{"id":28869,"date":"2023-02-20T21:39:22","date_gmt":"2023-02-20T21:39:22","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=28869"},"modified":"2023-02-20T22:28:48","modified_gmt":"2023-02-20T22:28:48","slug":"piero-dorazio-e-la-nuova-pittura-opere-1963-1968-in-mostra-a-verona-alla-galleria-darte-moderna-e-alla-galleria-dello-scudo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2023\/02\/20\/piero-dorazio-e-la-nuova-pittura-opere-1963-1968-in-mostra-a-verona-alla-galleria-darte-moderna-e-alla-galleria-dello-scudo\/","title":{"rendered":"Piero Dorazio e  la nuova pittura. Opere 1963-1968 in mostra a Verona alla Galleria d\u2019Arte Moderna e alla Galleria dello Scudo."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/Piero-Dorazio.-La-nuova-pittura.-Opere-1963-1968-installation-view-alla-Galleria-dello-Scudo-Verona-2022-3-e1676928297171.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-28870\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/Piero-Dorazio.-La-nuova-pittura.-Opere-1963-1968-installation-view-alla-Galleria-dello-Scudo-Verona-2022-3-e1676928297171.jpg\" alt=\"\" width=\"361\" height=\"254\" \/><\/a>Il colore protagonista dello spazio e della forma nella mostra dedicata al pittore italiano Piero Dorazio, fra i massimi rappresentanti dell&#8217;astrattismo europeo<\/strong><strong>.<\/strong> Allestita negli spazi espositivi dalla Galleria d\u2019Arte Moderna Achille Forti e della Galleria dello Scudo a Verona, <strong>fino al 30 aprile 2023<\/strong>, l\u2019esposizione,\u00a0di carattere strettamente scientifico, \u00e8\u00a0centrata su una selezione di\u00a0<strong>oltre trenta dipinti provenienti dagli eredi dell\u2019artista e da collezioni pubbliche e private<\/strong>. L\u2019evento\u00a0\u00e8 realizzato dalla GAM e dalla Galleria dello Scudo\u00a0in collaborazione con l\u2019Archivio Piero Dorazio.<\/p>\n<p>L\u2019esposizione dal taglio inedito volge lo sguardo alla produzione di Dorazio tra il 1963 e il 1968, quando la struttura reticolare dei lavori datati 1959-1962 cede il passo a un nuovo impianto compositivo, esito di un\u2019indagine sulle modalit\u00e0 con cui il colore diviene protagonista dello spazio e della forma. La sua ricerca manifesta ora una rinnovata libert\u00e0 inventiva. Sono gli anni della Pop Art e dei contrasti sociali che<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/Piero-Dorazio.-La-nuova-pittura.-Opere-1963-1968-installation-view-alla-Galleria-dello-Scudo-Verona-2022-2-630x420-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-28871 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/Piero-Dorazio.-La-nuova-pittura.-Opere-1963-1968-installation-view-alla-Galleria-dello-Scudo-Verona-2022-2-630x420-1.jpg\" alt=\"\" width=\"371\" height=\"247\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/Piero-Dorazio.-La-nuova-pittura.-Opere-1963-1968-installation-view-alla-Galleria-dello-Scudo-Verona-2022-2-630x420-1.jpg 630w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/Piero-Dorazio.-La-nuova-pittura.-Opere-1963-1968-installation-view-alla-Galleria-dello-Scudo-Verona-2022-2-630x420-1-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 371px) 100vw, 371px\" \/><\/a> animano le giovani generazioni, sollecitazioni che Dorazio riprende e rilancia in una pittura intesa come campo di tensioni e invenzioni, pur in correlazione con i riferimenti alle avanguardie storiche \u2013 il futurismo, il suprematismo di Kazimir Malevi\u010d e il neoplasticismo di Piet Mondrian \u2013 e con la produzione artistica e teorica del suo recente passato.<\/p>\n<p><strong>Il percorso espositivo<\/strong>. Si apre simbolicamente con\u00a0<em>Presente e passato<\/em>, opera del 1963 in cui l\u2019intreccio del segno \u00e8 superato dalla stesura di fasce policrome in fitta sequenza verticale, per proseguire con tele di grandi dimensioni\u00a0costruite secondo geometrie che dilatano le trame luminose d\u2019un tempo verso sempre diverse e molteplici possibilit\u00e0 compositive.\u00a0Ne sono prova <em>Cercando la Magliana<\/em>\u00a0del 1964 e\u00a0<em>Balance and counter balance <\/em>dell\u2019anno seguente. In questi anni, durante l\u2019insegnamento alla Univ<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/Piero-Dorazio.