{"id":2883,"date":"2014-08-28T15:54:01","date_gmt":"2014-08-28T15:54:01","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=2883"},"modified":"2014-08-28T15:54:01","modified_gmt":"2014-08-28T15:54:01","slug":"segni-e-grafie-di-riccardo-licata-figura-internazionale-dell%e2%80%99arte-contemporanea-in-mostra-a-palazzo-te-mantova","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2014\/08\/28\/segni-e-grafie-di-riccardo-licata-figura-internazionale-dell%e2%80%99arte-contemporanea-in-mostra-a-palazzo-te-mantova\/","title":{"rendered":"Segni e grafie di Riccardo Licata, figura internazionale dell\u2019arte contemporanea, in mostra a Palazzo Te Mantova."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/08\/imagesCAAG9UNR1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-2895\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/08\/imagesCAAG9UNR1.jpg\" alt=\"\" width=\"256\" height=\"197\" \/><\/a>Mi trovo a scrivere della scomparsa di un amico, Riccardo Licata, ottantatreenne, di un grande artista, e di una mostra in suo onore\u00a0 aperta a Mantova nell\u2019Ala napoleonica del\u00a0 padiglione ottocentesco di Palazzo Te.<\/strong>\u00a0E lo ricordo soprattutto per una grande mostra a Palazzo Reale\u00a0a Torino che mi vide curatore con altri con annesso\u00a0 convegno prestigioso sulla sua opera. \u00a0\u00a0La musica come guida, il mosaico come sintesi,\u00a0 la versatilit\u00e0 come strumento: il Movimento Spaziale \u00e8 una testimonianza vivida della creativit\u00e0 italiana del\u00a0 Dopoguerra e le opere di Riccardo Licata ne sono l&#8217;emblema pi\u00f9 caleidoscopico. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/08\/images.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-2888\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/08\/images.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/08\/images.jpg 225w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/08\/images-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><strong>A pochi mesi dalla scomparsa dell&#8217;artista, avvenuta a Venezia lo scorso 19 febbraio, nasce <\/strong><strong>cos\u00ec la mostra \u201cLicata e la pittura a Venezia nel Dopoguerra\u201d che \u00e8 possibile\u00a0 vedere\u00a0\u00a0 dal 3 settembre al 10 dicembre<br \/>\nnella cornice di Palazzo Te a Mantova,\u00a0 nel padiglione ottocentesco. La prima occasione per riflettere sul lascito artistico di Riccardo Licata. <\/strong>Una mostra quindi che mette in luce l&#8217;alchimia colorata degli artisti che si legano al pittore torinese e che netracciano la cornice e il contesto realizzativo. \u201cLicata e la pittura a Venezia nel Dopoguerra\u201d apre con i quadri di Bruno Saetti, cos\u00ec lontani dalle<br \/>\navanguardie e cos\u00ec vicini al realismo espressionista con le sue tele sulle nature morte. Ci sono le opere di Virginio Guidi, Mario De luigi, Luciano Gaspari, Edmondo Bacci e di altri artisti a riportare l&#8217;attenzione del visitatore sul Movimento Spaziale. Seguono i dipinti dei riferimenti pi\u00f9 vicini all&#8217;espressione concettuale di Licata come quelli di Giuseppe Santomaso e alle opere di rivali dell&#8217;autore di origini\u00a0 siciliane come quelle di Emilio Vedova: un percorso ideale per descrivere il vissuto artistico che ha forgiato l&#8217;humus creativo di Riccardo Licata. <strong>Alle opere del grande spazialista \u00e8 <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/08\/images3.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-2889\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/08\/images3.jpg\" alt=\"\" width=\"273\" height=\"184\" \/><\/a>dedicata la seconda parte del percorso espositivo della mostra mantovana, con dipinti realizzati con tempera, <\/strong><strong>olio e acrilico su tela e quindi un mosaico che illumina i segni e i codici di Licata, ricchi di illusioni grafiche e codici espressivi.<\/strong> Per visualizzare alcune delle opere che saranno esposte durante la mostra,\u00a0 scaricate la brochure cliccando su questo link Riccardo Licata, l&#8217;artista che dipingeva la musica \u201cUn Maestro straordinario, seppur fino ad ora interpretato superficialmente, che non fu firmatario di Manifesti ma che negli anni Cinquanta immerse, senza alcuna esitazione, la propria esperienza nella<br \/>\ntemperie spaziale\u201d, cos\u00ec\u00a0 afferma Giovanni Granzotto.\u00a0<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/08\/images5.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-2890\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/08\/images5.jpg\" alt=\"\" width=\"255\" height=\"198\" \/><\/a> Riccardo Licata\u00a0\u00a0 nasce \u00a0a Torino il 20 dicembre 1929, dopo una breve parentesi parigina, la sua famiglia si trasferisce a Roma, dove rimane fino al 1945. Dal 1946 Licata vive a Venezia. Studia al Liceo Artistico e all\u2019Accademia di Belle Arti di Venezia negli anni compresi\u00a0 tra il 1947 e il 1955. Nel 1957 ottiene una\u00a0 borsa di studio dal Governo francese per sperimentare l\u2019incisione a colori e le nuove tecniche a Parigi in collaborazione con Friedlaender, Hayter e Goetz. Nello stesso anno \u00e8 chiamato come assistente di Gino Severini all\u2019Ecole d\u2019Art Italienne di Parigi. <strong>Lo stile Licata si esprime<br \/>\nattraverso i suoi segni-simboli-note musicali-colori-spazi che sono la sua<br \/>\nverit\u00e0, di volta in volta in forma di mosaici, dipinti, arazzi, sculture, vetri, acquarelli o quaderni di viaggio, opere grafiche e scenografiche.