{"id":28864,"date":"2023-02-19T21:20:32","date_gmt":"2023-02-19T21:20:32","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=28864"},"modified":"2023-02-19T21:20:32","modified_gmt":"2023-02-19T21:20:32","slug":"quegli-ultimi-rumori-di-philippe-jaccottet-un-libro-capolavoro-della-letteratura-mondiale-pubblicato-da-crocetti-editore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2023\/02\/19\/quegli-ultimi-rumori-di-philippe-jaccottet-un-libro-capolavoro-della-letteratura-mondiale-pubblicato-da-crocetti-editore\/","title":{"rendered":"\u201cQuegli ultimi rumori\u201d di Philippe Jaccottet, un  libro capolavoro della letteratura mondiale, pubblicato da Crocetti editore."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/s-l1600.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-28865\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/s-l1600.jpg\" alt=\"\" width=\"281\" height=\"464\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/s-l1600.jpg 969w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/s-l1600-182x300.jpg 182w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/s-l1600-620x1024.jpg 620w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/s-l1600-768x1268.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/s-l1600-930x1536.jpg 930w\" sizes=\"(max-width: 281px) 100vw, 281px\" \/><\/a>\u201cQuegli ultimi rumori\u201d di Philippe Jaccottet (pp. 112, Crocetti editore, 2021) \u00e8 libro di altissima poesia. Crocetti lo ha da poco pubblicato\u00a0 a cura di Ida Merello e Albino Crovetto, edito in origine da Gallimard nel 2008 (Ce peu de bruits). \u00a0Per lo pi\u00f9, \u00e8 un taccuino che alterna letture e sogni, osservazioni (\u201cDue aironi bianchi al di sopra del Lez nascosto dietro le canne\u201d) e agnizioni. Conoscevamo, e bene, il Philippe Jaccottet e il suo pregnante io lirico elementare, povero e ricco insieme di\u00a0\u201c<em>E, tuttavia\u201d<\/em>\u00a0(traduzione di Fabio Pusterla, Marcos y Marcos, 2006), quasi ultraterreno e stellare. Gi\u00e0 Starobinski lo aveva sottolineato nel memorabile saggio\u00a0\u201c<em>Parlare con la voce della luce<\/em>, presente in forma di postfazione in\u00a0<em>Il Barbagianni. L\u2019ignorante<\/em>\u00a0(a cura di Fabio Pusterla, Einaudi, 1992): \u201c\u00c8 forse questo l\u2019aspetto pi\u00f9 ammirevole dell\u2019opera di Philippe Jaccottet: [&#8230;] il soggetto cui essa rinvia \u00e8 il pi\u00f9 discreto che esista, desideroso unicamente di alleggerire la propria presenza, di renderla quasi invisibile\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>Ora, del libro in questione, leggiamone quella parte intima che dice \u201cQuegli ultimi rumori\/ che ancora raggiungono il cuore, cuore quasi di fantasma.\/ Quei pochi passi arrischiati ancora verso il mondo, che si direbbe\/ allontanarsi, mentre \u00e8 piuttosto il cuore che lo fa, suo malgrado.\/ Tuttavia, nessun lamento su questo, niente a impedire l\u2019ascolto degli ultimi\/ rumori; neppure una lacrima a offuscare la vista del cielo sempre pi\u00f9\/ lontano.\/ Parole mal<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/Jaccottet-e1676841013763.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-28866 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/Jaccottet-e1676841013763.jpg\" alt=\"\" width=\"424\" height=\"282\" \/><\/a> padroneggiate, mal collegate, parole ripetitive, per\/ accompagnare ancora una volta il viaggiatore come un\u2019ombra di ruscello\/\u201d; libro di verit\u00e0 e esiti sommi, un prezioso e sontuoso gioiello di scrittura di Philippe Jaccottet, uno degli ultimi grandi maestri della letteratura del Novecento da poco scomparso. La plaquette intitolata \u201cQuegli ultimi rumori\u201d \u00e8 intrisa di annotazioni, prose poetiche, parabole brevi, omaggi a poeti e scrittori come Leopardi, Kafka e Handke; <strong>il poeta svizzero \u00e8 attratto da una sorta di richiamo all\u2019assoluto, pur essendo legato alla terra, alla casa, al giardino, al paesaggio, al suo territorio, e dunque un richiamo all\u2019al di l\u00e0 senza lasciarsi avvolgere da una sorta di teologia transeunte.