{"id":29175,"date":"2023-03-26T20:27:47","date_gmt":"2023-03-26T20:27:47","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=29175"},"modified":"2023-03-26T20:27:47","modified_gmt":"2023-03-26T20:27:47","slug":"breve-storia-del-segno-della-croce-il-libro-dello-storico-gaetano-passarelli-in-uscita-da-graphe-it","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2023\/03\/26\/breve-storia-del-segno-della-croce-il-libro-dello-storico-gaetano-passarelli-in-uscita-da-graphe-it\/","title":{"rendered":"Breve storia del Segno della Croce. Il libro dello storico Gaetano Passarelli in uscita da  Graphe.it"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/03\/breve-storia-del-segno-della-croce-619437.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-29177\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/03\/breve-storia-del-segno-della-croce-619437.jpg\" alt=\"\" width=\"306\" height=\"536\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/03\/breve-storia-del-segno-della-croce-619437.jpg 340w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/03\/breve-storia-del-segno-della-croce-619437-171x300.jpg 171w\" sizes=\"(max-width: 306px) 100vw, 306px\" \/><\/a>L\u2019uomo vive di segni, vive con i segni, ogni giorno, quotidianamente. I segni sono distintivi.\u00a0 <\/strong><strong>Il Segno della\u00a0Croce<\/strong>\u00a0<strong>\u00e8 il distintivo del vero cristiano.<\/strong> Dal\u00a0<strong>valore<\/strong>\u00a0ineffabile\u00a0<strong>e<\/strong>\u00a0dal potere spirituale straordinario, esso manifesta l\u2019adesione ai due misteri principali della Fede Cattolica: l\u2019Unit\u00e0\u00a0<strong>e<\/strong>\u00a0Trinit\u00e0 di Dio; l\u2019Incarnazione, Passione\u00a0<strong>e<\/strong>\u00a0Morte di Nostro Signore Ges\u00f9\u00a0 Cristo. <strong>Il segno della croce \u00e8 un gesto con cui i cristiani tracciano la figura di una croce su se stessi, su altre persone o su oggetti, sia direttamente sia a distanza.\u00a0Tale usanza era tradizione gi\u00e0 consolidata dei cristiani al tempo sia di Tertulliano (155 circa -230 circa) padre della Chiesa Antica e di Origene (185- 254).<\/strong> Il segno della Croce indica la volont\u00e0 del cristiano di essere sempre unito al suo Salvatore Crocifisso e avere nella propria persona i segni della sua appartenenza a Lui crocifisso.<\/p>\n<p>L&#8217;uso di tracciare un\u00a0<strong>piccolo segno di croce<\/strong>\u00a0con il dito pollice (o l&#8217;indice) della mano destra si dice che fu ispirato da un passo del libro del profeta\u00a0Ezechiele che molti testi dei\u00a0Padri della Chiesa\u00a0collegarono alla croce di Cristo e a passi analoghi dell&#8217;Apocalisse. Il sigillo di Dio si contrappone a coloro che scelgono il\u00a0marchio della Bestia.\u00a0La lettera \u201ctau\u201d, corrispondente alla &#8220;T&#8221; del nostro alfabeto, \u00e8 l&#8217;ultima lettera dell&#8217;alfabeto ebraico e rappresenta (come la \u201comega\u201d greca) Dio nella sua perfezione, causa prima e fine ultimo dell&#8217;intera creazione (secondo la simbologia dell&#8217;Alfa e Omega). Sino all&#8217;epoca di Cristo questa lettera era tracciata proprio come una croce. In questo passo appare come i fedeli a Dio, coloro cio\u00e8 che non si arrendono al peccato, vengono segnati con un segno speciale, esterno, che aveva forma simile alla nostra croce, per essere subito riconosciuti da Dio.<\/p>\n<p>Tertulliano, ad esempio, attesta nella\u00a0<em>Traditio<\/em>\u00a0che i cristiani usavano segnarsi la fronte contro le tentazioni del demonio. Ma egli attesta pure che il segno era diffuso anche fuori dell&#8217;ambiente liturgico. Scriveva: \u201cSe ci mettiamo in cammino, se usciamo od entriamo, se ci vestiamo, se ci laviamo o andiamo a mensa, a letto, se ci poniamo a sedere, in queste e in tutte le nostre azioni ci segniamo la fronte col segno di croce\u201d. \u00a0Cos\u00ec attestano anche Marco Minucio Felice e Clemente d\u2019Alessandria. L&#8217;uso del segno di croce \u00e8 attestato anche negli Atti gnostici di\u00a0San Giovanni, di San Tommaso, di San Pietro, tutti del II secolo. Gi\u00e0 nei secoli IV-V si benedicevano con il pollice anche oggetti distanti dalla persona e gli ammalati venivano segnati con la croce sulle membra dolenti. Nello stesso periodo, inoltre,\u00a0Gaudenzio di Brescia parla della triplice croce (<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/03\/gaetano-passarelli-259472.