-La-nuova-pittura.-Opere-1963-1968-installation-view-alla-Galleria-dArte-Moderna-Achille-Forti-Verona-2022.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-28874\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/Piero-Dorazio.-La-nuova-pittura.-Opere-1963-1968-installation-view-alla-Galleria-dArte-Moderna-Achille-Forti-Verona-2022.jpg\" alt=\"\" width=\"437\" height=\"247\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/Piero-Dorazio.-La-nuova-pittura.-Opere-1963-1968-installation-view-alla-Galleria-dArte-Moderna-Achille-Forti-Verona-2022.jpg 591w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/Piero-Dorazio.-La-nuova-pittura.-Opere-1963-1968-installation-view-alla-Galleria-dArte-Moderna-Achille-Forti-Verona-2022-300x170.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 437px) 100vw, 437px\" \/><\/a>ersity of Pennsylvania, Dorazio \u00e8 al centro di un vivace confronto internazionale correlato all\u2019ambiente culturale di New York, dove la sua ricerca \u00e8 sostenuta e promossa dalla Marlborough-Gerson Gallery, attiva anche a Roma e a Londra.<\/p>\n<p>A consolidare il rapporto coni protagonisti della scena artistica americana sono gli inviti rivolti ad alcuni di loro \u2013\u00a0Helen Frankenthaler, Franz Kline, Robert Motherwell, Barnett Newman, Kenneth Noland, Jules Olitski, Ad Reinhardt, Clyfford Still\u00a0\u2013 a\u00a0partecipare alle\u00a0attivit\u00e0 didattiche programmate dal dipartimento da lui diretto. Alla conoscenza\u00a0della sua opera negli Stati Uniti contribuiscono la presenza in\u00a0<em>The Responsive Eye<\/em>, la grande mostra al Museum of Modern Art di New York che, all\u2019inizio del 1965, vede schierati i protagonisti del movimento noto come \u201cColor Field\u201d, nonch\u00e9 la personale, con diciotto dipinti e un centinaio di stampe e opere su carta, al Cleveland Museum of Art nel settembre dello stesso anno. Seguir\u00e0 la partecipazione alla\u00a0<em>International Exhibition of Contemporary Painting and Sculpture <\/em>a Pittsburghnel 1967, e ad altre mostre collettive che lo confermeranno alla ribalta della critica soprattutto statunitense. Quella di Dorazio, fra il 1963 e la fine del decennio, \u00e8 dunque una \u201cnuova pittura\u201d. Egli rompe la gabbia delle \u201cTrame\u201d per spaziare verso altre, molteplici strade destinate a produrre esiti la cui risonanza si avvertir\u00e0 anche a distanza di tempo. Una pittura che si confronta, in modo aperto, con quanto proposto da un contesto internazionale di cui Dorazio \u00e8 protagonista a pieno diritto, avendo instaurato e coltivato<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/Piero-Dorazio.-La-nuova-pittura.-Opere-1963-1968-installation-view-alla-Galleria-dArte-Moderna-Achille-Forti-Verona-2022-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-28873 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/Piero-Dorazio.-La-nuova-pittura.-Opere-1963-1968-installation-view-alla-Galleria-dArte-Moderna-Achille-Forti-Verona-2022-2.jpg\" alt=\"\" width=\"435\" height=\"244\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/Piero-Dorazio.-La-nuova-pittura.-Opere-1963-1968-installation-view-alla-Galleria-dArte-Moderna-Achille-Forti-Verona-2022-2.jpg 591w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/Piero-Dorazio.-La-nuova-pittura.-Opere-1963-1968-installation-view-alla-Galleria-dArte-Moderna-Achille-Forti-Verona-2022-2-300x169.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 435px) 100vw, 435px\" \/><\/a> relazioni che lo collocano sempre al centro della scena.<\/p>\n<p>L\u2019indagine prosegue, poi, documentando le diverse direzioni verso cui si apre la sua ricerca, dalla griglia regolare, fitta ma ben leggibile, in\u00a0<em>My best<\/em>del 1964, alla costruzione distrutture tra le pi\u00f9 varie per ribadire la vocazione architettonica di nuove tele datate 1965 come\u00a0<em>Teodorico guarda in fretta<\/em>\u00a0o\u00a0<em>Another Way<\/em>, sino alla fluidit\u00e0 della linea curva, protagonista tra il 1965 e il 1966 in lavori come\u00a0<em>Endless Federico(I) (per Federico Kiesler) <\/em>e <em>Din Don (Omaggio a Giacomo Balla n. 2)<\/em>.