<\/strong> Dalla <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/08\/untitled-12.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-2891\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/08\/untitled-12.png\" alt=\"\" width=\"263\" height=\"192\" \/><\/a>prospettiva internazionale e contaminato dalla rivoluzione\u00a0 \u201cfontaniana\u201d, Licata fu uno dei protagonisti del Movimento Spaziale.\u00a0Pittore, incisore, mosaicista, scultore, scenografo, inizia ad esporre a Venezia e a Firenze nel 1949 con il gruppo dei Giovani Pittori Astratti.\u00a0 La sua prima esposizione personale si tiene a Venezia nel 1951, seguono oltre 300 personali in 35 diverse Nazioni. Dal 1952 ha esposto nelle Biennali di Venezia, di San Paolo del Brasile, di Tokio, di Parigi, di Lubiana, di Alessandria d\u2019Egitto, in diverse Quadriennali di Roma, in varie Triennali di Milano, e nei pi\u00f9 importanti \u201cSalons\u201d\u00a0 parigini. Negli ultimi anni oltre alla sua attivit\u00e0, intensa come sempre, ha portato a termine novanta opere tra dipinti di grandi, medie e piccole dimensioni, sculture, mosaici, grafiche, tutte ispirate dal\u00a0 poema Rime di Curzio Gonzaga. Ha realizzato, inoltre, un ciclo di opere in vetro sul tema \u201cRe Artu`\u201d presso la vetreria Berengo di Murano. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/08\/images21.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-2892\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/08\/images21.jpg\" alt=\"\" width=\"328\" height=\"154\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/08\/images21.jpg 328w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/08\/images21-300x140.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 328px) 100vw, 328px\" \/><\/a>Le sue opere sono presenti nei musei d\u2019arte moderna\u00a0 di Belluno, Chicago, Firenze, Milano, Mulhouse, New York, Parigi, Reggio Emilia, Stoccarda, Varsavia, Venezia, Vienna. Nominato nel 1961 professore di mosaico alla Ecole Nationale de Paris dove ha insegnato fino al 1995. Nel 1969 \u00e8 professore di Arti plastiche alla U.E.R. della Sorbona, quindi professore di incisione all\u2019Acad\u00e9mie Goetz di Parigi e, dal 1972, ha ricoperto il medesimo incarico alla Scuola Internazionale Grafica di Venezia e all\u2019Ecole Am\u00e9ricaine d\u2019Architecture de Fontainebleau. Licata \u00e8 stato uno dei venticinque artisti scelti da un comitato scientifico internazionale presieduto dal Cardinale Paul Poupard e composto da Francesco Buranelli, Maurizo Calvesi, Jean Clair, Sam\u00a0 Hunter, Dominique Ponnau, Peter Weiermair e Lorenzo Zichichi, per realizzare un&#8217;opera per la grande mostra su La Madonna nell\u2019Arte Contemporanea svoltasi al Pantheon di Roma e nel\u00a0 Parlamento Europeo di Bruxelles nel 2003 per i XXV anni di Pontificato di S.S. Giovanni Paolo II.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Mi trovo a scrivere della scomparsa di un amico, Riccardo Licata, ottantatreenne, di un grande artista, e di una mostra in suo onore\u00a0 aperta a Mantova nell\u2019Ala napoleonica del\u00a0 padiglione ottocentesco di Palazzo Te.\u00a0E lo ricordo soprattutto per una grande mostra a Palazzo Reale\u00a0a Torino che mi vide curatore con altri con annesso\u00a0 convegno prestigioso sulla sua opera. \u00a0\u00a0La musica come guida, il mosaico come sintesi,\u00a0 la versatilit\u00e0 come strumento: il Movimento Spaziale \u00e8 una testimonianza vivida della creativit\u00e0 italiana del\u00a0 Dopoguerra e le opere di Riccardo Licata ne sono l&#8217;emblema pi\u00f9 caleidoscopico. A pochi mesi dalla scomparsa dell&#8217;artista, avvenuta [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2014\/08\/28\/segni-e-grafie-di-riccardo-licata-figura-internazionale-dell%e2%80%99arte-contemporanea-in-mostra-a-palazzo-te-mantova\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,35425,9894,41640,87,35351,35224,35266,35408,17505,35188,28369],"tags":[406687,53734,44682,53739,53737,53738,53736,53735,44768],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2883"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2883"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2883\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2898,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2883\/revisions\/2898"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2883"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2883"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2883"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}