{"id":29423,"date":"2023-04-24T16:51:17","date_gmt":"2023-04-24T16:51:17","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=29423"},"modified":"2023-04-24T16:51:17","modified_gmt":"2023-04-24T16:51:17","slug":"la-democrazia-militarizzata-dellambasciatore-sergio-romano-il-brillante-libro-presenta-una-rassegna-storica-della-militarizzata-politica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2023\/04\/24\/la-democrazia-militarizzata-dellambasciatore-sergio-romano-il-brillante-libro-presenta-una-rassegna-storica-della-militarizzata-politica\/","title":{"rendered":"\u201cLa democrazia militarizzata\u201d dell\u2019Ambasciatore Sergio Romano. Il brillante libro presenta una rassegna storica della militarizzata politica."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/04\/1681640660213.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-29424\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/04\/1681640660213.jpg\" alt=\"\" width=\"312\" height=\"462\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/04\/1681640660213.jpg 536w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/04\/1681640660213-203x300.jpg 203w\" sizes=\"(max-width: 312px) 100vw, 312px\" \/><\/a>\u201cLa democrazia militarizzata\u201d (Longanesi, pp. 160, 2023) lo considero il libro dell\u2019anno 2023.\u00a0 E\u2019 dell\u2019Ambasciatore Sergio Romano illustre figura di studioso e osservatore non solo italiano ma internazionale. <\/strong><\/p>\n<p>\u201cLa democrazia militarizzata\u201d, secondo la scheda descrittiva dell&#8217;editore, presenta una rassegna storica della militarizzata politica riferendosi ai casi in cui la guerra \u00e8 stata utilizzata per legittimare la politica con inevitabili conseguenze sulla democrazia.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/04\/2886730001211_0_250_0_0.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-29425 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/04\/2886730001211_0_250_0_0.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/04\/2886730001211_0_250_0_0.jpg 250w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/04\/2886730001211_0_250_0_0-240x300.jpg 240w\" sizes=\"(max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/><\/a> <strong>Secondo Romano c&#8217;\u00e8 un filo rosso che va da D\u2019Annunzio (con l&#8217;impresa di Fiume del 1919) a Mussolini (con la Marcia su Roma del 22) fino a Trump (con l&#8217;invasione del Campidoglio del 2021).<\/strong> Dice Sergio Romano: \u201cCon il XX secolo si auspicava che una parte e l\u2019altra smettessero di combattersi giustificandolo come guerra \u201cindispensabile, giusta, patriottica\u201d. Ma a cedere alle armi, poi, fu sempre pi\u00f9 la politica\u201d. <strong>Libro chiaro, colto, estensivo, mirato, prezioso per l\u2019intero panorama affrontato, storicamente carico di ogni confronto e raffronto, \u00a0un testo miliare. \u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Intanto occorre fare un salto indietro di un secolo, pensare e riflettere e ricordare l&#8217;archetipo di questa evoluzione democratico\\militarista che fu il tempo di Napoleone, con la fine non solo della prima repubblica francese, ma anche della prima repubblica italiana. Si, quella del 1797-1805 che gli storici chiamano repubblica cisalpina\\italiana. \u00a0Nei testi di storia questo passaggio storico \u00e8 nevralgico, momento da cui partire, per affrontare meglio l\u2019oggi, momento che andrebbe accuratamente riletto e rivalutato. \u00a0E a tal proposito ci sovviene anche il &#8220;Lungo Risorgimento&#8221; di Gilles P\u00e9cout. Partendo dalla celebre espressione attribuita erroneamente a Massimo D&#8217;Azeglio &#8220;L&#8217;Italia \u00e8 fatta, ora van fatti gli italiani&#8221;, Gilles P\u00e9cout ripercorre il lento processo di costruzione nazionale dell&#8217;Italia a cominciare dalla fine del Settecento. Uno degli aspetti caratterizzanti di questa analisi \u00e8 la scelta di evidenziare il peso reale del ruolo svolto dallo Stato, in stretto