{"id":29472,"date":"2023-05-02T20:30:21","date_gmt":"2023-05-02T20:30:21","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=29472"},"modified":"2023-05-02T20:30:21","modified_gmt":"2023-05-02T20:30:21","slug":"forme-e-linguaggi-tra-bianco-nero-e-chiuso-aperto-accardi-capogrossi-e-reimondo-alla-galleria-mazzoleni-di-torino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2023\/05\/02\/forme-e-linguaggi-tra-bianco-nero-e-chiuso-aperto-accardi-capogrossi-e-reimondo-alla-galleria-mazzoleni-di-torino\/","title":{"rendered":"Forme e linguaggi tra Bianco\/Nero e Chiuso\/Aperto. Accardi, Capogrossi e Reimondo alla Galleria Mazzoleni di Torino"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/05\/1682176745_Il-segno-attraverso-il-tempo-Accardi-Capogrossi-Reimondo.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-29473\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/05\/1682176745_Il-segno-attraverso-il-tempo-Accardi-Capogrossi-Reimondo.jpg\" alt=\"\" width=\"390\" height=\"292\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/05\/1682176745_Il-segno-attraverso-il-tempo-Accardi-Capogrossi-Reimondo.jpg 511w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/05\/1682176745_Il-segno-attraverso-il-tempo-Accardi-Capogrossi-Reimondo-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 390px) 100vw, 390px\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>L\u2019utopia di una lingua perfetta non ha ossessionato solo la cultura europea. Il tema della confusione delle lingue, o il tentativo di porvi rimedio grazie al ritrovamento o all\u2019invenzione di una lingua comune a tutto il genere umano,<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/05\/banner-exibart-v2.gif\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-29474 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/05\/banner-exibart-v2.gif\" alt=\"\" width=\"443\" height=\"295\" \/><\/a> attraversa la storia di tutte le culture. <\/em>(Umberto Eco,\u00a0<em>La ricerca della lingua perfetta nella cultura europea<\/em>, Laterza 1993).<\/p>\n<p><strong>Mazzoleni presenta a Torino la mostra dedicata alle ricerche tra forma e linguaggio di tre artisti che, percorrendo strade diverse, hanno esplorato il ricorso ad elementi segnici in grado di evocare \u2013 o condensare \u2013 in oggetti tangibili significati e riferimenti simbolici rilevanti.<\/strong> Nelle opere di\u00a0<strong>Carla Accardi<\/strong>\u00a0(1924 &#8211; 2014),\u00a0<strong>Giuseppe Capogrossi<\/strong>\u00a0(1900 &#8211; 1972) e\u00a0<strong>David Reimondo<\/strong>\u00a0(Genova, 1973) il segno assume senso e valore non solo per le comunit\u00e0 e il momento storico per le quali sono stati prodotti, ma &#8211; travalicando i limiti temporali \u2013 assurge a valore universale sia sul piano materiale che sul piano simbolico.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/05\/Carla-Accardi-Filtrare-di-orli-1992.-Vinyl-on-canvas-220-x-160-cm.-Courtesy-Mazzoleni-London-Torino.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-29475\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/05\/Carla-Accardi-Filtrare-di-orli-1992.-Vinyl-on-canvas-220-x-160-cm.-Courtesy-Mazzoleni-London-Torino.jpg\" alt=\"\" width=\"287\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/05\/Carla-Accardi-Filtrare-di-orli-1992.-Vinyl-on-canvas-220-x-160-cm.-Courtesy-Mazzoleni-London-Torino.jpg 287w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/05\/Carla-Accardi-Filtrare-di-orli-1992.-Vinyl-on-canvas-220-x-160-cm.-Courtesy-Mazzoleni-London-Torino-215x300.jpg 215w\" sizes=\"(max-width: 287px) 100vw, 287px\" \/><\/a>Le origini artistiche di Carla Accardi affondano nell\u2019Italia appena unificata del 1946, profondamente segnata nella scena culturale dalla disputa tra figurazione e astrazione. La dialettica formale\/informale incontra nell\u2019arte di una giovane Accardi &#8211; unica donna<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/05\/Giuseppe-Capogrossi-Superficie-XXX-1962.-Tempera-on-cardboard-33-x-39-cm.-Courtesy-Mazzoleni-London-Torino.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-29476 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/05\/Giuseppe-Capogrossi-Superficie-XXX-1962.-Tempera-on-cardboard-33-x-39-cm.-Courtesy-Mazzoleni-London-Torino.jpg\" alt=\"\" width=\"320\" height=\"278\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/05\/Giuseppe-Capogrossi-Superficie-XXX-1962.-Tempera-on-cardboard-33-x-39-cm.-Courtesy-Mazzoleni-London-Torino.jpg 320w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/05\/Giuseppe-Capogrossi-Superficie-XXX-1962.