\u00a0 I suoi versi catturano il lettore in questo vivere purgatoriale, in questa scenica esistenza, in questo essere vicino alle cose del mondo.<\/strong> <strong>Ma il presente, il vivere, l\u2019esistenza, il vissuto non trovano aderenze concrete, ma si volgono verso sfumature, colorazioni, tonalit\u00e0, per via dell\u2019io lirico che si tuffa di volta in volta.<\/strong> Jaccottet pare aderire al sistema poetico di Keats: \u201c\u2026perci\u00f2, teneri flauti, \/ continuate a suonare, non al sensuale orecchio, \/ ma suonate per lo spirito, suonate arie senza suono\u201d. Il poeta posa le immagini sul fuoco della poesia, pur osservandone tutte le sfaccettature, e via via le storie che le movimentano; pare quasi un geografo che disegna e consulta mappe, le mappature di un mondo vicino e lontano: \u201cFogliame che si calma prima della notte creando spazio \u2013quando tutti gli uccelli nascosti nel grande alloro cominciano infine a <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/Philippe-Jaccottet.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-28867\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/Philippe-Jaccottet.jpg\" alt=\"\" width=\"308\" height=\"392\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/Philippe-Jaccottet.jpg 551w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/Philippe-Jaccottet-236x300.jpg 236w\" sizes=\"(max-width: 308px) 100vw, 308px\" \/><\/a>tacere. Intanto il cielo \u00e8 sbiancato, ha quasi perso colore, tranne vicino alla terra dove \u00e8 ancora un po\u2019 rosa; e non \u00e8 pi\u00f9 cielo, \u00e8 l\u2019assenza di ogni ostacolo, di ogni peso, tutt\u2019al pi\u00f9 soltanto aria e nemmeno pi\u00f9 turbata dalle ultime nubi in movimento\u2013 mentre la montagna lontana diventa a sua volta nube, ma sospesa, immobile. E che cos\u2019\u00e8 la stella che scintilla improvvisa al tramonto? Un gioiello d\u2019aria per l\u2019orecchio, il collo, un polso nascosto? Un segno che ci viene incontro dal fondo cupo del tempo? Una brace sopravvissuta a un fuoco immemoriale? Non copriamola con una nebbia di parole, fossero anche le pi\u00f9 chiare che vengono in mente! Cancelliamole piuttosto, e senza aspettare. Che rimanga soltanto un\u2019ape mentre guida lo sciame di sorelle\u201d. Dalle barricate di Couperin ai frammenti di Kafka, il brusio\u00a0 del mondo come preferisco chiamare la realt\u00e0 e il suo essere\u00a0 corre lungo un rettilineo\u00a0 pur con\u00a0 qualche picco verso l\u2019alto; \u00e8 un racconto piano, misurato, essenziale, \u00a0che lascia annotare come su una lavagna gli alti e bassi della vita, le utopie sopite, i sogni addormentati, le presenze e le assenze umane; \u00a0quegli ultimi rumori che non smettono di propagarsi, quelle ultime fioriture di primavera come\u00a0 i peschi e i mandorli in fiore, \u00a0quel nido che riaccoglie le rondini\u00a0 tornate da un lungo viaggio,\u00a0 e mille altre cose tra natura, vita umana\u00a0 e animale. Tutto si volge fra accensioni, illuminazioni, accecamenti, respiri, arie e tremolii. \u201cL\u2019attaccamento a s\u00e9 aumenta l\u2019opacit\u00e0 della vita. Un momento di vero oblio e tutti gli schermi, uno dietro l\u2019altro, diventano trasparenti, di modo che noi vediamo la chiarezza fin nel profondo, tanto lontano quanto consente la vista; e insieme pi\u00f9 nulla pesa. Cos\u00ec l\u2019anima \u00e8 davvero