{"id":28750,"date":"2023-02-08T21:32:35","date_gmt":"2023-02-08T21:32:35","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=28750"},"modified":"2023-02-08T21:32:35","modified_gmt":"2023-02-08T21:32:35","slug":"italia-anni-cinquanta-moda-e-design-e-la-nascita-di-uno-stile-esposti-a-palazzo-attems-petzenstein-a-gorizia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2023\/02\/08\/italia-anni-cinquanta-moda-e-design-e-la-nascita-di-uno-stile-esposti-a-palazzo-attems-petzenstein-a-gorizia\/","title":{"rendered":"Italia Anni Cinquanta. Moda e design e la nascita di uno stile esposti a Palazzo Attems Petzenstein  a Gorizia"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/50-scaled-e1675890979478.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-28751\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/50-scaled-e1675890979478.jpg\" alt=\"\" width=\"394\" height=\"247\" \/><\/a>Il mito dell\u2019Italian Style prese corpo 70 anni fa, negli anni \u201950, quando l\u2019Italia, reduce dalle ferite della guerra, scelse di aggredire il futuro. Presto sarebbe arrivato il cosiddetto \u201cMiracolo italiano\u201d, con le sue grandezze e fragilit\u00e0, ma quel mito non si \u00e8 mai offuscato, qualificandosi progressivamente sino ad imporsi come il plus del nostro Paese nei settori pi\u00f9 diversi.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/051capucci-OK.-e1675891007122.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-28752 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/051capucci-OK.-e1675891007122.jpg\" alt=\"\" width=\"238\" height=\"321\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>Questa grande esposizione, curata da Carla Cerutti, Enrico Minio Capucci e Raffaella Sgubin, affiancati nel lavoro da un nutrito gruppo di importanti specialisti, rilegge quel momento storico alla luce di due specifiche componenti: la\u00a0<strong>moda e il design<\/strong>, comprendendo in quest\u2019ultimo anche la tradizione delle arti applicate, punto di forza della produzione italiana, pi\u00f9 artigianale in epoche passate. A latere un terzo \u201cfattore\u201d, il cinema, che di quell\u2019Italian Style fu un potentissimo mezzo di amplificazione planetaria.<\/p>\n<p><strong>La mostra \u201cItalia Cinquanta. Moda e design. Nascita di uno stile\u201d \u00e8 promossa e organizzata da ERPAC FVG &#8211; Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia, attraverso il suo Museo della Moda e delle Arti applicate di Gorizia. Si potr\u00e0 ammirare nel sontuoso Palazzo Attems Petzenstein, nel cuore di Gorizia (futura Capitale europea della cultura insieme a Nova Gorica nel 2025) dal 21 marzo al 27 agosto 2023.<\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/DSC_5494.-e1675891043649.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-28753\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/DSC_5494.-e1675891043649.jpg\" alt=\"\" width=\"228\" height=\"340\" \/><\/a>L\u2019arco temporale preso in esame \u00e8 idealmente quello che intercorre tra le elezioni del 18 aprile 1948 e le Olimpiadi di Roma del 1960<\/strong>, un periodo di rinascita economica e culturale, di grande fecondit\u00e0 sia dal punto di vista industriale che artistico e artigianale, momento aurorale del design italiano che sarebbe divenuto celebre come \u201cMade in Italy\u201d.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/L11-lampadario-sputnik-Stilnovo.-e1675891078332.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-28754 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/L11-lampadario-sputnik-Stilnovo.