{"id":29124,"date":"2023-03-20T20:53:27","date_gmt":"2023-03-20T20:53:27","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=29124"},"modified":"2023-03-20T20:53:27","modified_gmt":"2023-03-20T20:53:27","slug":"ricordo-di-gustavo-urro-1894-1958-valoroso-paesaggista-salentino-nel-sessantacinquesimo-della-morte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2023\/03\/20\/ricordo-di-gustavo-urro-1894-1958-valoroso-paesaggista-salentino-nel-sessantacinquesimo-della-morte\/","title":{"rendered":"Ricordo di Gustavo Urro (1894-1958), valoroso paesaggista salentino, nel sessantacinquesimo della morte."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/03\/1934-\u2013-Trieste-\u2013-Sindacato-Interprovinciale-Fascista-Belle-Arti-\u2013-Venezia-Giulia-\u2013-VIII-Mostra-Interprovinciale-1-scaled-500x681-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-29125\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/03\/1934-\u2013-Trieste-\u2013-Sindacato-Interprovinciale-Fascista-Belle-Arti-\u2013-Venezia-Giulia-\u2013-VIII-Mostra-Interprovinciale-1-scaled-500x681-1.jpg\" alt=\"\" width=\"292\" height=\"398\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/03\/1934-\u2013-Trieste-\u2013-Sindacato-Interprovinciale-Fascista-Belle-Arti-\u2013-Venezia-Giulia-\u2013-VIII-Mostra-Interprovinciale-1-scaled-500x681-1.jpg 500w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/03\/1934-\u2013-Trieste-\u2013-Sindacato-Interprovinciale-Fascista-Belle-Arti-\u2013-Venezia-Giulia-\u2013-VIII-Mostra-Interprovinciale-1-scaled-500x681-1-220x300.jpg 220w\" sizes=\"(max-width: 292px) 100vw, 292px\" \/><\/a>Nel sessantacinquesimo della morte di Gustavo Urro (Alessano 12 marzo 1894 &#8211; Lecce 12 agosto 1958) mi \u00e8 caro parlare di un artista nato ad Alessano e negli ultimi anni qui vissuto in Via Postergola, dopo aver avuto residenza per<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/03\/1934-\u2013-Trieste-\u2013-Sindacato-Interprovinciale-Fascista-Belle-Arti-\u2013-Venezia-Giulia-\u2013-VIII-Mostra-Interprovinciale-2-scaled-1-e1679344867645.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-29126 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/03\/1934-\u2013-Trieste-\u2013-Sindacato-Interprovinciale-Fascista-Belle-Arti-\u2013-Venezia-Giulia-\u2013-VIII-Mostra-Interprovinciale-2-scaled-1-e1679344867645.jpg\" alt=\"\" width=\"305\" height=\"416\" \/><\/a> molti anni a Napoli e in altre citt\u00e0 italiane.<\/strong> Non si \u00e8 scritto molto su questo artista italiano e salentino, nonostante un libretto -povero di critica- a cura della Pro Loco di Alessano, cittadina che gli ha anche dedicata una via, e qualche articolo come quello di Dino Levante su \u201cLa Gazzetta del Mezzogiorno\u201d il 12 marzo 2014 per ricordare un anniversario, i 120 anni dalla nascita, con il titolo \u201cI paesaggi folgoranti di Gustavo Urro\u201d. Gustavo Urro era figlio di artigiano, nipote di Carmelo Urro, applicato dell\u2019Ufficio di Registro poi divenuto aiuto-ricevitore e consigliere comunale; l\u2019artista nacque ad Alessano il 12 marzo 1894. Pittore di Terra d\u2019Otranto, o meglio del capo di Leuca, che apprese molto da quella che \u00e8 stata la scuola napoletana, quella beninteso svecchiata da Vincenzo Ciardo all\u2019Accademia di Belle Arti di Napoli, proprio guardando ai francesi, e a quell\u2019uso picchiettante del colore e della materia, cui Ciardo per l\u2019appunto ne divenne protagonista esemplare. Nel 1912 si iscrisse all\u2019Accademia di Belle Arti di Urbino diretta dal conterraneo Luigi Scorrano. Viene ben presto apprezzato dagli artisti Ciardo, Bortone, Casciaro e Scorrano, che lo incoraggiano e ne segnalano le capacit\u00e0. Da Urbino si sposta a Napoli dove segue un corso di pittura. Il conflitto mondiale lo allontana per qualche tempo dall\u2019ambiente artistico. Congedatosi, affetto da malaria, riprende gli studi e si trasferisce a Napoli dove consegue, nel 1922, il diploma di pittura. Studente di <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/03\/302813_475769935800735_1891635884_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-29127\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/03\/302813_475769935800735_1891635884_n.jpg\" alt=\"\" width=\"405\" height=\"278\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/03\/302813_475769935800735_1891635884_n.jpg 883w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/03\/302813_475769935800735_1891635884_n-300x206.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/03\/302813_475769935800735_1891635884_n-768x527.