\u00a0 Sono soluzioni che denotano la volont\u00e0 di liberarsi dall\u2019insistita aderenza a un unico motivo, per spaziare verso altre ipotesi operative, ciascuna pensata come un possibile inizio.\u00a0 Evento di rilievo, cui l\u2019esposizione attuale pone particolare attenzione, \u00e8 la sala personale alla XXXIII Biennale di Venezia nel 1966, in cui figurano 21 opere tra le pi\u00f9 significative di quel momento, molte delle quali inserite nel presente progetto, come\u00a0<em>Allaccio<\/em>, <em>Tutto a punta<\/em>,\u00a0<em>Ottimismo-pessimismo (a Giacomo Balla)<\/em>\u00a0e\u00a0<em>Tranart (a Gino Severini)<\/em>, tutte di quell\u2019anno<em>.\u00a0<\/em>Chiudono la rassegna <em>Litania, Sorteggio<\/em>, dipinto acquisito negli anni settanta per le collezioni dei <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/Piero-Dorazio.-La-nuova-pittura.-Opere-1963-1968-installation-view-alla-Galleria-dello-Scudo-Verona-2022-e1676928344863.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-28872\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/Piero-Dorazio.-La-nuova-pittura.-Opere-1963-1968-installation-view-alla-Galleria-dello-Scudo-Verona-2022-e1676928344863.jpg\" alt=\"\" width=\"395\" height=\"268\" \/><\/a>Musei Civici di Verona dall\u2019allora direttore Licisco Magagnato, e\u00a0<em>Next generation<\/em>, eseguito durante il soggiorno a Berlino nel 1968, dopo l\u2019interruzione dell\u2019esperienza americana, preludio della stagione successiva.<\/p>\n<p>La mostra \u00e8 realizzata con la supervisione di Francesco Tedeschi, curatore del Catalogo ragionato dell\u2019artista promosso dall\u2019Archivio Piero Dorazio e di prossima pubblicazione con Skira, editore anche del volume che accompagna questa mostra veronese. Al suo saggio, che approfondisce gli elementi peculiari della pittura di Dorazio nel periodo ora in esame,<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/136873-2_Dorazio_Teodorico_guarda_in_fretta_1965.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-28876 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/136873-2_Dorazio_Teodorico_guarda_in_fretta_1965.jpg\" alt=\"\" width=\"368\" height=\"276\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/136873-2_Dorazio_Teodorico_guarda_in_fretta_1965.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/136873-2_Dorazio_Teodorico_guarda_in_fretta_1965-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 368px) 100vw, 368px\" \/><\/a> fa seguito il testo di David Anfam, cui \u00e8 affidata l\u2019analisi dei rapporti dell\u2019artista con i protagonisti dell\u2019avanguardia americana. Raffaele Bedarida ricostruisce le relazioni con l\u2019ambiente artistico d\u2019oltreoceano. Fabio Belloni individua i punti di raccordo tra il pensiero di Dorazio e l\u2019approccio critico di Maurizio Fagiolo dell\u2019Arco, autore nel 1966 della prima monografia dedicata all\u2019artista.<\/p>\n<p>Nel \u201ccatalogo delle opere\u201d i lavori esposti sono analizzati da F. Tedeschi, cui si affianca la scheda monografica, a cura di Patrizia Nuzzo, relativa alla tela in collezione civica veronese. Studi ulteriori ampliano l\u2019orizzonte dell\u2019indagine: Valentina Sonzogni con un carteggio inedito scambiato con corrispondenti internazionali; Sonia Chianchiano con uno studio sulla figura di Marisa Volpi cui si deve il riordino sistematico dell\u2019opera di Dorazio sino al 1977. Completano il volume la biografia specifica del periodo 1963-1968 a cura di Laura Lorenzoni, con un <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/Piero-Dorazio-Ottimismo-pessimismo-a-Giacomo-Balla-1966-olio-su-tela-206x206-cm-2045x2048-1-e1676928703721.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-28877\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/Piero-Dorazio-Ottimismo-pessimismo-a-Giacomo-Balla-1966-olio-su-tela-206x206-cm-2045x2048-1-e1676928703721.jpg\" alt=\"\" width=\"361\" height=\"362\" \/><\/a>approfondimento sui rapporti con la Biennale di Venezia tra il 1960 e il 1966, anno della sala personale; quindi il regesto espositivo e bibliografico di Isabella d\u2019Agostino.