trasformata in uccello\u201d; in queste righe di Philippe Jaccottet scritte nel 1954 si dipana una dichiarazione di poetica. E\u2019 uno svelamento, perch\u00e9 dall\u2019io e da una sorta di riflessione interiore, l\u2019uomo ritrova poi una comunione con il mondo, una sorta di ritorno alle origini. Il poeta spazia nei mondi, oltre tutti i confini, si \u00e0ncora alla realt\u00e0 che vede, osserva e sente, catturando anche sogni, ricordi, avventure, letture,\u00a0\u201c<em>quegli ultimi rumori\u201d<\/em>\u00a0che lo portano oltre, verso un dove spesse volte inaccessibile ai pi\u00f9. <strong>Con versi carichi di una espressivit\u00e0 esemplare, Philippe Jaccottet sa cogliere \u201cl\u2019istinto che permette alle cose di lasciarsi trasportare dolcemente nell\u2019aria, verso l\u2019alto\u201d e, poeta indiscusso, lascia percepire in questi versi e in questa miracolosa scrittura, non solo il lampeggio del mistero interiore, ma ne svela \u00a0l\u2019addio \u00a0al mondo che di l\u00ec a poco lo attender\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Philippe Jaccottet\u00a0\u00e8 nato nel 1925 a Moudon, in\u00a0Svizzera ed \u00e8 morto in Francia, a Grignan, dove viveva, il 24 febbraio 2021.<\/strong> Dopo gli studi di filologia greca e tedesca all\u2019Universit\u00e0 di Losanna, dal 1946 al 1952 ha vissuto a Parigi, dove ha collaborato con l\u2019editore Henry-Louis Mermod. Nel 1953, nel pieno della sua attivit\u00e0 poetica ed editoriale, ha lasciato la capitale francese e si \u00e8 stabilito con la moglie a Grignan, un borgo della Dr\u00f4me, nel sud della Francia, immergendosi nella natura e dedicandosi alla scrittura. L\u2019opera di Jaccottet \u00e8 vastissima e comprende raccolte poetiche, volumi in prosa, saggi, diari e magnifiche traduzioni dal greco (Odissea), dal tedesco (Thomas Mann, Rainer Maria Rilke, Friedrich H\u00f6lderlin, Robert Musil), dall\u2019italiano (tra gli altri, Giacomo Leopardi, Eugenio Montale, Giuseppe Ungaretti, Vittorio Sereni, Mario Luzi, Giorgio Caproni e diversi narratori) e dallo spagnolo (Luis de G\u00f3ngora).<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u201cQuegli ultimi rumori\u201d di Philippe Jaccottet (pp. 112, Crocetti editore, 2021) \u00e8 libro di altissima poesia. Crocetti lo ha da poco pubblicato\u00a0 a cura di Ida Merello e Albino Crovetto, edito in origine da Gallimard nel 2008 (Ce peu de bruits). \u00a0Per lo pi\u00f9, \u00e8 un taccuino che alterna letture e sogni, osservazioni (\u201cDue aironi bianchi al di sopra del Lez nascosto dietro le canne\u201d) e agnizioni. Conoscevamo, e bene, il Philippe Jaccottet e il suo pregnante io lirico elementare, povero e ricco insieme di\u00a0\u201cE, tuttavia\u201d\u00a0(traduzione di Fabio Pusterla, Marcos y Marcos, 2006), quasi ultraterreno e stellare. Gi\u00e0 Starobinski lo [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2023\/02\/19\/quegli-ultimi-rumori-di-philippe-jaccottet-un-libro-capolavoro-della-letteratura-mondiale-pubblicato-da-crocetti-editore\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[59281,9894,87,17030,44697,26,47,80448,7575,28369,41632,44754],"tags":[48327,231407,472232,41637,355195,472234,472233,41636],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28864"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=28864"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28864\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":28868,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28864\/revisions\/28868"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=28864"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=28864"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=28864"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}