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-29176 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/03\/gaetano-passarelli-259472.jpg\" alt=\"\" width=\"340\" height=\"348\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/03\/gaetano-passarelli-259472.jpg 406w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/03\/gaetano-passarelli-259472-293x300.jpg 293w\" sizes=\"(max-width: 340px) 100vw, 340px\" \/><\/a>tre croci fatte sul cuore, sulla fronte, sulle labbra), un atto liturgico tuttora utilizzato nella Messa di Rito Romano e Ambrosiano, prima della lettura del Vangelo. \u00a0Il segno della croce viene tracciato, anche nel Camposanto, per tutti i credenti, sacerdoti e laici che sono consacrati a Cristo, principale manifestazione di Dio nella storia umana.<\/p>\n<p>L&#8217;uso di segnare la propria persona con un grande segno di croce \u00e8 testimoniato nell&#8217;ambito dei monasteri a partire del X secolo incirca e probabilmente risale ad epoche anteriori. Solo con la riforma tridentina del XVI secolo venne accolto nel rito romano.<\/p>\n<p>Il segno della croce \u00e8 fatto da due movimenti:<\/p>\n<ul>\n<li>un movimento verticale: dalla fronte allo stomaco,<\/li>\n<li>un movimento orizzontale: da una spalla all&#8217;altra.<\/li>\n<\/ul>\n<p>I cristiani cattolici romani e protestanti muovono dalla spalla sinistra alla spalla destra. I cristiani ortodossi e greco-cattolici, al contrario, toccano prima la spalla destra e poi la sinistra.<\/p>\n<p><em>\u201cPosizione delle dita della mano, mentre si traccia il segno della croce secondo l&#8217;uso bizantino\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Nell&#8217;uso bizantino,\u00a0<em>si usano le prime tre dita della mano destra<\/em>: dito indice e medio toccano il pollice, anulare e mignolo restano chiusi. Ci\u00f2 vale sia mentre la mano \u00e8 &#8220;immersa&#8221; nell&#8217;acqua benedetta, sia mentre si traccia dopo il segno vero e proprio. Il segno della croce pu\u00f2 essere tracciato con la mano sulle persone o anche sulle cose, in segno di\u00a0benedizione. Mentre in Occidente si usa fare le benedizioni con la sola mano (non durante gli esorcismi), gli ortodossi orientali preferiscono benedire tenendo nella mano destra una croce. I cristiani di rito bizantino tengono il palmo disteso con pollice, indice e medio tesi e riuniti in avanti, mentre anulare e mignolo sono piegati e poggiati sul palmo. Le tre dita congiunte simboleggiano la\u00a0Trinit\u00e0, mentre le altre due dita simboleggiano la\u00a0duplice natura di Cristo.<\/p>\n<p>In Occidente, prima di mettere piede in un luogo di culto, si fa il segno della croce, aspergendo la mano destra con l\u2019acqua benedetta dell\u2019acquasantiera che si trova all&#8217;entrata del luogo di culto.<\/p>\n<p>La pratica di farsi il segno della croce \u00e8 quantomai importante nella Chiesa Cattolica Romana, ma \u00e8 praticata anche fra i greco-ortodossi e gli episcopaliani. La storia del segno della croce risale almeno a Tertulliano, il padre della Chiesa antica che visse fra il 160 e il 220 d.C. Egli scrisse: &#8220;Se ci mettiamo in cammino, se usciamo od entriamo, se ci vestiamo, se ci laviamo o andiamo a mensa, a letto, se ci poniamo a sedere, in queste e in tutte le nostre azioni ci segniamo la fronte col segno di croce&#8221;.<\/p>\n<p>In origine, ci si tracciava sulla fronte una piccola croce con il pollice o con un altro dito. Sebbene sia difficile indicare esattamente quando si pass\u00f2 dal tracciarsi una piccola croce sulla fronte alla pratica moderna di tracciarsi una grossa croce dalla fronte al petto e da spalla a spalla, sappiamo per certo che il cambiamento era gi\u00e0 avvenuto entro l\u2019XI sec. d.C., quando il Libro delle Preghiere di re Enrico fornisce l\u2019istruzione di &#8220;segnare con la santa croce i quattro lati del corpo&#8221;.<br \/>\nI cattolici trovano sostegno alla pratica del segno della croce anzitutto nei molti anni della loro tradizione ecclesiastica e, in secondo luogo, in\u00a0Esodo 17,9 \u2013 14 \u00a0e Apocalisse 7,3 &#8211; 9,4 e 14,1. Sebbene questi passi parlino effettivamente di un segno sulla fronte come protezione dal giudizio di Dio, essi devono essere interpretati alla luce del loro contesto, in base al quale non c\u2019\u00e8 alcun motivo di credere che vi si prescriva il segno ritualistico della croce.