{"id":29161,"date":"2023-03-25T21:07:06","date_gmt":"2023-03-25T21:07:06","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=29161"},"modified":"2023-03-25T21:07:06","modified_gmt":"2023-03-25T21:07:06","slug":"fotografia-europea-2023-europe-matters-visioni-di-unidentita-inquieta-xviii-edizione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2023\/03\/25\/fotografia-europea-2023-europe-matters-visioni-di-unidentita-inquieta-xviii-edizione\/","title":{"rendered":"Fotografia Europea 2023.\u201cEurope matters: visioni di un\u2019identit\u00e0 inquieta\u201d XVIII edizione"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/03\/01-SLIDE-CS-FE2023-e1679777154202.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-29162\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/03\/01-SLIDE-CS-FE2023-e1679777154202.jpg\" alt=\"\" width=\"491\" height=\"276\" \/><\/a>Dedicata all\u2019idea di Europa e dei popoli che la abitano, la XVIII edizione del Festival di Reggio Emilia torna per raccontare le sfumature dell\u2019identit\u00e0 di questa comunit\u00e0 multietnica. Chiostri di San Pietro, Palazzo da Mosto, Chiostri di San Domenico, Palazzo dei Musei, Biblioteca Panizzi, Spazio Gerra, e gli spazi del Circuito OFF accolgono mostre di grandi maestri e di giovani esordienti.<\/p>\n<p><strong>Reggio Emilia, febbraio 2023. Dal 28 aprile all\u2019 11 giugno 2023 torna FOTOGRAFIA EUROPEA a Reggio Emilia, il Festival di fotografia di caratura internazionale \u2013 fresco vincitore dell\u2019edizione 2022 dei Lucie Awards a Los Angeles, il premio pi\u00f9 ambito nel settore, quale miglior Photo Festival of the Year \u2013 promosso e prodotto da Fondazione Palazzo Magnani insieme al Comune di Reggio Emilia e con il contributo della Regione Emilia-Romagna.<\/strong> Anche quest\u2019anno, quindi, un\u2019importante occasione per osservare un mondo in continuo e veloce cambiamento, di cui la fotografia congela il momento per aiutarci a capirne e<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/03\/Luigi-Ghirri_01.-e1679777192913.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-29163 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/03\/Luigi-Ghirri_01.-e1679777192913.jpg\" alt=\"\" width=\"348\" height=\"276\" \/><\/a> comprenderne direzioni e dinamiche. Lo sguardo di questa attesa XVIII edizione di Fotografia Europea \u00e8 diretto verso la pi\u00f9 stretta attualit\u00e0, dove le radici della nostra identit\u00e0 individuale e sociale vengono messe costantemente alla prova. \u201cEurope matters: visioni di un\u2019identit\u00e0 inquieta\u201d, \u00e8 il tema a cui fanno riferimento i progetti selezionati dalla direzione artistica del Festival, composta da Tim Clark (editor 1000 Words &amp; curator Photo London Discovery), Walter Guadagnini (storico della fotografia e Direttore di CAMERA \u2013 Centro Italiano per la Fotografia), e Luce Lebart (storica della fotografia, co-autrice del fondamentale volume Une histoire mondiale des femmes photographes, curatrice di mostre e ricercatrice sia per la Collezione dell\u2019Archive of Modern Conflict che in modo indipendente). Un\u2019edizione caratterizzata, oltre che dalla qualit\u00e0 delle mostre, anche dal livello degli incontri, delle conferenze, delle presentazioni di libri e dalle attivit\u00e0 educational che verranno organizzate nel corso del festival.<\/p>\n<p>IL TEMA. Partendo da una riflessione sull\u2019idea di Europa e sugli ideali che la costituiscono, le mostre mettono in luce domande sulla condizione attuale del mondo multiculturale e globalizzato che viviamo, un mondo in cui l\u2019Europa non esercita pi\u00f9, ormai da tempo, quell\u2019egemonia spirituale e materiale che per secoli le \u00e8 stata riconosciuta. Gli artisti tracciano quindi, attraverso il medium fotografico, le linee dinamiche e incerte di un\u2019identit\u00e0 sempre pi\u00f9 mobile e variegata, con l\u2019obiettivo di dare senso all\u2019 inquietudine che la attraversa.