{"id":28933,"date":"2023-02-26T17:20:38","date_gmt":"2023-02-26T17:20:38","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=28933"},"modified":"2023-02-26T17:20:38","modified_gmt":"2023-02-26T17:20:38","slug":"roberto-melli-tra-novecento-e-scuola-romana-in-mostra-al-museo-di-casa-romei-a-ferrara","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2023\/02\/26\/roberto-melli-tra-novecento-e-scuola-romana-in-mostra-al-museo-di-casa-romei-a-ferrara\/","title":{"rendered":"Roberto Melli tra Novecento e Scuola Romana in mostra al Museo di Casa Romei a Ferrara"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/137407-Melli_Spazzino_Testaccio_1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-28934\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/137407-Melli_Spazzino_Testaccio_1.jpg\" alt=\"\" width=\"376\" height=\"282\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/137407-Melli_Spazzino_Testaccio_1.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/137407-Melli_Spazzino_Testaccio_1-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 376px) 100vw, 376px\" \/><\/a>Una mostra dossier dedicata al pittore ferrarese\u00a0Roberto Melli\u00a0\u00e8 stata inaugurata al Museo di Casa Romei nell\u2019ambito del progetto\u00a0<em>Sintonie<\/em>, promosso da Direzione Regionale Musei Emilia-Romagna, Assicoop Modena&amp;Ferrara e Legacoop Estense: un omaggio all\u2019artista, che permette di ripercorrere la sua produzione pittorica tra gli anni Quaranta e Cinquanta, attraverso dieci opere tutte provenienti dalla Raccolta Assicoop Modena&amp;Ferrara. L\u2019esposizione sar\u00e0 visitabile fino al 14 maggio 2023, all\u2019interno del normale percorso di visita del museo.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Roberto Melli \u00e8 stato uno dei grandi maestri del Novecento italiano<\/strong>: scultore, pittore, xilografo, cineasta, critico e poeta, nasce nel 1885 a Ferrara. Si trasferisce prima a Genova e poi a Roma, dove nel 1918 fonda con Mario Broglio la rivista \u201cValori Plastici\u201d. Negli anni Trenta definisce nuovi rapporti con l\u2019ambiente artistico romano, data la frequentazione tra gli altri di Fausto Pirandello, Renato Guttuso, Mario Mafai. La promulgazione nel 1938 delle leggi razziali decreta per Melli l\u2019inizio di un penoso periodo di isolamento. Dal 1945 inizia ad insegnare all\u2019Accademia di Belle Arti di Roma e nel 1948 fonda invece l\u2019Istituto di Solidariet\u00e0 Artistica. La sua attivit\u00e0 pittorica e critica continua fino al 1957, quando a seguito di un ricover\u00f2 morir\u00e0 il 4 gennaio 1958.<br \/>\n<strong><br \/>\n<\/strong>Sono intervenuti \u00a0all\u2019inaugurazione il direttore regionale Musei Emilia-Romagna Giorgio Cozzolino, il direttore del Museo di Casa Romei Andrea Sardo, il<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/Melli_Loperaio-scaled-e1677231816368-800x445-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-28935 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/Melli_Loperaio-scaled-e1677231816368-800x445-1.jpg\" alt=\"\" width=\"429\" height=\"239\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/Melli_Loperaio-scaled-e1677231816368-800x445-1.jpg 800w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/Melli_Loperaio-scaled-e1677231816368-800x445-1-300x167.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/Melli_Loperaio-scaled-e1677231816368-800x445-1-768x427.