesiano-Pio-XI-Roma.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-28711\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/32-Istituto-Salesiano-Pio-XI-Roma.jpg\" alt=\"\" width=\"411\" height=\"231\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/32-Istituto-Salesiano-Pio-XI-Roma.jpg 960w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/32-Istituto-Salesiano-Pio-XI-Roma-300x169.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/32-Istituto-Salesiano-Pio-XI-Roma-768x432.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 411px) 100vw, 411px\" \/><\/a>ammirare i lavori di affresco dell\u2019intera chiesa che andava facendo Don Giuseppe Melle. Ero stupito dal vedere muoversi su e gi\u00f9 per le impalcature quel piccolo prete che riusciva ad affrescare da solo, mirabilmente, la storia sacra antica e moderna, ad onorare l\u2019Ausiliatrice, e ad affrescare spazi cos\u00ec vasti, direi infiniti. Affreschi che facevo contemplare anche a <strong>mia madre Ada Damiani,<\/strong> la quale era ancor pi\u00f9 meravigliata per cos\u00ec tali bellezze in esecuzione.<\/p>\n<p><strong>Don Giuseppe Melle, salesiano<\/strong>, \u00a0\u00e8 nato a Saluggia (Torino) l\u20198 aprile 1881 ed \u00e8 morto a Bari il 29 maggio 1973. Segretario del Cappellano Militare di un ospedale di campo, per l\u2019Ufficio Notizie, nella prima guerra mondiale, Cappellano Militare nella guerra etiopica e Cappellano Militare nella seconda guerra mondiale, dimostr\u00f2 sempre un grande spirito di sacrificio e un forte attaccamento al dovere. Nel corso della sua vita fu un validissimo insegnante di materie teologiche, per le cui discipline era particolarmente inclinato. Le sue opere pi\u00f9 valide e pi\u00f9 impegnative: gli affreschi dipinti per tutta la chiesa del Redentore a Bari (1941 termine delle pitture), <strong>la chiesa\u00a0 Basilica di Maria Ausiliatrice in Roma (1965 termine delle pitture)<\/strong> e quelli della chiesa di san Giuseppe a Molfetta (1968 termine<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/image002-266x300-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-28712 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/image002-266x300-1.jpg\" alt=\"\" width=\"266\" height=\"300\" \/><\/a> delle pitture).<\/p>\n<p>Melle in giovent\u00f9 non pot\u00e9 seguire corsi accademici per cui fu costretto a diventare autodidatta, cercando sempre artisti competenti che lo guidassero nel suo percorso artistico. Esaurito in et\u00e0 giovanile un primo corso di studi sopra una raccolta di 600 e pi\u00f9 disegni graduati di figura umana, di natura morta, di paesaggio e di ornati, regalatigli da un padre Cappuccino pittore, Melle pass\u00f2 allo studio su un testo di anatomia pittorica applicata. In seguito si dedic\u00f2 a metodici studi dal vero che coltiv\u00f2 per tutta la vita. Conobbe presto la prospettiva e per capire a fondo il chiaroscuro si esercit\u00f2 nella plastica.<\/p>\n<p>Era particolarmente innamorato della scuola Veneta del secolo di Tiziano, Paolo Veronese, Piazzetta e Tiepolo. I suoi principali maestri artistici furono padre Sacchetti pittore cappuccino, Reffo di Torino, Rosario Spagnoli di Cefal\u00f9, Onofrio Tomaselli di Palermo che lo segu\u00ec per 5 anni, Moro di Udine, Pericoli di Gualdo, Vincenzo Irolli, ecc. Esegu\u00ec parecchie pale dell\u2019altare, qualche piccolo monumento all\u2019Immacolata, a san Giovanni Bosco a Catania, a Messina (dalle Suore), a Saluggia. Affresc\u00f2 la cappella dei salesiani di Venosa e quella dell\u2019ospedale dei bambini a Bari.<\/p>\n<h4>Ma il suo capolavoro furono senz\u2019altro gli affreschi dipinti per la chiesa Basilica di S. Maria Ausiliatrice in Roma al Tuscolano.<\/h4>\n<h4><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/Ciclo-pittorico-mariano-salesiano-1024x683-1-e1675713635328.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-28713\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/Ciclo-pittorico-mariano-salesiano-1024x683-1-e1675713635328.jpeg\" alt=\"\" width=\"424\" height=\"283\" \/><\/a><\/h4>\n<h4><strong>Alla met\u00e0 degli anni Venti l\u2019Istituto Salesiano di via Marsala, in Roma, costruito da don Bosco, si dimostrava insufficiente per i ragazzi dei due indirizzi scolastici (Ginnasio e scuole professionali). I Salesiani decisero quindi di costruire sulla via Tuscolana una nuova sede. Il giorno 11 maggio del 1928, l\u2019Economo Generale dei Salesiani, don Fedele Giraudi, present\u00f2 al Papa Pio XI i disegni delle nuov<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/image010.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-28714 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/image010.jpg\" alt=\"\" width=\"162\" height=\"80\" \/><\/a>e scuole\u00a0 che a Lui si volevano intitolare. Il Papa dopo aver osservato attentamente i disegni, domand\u00f2: \u201cE non pensate di costruire una Chiesa a fianco di queste nuove scuole?