{"id":29402,"date":"2023-04-23T19:55:49","date_gmt":"2023-04-23T19:55:49","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=29402"},"modified":"2023-04-23T19:55:49","modified_gmt":"2023-04-23T19:55:49","slug":"il-leggiadro-barocco-di-giuseppe-marchesi-detto-il-sansone-gli-splendori-del-bolognese-nei-musei-civici-di-bologna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2023\/04\/23\/il-leggiadro-barocco-di-giuseppe-marchesi-detto-il-sansone-gli-splendori-del-bolognese-nei-musei-civici-di-bologna\/","title":{"rendered":"Il leggiadro Barocco di Giuseppe Marchesi detto il Sansone. Gli splendori del bolognese nei Musei Civici di Bologna."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/04\/04-scaled-1-e1682279141877.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-29403\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/04\/04-scaled-1-e1682279141877.jpg\" alt=\"\" width=\"446\" height=\"334\" \/><\/a>Le Collezioni Comunali d&#8217;Arte di Bologna ospitano una mostra <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/04\/primavera_6.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-29404 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/04\/primavera_6.jpg\" alt=\"\" width=\"310\" height=\"406\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/04\/primavera_6.jpg 552w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/04\/primavera_6-229x300.jpg 229w\" sizes=\"(max-width: 310px) 100vw, 310px\" \/><\/a>dossier che riscopre una figura artistica significativa della scuola bolognese del Settecento. Mostra visitabile fino al 2 settembre 2023<\/strong><\/p>\n<p>Nella cosmopolita Bologna del XVIII secolo, la scena artistica si presentava quanto mai vivace. <strong>Tra i pittori pi\u00f9 fecondi si distinse\u00a0Giuseppe Marchesi\u00a0(Bologna, 1699-1771)<\/strong>, di temperamento irrequieto e di corporatura imponente, alla quale dovette il soprannome di\u00a0<strong>Sansone<\/strong>. Allievo di artisti di spicco della generazione precedente, come Aureliano Milani e Marcantonio Franceschini, Marchesi si inser\u00ec nel solco della tradizione pittorica locale che trova nei Carracci e nei loro allievi \u2013 in particolare Guido Reni, Francesco Albani e Domenico Zampieri detto il Domenichino &#8211; il modello imprescindibile. Questo orientamento stilistico era sostenuto e promosso anche dalla principale istituzione artistica presente in citt\u00e0, l\u2019Accademia Clementina, alla quale Marchesi appartenne, ricoprendo svariati incarichi, didattici e di direzione, fino alla nomina a Principe nel 1752.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/04\/06-e1682279214587.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-29405\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/04\/06-e1682279214587.jpg\" alt=\"\" width=\"263\" height=\"420\" \/><\/a>La capacit\u00e0 di fondere colori caldi e forti muscolature, derivati dalla lezione dei Carracci, con la grazia arcadica del disegno, tipica della pittura del Franceschini, resero il Sansone un pittore alla moda, aggiornato sulle tendenze post-barocche che in Francia e Austria gi\u00e0 andavano per la maggiore, apprezzato dal pubb<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/04\/07-e1682279241390.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-29406 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/04\/07-e1682279241390.jpg\" alt=\"\" width=\"266\" height=\"421\" \/><\/a>lico e dai colleghi.\u00a0<em>Petit ma\u00eetre<\/em>\u00a0prolifico e garbato, la sua vivace vena narrativa diede esiti di estrema piacevolezza soprattutto negli anni giovanili, circoscrivibili tra il terzo e il quarto decennio del secolo. Culmine di questa fase \u00e8 la decorazione ad affresco della volta e dell\u2019abside della chiesa di Santa Maria di Galliera, a Bologna, sua prima vera grande commissione pubblica (1732\u20131744), che lo consacrer\u00e0 come pittore di composizioni sacre e profane in patria, in altre regioni italiane e in diversi paesi europei (Inghilterra e Olanda).<\/strong><\/p>\n<p>La mostra dossier pensata per le Collezioni Comunali d\u2019Arte, che conservano nella raccolta permanente il dipinto di soggetto storico<strong>\u00a0<\/strong><em><strong>Clemente VIII restituisce agli Anziani di Bologna le chiavi della citt\u00e0<\/strong><\/em>, si incentra sul\u00a0<strong>periodo iniziale\u00a0<\/strong>della sua vicenda, elegante ed aggraziato: dall\u2019emancipazione del suo rapporto con Marco Antonio Franceschini, che gli trasmise il suo moderato gusto arcadico, fino al 1725, punto di avvio convenzionale della carriera autonoma dell\u2019artista.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/04\/11-e1682279375160.