{"id":28803,"date":"2023-02-13T21:35:54","date_gmt":"2023-02-13T21:35:54","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=28803"},"modified":"2023-02-13T21:35:54","modified_gmt":"2023-02-13T21:35:54","slug":"poesia-visiva-e-calendari-di-gino-gini-in-mostra-alla-galleria-antonio-battaglia-di-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2023\/02\/13\/poesia-visiva-e-calendari-di-gino-gini-in-mostra-alla-galleria-antonio-battaglia-di-milano\/","title":{"rendered":"Poesia Visiva e Calendari di Gino Gini in mostra alla Galleria Antonio Battaglia di Milano"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/168fe394-a856-60a9-7e50-6bea913b846b-e1676323468538.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-28804\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/168fe394-a856-60a9-7e50-6bea913b846b-e1676323468538.jpg\" alt=\"\" width=\"324\" height=\"460\" \/><\/a>Nel grande panorama della Poesia Visiva, che muove agli inizi degli anni Sessanta del Novecento, e si presentava come strumento operativo, come sintesi di critica ideologica e teoria a<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/294cca78-e1a6-318f-3e43-17fccd253a8b.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-28805 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/294cca78-e1a6-318f-3e43-17fccd253a8b.jpg\" alt=\"\" width=\"358\" height=\"358\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/294cca78-e1a6-318f-3e43-17fccd253a8b.jpg 400w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/294cca78-e1a6-318f-3e43-17fccd253a8b-300x300.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/294cca78-e1a6-318f-3e43-17fccd253a8b-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 358px) 100vw, 358px\" \/><\/a>rtistica la cui unica possibilit\u00e0 d&#8217;espressione poteva manifestarsi soltanto attraverso le tendenze visive e iconografiche della\u00a0cultura di massa,<strong> fu l&#8217;intreccio fra Arte e cultura -degli anni Sessanta e Settanta- a caratterizzare la ricerca verbo-visuale come unione di\u00a0concreto e astratto, di prassi e teoria.<\/strong> Si trattava, dunque, per gli intellettuali di interpretare artisticamente il riflesso incondizionato che la societ\u00e0 di massa aveva avuto sulla societ\u00e0 e, nello stesso tempo, di evidenziare la necessit\u00e0 di un&#8217;Arte che fosse espressione della cultura di massa. Lamberto Pignotti uno degli iniziatori della poesia visiva in Italia ha parlato, infatti, di \u201ccultura del neo-ideogramma\u201d intendendo proprio la nuova civilt\u00e0 dell&#8217;immagine, della tecno e dei mass-media, in cui l&#8217;Arte e la Letteratura divenivano semplice messaggio, uno strumento di informazione e comunicazione, a vantaggio del contenuto e del significato. \u00c8 nella cultura del neo-ideogramma che la poesia diviene segno e segno culturale e semiologico. \u00a0Negli anni addietro sia nei convegni, che nei dibattitti, laddove si \u00e8 tentato una storicizzazione della crisi della capacit\u00e0 comunicativa del sistema letterario, furono molti i temi presi in considerazione fino\u00a0 alla questione indagata da Giulio Carlo Argan della\u00a0<em>morte dell&#8217;Arte<\/em>, mossi sempre dall&#8217;esigenza di un linguaggio adatto alle mutate istanze culturali. E in questa crisi\u00a0 verbo-visiva la parola per sottrazione di <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/655cbdbf-54f8-4c0b-5ac3-7af805d007a5.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-28806\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/655cbdbf-54f8-4c0b-5ac3-7af805d007a5.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/655cbdbf-54f8-4c0b-5ac3-7af805d007a5.jpg 400w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/655cbdbf-54f8-4c0b-5ac3-7af805d007a5-300x300.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/655cbdbf-54f8-4c0b-5ac3-7af805d007a5-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a>senso \u00a0\u00e8 divenuta, nelle ricerche verbo-visuali, autoreferenziale, divinatoria, matericit\u00e0 e parola-oggetto.\u00a0 \u00a0Confrontandosi con la cultura l&#8217;Arte della Poesia Visiva affondava le proprie radici nell&#8217;ambito del\u00a0sistema linguistico. \u00a0<strong>Un filone intenso e fortemente poetico \u00e8 quello che oggi ci propone in questa traiettoria della \u201cVisual Poetry\u201d l\u2019<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/Gino-Gini.Calendario-del-Pittore.-Verde.40x30.2021-740x967-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-28807 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/Gino-Gini.Calendario-del-Pittore.-Verde.40x30.2021-740x967-1.jpg\" alt=\"\" width=\"389\" height=\"508\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/Gino-Gini.Calendario-del-Pittore.-Verde.40x30.2021-740x967-1.jpg 740w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/Gino-Gini.Calendario-del-Pittore.