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 405px) 100vw, 405px\" \/><\/a>pittura all\u2019Accademia di Napoli fu subito apprezzato e talune sue opere furono esposte nella Mostra d\u2019Arte Giovanile, nel gennaio del 1921, ottenendo \u201cl\u2019ammirazione del pubblico per la sobria, poderosa genialit\u00e0 delle sue opere\u201d. Giovanissimo, come datano le cronache del tempo, ebbe la simpatia e l\u2019amicizia di artisti di chiara fama come il commendatore Vincenzo Volpe dell\u2019Accademia di Belle Arti di Napoli della quale fu direttore, dello scultore Filippo Cifariello (Molfetta 1864- Napoli 1936) e del pittore Giuseppe Casciaro. \u00a0A Napoli nello studio del Giuseppe Casciaro ebbe modo di frequentare l&#8217;amb<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/03\/Urro-Gustavo-Ruggiero-olio-su-tavola-cm-e1679344928524.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-29128 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/03\/Urro-Gustavo-Ruggiero-olio-su-tavola-cm-e1679344928524.jpg\" alt=\"\" width=\"420\" height=\"286\" \/><\/a>iente intellettuale che ruotava attorno alla figura della scrittrice Matilde Serao. <strong>N\u00e9 va dimenticato che Gustavo Urro fu fra i 124 artisti che parteciparono alla VIII mostra d\u2019Arte del Sindacato interprovinciale Fascista delle Belle Arti della Venezia Giulia, sotto l\u2019Alto Patronato di S. A. R. Il Duca d\u2019Aosta, mostra che si tenne a Trieste nel Padiglione Municipale al Giardino Pubblico nel Giugno-Luglio del 1934. E\u2019 proprio in questa occasione che la pittura di Gustavo Urro venne notata, iniziando ad avere una particolare attenzione della critica che ne esalt\u00f2\u00a0 non solo l\u2019impianto scenografico, ma anche l\u2019uso del colore, l\u2019attenzione alla mediterraneit\u00e0, la lettura scenografica di un sud amato fino allo spasimo, una sorta di piccolo mondo antico, quale si registr\u00f2 in tanti dipinti \u00a0che colgono non solo Alessano (vedi &#8220;La fontana&#8221;)\u00a0 ma anche tanti angoli del Capo di Leuca. <\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/03\/martano-097.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-29129\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/03\/martano-097.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/03\/martano-097.jpg 400w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/03\/martano-097-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Tra un\u2019esposizione e l\u2019altra Gustavo Urro ama viaggiare e si reca in numerose citt\u00e0 europee volendo approfondire le sue conoscenze artistiche e confrontarsi con realt\u00e0 pi\u00f9 stimolanti; e in questi anni \u00e8 stato autore di paesaggi e ritratti \u201cricchi di timbri coloristici che sono totalmente personali e che sembrano postulare conoscenze romane\u201d, come ha scritto l\u2019amico Antonio Cassiano. \u00a0L\u2019incalzare della malattia lo frena ed egli \u00e8 costretto a interrompere i suoi viaggi rimanendo stabilmente a Lecce dove, nel 1939, allestisce la sua ultima mostra personale, l\u2019unica in terra salentina. Sue opere furono esposte a Napoli, Parigi (dove soggiorno per un breve periodo agli inizi degli anni Trenta), Monaco, Berlino, Trieste e Lecce. Tornato ad Alessano visse appartato, lontano dai grandi fermenti culturali del suo tempo, continuando a dipingere scorci folgoranti del paesaggio salentino come in \u201cLeuca bimare, Capo Horn pugliese\u201d. Mi preme anche segnalare il suo intervento sul restauro delle tele del Convento dei Padri Cappuccini di Alessano. Siamo a cavallo degli anni<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/03\/museo_1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-29130 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/03\/museo_1.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"266\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/03\/museo_1.jpg 400w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/03\/museo_1-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a> Trenta\/Quaranta del Novecento. <strong>La manutenzione e la salvaguardia della macchina d\u2019altare fu una delle prime preoccupazioni dei frati una volta tornati a Alessano<\/strong>. Gi\u00e0 padre Giulio Gadaleta da Molfetta &#8211; io ragazzo che ricordo amico in\u00a0 quegli anni Cinquanta ad Alessano- tra il 1929 e il 1931 realizz\u00f2 il primo restauro dell\u2019altare storicamente registrato. Nulla per\u00f2 viene detto nella cronaca conventuale sullo stato dell\u2019altare e neppure sui lavori di restauro realizzati. Solo al 14 aprile 1936 