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-29407\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/04\/11-e1682279375160.jpg\" alt=\"\" width=\"293\" height=\"335\" \/><\/a>Attorno a due freschi idilli\u00a0<em>pendant<\/em>, ritrovati recentemente sul mercato antiquario ed esposti per la prima volta al pubblico da collezione privata &#8211;\u00a0<em><strong>Mos\u00e9 e le figlie di Jethro<\/strong><\/em>\u00a0e\u00a0<em><strong>Salomone incensa gli idoli<\/strong><\/em>, il cui successo \u00e8 dimostrato dalla presenza di copie presso il Museo Diocesano di Imola &#8211; vengono riuniti altri esempi di pittura da \u201cstanza\u201d di tema sacro e profano, che documentano al meglio lo stile giovanile dell\u2019artista nei primi venti anni di attivit\u00e0. Tra questi le\u00a0<em><strong>Quattro Stagioni<\/strong><\/em>\u00a0provenienti dalla Pinacoteca Nazionale di Bologna e l\u2019<em><strong>Ebbrezza di No\u00e8<\/strong>,\u00a0<\/em>oggi in collezione privata. Completano l\u2019esposizione un ritratto in miniatura<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/04\/01-1-e1682279429420.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-29409 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/04\/01-1-e1682279429420.jpg\" alt=\"\" width=\"317\" height=\"275\" \/><\/a> con\u00a0<em><strong>Ritratto di fanciulla<\/strong><\/em>\u00a0conservato al Museo Civico d\u2019Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini e due vivaci disegni dalle Collezioni d&#8217;Arte e di Storia della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, il<strong>\u00a0<\/strong><em><strong>Ratto delle Sabine<\/strong><\/em>\u00a0e il\u00a0<em><strong>Ratto di Elena<\/strong><\/em>, progetti preparatori per un grande dipinto da realizzare nella sala d\u2019onore della casa poi appartenuta ai mercanti Buratti, promotori delle arti e di vari artisti bolognesi. Solo il secondo, datato 1725, venne poi realizzato dal pittore e, come detto, apre la sua carriera documentata.<\/p>\n<p>La figura di Giuseppe Marchesi fu dimenticata in seguito ai cambiamenti della storia del gusto che condannarono il Settecento come secolo superficiale e vuoto di contenuti. La mostra allestita alle <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/04\/02-e1682279459290.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-29410\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/04\/02-e1682279459290.jpg\" alt=\"\" width=\"316\" height=\"278\" \/><\/a>Collezioni Comunali d\u2019Arte intende proporre una lettura rinnovata di questo protagonista del \u2018barocchetto\u2019 bolognese, consentendo di formulare nuove ipotesi sull\u2019ordinamento cronologico della sua produzione di esordio.<\/p>\n<p>Piuttosto precocemente si opera una sovrapposizione tra le opere di Marchesi e quelle del contemporaneo Ercole Graziani junior, tanto che alla\u00a0<em>Mostra del Settecento Bolognese\u00a0<\/em>del 1935, che segna la ripresa dell\u2019interesse per questo periodo della storia dell\u2019arte locale, molte delle opere presenti portano l\u2019attribuzione al Graziani. Spetter\u00e0 al critico\u00a0Renato Roli\u00a0operare una prima brillante ricostruzione del catalogo dell\u2019artista nel 1971, distinguendo le mani dei due pittori e restituendo a Marchesi opere che erano state considerate del collega. Gli studi successivi, condotti principalmente da\u00a0<strong>Antonella Mampieri<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Angelo Mazza<\/strong>, curatori della mostra, hanno ampliato il catalogo dei dipinti noti, aggiungendo esemplari di grafica e incisioni realizzate su disegno del Marchesi.<\/p>\n<p>L&#8217;esposizione \u00e8 accompagnata anche da una <strong>pubblicazione\u00a0<\/strong>a cura di Antonella Mampieri e Angelo Mazza, con la collaborazione di Silvia Battistini, che contiene una prefazione di Massimo Medica, un testo di Mirko Bonora e saggi di Antonella Mampieri e Angelo Mazza.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Le Collezioni Comunali d&#8217;Arte di Bologna ospitano una mostra dossier che riscopre una figura artistica significativa della scuola bolognese del Settecento. Mostra visitabile fino al 2 settembre 2023 Nella cosmopolita Bologna del XVIII secolo, la scena artistica si presentava quanto mai vivace. Tra i pittori pi\u00f9 fecondi si distinse\u00a0Giuseppe Marchesi\u00a0(Bologna, 1699-1771), di temperamento irrequieto e di corporatura imponente, alla quale dovette il soprannome di\u00a0Sansone. Allievo di artisti di spicco della generazione precedente, come Aureliano Milani e Marcantonio Franceschini, Marchesi si inser\u00ec nel solco della tradizione pittorica locale che trova nei Carracci e nei loro allievi \u2013 in particolare Guido Reni, [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2023\/04\/23\/il-leggiadro-barocco-di-giuseppe-marchesi-detto-il-sansone-gli-splendori-del-bolognese-nei-musei-civici-di-bologna\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,44662,9894,53747,53794,41640,44503,44441,87,35351,35224,26,17505,35188,28369,44504,4625,409394],"tags":[406435,472552,355195,472553],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29402"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=29402"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29402\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":29411,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29402\/revisions\/29411"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=29402"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=29402"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=29402"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}