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 429px) 100vw, 429px\" \/><\/a> presidente di Assicoop Modena&amp;Ferrara Milo Pacchioni, il presidente di Legacoop Estense Paolo Barbieri. Al termine della presentazione, i partecipanti verranno guidati alla visita dai due curatori Emanuela Fiori e Luciano Rivi. A tutti i presenti \u00a0\u00e8 stato consegnato il catalogo realizzato per l\u2019occasione, con approfondimenti dei due curatori della mostra Emanuela Fiori e Luciano Rivi e dello storico dell\u2019arte Lucio Scardino. Anche attraverso un apparato documentario, il catalogo indaga i momenti in cui Melli dibatte i problemi del nuovo sistema dell\u2019arte contemporanea, interrogandosi insieme ad altri intellettuali sulle possibili soluzioni da adottare intorno alla questione delle mostre, dei concorsi, della critica, del mercato, e pi\u00f9 in generale del sostegno che la nazione avrebbe dovuto assicurare allo sviluppo delle attivit\u00e0 artistiche.<br \/>\nLa mostra \u00e8 parte del pi\u00f9 ampio progetto\u00a0<strong>Sintonie<\/strong>, un accordo triennale di collaborazione pubblico-privato promosso da Direzione Regionale Musei Emilia-Romagna, Assicoop Modena&amp;Ferrara e Legacoop Estense. Il patrimonio collezionistico della Raccolta Assicoop, che raccoglie pi\u00f9 di settecento opere di artisti ferraresi e modenesi tra \u2018800 e \u2018900, \u00e8 chiamato al dialogo con le testimonianze e gli ambienti del Museo di Casa Romei e del Museo Archeologico Nazionale di Ferrara.\u00a0 L\u2019esposizione \u201cSintonie. Tra visioni racconti\u201d, nucleo centrale del progetto, \u00e8 stata inaugurata nel dicembre 2021 e per tre anni intende offrire alla fruizione pubblica, in un allestimento integrato al normale percorso di visita dei due musei, trentasette opere della Raccolta Assicoop Modena&amp;Ferrara.\u00a0 Attraverso una serie di momenti espositivi e di attivit\u00e0 di mediazione del patrimonio il progetto si propone pi\u00f9 in generale di offrire ai cittadini nuove opportunit\u00e0 di conoscenza e di valorizzazione della realt\u00e0 artistica, collezionistica e museale ferrarese.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/processed-26e22604-69e2-4012-b0e3-af664ce1af14_UrH72Qup-768x1024-1.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-28936\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/processed-26e22604-69e2-4012-b0e3-af664ce1af14_UrH72Qup-768x1024-1.jpeg\" alt=\"\" width=\"321\" height=\"428\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/processed-26e22604-69e2-4012-b0e3-af664ce1af14_UrH72Qup-768x1024-1.jpeg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/processed-26e22604-69e2-4012-b0e3-af664ce1af14_UrH72Qup-768x1024-1-225x300.jpeg 225w\" sizes=\"(max-width: 321px) 100vw, 321px\" \/><\/a>Roberto Melli\u00a0<\/strong>(Ferrara, 1885 \u2013 Roma, 1958) si forma a Ferrara per diventare ragioniere, ma ben presto prende il sopravvento il desiderio di avvicinarsi all\u2019arte. Decide quindi di frequentare lo studio del pittore\u00a0<strong>Nicola Laurenti\u00a0<\/strong>(1873-1943) a Ferrara. Solo in un secondo momento si avvicina anche alla scultura, entrando nello studio di\u00a0 Arrigo Minerbi (1881-1960). La prima fase della sua carriera artistica \u00e8 quasi interamente dedicata alla pratica scultorea. Dopo il suo trasferimento a Genova, studia presso un intagliatore di legno e si avvicina ai modi di\u00a0<strong>Medardo Rosso\u00a0<\/strong>(1858-1928).