<\/p>\n<p>LE MOSTRE. Come sempre le sale dei monumentali Chiostri di San Pietro saranno il fulcro del festival, ospitando dieci esposizioni. Al primo piano, M\u00f3nica De Miranda mette in discussione le nozioni standard di identit\u00e0 basate sulle categorie di razza e genere con il progetto The Island che svela, attraverso una contro-narrazione costruita dalle biografie di uomini e donne di origine africana che vivono in Portogallo, i pregiudizi radicati nella societ\u00e0.<br \/>\nNella sala successiva G\u00fcle G\u00fcle (arrivederci in turco) \u00e8 la personale rappresentazione di Istanbul e dei profondi cambiamenti che stanno interessando la societ\u00e0 turca attraverso lo sguardo di Jean-Marc Caimi &amp; Valentina Piccinni. Documentando le comunit\u00e0 emarginate, questi scatti rivelano quel substrato umano che, secondo i due fotografi, rappresenta l\u2019espressione pi\u00f9 sincera di ogni luogo, oltre la superficiale \u201cfacciata\u201d sociale comunemente accettata.<br \/>\n<strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/03\/Alessia-Rollo_01.-e1679777222335.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-29164\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/03\/Alessia-Rollo_01.-e1679777222335.jpg\" alt=\"\" width=\"393\" height=\"393\" \/><\/a>A seguire il progetto di Simon Roberts, Merrie Albion, fotografa il Regno Unito offrendo spunti di riflessione indispensabili sulle nozioni di identit\u00e0 e appartenenza e su cosa significhi essere britannici in questo momento cruciale della storia contemporanea.<\/strong> In mostra anche The Brexit Lexicon, un\u2019opera video in due parti che riporta i termini pi\u00f9 comuni che hanno caratterizzato le discussioni sulla Brexit in politica e nei media. The Archive of Public Protests con You will never walk alone raccoglie, invece, le tracce visive dell\u2019attivismo sociale, di tutte quelle iniziative di massa che si oppongono alle decisioni politiche, alle violazioni delle norme democratiche e dei diritti umani. \u00c8 una collezione di scatti che costituisce un monito contro il crescente populismo e contro la discriminazione, con l\u2019intento di prolungare la vita di queste immagini, solitamente legate a eventi specifici e la cui esistenza termina con la loro pubblicazione sulla stampa.<br \/>\nAlessia Rollo, fotografa italiana di origini pugliesi, parla nel suo progetto multimediale Parallel Eyes di un viaggio alla scoperta degli antichi riti del Sud, restituendo all\u2019osservatore il mistero della magia e delle forze ancestrali che legano la natura all\u2019uomo e ai suoi simili. Nelle sue fotografie, Rollo ricostruisce l\u2019identit\u00e0<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/03\/APP_Grzegorz_Welnicki_02.-e1679777443726.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-29165\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/03\/APP_Grzegorz_Welnicki_02.-e1679777443726.jpg\" alt=\"\" width=\"323\" height=\"404\" \/><\/a><\/p>\n<p>culturale dell\u2019Italia meridionale con tecniche di manipolazione analogiche e digitali, che introducono in un universo re-incantato, evocativo e spirituale, attingendo ad un patrimonio rituale tuttora vivente e sganciandolo contemporaneamente da quegli stereotipi culturali creati decenni fa dal neo-realismo. Samuel Gratacap torna a Reggio Emilia con Bilateral, un lavoro inedito sul paesaggio visto da entrambi i lati del confine e attraverso la voce delle persone che quel confine cercano di attraversare. Il progetto si concentra anche su coloro che lottano per rendere il mondo meno violento, mobilitandosi nei luoghi in cui vivono e, parallelamente, sui decisori, i responsabili di quelle disposizioni che tutti subiranno, invisibili, intercambiabili, senza volto ma padroni della loro immagine. <strong>Il progetto fotografico Odesa dell\u2019ucraina Yelena Yemchuk \u00e8 l\u2019ode visiva alla citt\u00e0 che da sempre l\u2019ha affascinata per la libert\u00e0 di cui godeva durante l\u2019epoca sovietica.