-Tempera-on-cardboard-33-x-39-cm.-Courtesy-Mazzoleni-London-Torino-300x261.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 320px) 100vw, 320px\" \/><\/a> firmataria del Manifesto Forma 1 nel 1947 &#8211; un universo interiore e uno sguardo all\u2019internazionalit\u00e0, all\u2019arte francese, americana, ma anche orientale ed egizia. Ne deriva una relazione tra visione e vissuto che prende le forme di raffinati incastri di positivo e negativo. Nei suoi dipinti degli anni Cinquanta, Accardi rovescia la tradizione scrittura visiva, non pi\u00f9 il nero su bianco, ma il bianco su nero, operando un capovolgimento delle gerarchie formali e cromatiche. Negli anni Settanta, il movimento libero del segno, arricchitosi di colore e frutto di una complessa elaborazione estetica, si trasforma in moduli che scandiscono e suddividono la superficie dell\u2019opera, come in Scacchiera verdeoro (1974). Qui l\u2019intreccio sinuoso delle linee prende la forma di una scacchiera narrativa, che alterna ancor pi\u00f9 esplicitamente il positivo al negativo. A partire dagli anni Ottanta e nei decenni successivi, il movimento della linea e del segno torna a farsi inafferrabile, note cromatiche pi\u00f9 fresche si alternano ad un\u2019assenza della pittura, la tela grezza (Fonda Notte, 1988), l\u2019intreccio delle campiture cromatiche diventa pi\u00f9 gotico, quasi danzante (Argento su cobalto, 2005): \u201cle trasformazioni delle mie opere sono il risultato di un fiume di pensiero, appartenente alla mia epoca, che sentivo venire in superficie\u201d (Accardi, 1986-87 in Germano Celant, 1997, p. 408).<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/05\/Giuseppe-Capogrossi-Senza-titolo-1960.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-29477 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/05\/Giuseppe-Capogrossi-Senza-titolo-1960.jpg\" alt=\"\" width=\"369\" height=\"237\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/05\/Giuseppe-Capogrossi-Senza-titolo-1960.jpg 639w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/05\/Giuseppe-Capogrossi-Senza-titolo-1960-300x192.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 369px) 100vw, 369px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Di una generazione precedente rispetto a Carla Accardi, Giuseppe Capogrossi muta il registro della sua ricerca, dopo una prima fase figurativa e poi neocubista, proprio sul finire degli anni Quaranta. Nel gennaio 1950 espone alla galleria del <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/05\/David-Reimondo-Oro-La-materia-del-Significato-2023.-Gold-on-MDF-lacquered-board-40-x-40-cm.-Courtesy-Mazzoleni-London-Torino.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-29478\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/05\/David-Reimondo-Oro-La-materia-del-Significato-2023.-Gold-on-MDF-lacquered-board-40-x-40-cm.-Courtesy-Mazzoleni-London-Torino.jpg\" alt=\"\" width=\"320\" height=\"320\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/05\/David-Reimondo-Oro-La-materia-del-Significato-2023.-Gold-on-MDF-lacquered-board-40-x-40-cm.-Courtesy-Mazzoleni-London-Torino.jpg 320w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/05\/David-Reimondo-Oro-La-materia-del-Significato-2023.-Gold-on-MDF-lacquered-board-40-x-40-cm.-Courtesy-Mazzoleni-London-Torino-300x300.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/05\/David-Reimondo-Oro-La-materia-del-Significato-2023.-Gold-on-MDF-lacquered-board-40-x-40-cm.-Courtesy-Mazzoleni-London-Torino-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 320px) 100vw, 320px\" \/><\/a>Secolo di Roma le sue Superfici, in cui compare per la prima volta il segno che sarebbe diventato la sigla emblematica di tutta la sua produzione successiva. Il segno incontra lo spazio della superficie in una dialettica di bianco e nero giocata in una rigorosa bidimensionalit\u00e0. Da qui la nascita di una struttura segnica ripetuta, sempre uguale a se stessa, ma tracciata liberamente e proposta in diverse combinazioni grafiche e cromatiche, ogni volta caratterizzate da ritmo, tratto e definizione differenti.<br \/>\nDa Roma, il segno dentato di Capogrossi, misterioso alfabeto di una lingua sconosciuta, approda con il suo strascico di dibattito critico prima alla galleria Il Milione di Milano, poi a Venezia alla galleria del Cavallino e alla Biennale e nei primi anni Cinquanta sulla scena artistica europea e americana giungendo all\u2019attenzione della critica internazionale. \u201cI singoli segni rimandano, soprattutto quando disposti in serie, ad alfabeti di lingue che non siamo in grado di interpretare, anche quando l\u2019aspetto di ordine e sequenza \u00e8 cos\u00ec forte da evocare la presenza di un significato\u201d. (Roland Penrose, 1957) L\u2019andamento sequenziale delle<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/05\/David-Reimondo-Pre-pensieri-da-New-York-2021.