\u201d L\u2019Economo Generale rispose: \u201cSantit\u00e0, s\u00ec, ma in un secondo tempo\u201d. Il Papa allora soggiunse: \u201cNo, no, non in un secondo tempo, ma contemporaneamente, ed io vi dar\u00f2 la prima pietra per la chiesa che dedicheremo a Santa Maria Ausiliatrice\u201d.<\/strong><\/h4>\n<p>Il desiderio del Papa fu sempre un comando per don Bosco e cos\u00ec anche per i suoi figli. Per assecondare il desiderio del Papa si stabil\u00ec che il giorno 4 giugno 1929, subito dopo la beatificazione di don Bosco, si ponesse accanto all\u2019istituto Pio XI la prima pietra della nuova chiesa dedicata a Maria Ausiliatrice.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/Mari_a-Auxiliadora-Lorenzone-300x160-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-28720 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/Mari_a-Auxiliadora-Lorenzone-300x160-1.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"160\" \/><\/a><\/p>\n<p>Lo stile \u00e8 quello delle grandi chiese romane del Rinascimento, e come le chiese romane del Rinascimento viene affrescata. Don Giuseppe Melle \u00e8 il pittore chiamato a decorare il tempio di S. Maria Ausiliatrice. <strong>Lavora per otto anni senza tregua, come un novello Michelangelo, e nel 1964 l\u2019opera \u00e8 completata, come lo stesso pittore dichiara nell\u2019affresco del transetto.<\/strong> Nella grande volta della navata centrale Melle esprime la potenza della Madre di Dio. Al centro la Madonna, e la prima chiesa di Maria Ausiliatrice a Torino. Tutto attorno il grande racconto delle vittorie della Cristianit\u00e0 con l\u2019aiuto di Maria, contro i tentativi di invasione dei Turchi.<\/p>\n<p>Il Tempio di Maria Ausiliatrice in Roma \u00e8 una chiesa a croce latina che misura m. 72 nel braccio maggiore e m. 42 nel braccio minore.<\/p>\n<p><strong>La chiesa a Roma-Tuscolano, iniziata nel 1930, fu terminata nel 1936. Gli architetti sono stati Nicola GROSSO e Giulio VALOTTI, <\/strong><strong>coadiutore salesiano. L\u2019interno \u00e8 stato quasi interamente affrescato negli anni 1956-1964 dal salesiano don Giuseppe MELLE (1881-1973)<\/strong><\/p>\n<p>Il pittore don\u00a0 \u00a0Giuseppe MELLE, oltre che un artista di valore, era un buon teologo. In basilica ha rappresentato numerosi temi nei seguenti\u00a0<strong>cicli pittorici: mariano, ecclesiale,<\/strong>\u00a0<strong>eucaristico e salesiano.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/image037-281x300-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-28718 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/image037-281x300-1.jpg\" alt=\"\" width=\"281\" height=\"300\" \/><\/a><\/strong><strong>I cicli pittorici: le Cappelle del Transetto \u00a0<\/strong><\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/image035-300x271-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-28717\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/image035-300x271-1.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"271\" \/><\/a>a sinistra del transetto<\/em>:\u00a0<strong>Cappella di S. Giovanni Bosco.\u00a0<\/strong>Vi \u00e8 rappresentato un singolare commento alla \u201cSalve Regina\u201d: don Bosco prega Maria di mostrarci suo Figlio Ges\u00f9 dopo questa vita, che \u00e8 una valle di pianto.\u00a0 Infatti sotto la cupola a\u00a0<em>trompe l\u2019oeil\u00a0<\/em>don MELLE raffigura malattie, sofferenze e scene della I<sup>a<\/sup>\u00a0Guerra Mondiale<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>a destra del transetto<\/em>:\u00a0<strong>Cappella di S. Giuseppe.\u00a0<\/strong>Il Patrono della Chiesa Cattolica si appoggia al capo di Ges\u00f9 (di cui \u00e8 padre putativo) e benedice i fedeli. La Vergine inginocchiata ci spinge \u2013 cos\u00ec recita il cartiglio sottostante: \u201c<em>Andate a Giuseppe<\/em>\u201d \u2013 ad affidarci alla protezione di lui. Sotto la cupola a\u00a0<em>trompe l\u2019oeil\u00a0<\/em>don MELLE rappresenta alcune scene contemporanee della vita della Chiesa: l\u2019abbraccio ecumenico tra Paolo VI ed Atenagora e il Concilio Vaticano II, che era ancora in corso.<\/p>\n<p>Nella\u00a0<strong>cupola<\/strong>\u00a0sono rappresentati gli angeli\u00a0 con la Vergine Assunta.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/image012-300x295-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-28719\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/image012-300x295-2.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"295\" \/><\/a>Nel\u00a0<strong>tamburo<\/strong>\u00a0sono rappresentati gli episodi narrati nella S. Scrittura e i dogmi mariani.