<\/strong> Dopo averla visitata per la prima volta nel 2003, Yemchuk \u00e8 tornata a Odesa nel 2015 per documentare i volti dei ragazzi e delle ragazze di sedici e diciassette anni dell\u2019Accademia militare: il conflitto al confine orientale iniziato un anno prima l\u2019ha convinta ad ampliare il progetto immortalando anche il contesto di vita di quei volti che si sarebbero trovati, di l\u00ec a poco, al fronte.<br \/>\nUn\u2019esplorazione antropologica spinge il francese Geoffroy Mathieu a seguire i raccoglitori, persone che, ai margini delle aree coltivate o negli spazi incolti, vivono dei prodotti che la natura in modo spontaneo continua a offrire seppur in paesaggi danneggiati e precari. Il progetto fotografico che ne deriva, L\u2019Or des ruines, racconta quindi di una sussistenza alternativa che vede nella ricerca di frutti e piante medicinali un nuovo modo di vivere in un mondo comune e scopre una possibile economia costruita sulla condivisione delle risorse spontanee della terra.<br \/>\nC\u00e9drine Scheidig esplora, nel lavoro intitolato De la mer \u00e0 la terre, le narrazioni personali dei giovani, in Francia e in Martinica, nel processo di scoperta di s\u00e9, aprendo al contempo spazi di riflessione su temi politici come il passato coloniale, l\u2019ibridazione culturale, le mascolinit\u00e0 moderne e la migrazione. Lo fa mettendo in dialogo due serie recenti, It is a Blessing to be the Color of Earth (2020), che ritrae la diaspora afro-caraibica nella periferia parigina e Les mornes, le feu, iniziata nel 2022 a Fort-de-France, in Martinica, in cui l\u2019artista rivela le connessioni tra due territori e gli immaginari dei loro abitanti.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/03\/Biblioteca-Panizzi_Ferdinando-Scianna.-e1679777515345.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-29166\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/03\/Biblioteca-Panizzi_Ferdinando-Scianna.-e1679777515345.jpg\" alt=\"\" width=\"454\" height=\"301\" \/><\/a>La mostra storica di questa edizione sar\u00e0 ospitata nelle sale affrescate del piano terra dei Chiostri di San Pietro e sar\u00e0 dedicata a Sabine Weiss, una tra le pi\u00f9 importanti voci della fotografia umanista francese insieme a Robert Doisneau. Scomparsa nel 2021 all\u2019et\u00e0 di 97 anni, Weiss ha esercitato questa professione per tutta l\u2019arco della sua vita e abbracciato ogni campo della fotografia, immortalando emozioni e sentimenti dei suoi soggetti, indugiando sui loro gesti e sul rapporto che ogni volta riusciva ad instaurare con essi e da cui scaturiva la vera potenza dell\u2019immagine.<\/strong> Attraverso foto d\u2019archivio e numerosi documenti e riviste dell\u2019epoca, la mostra Sabine Weiss. Una vita da fotografa a cura di Virginie Chardin, ripercorre l\u2019intera carriera di Weiss, dagli esordi nel 1935 fino agli anni \u201980. La mostra \u00e8 prodotta da Atelier Sabine Weiss Studio e da Photo Elys\u00e9e con il supporto di Jeu de Paume e Les Rencontres d\u2019Arles e sotto il patrocinio della Confederazione Svizzera.<\/p>\n<p>Nella sede dei Chiostri di San Domenico sar\u00e0 esposta la mostra dedicata alla committenza che ogni anno il festival affida ad un artista diverso insieme ai due progetti vincitori della Open Call. La committenza \u00e8 stata<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/03\/Ivor-Prickett_01.-e1679777551714.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-29167\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/03\/Ivor-Prickett_01.