rapporto con lo sviluppo dell&#8217;economia e con l&#8217;evoluzione delle gerarchie sociali, mettendo dunque in discussione l&#8217;immagine di &#8220;nazione debole e senza Stato&#8221;. <strong>Il ricorso alla storiografia a partire dal XIX secolo e la sua rilettura in chiave ideologica mostrano che il clich\u00e9 dell'&#8221;Italia debole&#8221; <\/strong>rappresenta una reazione nei riguardi di quella confisca dello Stato e dei valori nazionali fatta dal regime fascista piuttosto che un implicito effetto dell&#8217;incompiutezza del processo di riunificazione. Senza sottovalutare le fratture, i vari fattori di divisione e i limiti di un processo la cui importanza fino ai giorni nostri \u00e8 comunque innegabile, <strong>P\u00e9cout ricostruisce le origini dell&#8217;Italia, evidenziando le prospettive politiche del gran dibattito storico italiano riguardo alle questioni dell&#8217;integrazione civile, culturale, economica e sociale del paese.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Secondo i libri di storia, la Prima guerra mondiale che per oltre quattro anni devast\u00f2 l&#8217;Europa fin\u00ec l&#8217;11 novembre 1918 con l&#8217;armistizio di Compi\u00e8gne e la resa dell&#8217;Impero tedesco. Ma per Sergio Romano, a causa dei molti reduci e sopravvissuti che non riuscirono a ritrovare il proprio posto nella societ\u00e0, la guerra invece prosegu\u00ec in altre forme: non fu pi\u00f9 una continuazione della politica con altri mezzi ma divenne spesso l&#8217;unico mezzo con cui la politica pens\u00f2 di potersi affermare e legittimare. Ed \u00e8 proprio l&#8217;Italia il Paese che ha offerto al mondo i primi due esempi di politica \u00abmilitarizzata\u00bb.<\/strong> Il primo \u00e8 la conquista di Fiume ideata e capitanata da D&#8217;Annunzio nel settembre 1919, il secondo \u00e8 la Marcia su Roma, organizzata da Benito Mussolini nell&#8217;ottobre del &#8217;22, con un linguaggio e un approccio che si rifanno esplicitamente al mondo dell&#8217;esercito. Partendo dall&#8217;Italia, la militarizzazione della politica si diffuse a macchia d&#8217;olio anche in Spagna, in Portogallo, in Germania, in Russia e nei Balcani. Sergio Romano dimostra in questo libro come tale dinamica, attraversando i decenni, continui ancora oggi, fino alla marcia di Capitol Hill del 6 gennaio 2021, quando, istigati dal presidente sconfitto Donald Trump, i suoi sostenitori invasero il Campidoglio con l&#8217;obiettivo di \u00absalvare la democrazia\u00bb: un fine politico da raggiungere con la mobilitazione armata.<\/p>\n<p><strong>Sergio Romano (Vicenza, 1929)\u00a0<\/strong>\u00e8 stato ambasciatore alla NATO e, dal settembre 1985 al marzo 1989, a Mosca. Ha insegnato a Firenze, Sassari, Berkeley, Harvard, Pavia e per alcuni anni all\u2019Universit\u00e0 Bocconi di Milano. \u00c8 editorialista del \u00abCorriere della Sera\u00bb e di \u00abPanorama\u00bb. Tra i suoi ultimi libri pubblicati da Longanesi:\u00a0La quarta sponda (2005, nuova edizione 2015), Con gli occhi dell&#8217;Islam (2007), Storia di Francia, dalla Comune a Sarkozy (2209), L&#8217;Italia disunita, con Marc Lazar e Michele Canonica (2011), La Chiesa Contro (2012), Morire di democrazia (2013), Il declino dell&#8217;Impero americano (2014),\u00a0In lode della guerra fredda. Una controstoria (2015), Putin (2016),\u00a0Trump (2017),\u00a0L&#8217;epidemia sovranista (2019).<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u201cLa democrazia militarizzata\u201d (Longanesi, pp. 160, 2023) lo considero il libro dell\u2019anno 2023.\u00a0 E\u2019 dell\u2019Ambasciatore Sergio Romano illustre figura di studioso e osservatore non solo italiano ma internazionale. \u201cLa democrazia militarizzata\u201d, secondo la scheda descrittiva dell&#8217;editore, presenta una rassegna storica della militarizzata politica riferendosi ai casi in cui la guerra \u00e8 stata utilizzata per legittimare la politica con inevitabili conseguenze sulla democrazia. 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