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/image014-300x207-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-28716 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/image014-300x207-1.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"207\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il papa Pio VII rientra in Roma il\u00a0<strong>24 maggio\u00a0<\/strong>1814, al termine della prigionia subita da parte di Napoleone.\u00a0 Da allora si\u00a0 celebra la\u00a0<strong>Festa di Santa Maria Ausiliatrice<\/strong><\/p>\n<p><strong>Parte fondale.\u00a0<\/strong>Il papa Pio VII e Napoleone<\/p>\n<p><strong>I cicli pittorici: ecclesiale- eucaristico\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Nel\u00a0<strong>catino<\/strong> \u00e8 rappresentata la sovranit\u00e0 di Maria SS. sugli angeli e sull\u2019umanit\u00e0. Pi\u00f9 in basso trovano posto in primo piano gli apostoli e gli evangelisti, quindi i martiri e in fondo i confessori (santi non martiri) e i vescovi. Don MELLE, insomma, ha potuto rappresentare meglio il pensiero di don Bosco come non vi era riuscito invece il Lorenzone nel quadro di Torino.\u00a0 Si noti poi come il nostro artista si sia anche ispirato a\u00a0<em>La disputa del SS.mo Sacramento\u00a0<\/em>e a\u00a0<em>La scuola di Atene,\u00a0<\/em>affreschi delle Stanze di Raffaello in Vaticano<\/p>\n<p>Sulla\u00a0<strong>volta del presbiterio\u00a0<\/strong>\u2013 che un felice caso ha voluto cadesse proprio sull\u2019attuale rinnovato altare maggiore \u2013 \u00e8 rappresentato il sacrificio che si celebra in ogni santa Messa, cos\u00ec come recita il Canone Romano:\u00a0<em>\u201cFa\u2019 che questa offerta per le mani del tuo angelo santo sia portata sull\u2019altare del cielo davanti alla Tua Maest\u00e0 divina\u201d\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/image016-300x211-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-28721\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/image016-300x211-1.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"211\" \/><\/a>I cicli pittorici: mariano &#8211; salesiano<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u201cIl Signore esercit\u00f2 la Potenza col braccio di Maria\u201d.\u00a0<\/strong>Questa frase del Magnificat qui felicemente<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/image018-300x174-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-28722 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/image018-300x174-1.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"174\" \/><\/a> modificata \u00e8 posta nel cartiglio sulla basilica di Torino edificata da don Bosco e che gli angeli\u00a0 sollevano in alto. In questa, che \u00e8 la volta principale della chiesa,\u00a0 sono rappresentate anche le\u00a0<strong>vittorie di Lepanto\u00a0<\/strong>(1571)\u00a0<strong>e di Vienna\u00a0<\/strong>(1683) contro gli infedeli, attribuite dal papa all\u2019aiuto di Maria. Lungo i lati c\u2019\u00e8 l\u2019illustrazione dell\u2019\u00a0<strong>opera<\/strong>\u00a0<strong>dei salesiani\u00a0<\/strong>(scuole e missioni) e le immagini e gli episodi dei pi\u00f9 famosi\u00a0<strong>santuari mariani.<\/strong><\/p>\n<p>La statua di Maria Ausiliatrice domina al centro del catino. Corone e scettro furono benedetti dal papa Paolo VI\u00a0\u00a0 il 5 dicembre\u00a0 1965 al termine del Concilio Vaticano II.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/image021-223x300-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-28723\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/image021-223x300-1.jpg\" alt=\"\" width=\"223\" height=\"300\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>I cicli pittorici: il ciclo eucaristico <\/strong><\/p>\n<p>Sui sei <strong>altari delle cappelle laterali\u00a0<\/strong>don MELLE rappresenta un\u00a0<strong>Ciclo Eucaristico<\/strong>. Le\u00a0<strong>lunette<\/strong>\u00a0most<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/image020-206x300-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-28724 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/image020-206x300-1.jpg\" alt=\"\" width=\"206\" height=\"300\" \/><\/a>rano l\u2019azione delle tre Persone della SS. Trinit\u00e0 unite nel sacrificio del Figlio rievocato in quello della Messa. Le\u00a0<strong>vele<\/strong>\u00a0dei voltini invece mostrano scene dell\u2019Antico Testamento che lo prefigurano:\u00a0\u00a0<em>le Anime del Purgatorio; il sangue dell\u2019Agnello pasquale; il sacrificio di Isacco; il pane di Elia; il sacrificio di Melchisedech; la manna nel deserto.<\/em><\/p>\n<p><strong>Ricordando Don Melle, poeta dell\u2019affresco. <\/strong><\/p>\n<p>Il Salesiano Don Giuseppe Melle e\u0300 ricordato \u00a0anche a Molfetta (qui \u00e8 stato vescovo l\u2019amico Don Tonino Bello) per aver affrescato la Chiesa di S. Giuseppe. \u00a0Era gia\u0300 quasi ottantenne, quando quotidianamente si inerpicava tra scalette e impalcature per terminare gli affreschi in <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/image023-300x270-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-28725\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/image023-300x270-1.