-e1679777551714.jpg\" alt=\"\" width=\"389\" height=\"389\" \/><\/a><\/p>\n<p>affidata a Myriam Meloni, fotografa italiana che vive e lavora tra Barcellona e Tangeri, che partendo dal mito di Europa narrato da Ovidio, costruisce un ritratto delle \u201cEuropa\u201d contemporanee: giovani donne, autonome, professioniste, l\u2019esito pi\u00f9 felice del Novecento e del progetto Erasmus, che stanno attuando una rivoluzione gentile, radicandosi nelle comunit\u00e0 che le accolgono ma continuando a incarnare i valori dai quali provengono. Le immagini di Nelle giornate chiare si vede Europa sono la restituzione di un percorso, una costellazione di possibilit\u00e0, che invitano a costruire una nuova prospettiva critica verso la contaminazione culturale, enfatizzando il dialogo tessuto da queste giovani donne che dalla riva, nei giorni chiari, guardano la loro Europa.<\/p>\n<p><strong>Mattia Balsamini, uno dei due vincitori dell\u2019Open Call di Fotografia Europea, con Protege Noctem \u2013 If Darkness disappeared documenta un\u2019altra battaglia rivoluzionaria nella guerra ecologica in atto in questa era, quella della difesa dell\u2019oscurit\u00e0.<\/strong> Per raccontarlo, porta nelle sue immagini l\u2019alleanza che scienziati e cittadini hanno formato per mobilitarsi contro la scomparsa della notte e delle sue creature. Balsamini immortala il cielo notturno diventato un mosaico appannato, dimostrando come sia il mondo naturale sia il ciclo circadiano dell\u2019uomo siano fortemente danneggiati dall\u2019ostruzione dell\u2019oscurit\u00e0 notturna causata dallo spettro rilasciato da miliardi di luci artificiali che abbagliano l\u2019ecosistema. Camilla de Maffei, anche lei vincitrice della Open Call, presenta Grande Padre, un progetto a lungo termine che, partendo dal caso particolare albanese, invita a riflettere sul rapporto globale tra individuo, societ\u00e0 e potere. Il processo di ricerca, cominciato nel 2018 e realizzato in collaborazione con il giornalista Christian Elia, propone un\u2019immersione nell\u2019Albania contemporanea e si pone l\u2019obiettivo di esplorare le implicazioni e le conseguenze dell\u2019ascesa e del crollo di un regime, evidenziando le cicatrici che questo processo di transizione ha impresso nella societ\u00e0, documentando anche quello strano senso di vuoto che la libert\u00e0, riacquisita dopo quarantacinque anni di regime totalitario e capillare (il riferimento \u00e8 alla dittatura di Enver Hoxha \u2013 una delle pi\u00f9 feroci dell\u2019et\u00e0 contemporanea), porta con s\u00e9.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/03\/scheidig-cA9drine_02.-e1679777599566.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-29168\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/03\/scheidig-cA9drine_02.-e1679777599566.jpg\" alt=\"\" width=\"353\" height=\"441\" \/><\/a>Nella sede di Palazzo da Mosto trovano posto le opere fotografiche provenienti dalla collezione di Ars Aevi che celebrano la Bosnia Erzegovina come Paese Ospite di questa edizione del festival. Parziale anagramma della parola \u201cSarajevo\u201d, Ars Aevi (\u201carte dell\u2019epoca\u201d in latino) \u00e8 un progetto, unico nel suo genere, di museo di arte contemporanea creato dalla volont\u00e0 collettiva e di cooperazione etica di importanti artisti internazionali, curatori e musei di arte contemporanea, che hanno donato le proprie opere a Sarajevo durante la guerra, per sostenere la citt\u00e0 stretta dall\u2019assedio ed accompagnarne la rinascita civile, etica e culturale. <strong>Ars Aevi presenta parte della sua importante collezione fotografica a Fotografia Europea 2023, a testimonianza di quella capillare rete internazionale di amici, partner e sostenitori che credono nell\u2019importanza e nei valori morali, estetici e di sviluppo di cui l\u2019arte contemporanea \u00e8 portatrice.