<\/p>\n<p>Nel XVI sec., uno dei princ\u00ecpi centrali della Riforma protestante fu la Scriptura, secondo cui ci si doveva disfare di qualunque pratica che non si allineasse con la Scrittura. I Riformatori inglesi credevano che l\u2019usanza del segno della croce dovesse essere lasciata alla libert\u00e0 di coscienza dell\u2019individuo, com\u2019era stato scritto nel Libro delle Preghiere di re Eduardo VI: &#8220;&#8230;inginocchiarsi, farsi il segno della croce, alzare le mani, battersi il petto e altri gesti possono essere usati o abbandonati nella misura in cui giovano alla devozione di ciascuno, senza biasimo&#8221;. In genere i protestanti hanno considerato il segno della croce come una tradizione che non aveva alcun sostegno nella Scrittura, o che era perfino idolatrica, e pertanto fu abbandonata dai pi\u00f9.<\/p>\n<p>Bench\u00e9 la Bibbia non c\u2019insegni a farci il segno della croce, esso non \u00e8 privo di simbolismo biblico. La sua forma serve a ricordare la croce di Cristo. Storicamente, il segno \u00e8 stato considerato anche la rappresentazione della Trinit\u00e0: Padre, Figlio e Spirito Santo. Mediante la fede nel Signore Ges\u00f9 Cristo e nella Sua morte sostitutiva sulla croce, la salvezza \u00e8 estesa in dono gratuito a tutta l\u2019umanit\u00e0. La Trinit\u00e0 \u00e8 la dottrina della Deit\u00e0: un unico Dio che esiste in tre distinte persone. Entrambe le dottrine costituiscono il fondamento sia dei cattolici che dei protestanti e sono certamente biblicamente fondate. <strong>Il segno della croce \u00e8 stato associato in certi momenti a poteri soprannaturali come quello respingere il male, i dem\u00f2ni, ecc.<\/strong><\/p>\n<p>La pratica di farsi il segno della croce \u00e8 quantomai importante nella Chiesa Cattolica Romana, ma \u00e8 praticata anche fra i greco-ortodossi e gli episcopaliani.<\/p>\n<p><strong>Il simbolo della cristianit\u00e0, il primo gesto che i fedeli apprendono da bambini; un segno dirompente che ricongiunge il divino e l\u2019umano nel ricordo di una sofferenza che \u00e8 al tempo stesso liberazione dal dolore terreno: <\/strong>l\u2019atto di segnarsi nel momento del rito appare oggi un\u2019abitudine acquisita sulla quale non ci si pongono domande. Come svela questo saggio, tuttavia, la croce si \u00e8 fatta portatrice nei secoli di significati complessi, che vale la pena osservare in una prospettiva diacronica, storica e filosofica.<\/p>\n<p>A partire dalla discussione \u2013 agli albori del Cristianesimo stesso \u2013 fra l\u2019opportunit\u00e0 di rappresentare il Figlio di Dio e l\u2019oggetto che lo condusse a morte, il fervore spirituale e la religiosit\u00e0 popolare hanno costruito un intreccio ben pi\u00f9 articolato e controverso di quanto si immaginerebbe, per condurre progressivamente al valore unificante del segno della croce come testimonianza di appartenenza a un credo che, al suo centro, non deve dimenticare di avere proprio Colui che su quella croce fu appeso.<\/p>\n<p><strong>Oggi, il libretto di Gaetano Passarelli ( Breve storia del segno della Croce, edizioni Graphe.it) ) non solo identifica il Segno di Croce, ne fa memoria del passato, ancor pi\u00f9 fa memoria del presente e testimonia \u00a0in modo prezioso come il \u201csegno dei segni\u201d, o potremmo dir meglio il \u201csegno \u00a0principe della storia\u201d preluda al futuro e alla Parusia. Libro chiaro, preciso, scritto in maniera attraente specie per la saggistica, e rende, per credenti e non, \u00a0la misura dell\u2019esistere, del Credo. \u00a0<\/strong> <strong>Arricchito dalla prefazione di mons. Giorgio Demetrio Gallaro, il testo interesser\u00e0 tanto i credenti quanto chiunque sia desideroso di approfondire l\u2019argomento in ottica laica.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Gaetano Passarelli<\/strong>\u00a0\u00e8 nato a Castrovillari (Cosenza) e vive a Roma. \u00c8 stato docente di Storia bizantina all\u2019Universit\u00e0 di Chieti e di Roma3, di Spiritualit\u00e0 Orientale all\u2019Istituto Superiore di Studi Medievali e Francescani della Pontificia Universit\u00e0 Antonianum e di Liturgia bizantina al Pontificio Istituto Orientale. \u00c8 direttore responsabile della rivista\u00a0<em>Studi sull\u2019Oriente Cristiano.\u00a0<\/em>Consultore storico della Congregazione delle Cause dei Santi, conta numerose pubblicazioni scientifiche su iconografia, liturgia e storia bizantina tradotte in diverse lingue. \u00c8 autore di biografie di personaggi italiani e brasiliani. \u00c8 direttore della collana\u00a0<em>I<\/em>\u00a0<em>condottieri<\/em>\u00a0della Graphe.it di Perugia e, per la stessa casa editrice, condirettore della collana\u00a0<em>Pecile<\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>L\u2019uomo vive di segni, vive con i segni, ogni giorno, quotidianamente. 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