-3D-Print-on-PLA-178-x-178-x-20-cm.-Courtesy-Mazzoleni-London-Torino-e1683058913725.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-29479 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/05\/David-Reimondo-Pre-pensieri-da-New-York-2021.-3D-Print-on-PLA-178-x-178-x-20-cm.-Courtesy-Mazzoleni-London-Torino-e1683058913725.jpeg\" alt=\"\" width=\"383\" height=\"303\" \/><\/a> concatenazioni di segni suggerisce quello della scrittura o delle partiture musicali, il colore interviene dapprima come elemento di pausa come in Superficie 127 del 1955, per poi conquistare gran parte dello spazio pittorico e interagire sullo stesso piano del continuum segnico (Superficie XXX, 1962).<\/p>\n<p><em>\u201cNuovi linguaggi determinano la nascita di nuovi mondi\u201d<\/em>. La creazione di nuovi linguaggi che raccontino attraverso il ricorso al simbolo la complessit\u00e0 del pensiero umano \u00e8 uno dei punti d\u2019approdo del lavoro di David Reimondo. Etimografia (2014-2018) \u00e8 un macro-progetto che vede l\u2019artista impegnato nella creazione di \u2018simboli\u2019 che approdano alla produzione di nuovi grafemi e fonemi. Sculture in legno colorate con inchiostro nero per stampanti vivono in continua aggregazione e disgregazione come cellule modulari che scardinano le \u201cgabbie iconografiche\u201d che ci appartengono. Questi esercizi di de-addestramento culturale nascono dal gesto artistico, disegni tracciati a mano e trasformati da Reimondo nello strumento che permette di non essere condizionati dai retaggi secolari che hanno formato \u2013 e formano \u2013 l\u2019essere umano, la sua lingua e, dunque, la conoscenza.<\/p>\n<p>Nelle due opere\u00a0<em>Video calligrafia<\/em>\u00a0(2019) e\u00a0<em>Atto di Pensiero<\/em>\u00a0(2017) la simbiosi e la dualit\u00e0 tra segno \u2013 natura, corpo \u2013 pensiero, tangibile \u2013 immateriale vengono esplorate da Reimondo anche nel gesto artistico: attraverso l\u2019uso di medium diversi proiettati, digitalizzati, ma anche ritagliati a mano dall\u2019artista, o da lui costruiti con millimetrica precisione, le opere sono potenti esperienze che ingaggiano lo spettatore su vari livelli fisici e cognitivi. La correlazione tra esperienza cognitiva e sensoriale raggiunge la massima intensit\u00e0 in La materia del significato (2021). Cotone, polistirolo, carta, piume, zucchero, vetro, quarzo, corallo, oro, lana, stoffa, pigmento, marmo sono solo alcuni degli elementi che compongono i quaranta simboli che danno forma alla riflessione dell\u2019artista sull\u2019individuo, compiendo una simbiosi tra pensiero ed espressione formale.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>L\u2019utopia di una lingua perfetta non ha ossessionato solo la cultura europea. Il tema della confusione delle lingue, o il tentativo di porvi rimedio grazie al ritrovamento o all\u2019invenzione di una lingua comune a tutto il genere umano, attraversa la storia di tutte le culture. (Umberto Eco,\u00a0La ricerca della lingua perfetta nella cultura europea, Laterza 1993). Mazzoleni presenta a Torino la mostra dedicata alle ricerche tra forma e linguaggio di tre artisti che, percorrendo strade diverse, hanno esplorato il ricorso ad elementi segnici in grado di evocare \u2013 o condensare \u2013 in oggetti tangibili significati e riferimenti simbolici rilevanti. Nelle [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2023\/05\/02\/forme-e-linguaggi-tra-bianco-nero-e-chiuso-aperto-accardi-capogrossi-e-reimondo-alla-galleria-mazzoleni-di-torino\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[59246,59281,53889,53888,53709,53710,9894,10357,41640,44441,87,35351,35266,26,17505,34308,28369,4625,409394],"tags":[66877,472582,472583,59227,355195],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29472"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=29472"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29472\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":29480,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29472\/revisions\/29480"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=29472"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=29472"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=29472"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}