<\/strong> La mostra, che ha il patrocinio dell\u2019Ambasciata d\u2019Italia a Sarajevo, \u00e8 il frutto dell\u2019importante collaborazione sviluppata in questi anni tra il Comune di Reggio Emilia e la Municipalit\u00e0 di Centar Sarajevo, culminata nella firma di un patto di gemellaggio tra le due citt\u00e0 il 9 maggio 2022 a Reggio Emilia, giorno in cui si celebra la Giornata dell\u2019Europa, e il 12 luglio<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/03\/Monica-De-Miranda_01.-e1679777641115.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-29169 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/03\/Monica-De-Miranda_01.-e1679777641115.jpg\" alt=\"\" width=\"461\" height=\"307\" \/><\/a> 2022 a Centar Sarajevo.<br \/>\n<strong>Al piano terra della stessa sede, Ariane Loze, artista belga, presenta Utopia e Studies and Definitions, due di quattro video realizzati tra aprile 2017 e ottobre 2018 per riflettere sull\u2019Europa.<\/strong> Nel primo l\u2019artista, vestita con un impermeabile giallo in un teatro blu, d\u00e0 forma ad un dialogo a quattro su temi fondanti come l\u2019essere comunit\u00e0, il sentirsi rappresentati, la ricerca del bene comune e, infine, l\u2019immaginazione di un\u2019utopia. In Studies and Definitions, invece, assistiamo a un dibattito che nasce dalla lettura della prima pagina della versione consolidata del Trattato sull\u2019Unione Europea, il tutto concepito da Ariane Loze per confrontarsi con i testi esistenti.<\/p>\n<p>Ad abbracciare il festival, numerose altre mostre partner che gravitano intorno ad esso, organizzate dalle pi\u00f9 importanti istituzioni culturali cittadine e ospitate nei loro spazi. A Palazzo dei Musei la sezione di fotografia prosegue la riflessione sul ruolo dell\u2019immagine come strumento capace di rivelare le complessit\u00e0 della realt\u00e0 e del tempo presente, con la mostra Un piede nell\u2019Eden. Luigi Ghirri e altri sguardi (28 aprile 2023 \u2013 25 febbraio 2024, www.musei.re.it), un ricco e articolato percorso dedicato all\u2019elemento naturale che, a partire dalle ricerche di Luigi Ghirri degli anni Settanta e Ottanta, ci invita a riflettere sull\u2019elemento naturale e sulla necessit\u00e0 di una sua ricollocazione all\u2019interno del nostro Orizzonte percettivo. La riflessione si allarga poi a Giardini in Europa, rivisitazione della mostra del 1988, curata da Luigi Ghirri e Giulio Bizzarri, che propone una serie di ricerche su aree verdi e giardini condotte, oltre che dallo stesso Ghirri, da tredici fotografi (Andrea Abati, Olivo Barbieri, Giovanni Chiaramonte, Joan Fontcuberta, Mimmo Jodice, Gianni Leone, Francesco Radino, Olivier Richon, George Tatge, Ernesto Tuliozi, Fulvio Ventura, Varena Von Gagern e Cuchi White) che testimoniano un sentimento di appartenenza nei confronti degli spazi naturali e la necessit\u00e0 di un loro profondo ripensamento nel contesto delle citt\u00e0 moderne. La mostra, a cura di Ilaria Campioli, \u00e8 promossa da Comune di Reggio Emilia (Musei Civici, Biblioteca Panizzi) in collaborazione con Archivio Eredi Luigi Ghirri. Sempre a Palazzo dei Musei arriva Giovane Fotografia Italiana #10 | Premio Luigi Ghirri 2023, il progetto del Comune di Reggio Emilia che valorizza i talenti della fotografia italiana under 35. Curata da Ilaria Campioli e Daniele De Luigi, la mostra collettiva dei sette artisti Eleonora Agostini, Andrea Camiolo, Sofiya Chotyrbok, Davide Degano, Carlo Lombardi, Giulia Mangione, Eleonora Paciullo, selezionati da una giuria internazionale, ruoter\u00e0 attorno al tema Appartenenza. Oltre a concorrere per l\u2019assegnazione del Premio Luigi Ghirri \u2013 che offrir\u00e0 al progetto vincitore l\u2019opportunit\u00e0 di presentare una mostra personale in Triennale Milano \u2013 da quest\u2019anno uno fra i sette artisti parteciper\u00e0 ad una residenza d\u2019artista a Stoccolma, che culminer\u00e0 nella realizzazione di una mostra a cura dell\u2019Istituto Italiano di Cultura.