-e1675891078332.jpg\" alt=\"\" width=\"272\" height=\"272\" \/><\/a><\/p>\n<p>La sezione dedicata al design e alle arti applicate spazier\u00e0 dai mobili alle lampade, dalle ceramiche ai vetri, dai metalli alle stoffe d\u2019arredamento, ai tappeti e agli arazzi, scegliendo tra le eccellenze pi\u00f9 esemplificative del periodo, sia dal punto di vista creativo che innovativo: <strong>i mobili disegnati da Franco Albini, Gio Ponti, Osvaldo Borsani, Gastone Rinaldi, Carlo Mollino, Ico Parisi, Marco Zanuso, Vico Magistretti, Luigi Caccia Dominioni, realizzati da Poggi, Cassina, Fornasetti, Arflex, Azucena, Tecno, Fontana Arte, Rima, le lampade all\u2019avanguardia di Gino Sarfatti, Angelo Lelii, Max Ingrand e dei fratelli Castiglioni, le ceramiche affidate alla produzione industriale da Guido Andlovitz, Antonia Campi, Giovanni Gariboldi, Piero Fornasetti, Ettore Sottsass e quelle pi\u00f9 \u201cdi nicchia\u201d create da Guido Gambone, Guerrino Tramonti, Salvatore Meli, Pietro Melandri, Alessio Tasca, la San Polo o, ancora, quelle \u201cd\u2019autore\u201d di Lucio Fontana, Fausto Melotti e Leoncillo Leonardi. La ricchissima e straordinaria produzione muranese verr\u00e0 esemplificata attraverso il meglio della Venini &amp; C. (Fulvio Bianconi e Paolo Venini), di Aureliano Toso (Dino Martens), di Barovier &amp; Toso (Ercole Barovier), e di Archimede<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/M18-Sedia-Sole-Fornasetti-Alta-risoluzione2-copia.-e1675891128969.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-28755\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/M18-Sedia-Sole-Fornasetti-Alta-risoluzione2-copia.-e1675891128969.jpg\" alt=\"\" width=\"258\" height=\"293\" \/><\/a> Seguso, oltre ai vetri sommersi di Flavio Poli per Seguso Vetri d\u2019Arte e le preziose reazioni<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/ME5-Gio-Ponti-34538-copia.-e1675891159310.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-28756 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/ME5-Gio-Ponti-34538-copia.-e1675891159310.jpg\" alt=\"\" width=\"351\" height=\"260\" \/><\/a> policrome di Giulio Radi. Completano il quadro innovativo dell\u2019arredamento preziosi smalti di Paolo De Poli e dello Studio Del Campo, alcuni su disegno di Gi\u00f2 Ponti, argenti di Lino Sabattini, Eros Genazzi e la nuova produzione industriale in acciaio di Sambonet e di Alessi. Non potevano mancare, a corredo di tutto ci\u00f2, stoffe, tappeti e arazzi: dalla rutilante fantasia di Piero Fornasetti ai bozzetti, ai tessuti e agli arazzi di Oscar e Fausto Saccorotti, Enrico Paulucci ed Emanuele Rambaldi per MITA, i cotoni stampati di JSA e della MTS, i tappeti \u201cd\u2019autore\u201d del laboratorio di Renata Bonfanti. Contribuiscono a ricreare l\u2019atmosfera degli anni del boom alcuni esempi iconici di design industriale, come il televisore orientabile Phonola 17\/18 del 1956, l\u2019orologio meccanico Cifra 5 di Solari e inoltre la macchina da scrivere Olivetti Lettera 22 del 1950 e la macchina da cucire Necchi Mirella del 1957, entrambe disegnate da Marcello Nizzoli e premiate con il Compasso d\u2019Oro, il pi\u00f9 autorevole premio mondiale di design, istituito nel 1954. <\/strong>A questo tema sar\u00e0 dedicata una sezione della mostra.<\/p>\n<p>Gli anni Cinquanta rappresentano anche per la moda un decennio di fondamentale importanza, tanto che al 1951 si fa risalire la nascita ufficiale della moda<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/Arredoluce_Angelo-Lelii_Stelline_A9-Giandomenico-Frassi.jpg.-e1675891218472.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-28758\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/Arredoluce_Angelo-Lelii_Stelline_A9-Giandomenico-Frassi.jpg.-e1675891218472.jpg\" alt=\"\" width=\"212\" height=\"294\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/Solari-Udine-orologio-da-tavolo-muro-Cifra-5-Gino-Valle-2.-e1675891192538.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-28757 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/Solari-Udine-orologio-da-tavolo-muro-Cifra-5-Gino-Valle-2.