<\/p>\n<p>Nel primo decennio del Novecento l\u2019attivit\u00e0 pittorica e scultorea si unisce a quella grafica. Roberto Melli, infatti, collabora alla rivista \u201cEbe\u201d con una serie di xilografie dal sapore moderno ed internazionale. Nel 1911, Roberto Melli si trasferisce a Roma, dove continua ad occuparsi di pittura, contribuendo allo sviluppo della Secessione romana. Dopo aver partecipato alle rassegne tra il 1913 e il 1915, il periodo della guerra gli impedisce di esporre, ma non di sperimentare. Sono gli anni in cui si occupa del restauro di alcune opere a sbalzo, appartenenti alla scultura sacra abruzzese, sviluppando la sua tecnica orafa. Inoltre, in questi anni, Roberto Melli si interessa anche alla pratica cinematografica, dirigendo un film ispirato ad una fiaba di Andersen.<\/p>\n<p><strong>Roma, tra \u201cValori Plastici\u201d e Scuola Romana.<\/strong> Nel 1918, insieme a\u00a0<strong>Mario Broglio<\/strong>\u00a0fonda la rivista \u201c<strong>Valori Plastici<\/strong>\u201d, cui contribuisce con una serie di testi critici. Dal punto di vista artistico, i suoi dipinti secessionisti acquistano una solidit\u00e0 ed una geometrizzazione nuove.<br \/>\nFino a tutti gli anni Venti, Roberto Melli si esprime nel campo della pittura con valori che richiamano in tutto e per tutto il ritorno all\u2019ordine.<\/p>\n<p>Una dimensione plastica e spaziale rigorosa caratterizza le sue opere presentate anche alla Primaverile Fiorentina del 1922. Allontanatosi per un certo periodo dalle esposizioni, vi ritorna solo negli anni Trenta. Al 1933 risale il\u00a0<strong><em>Manifesto del Primordialismo plastico<\/em>\u00a0<\/strong>e dunque il suo avvicinamento al tonalismo della Scuola Romana. Sono gli anni in cui Roberto Melli \u00e8 attivissimo come critico. Scrive infatti su \u201cQuadrivio\u201d e una serie di testi critici in occasione di mostre e rassegne alla galleria La Cometa di Roma.<\/p>\n<p>Essendo ebreo, in concomitanza con le leggi razziali non vive un periodo di tranquillit\u00e0, infatti torner\u00e0 ad esporre solo nel dopoguerra. Nel 1945, poi, Roberto Melli ottiene anche la cattedra di insegnante di pittura presso l\u2019Accademia di Belle Arti di Roma. Continua ad esporre e a scrivere fino agli anni Cinquanta, nel 1957 si tiene la sua prima personale a Roma. Nel 1958, anno della sua morte, la Galleria Nazionale gli dedica un\u2019antologica ric<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/Inaugurazione-mostra-Melli-e1677431669560.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-28937 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/02\/Inaugurazione-mostra-Melli-e1677431669560.jpeg\" alt=\"\" width=\"389\" height=\"219\" \/><\/a>ca e dettagliata.<\/p>\n<p><strong>Roberto Melli: gli esordi e la Secessione romana<\/strong>. Dopo la partecipazione alle prime esposizioni a Genova, con opere come\u00a0<em>L\u2019attrice Giulietta de Riso<\/em>, Roberto Melli si trasferisce a Roma. Qui, si avvicina alla cultura della Secessione, facendo notare subito la sua forte attenzione alla forma e all\u2019equilibrio compositivo. Alla Mostra della Secessione del 1913 presenta\u00a0<em>L\u2019ometto<\/em>\u00a0e\u00a0<em>Maschera di Garavaglia<\/em>, due sculture profondamente legate al linguaggio di Medardo Rosso.<\/p>\n<p>Figura e spazio dialogano con una sapienza che poi filtrer\u00e0 anche nelle opere pittoriche e xilografiche. Alla Secessione del 1915 espone invece lo studio\u00a0<em>Ritratto di mia moglie<\/em>, lo stesso tradotto in bronzo, poi la dura scultura\u00a0<em>Signora col cappello<\/em>. Ancora,\u00a0<em>Ritratto del pittore V. Costantini<\/em>\u00a0e due\u00a0<em>Disegni<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Valori Plastici.