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/03\/Yelena-Yemchuk_02.-e1679777735650.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-29170\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/03\/Yelena-Yemchuk_02.-e1679777735650.jpg\" alt=\"\" width=\"422\" height=\"277\" \/><\/a>La fototeca della Biblioteca Panizzi parteciper\u00e0 all\u2019edizione del 2023 con Flashback, una selezione di opere fotografiche tra quelle esposte durante il festival Fotografia Europea del 2007, edizione anch\u2019essa incentrata sul tema dell\u2019Europa in rapporto con le sue citt\u00e0. Questa piccola \u201cantologica\u201d<\/strong> dell\u2019edizione del 2007, riproponendo la questione europea a distanza di oltre 15 anni, pu\u00f2 essere fonte di nuove considerazioni sul nostro recente passato e stimolare riflessioni aggiornate alla luce dei recenti e dirompenti avvenimenti. <strong>In Biblioteca Panizzi \u00e8 inoltre presentata un\u2019altra mostra collegata a Fotografia Europea, Alberto Franchetti e la fotografia, che espone parte della recente donazione fatta dalla famiglia Ponsi sul patrimonio di fotografie scattate da Alberto Franchetti e che mette in luce l\u2019interesse del musicista e compositore per il media fotografico, inteso come linguaggio della modernit\u00e0 tout court.<\/strong> Interessante \u00e8 il suo sguardo, le inquadrature, i giochi di luce che testimoniano non solo la sua attenzione ma anche la sua sensibilit\u00e0 nei confronti del mondo che lo circondava, fatto di momenti intimi e di paesaggi struggenti.<\/p>\n<p><strong>A un anno dalla scomparsa di Roberto Masotti e in occasione della riedizione del volume You Tourned the Tables On Me, lo Spazio Gerra propone 115 ritratti dei pi\u00f9 noti musicisti contemporanei di tutto il mondo, tra cui John Cage, Philip Glass, Brian Eno, Steve Reich, Michael Nyman, Demetrio Stratos e molti altri.<\/strong> In questa serie di ritratti il tavolino assume la valenza di un palcoscenico su cui ognuno dei musicisti ha la possibilit\u00e0 di mettere in scena s\u00e9 stesso, in molti casi con il medesimo spirito di sperimentazione che lo caratterizza nella musica. A dimostrazione e rafforzamento della vivacit\u00e0 culturale che caratterizza Reggio Emilia durante il festival, altre istituzioni culturali presentano progetti ad esso collegati. <strong>Collezione Maramotti presenta No Home from War: Tales of Survival and Loss, prima mostra in Italia del fotogiornalista inglese Ivor Prickett. Con oltre cinquanta fotografie scattate in scenari di conflitto dal 2006 al 2022, No Home from War rappresenta la pi\u00f9 ampia esposizione sul lavoro di Prickett fino ad oggi.<\/strong> Il fotografo ha iniziato a occuparsi di Europa e di Medio Oriente con l\u2019urgenza di restituire e denunciare gli effetti delle guerre sulla popolazione civile, sulle vite delle persone devastate e sradicate, a prescindere dall\u2019appartenenza all\u2019uno o all\u2019altro schieramento. Partendo da una dimensione intima e domestica delle conseguenze sociali e umanitarie dei conflitti nel lungo periodo (Croazia, Abkhazia), Prickett si \u00e8 spostato nei luoghi di migrazione forzata, nelle terre di ricercato rifugio (Medio Oriente ed Europa), fino a giungere in prima linea nelle zone di combattimento (Iraq, Ucraina).<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/03\/Sofiya-Chotyrbok_01.-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-29172 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/03\/Sofiya-Chotyrbok_01.-1.jpg\" alt=\"\" width=\"329\" height=\"484\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/03\/Sofiya-Chotyrbok_01.