<\/p>\n<p><strong>Piero Dorazio<\/strong>\u00a0nasce a Roma il 29 giugno\u00a01927. Nel 1947 \u00e8 tra gli esponenti del Gruppo Forma. Nel 1953, invitato alla Harvard University in un seminario internazionale, si trattiene per circa un anno negli Stati Uniti, entrando in contatto con il vivace mondo artistico americano. Nel 1960 ha una sala personale alla Biennale di Venezia e nello stesso anno inizia a insegnare nella University of Pennsylvania a Filadelfia. Nel 1961 espone a Parigi e a Londra, poi in Germania, a Berlino e a D\u00fcsseldorf. Con Otto Piene, Heinz Mack, G\u00fcnther Uecker partecipa alle mostre del Gruppo Zero. A Parigi ottiene, sempre nel 1961, il Prix Kandinsky. Negli anni sessanta soggiorna a lungo a New York, frequentando artisti tra i quali Joseph Cornell, Willem de Kooning, Robert Motherwell, Barnett Newman, David Smith, Clyfford Still, e critici come Clement Greenberg.<br \/>\nNel 1964 tiene la sua prima personale alla Galleria Marlborough a Roma. Del 1965 \u00e8 la sua partecipazione alla mostra The Responsive Eye al Museum of Modern Art di New York, curata da William C. Seitz. Incontra Jules Olitski, Kenneth Noland e Frank Stella, i nuovi coloristi americani, che accolgono con<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/Piero-Dorazio-Percorso-male-inteso-1965-olio-su-tela-170x220-cm-e1676928737980.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-28878 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/Piero-Dorazio-Percorso-male-inteso-1965-olio-su-tela-170x220-cm-e1676928737980.jpg\" alt=\"\" width=\"420\" height=\"319\" \/><\/a> interesse la sua mostra alla Marlborough-Gerson Gallery di New York in corso tra gennaio e febbraio. Il suo dipinto Mano della clemenza del 1963 entra nella collezione del Museum of Modern Art di New York. Una sua grande antologica ha luogo nel 1965 nel Museum of Art di Cleveland. Nel 1966 tiene mostre personali alla Marlborough Fine Art di Londra e alla Galerie im Erker di San Gallo. In primavera esce la sua prima monografia, a cura di Maurizio Fagiolo dell\u2019Arco, ed \u00e8 invitato con una sala personale alla XXXIII Biennale di Venezia. Oltre la met\u00e0 dei dipinti allora esposti figurano in questa mostra veronese. Nel 1967 diviene full professor alla University of Pennsylvania; partecipa a numerose rassegne a Tokyo, Pittsburgh, Buffalo, oltre all\u2019Expo \u201967 a Montr\u00e9al. Nel 1968 si trasferisce per sei mesi a Berlino, invitato dalla Deutscher Akademischer Austauschdienst come artist-in-residence. I risultati di questo periodo di ricerca saranno esposti alla Marlborough a Roma e a New York tra 1968 e 1969, quindi in una retrospettiva alla Haus am Waldsee a Berlino. Nel 1972 per il Teatro alla Scala di Milano disegna scenografie e costumi per il balletto Notte trasfigurata con musica di Arnold Sch\u00f6nberg. Nel 1974 si trasferisce a Todi, in un eremo camaldolese restaurato. Del 1977 \u00e8 la prima catalogazione del suo lavoro nella monografia a cura di Marisa Volpi. La grande antologica del 1979 al Mus\u00e9e d\u2019Art Moderne de la Ville de Paris sar\u00e0 poi riproposta alla Albright-Knox Art Gallery di Buffalo e in vari musei degli Stati Uniti. Altre sue esposizioni si tengono nel 1983 alla Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna di Roma, al Mus\u00e9e de Grenoble nel 1990, al PAC di Milano nel 1998, all\u2019IVAM di Valencia nel 2003. Piero Dorazio muore a Perugia il 17 maggio 2005.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il colore protagonista dello spazio e della forma nella mostra dedicata al pittore italiano Piero Dorazio, fra i massimi rappresentanti dell&#8217;astrattismo europeo. Allestita negli spazi espositivi dalla Galleria d\u2019Arte Moderna Achille Forti e della Galleria dello Scudo a Verona, fino al 30 aprile 2023, l\u2019esposizione,\u00a0di carattere strettamente scientifico, \u00e8\u00a0centrata su una selezione di\u00a0oltre trenta dipinti provenienti dagli eredi dell\u2019artista e da collezioni pubbliche e private. L\u2019evento\u00a0\u00e8 realizzato dalla GAM e dalla Galleria dello Scudo\u00a0in collaborazione con l\u2019Archivio Piero Dorazio. 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