<\/strong> Il primo dopoguerra rappresenta per Roberto Melli il passaggio al ritorno all\u2019ordine. A Roma \u00e8 fondatore di Valori Plastici, di cui sar\u00e0 animatore come critico e pittore. Comincia a dare estrema importanza al valore plastico dello spazio e della figura, allontanandosi piano piano dalla scultura. Al novembre dello stesso anno, infatti, risale la\u00a0<em>Prima rinnegazione della scultura<\/em>\u00a0e un evidente trasporto, al contrario, verso lo studio del colore. Dopo aver partecipato a numerose mostre europee di Valori Plastici, nel 1922 prende parte alla Fiorentina Primaverile. Vi espone dipinti e sculture gi\u00e0 visti precedentemente:\u00a0<em>Signora col cappello<\/em>\u00a0e\u00a0<em>Ritratto di mia moglie<\/em>. Quest\u2019ultimo viene per\u00f2 rivisto attraverso uno studio del colore equilibratissimo, che dona una complessiva armonia al dipinto. Ritratti della moglie, nature morte e piccoli soggetti quotidiani fanno parte del repertorio di Roberto Melli. Il suo ritorno all\u2019ordine consiste nella ricerca di un cromatismo che ha valore formale e spaziale e si manifesta come un mosaico bidimensionale.<\/p>\n<p><strong>Il tonalismo della Scuola romana.<\/strong> Dopo gli anni Venti, Roberto Melli si unisce ad\u00a0<strong>Emanuele Cavalli\u00a0<\/strong>(1904-1981) e a\u00a0<strong>Giuseppe Capogrossi\u00a0<\/strong>(1900-1972) nell\u2019elaborazione del\u00a0<em>Manifesto del Promordialismo plastico<\/em>. Ispirato dal tonalismo studiato e approfondito insieme agli altri negli affreschi di Pompei, si inoltra in una pittura delicata e limpida. Cos\u00ec, i suoi soggetti cominciano ad essere costruiti come da tasselli di colore uniti gli uni agli altri, come in un puzzle estremamente armonico. Uno spazio costruito dal tono si potrebbe definire la pittura di Roberto Melli, intima nella sua accezione silenziosa e placida.<br \/>\nNon c\u2019\u00e8 nulla del significano perturbante, tipico delle frange espressioniste della scuola romana, perch\u00e9 tutto risulta chiaro ed equilibrato.<\/p>\n<p><strong>Forma e colore<\/strong> si armonizzano in una visione nitida e concreta, ma allo stesso tempo leggera e impalpabile. Tarsie di colore si uniscono nella creazione di opere come\u00a0<em>Radiche gialle<\/em>\u00a0o\u00a0<em>Case a Testaccio<\/em>, da cui emerge anche una certa nota metafisica. Nel 1932, alla mostra del sindacato fascista a Roma, presenta\u00a0<em>Mezza figura<\/em>,\u00a0<em>Campanello<\/em>,\u00a0<em>Natura morta<\/em>,\u00a0<em>Paesaggio grigio<\/em>\u00a0e\u00a0<em>Paesaggio sereno<\/em>,\u00a0<em>Vaso bianco<\/em>\u00a0e\u00a0<em>Figura<\/em>. Alla Quadriennale di Roma del 1935 espone\u00a0<em>Natura morta<\/em>,\u00a0<em>Composizione<\/em>,\u00a0<em>Testa di donna<\/em>\u00a0e\u00a0<em>Ritratto<\/em>. Espone fino al 1938, anno dell\u2019emanazione delle leggi razziali. Nel dopoguerra sar\u00e0 debitamente celebrato come pittore, scultore e critico.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Una mostra dossier dedicata al pittore ferrarese\u00a0Roberto Melli\u00a0\u00e8 stata inaugurata al Museo di Casa Romei nell\u2019ambito del progetto\u00a0Sintonie, promosso da Direzione Regionale Musei Emilia-Romagna, Assicoop Modena&amp;Ferrara e Legacoop Estense: un omaggio all\u2019artista, che permette di ripercorrere la sua produzione pittorica tra gli anni Quaranta e Cinquanta, attraverso dieci opere tutte provenienti dalla Raccolta Assicoop Modena&amp;Ferrara. L\u2019esposizione sar\u00e0 visitabile fino al 14 maggio 2023, all\u2019interno del normale percorso di visita del museo. Roberto Melli \u00e8 stato uno dei grandi maestri del Novecento italiano: scultore, pittore, xilografo, cineasta, critico e poeta, nasce nel 1885 a Ferrara. 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