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"270\" \/><\/a>S. Giuseppe, per dare il colore alle maestose scene in cui figurano Santi e Papi, parabole ed eventi della Chiesa: sempre in fervore di opere e di attivit\u00e0, gli occhi azzurri incontaminati dalla vecchiaia e addosso la febbre che gli derivava dalla passione di creare e terminare l\u2019opera intrapresa.<\/p>\n<p><strong>Poi si ritiro\u0300 in solitaria meditazione ad attendere la fine della sua giornata terrena a Bari, presso<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/image025-300x270-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-28726 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/image025-300x270-1.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"270\" \/><\/a> l\u2019Istituto Salesiano del Redentore.<\/strong><\/p>\n<p>La sua stanza era diventata la materiale rappresentazione di chi dal vivere cristiano aveva appreso l\u2019essenza e la vera sostanza delle cose: l\u2019inutilit\u00e0 degli agi terreni, l\u2019umilt\u00e0 e la povert\u00e0 resa pratica quotidiana: un misero lettino di ferro, una vecchia valigia sgangherata, una sedia e nessun mobile. Ma non era una stanza <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/image027-300x277-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-28727\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/image027-300x277-1.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"277\" \/><\/a>nuda, ne\u0301 Don Melle, che con affettuosa affabilit\u00e0 ci accolse, si sentiva minimamente a disagio. Sulle vaste pareti o tese a cordicelle che attraversavano la stanza, grossi disegni e cartoni riempivano lo spazio: erano volti di soldati conosciuti o caduti in guerra, ritratti dei genitori e poi santi e chiese, archi e madonne, progetti e briciole di arte scaturita da una passione profonda, nata ed esercitata per<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/image029-300x262-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-28728 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/image029-300x262-1.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"262\" \/><\/a> glorificare la fede.<\/p>\n<p>Visse cosi\u0300 Don Melle, \u00a0amico e maestro sublime del colore, pittore di santi e di cieli immensi, umile e grande sacerdote di Cristo.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/image034-300x269-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-28730\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/image034-300x269-1.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"269\" \/><\/a> <\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/image032-300x260-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-28729\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/image032-300x260-1.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"260\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Nei primi anni Sessanta del Novecento frequentavo la Scuola Media, poi il liceo classico, a Roma presso i Salesiani del Pio XI, luogo di eccellenza per lo studio e la funzione educatrice, luogo di \u00a0studio e di amicizie, di un vissuto significativo, visto che si era negli anni del boom economico. 1961,1962, 1963, 1964, e oltre, Roma, l\u2019Italia viaggiava verso l\u2019alto, ancor pi\u00f9 Roma, la Roma \u00a0del dopoguerra che conosco palmo palmo; qui al Pio XI, anni di studio, di aule, di lezioni, di giochi, di gite per l\u2019Italia e all\u2019estero, di vacanze estive in montagna a Saint-Jacques\/Champoluc in Val [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2023\/02\/06\/ricordo-di-don-giuseppe-melle-1881-1973-nel-cinquantesimo-della-morte-affresco-la-basilica-minore-di-santa-maria-ausiliatrice-in-roma-tuscolana\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[35425,53709,9894,10357,53747,44441,87,26,28369,51665,4625,409394],"tags":[406643,472152,472154,472158,472156,472155,472151,472159,472157,472153,355195],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28708"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=28708"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28708\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":28734,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28708\/revisions\/28734"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=28708"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=28708"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=28708"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}