si<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/03\/P3043391_ridimensionare-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-29131\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/03\/P3043391_ridimensionare-1.jpg\" alt=\"\" width=\"380\" height=\"285\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/03\/P3043391_ridimensionare-1.jpg 420w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/03\/P3043391_ridimensionare-1-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 380px) 100vw, 380px\" \/><\/a><\/p>\n<p>legge: \u201csi sono restituite 2.000 lire al signor Germano Torsello, prese in prestito dal padre Giulio da Molfetta per il restauro dell\u2019altare maggiore\u201d. Il primo restauro documentato, che risale agli anni 1941-42, fu effettuato dalla Soprintendenza di Bari. La cronaca conventuale al 12 maggio 1941 per la parte lignea, annota: \u201cIniziano i lavori di restauro all\u2019altare maggiore ad opera di Alberico Russo di Scorrano\u201d, per le tele fu incaricato dalla Soprintendenza un pittore di Alessano, <strong>Gustavo Urro.<\/strong> I lavori si conclusero, dopo varie ispezioni della Soprintendenza, il 28 marzo 1942. La cronaca conventuale dice lapidariamente: \u201cil maestro Alberico Russo finisce i lavori di restauro dell\u2019altare maggiore\u201d. Le operazioni eseguite consistettero nello smontaggio e rimontaggio di alcuni pezzi, nel ripristino di alcune decorazioni intarsiate e, per le tele, nel ritocco pittorico di vaste zone \u201ca tutto effetto\u201d, come allora si usava. Nella cronaca conventuale si legge ancora di un altro intervento: \u201cIl 28 settembre 1948, oggi sono terminati i lavori di restauro dell\u2019altare maggiore per opera di distruzione compiuta dal tarlo\u201d, \u00e8 solo un\u2019annotazione secca senza nessuna documentazione. E tutto ci\u00f2 per documentare non solo il coinvolgimento di un artista come Gustavo Urro gi\u00e0 molto conosciuto ai tempi, ma soprattutto in quanto professionalmente preparato nell\u2019uso dei colori e della materia. Col peggiorare delle condizioni di salute Gustavo Urro si isola dall\u2019ambiente ma prosegue nella sua ricerca. <strong>Accanto alla produzione ritrattistica, Gustavo Urro ha sviluppato un filone vedutista di notevole interesse, sia \u00a0in chiave \u00a0di paesaggio domestico che di paesaggio riguardante quel filone di \u201cgeografia dell\u2019arte\u201d (come ho avuto modo di parlarne in un corso da me tenuto in Facolt\u00e0 \u00a0nell\u2019Universit\u00e0 La Sapienza di Roma) non meno interessante.\u00a0 E difatti basti pensare al dipinto \u201cI gerani della mamma\u201d, un olio su tela\u00a0 datato 1929,\u00a0 che fortemente impression\u00f2 il collega critico Ugo Ojetti\u00a0 del Corriere della Sera, \u00a0\u00a0\u00a0il quale scrisse : \u201cmi ricorda la prima comunione\u201d ; per significare\u00a0 la poesia \u00a0di quel piccolo mondo antico fermato dall&#8217;artista alessanese.<\/strong> \u00a0E alcune tra le pi\u00f9 belle opere di Gustavo Urro furono acquistate dal Giudice e collezionista Michele Paone, e attualmente ammirabili nella Pinacoteca a lui ora intestata nel Monastero dei Padri Cistercensi a Martano, terra di grec\u00eca salentina.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Nel sessantacinquesimo della morte di Gustavo Urro (Alessano 12 marzo 1894 &#8211; Lecce 12 agosto 1958) mi \u00e8 caro parlare di un artista nato ad Alessano e negli ultimi anni qui vissuto in Via Postergola, dopo aver avuto residenza per molti anni a Napoli e in altre citt\u00e0 italiane. Non si \u00e8 scritto molto su questo artista italiano e salentino, nonostante un libretto -povero di critica- a cura della Pro Loco di Alessano, cittadina che gli ha anche dedicata una via, e qualche articolo come quello di Dino Levante su \u201cLa Gazzetta del Mezzogiorno\u201d il 12 marzo 2014 per ricordare [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2023\/03\/20\/ricordo-di-gustavo-urro-1894-1958-valoroso-paesaggista-salentino-nel-sessantacinquesimo-della-morte\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,59246,74779,66803,66558,35499,9894,10357,35334,44441,87,35351,26,17505,44805,4666,7576,51665,4625,409394],"tags":[44683,35206,472357,472361,414602,472356,472359,472360,472362,355195,472358,44681],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29124"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=29124"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29124\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":29132,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29124\/revisions\/29132"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=29124"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=29124"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=29124"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}