-Verde.40x30.2021-740x967-1-230x300.jpg 230w\" sizes=\"(max-width: 389px) 100vw, 389px\" \/><\/a>artista milanese Gino Gini, che ha stato capace di avvolgere l\u2019estetica del quotidiano attorno a un oggetto spazio-temporale che \u00e8 il \u201cCalendario\u201d. Avevamo conosciuto Gini tanti anni fa votato com\u2019era da sempre ai libri d\u2019artista. \u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>E torniamo ai lavori-opere di Gino Gini in mostra alla Galleria di Antonio Battaglia in zona Brera a Milano. Grande mostra ve la assicuro, rispetto a quello che da osservatore del settore vado vedendo ogni giorno in giro di questi tempi. Ruotano queste opere sui mesi dell\u2019anno, suoi giorni dell\u2019anno, sono i calendari di Gino Gini, contengono per via del vissuto la sua storia. Non \u00e8 poco. E\u2019 storia pubblica e privata.<\/strong> \u00a0\u00a0Analizzando i rapporti fra &#8220;arte e comunicazione&#8221; e &#8220;arte e tecnologia&#8221;, i poeti visivi hanno distinto il linguaggio propriamente detto dai sottocodici prodotti dalla civilt\u00e0 industriale. \u00a0Non a caso l&#8217;allargamento lessicale \u2013 iniziato gi\u00e0 con le avanguardie storiche \u2013 e la simultaneit\u00e0 dei codici espressivi \u00a0nell&#8217;ambito dello stretto legame che si crea fra forma e\u00a0 referente,\u00a0 fra significato e significante, si configura, ancora oggi, come una risposta culturale \u2013 di matrice artistica \u2013 alla complessit\u00e0 del rapporto fra\u00a0 Comunicazione verbale e\u00a0 Comunicazione visiva, caratteristico dell&#8217;espansione mediatica della societ\u00e0 di massa.. Si pu\u00f2 fare riferimento, per esempio, alla tecnica del collage, del fotomontaggio o all\u2019assemblage \u2013 intesi come recupero di tecniche gi\u00e0 usate storicamente dalle arti minori \u2013 in cui il reale viene percepito in concreto senza ricorrere all&#8217;illusione pittorica con l&#8217;intento di dar vita a una tecnica pittorica in cui l\u2019arte possa competere con i mezzi di comunicazione. In tal senso \u00e8 significativo ricordare la tecnica dell&#8217; affiche e del\u00a0 manifesto, in quanto rispondono all&#8217;esigenza degli artisti di stabilire una presa diretta con il pubblico. In questo contesto s&#8217;inseriscono \u00a0i ready- made di Duchamp, \u00a0i\u00a0 po\u00e8mes-objet \u00a0di\u00a0 Andr\u00e8 Breton, i fotomontaggi dadaisti, i collage \u00a0prettamente pittorici dei futuristi e dei cubisti. <strong>Anche i fogli di Gino Gini sono pagine scritte con parole e numeri, i numeri dei giorni, le parole dei mesi, i santi del giorno, la declinazione del sole e della luna, i vuoti e i pieni; le pagine del calendario raccontano il transito della vita, Gini su tutto scrive e descrive, appunta, racconta, aggiunge, anche un tono e un colore giustapposto dice molto, parla da s\u00e9. Ho trovato questo opere \u201cCalendario\u201d di Gino Gini cariche di una tale intensit\u00e0 palpitante che vorrei dire, infine, sono corpo e anima del suo e del nostro esistere. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza \u00a0\u00a0\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Nel grande panorama della Poesia Visiva, che muove agli inizi degli anni Sessanta del Novecento, e si presentava come strumento operativo, come sintesi di critica ideologica e teoria artistica la cui unica possibilit\u00e0 d&#8217;espressione poteva manifestarsi soltanto attraverso le tendenze visive e iconografiche della\u00a0cultura di massa, fu l&#8217;intreccio fra Arte e cultura -degli anni Sessanta e Settanta- a caratterizzare la ricerca verbo-visuale come unione di\u00a0concreto e astratto, di prassi e teoria. Si trattava, dunque, per gli intellettuali di interpretare artisticamente il riflesso incondizionato che la societ\u00e0 di massa aveva avuto sulla societ\u00e0 e, nello stesso tempo, di evidenziare la necessit\u00e0 [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2023\/02\/13\/poesia-visiva-e-calendari-di-gino-gini-in-mostra-alla-galleria-antonio-battaglia-di-milano\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,59281,53889,53888,53709,53710,9894,10357,44441,87,35351,35266,26,17505,28369,4625],"tags":[80247,53634,398717,472212,44445,249,406690,355195,472214],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28803"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=28803"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28803\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":28808,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28803\/revisions\/28808"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=28803"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=28803"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=28803"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}