-e1675891192538.jpg\" alt=\"\" width=\"252\" height=\"252\" \/><\/a> italiana, grazie all\u2019iniziativa illuminata di Giovan Battista Giorgini, imprenditore che ebbe l\u2019intuizione di riunire a Firenze i pi\u00f9 importanti talenti creativi del momento, selezionati tra quelli che sceglievano di non ispirarsi alle tendenze provenienti da Parigi, che sin dal Settecento era considerata la patria della moda. Cominciava cos\u00ec la favolosa stagione della Sala Bianca di Palazzo Pitti, scenografia d\u2019eccezione di sfilate che radunavano i compratori di tutto il mondo ponendo le basi del fenomeno dell\u2019Italian Fashion. Sar\u00e0 esposta una selezione dei pi\u00f9 significativi modelli del periodo, abiti e accessori, tra i quali creazioni di Emilio Pucci, Emilio Schuberth, Roberto Capucci, Simonetta, Alberto Fabiani, Sorelle Fontana, Jole Veneziani, Gattinoni, Biki, Curiel, Marucelli, Gucci e Salvatore Ferragamo. Queste firme annoveravano tra la propria clientela le stelle del cinema hollywoodiano come Ava Gardner, Marilyn Monroe, Elizabeth Taylor, Esther Williams, oltre alle dive \u201cnostrane\u201d come Sophia Loren, Gina Lollobrigida ed Elsa Martinelli. Al termine del decennio aprir\u00e0 il suo atelier Valentino, che impronter\u00e0 del suo stile i decenni successivi.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/V26-Giulio-Radi-vaso-a-reazioni-policrome-Toniatti1.-e1675891254862.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-28759\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/V26-Giulio-Radi-vaso-a-reazioni-policrome-Toniatti1.-e1675891254862.jpg\" alt=\"\" width=\"193\" height=\"290\" \/><\/a><\/p>\n<p>Nella promozione della nascente moda italiana sul piano internazionale si miscelavano sapientemente ingredienti unici come il patrimonio culturale italiano, un\u2019artigianalit\u00e0 di altissimo livello e la<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/Dino-Martens_Vaso-Geltrude_1953_A9-Roberto-Pastrovicchio.-e1675891303252.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-28760\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/Dino-Martens_Vaso-Geltrude_1953_A9-Roberto-Pastrovicchio.-e1675891303252.jpg\" alt=\"\" width=\"173\" height=\"222\" \/><\/a><\/p>\n<p>vetrina offerta dalle produzioni cinematografiche. Se le capitali nazionali della moda erano Roma, Firenze e Milano, a nordest si preparavano dei talenti creativi destinati a grandi successi. Il triestino Renato Balestra, nel periodo considerato, era un apprezzato disegnatore per Schuberth e le Sorelle Fontana, ma avrebbe aperto un proprio atelier alla fine del decennio; a Milano gi\u00e0 operava Gigliola Curiel. Mila Sch\u00f6n e Ottavio Missoni, entrambi dalmati, si affacciavano sulla scena della moda proprio negli anni Cinquanta per trionfare nel decennio successivo.<\/p>\n<p>La sezione Design e Arti Applicate ospiter\u00e0 circa 150 pezzi, provenienti da collezioni pubbliche e private, sar\u00e0 curata da Carla Cerutti, gi\u00e0 co-curatrice con Raffaella Sgubin della mostra \u201cFuturismo. Moda. Design\u201d del 2009, e si avvarr\u00e0 della consulenza scientifica dell\u2019Associazione degli Archivi delle Arti Applicate Italiane del XX secolo.<\/p>\n<p>La sezione Moda sar\u00e0 curata da Enrico Minio Capucci e Raffaella Sgubin con la partnership della Fondazione Roberto Capucci e la collaborazione dell\u2019Archivio della Moda italiana di Giovan Battista Giorgini e dello CSAC (Centro Studi e<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/Guerrino-Tramonti_Piastra-Donna-con-pesci_1952.-e1675891337723.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-28761 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/Guerrino-Tramonti_Piastra-Donna-con-pesci_1952.-e1675891337723.jpg\" alt=\"\" width=\"276\" height=\"359\" \/><\/a> Archivio della Comunicazione) dell\u2019Universit\u00e0 di Parma. I capi in mostra arriveranno dalla Collezione Enrico Quinto e Paolo Tinarelli, dalla Fondazione Roberto Capucci e dagli archivi delle maison, come ad esempio il Museo Salvatore Ferragamo, l\u2019Associazione Germana Marucelli, la Fondazione Micol Fontana, la Fondazione Archivio Emilio Pucci.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il mito dell\u2019Italian Style prese corpo 70 anni fa, negli anni \u201950, quando l\u2019Italia, reduce dalle ferite della guerra, scelse di aggredire il futuro. 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