-1.jpg 473w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/03\/Sofiya-Chotyrbok_01.-1-204x300.jpg 204w\" sizes=\"(max-width: 329px) 100vw, 329px\" \/><\/a><\/p>\n<p>CSAC \u2013 <strong>Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Parma propone la mostra Antonio Sansone: Rituali d\u2019Europa. Il fotoreporter Antonio Sansone (Napoli, 1929 \u2013 Farfa Sabina, 2008) \u00e8 stato uno dei pi\u00f9 significativi esponenti del fotogiornalismo di impegno civile del secondo dopoguerra.<\/strong> La sua \u00e8 una visione militante, organica alla sinistra storica e alla Nuova Sinistra, in contrapposizione all\u2019ufficialit\u00e0 delle grandi agenzie, degli organi di stampa filogovernativi. Attraverso i suoi scatti restituisce un ritratto spesso inatteso del secondo Novecento europeo, dove al rigore dell\u2019antropologo si affianca la sensibilit\u00e0 e l\u2019empatia di un narratore. Le vivide indagini su Napoli, i volti e i rituali della politica italiana spesso colti con accenti salaci, ma anche il racconto indocile dei paesi di \u201coltrecortina\u201d, dove ai rituali delle ufficialit\u00e0, che scopriamo non cos\u00ec differenti da quelli dell\u2019altro occidente, Sansone accosta indagini sulla quotidianit\u00e0, sui fermenti che percorrevano l\u2019Europa, dall\u2019Irlanda alla Francia, all\u2019Ungheria, la Cecoslovacchia, la Romania.<\/p>\n<p>Anche quest\u2019anno lo Speciale Diciottoventicinque, il progetto formativo di Fotografia Europea, torna per accompagnare i giovani amanti della fotografia in un percorso che va dall\u2019ideazione alla realizzazione di un progetto espositivo. Sar\u00e0 Elena Mazzi l\u2019artista che quest\u2019anno accompagner\u00e0 i partecipanti tra i 18 e i 25 anni verso un progetto collettivo e che in 10 incontri li porter\u00e0 a riflettere su un argomento, osservarlo e studiarlo attraverso la macchina fotografica. Di origini reggiane, Elena ha gi\u00e0 conquistato, con i suoi progetti, una posizione di spicco nel panorama artistico contemporaneo, rileggendo poeticamente il patrimonio culturale e naturale dei luoghi e intrecciando storie, fatti e fantasie trasmesse dalle comunit\u00e0 locali. Oltre alle mostre arricchisce il Festival un calendario di appuntamenti che accompagner\u00e0 i visitatori dalle giornate inaugurali \u2013 28, 29, 30 aprile e 1 maggio \u2013 fino all\u201911 giugno. In programma le conferenze con Rosella Postorino e Paolo Rumiz curate da Loredana Lipperini (curatrice, scrittrice e conduttrice radiofonica), quelle con Emilio Isgr\u00f2 e Elena Loewenthal curate da Luca Beatrice (critico d\u2019arte e curatore) ed inoltre incontri con gli artisti, presentazioni di libri (tra cui Dear Kairos di Simon Bray, il vincitore del FE+SK Book Award, premio organizzato in collaborazione con la casa editrice indipendente Skinnerboox), book signing, letture portfolio ed inoltre [PARENTESI] BOOKFAIR, lo spazio dedicato agli editori indipendenti.<br \/>\nFotografia Europea ripropone il grande successo della sua declinazione musicale FOTOFONIA, curata da Max Casacci, produttore e fondatore dei Subsonica. Sul palco anche quest\u2019anno scopriremo un po\u2019 dell\u2019Italia sonora capace di sorprendere e dialogare con il mondo senza complessi di inferiorit\u00e0. Si parte <strong>venerd\u00ec 28 aprile<\/strong> in Piazza Prampolini con Whitemary, giovane cantante e autrice di una \u201cdance\u201d intelligente quanto trascinante; sempre nell\u2019ambito della musica che si balla, il giovane produttore calabrese Indian Wells. <strong>Sabato 29 aprile,<\/strong> sempre Piazza Prampolini, Spime.im, collettivo torinese che fa dell\u2019interazione tra immagini e tecnologie musicali la propria cifra stilistica e il tastierista dei Nine Inch Nails, Alessandro Cortini con un proprio progetto elettronico dai grandi numeri d\u2019ascolto. <strong>Domenica 30<\/strong> poi, in una location del tutto speciale come la Chiesa di San Francesco, Earthphonia Planet, un inedito e iper tecnologico spettacolo di suono, immagini e racconto della natura con Max Casacci e il professor Stefano Mancuso, celebre studioso dell\u2019intelligenza delle piante. Ad illuminare la Notte OFF, <strong>sabato 6 maggio<\/strong> in Piazza Casotti, le delicate sonorizzazioni della d.j. designer Luce Clandestina. Grazie alla collaborazione con TIWI, venerd\u00ec 28, dalla mezzanotte, presso Polveriera, l\u2019appuntamento con la fotografia sar\u00e0 insieme a Nicolas Ballario (esperto d\u2019arte contemporanea, volto di Sky Arte e voce di Radio Rai) e Rodrigo D\u2019Erasmo (polistrumentista, compositore e membro degli Afterhours) con il progetto Lives che ambisce a stilare una serie di \u201cromanzi musicali\u201d dell\u2019arte e, in questo caso, della fotografia con una special edition su Nan Goldin. \u00c8 tutto dal vivo: racconti incalzanti e diretti delle vicissitudini della vita e delle opere degli artisti, con una colonna sonora eseguita sul posto.<\/p>\n<p>Anche per questa edizione il CIRCUITO OFF \u2013 l\u2019evento collettivo e indipendente che arricchisce il Festival con una serie innumerevole di mostre diffuse in tutto il territorio cittadino \u2013 presenta progetti di fotografi professionisti accanto a giovani alle prime esperienze, appassionati e associazioni che dovranno misurarsi con il tema di quest\u2019anno esponendo i propri scatti in negozi, ristoranti, studi, cortili e case private, sedi storiche, gallerie d\u2019arte. Parte di questo circuito \u00e8 anche il progetto OFF@school che coinvolge le scuole di tutta la provincia di Reggio Emilia. Il 6 maggio \u00e8 la serata dedicata al Circuito Off e in questo evento sar\u00e0 decretato il vincitore del premio Max Spreafico a cui sar\u00e0 data l\u2019opportunit\u00e0 di produrre una nuova mostra ed esporla durante la prossima edizione di Fotografia Europea, nel 2024. Special Sponsor per l\u2019edizione 2023 si conferma Iren.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Dedicata all\u2019idea di Europa e dei popoli che la abitano, la XVIII edizione del Festival di Reggio Emilia torna per raccontare le sfumature dell\u2019identit\u00e0 di questa comunit\u00e0 multietnica. Chiostri di San Pietro, Palazzo da Mosto, Chiostri di San Domenico, Palazzo dei Musei, Biblioteca Panizzi, Spazio Gerra, e gli spazi del Circuito OFF accolgono mostre di grandi maestri e di giovani esordienti. Reggio Emilia, febbraio 2023. Dal 28 aprile all\u2019 11 giugno 2023 torna FOTOGRAFIA EUROPEA a Reggio Emilia, il Festival di fotografia di caratura internazionale \u2013 fresco vincitore dell\u2019edizione 2022 dei Lucie Awards a Los Angeles, il premio pi\u00f9 ambito [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2023\/03\/25\/fotografia-europea-2023-europe-matters-visioni-di-unidentita-inquieta-xviii-edizione\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[59281,9894,10357,28386,28340,26,17505,35188,64,28369,51665,4625],"tags":[472390,472396,472389,472405,472402,472387,422035,472406,339942,472403,472401,472399,472397,472398,53879,472392,472388,317632,472393,472400,382258,355195,59546,472395,472391,472394,472404],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29161"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=29161"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29161\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":29174,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29161\/revisions\/29174"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=29161"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=29161"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=29161"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}