{"id":29530,"date":"2023-05-07T19:30:33","date_gmt":"2023-05-07T19:30:33","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=29530"},"modified":"2023-05-07T19:30:33","modified_gmt":"2023-05-07T19:30:33","slug":"rivoluzione-vedova-la-grande-mostra-dellanno-a-m9-museo-del-900-a-mestre-venezia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2023\/05\/07\/rivoluzione-vedova-la-grande-mostra-dellanno-a-m9-museo-del-900-a-mestre-venezia\/","title":{"rendered":"Rivoluzione Vedova. La grande mostra dell\u2019anno a M9 &#8211; Museo del \u2019900 a Mestre\/Venezia"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/05\/M9-Museo-del-900-Venezia-Mestre_ph-Alessandra-Chemollo_2-e1683487261417.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-29531\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/05\/M9-Museo-del-900-Venezia-Mestre_ph-Alessandra-Chemollo_2-e1683487261417.jpg\" alt=\"\" width=\"421\" height=\"281\" \/><\/a>La grande mostra\u00a0<strong>Rivoluzione Vedova<\/strong>, ideata e progettata da\u00a0<strong>Fondazione Emilio\u00a0<\/strong>\u00a0<strong>e Annabianca Vedova\u00a0<\/strong>e coprodotta con\u00a0<strong>M9 &#8211; Museo del \u2019900\u00a0<\/strong> \u00e8 aperta al pubblico dal\u00a0<strong>5 maggio\u00a0<\/strong>\u00a0<strong>al 26 novembre 2023\u00a0<\/strong>al terzo piano del museo mestrino: un evento di eccezionale rilevanza, sia per il valore iconico delle opere esposte, sia per le scelte di allestimento capaci di coinvolgere il pubblico attraverso un approccio inclusivo.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/05\/M9-Museo-del-900-Venezia-Mestre_ph-Alessandra-Chemollo_1-e1683487285707.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-29532 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/05\/M9-Museo-del-900-Venezia-Mestre_ph-Alessandra-Chemollo_1-e1683487285707.jpg\" alt=\"\" width=\"404\" height=\"269\" \/><\/a><\/p>\n<p>Curata da\u00a0<strong>Gabriella Belli\u00a0<\/strong>e allestita dallo\u00a0<strong>Studio Alvisi Kirimoto<\/strong>, la mostra apre un percorso inedito che sceglie l\u2019arte contemporanea come strumento per esplorare e interpretare la storia sociale, culturale, politica ed economica del Novecento. Il ruolo centrale nell\u2019arte contemporanea di Emilio Vedova, la cui opera \u00e8 interprete e testimone di un forte legame storico e civile con gli eventi che hanno segnato il XX secolo, mantiene oggi la forza di una costante attualit\u00e0. L\u2019originale operazione delinea un disegno nuovo ed un necessario nuovo approccio alla politica culturale in senso lato. Che cosa poteva rappresentare il segno artistico come necessit\u00e0 che si fa storia pi\u00f9 dell\u2019opera di Vedova?<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/05\/Vedova-1.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-29533\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/05\/Vedova-1.jpeg\" alt=\"\" width=\"382\" height=\"286\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/05\/Vedova-1.jpeg 620w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/05\/Vedova-1-300x225.jpeg 300w\" sizes=\"(max-width: 382px) 100vw, 382px\" \/><\/a>\u201cUn unico destino affianca Venezia e Mestre, citt\u00e0 lagunare e terraferma\u00a0\u2013\u00a0sottolinea il Presidente della Fondazione Vedova, Alfredo Bianchini\u00a0\u2013\u00a0confermando questa visione unitaria, anche nelle strategie culturali, usciamo quindi dai consueti spazi al Magazzino del Sale alle Zattere, lungo la \u2018strada liquida\u2019 del Canale della Giudecca, per farci parte costitutiva di una nuova prospettiva di proposta artistica. Questo per\u00f2 non costituisce un semplice viaggio, uno spostamento per andare lontano lasciando un luogo d\u2019origine ma un progetto che abbraccia la complessit\u00e0, che apre le porte, analogo all\u2019<em>incedere nel mondo\u00a0<\/em>di Emilio Vedova, che mette in relazione l\u2019Arte con il contesto. L\u2019Universale con il contingente. Il suo \u00e8 stato un urlo di denuncia dei mali e delle ingiustizie umane: un urlo costante diretto a ignoti infiniti interlocutori e spettatori e verso ignoti infiniti mondi per cui si pu\u00f2 ben dire che per lui non vi siano mai stati luoghi vicini e lontani perch\u00e9 la sua centralit\u00e0 non dipendeva e non dipende, non era condizionata e non \u00e8 condizionata, dalla<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/05\/001-Rivoluzione-Vedova-M9-allestimento-foto-Vittorio-Pavan.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-29534 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/05\/001-Rivoluzione-Vedova-M9-allestimento-foto-Vittorio-Pavan.jpg\" alt=\"\" width=\"419\" height=\"280\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/05\/001-Rivoluzione-Vedova-M9-allestimento-foto-Vittorio-Pavan.jpg 800w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/05\/001-Rivoluzione-Vedova-M9-allestimento-foto-Vittorio-Pavan-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/05\/001-Rivoluzione-Vedova-M9-allestimento-foto-Vittorio-Pavan-768x513.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 419px) 100vw, 419px\" \/><\/a> fisicit\u00e0 di un luogo bens\u00ec dalla intensit\u00e0 e dalla forza del suo messaggio\u201d.<\/p>\n<p><strong>Rivoluzione Vedova<\/strong>, la potente evocazione in questo titolo va intesa come cambiamento delle modalit\u00e0 di fare arte e come impegno civile nella cronaca quotidiana della storia. La scelta di Emilio Vedova (Venezia, 1919-2006) per aprire questo nuovo filone di ricerca negli spazi di M9 \u00e8 quasi d\u2019obbligo, trattandosi del pi\u00f9 grande pittore del secondo dopoguerra veneziano\u00a0\u2013 e\u00a0proiettato nel mondo\u00a0\u2013\u00a0che, proprio in questo territorio, ha lasciato segni tangibili della sua feconda eredit\u00e0 artistica, dove etica ed estetica, per lui binomio indissolubile, erano una costante. Un patrimonio di opere straordinarie, le sue, che non sono solo fatti d\u2019arte ma anche inestimabili documenti della storia sociale e politica di quei cinque decenni pieni di contraddizioni, rimorsi, speranze e colpe, a cui Vedova ha prestato voce e la potenza del segno inconfondibile e irreversibile della sua pittura.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 nel 1960, nel suo epilogo all\u2019edizione tedesca di\u00a0<em>Pagine di diario<\/em>, il famoso critico Werner Haftmann metteva bene in rilievo la questione centrale dell\u2019opera di Vedova, che non \u00e8 quella del mezzo o della tecnica di realizzazione dei suoi quadri, quanto piuttosto il contenuto: <strong>\u201c\u2026si tratta\u201d\u00a0\u2013<\/strong><strong> scriveva Haftmann\u00a0\u2013\u00a0\u201cquasi esclusivamente del contenuto, del violento urtarsi di situazioni opposte in un preciso momento dell\u2019esistenza umana, della forzatura di queste situazioni, del continuo conflitto dell\u2019esistere morale insieme all\u2019essere cos\u00ec della vita contemporanea, dell\u2019inquietudine e delle passioni represse nella realt\u00e0 della vita attuale del genere umano\u2026 E trasformare tutto questo in pittura!<\/strong> La sua posizione umana \u00e8 resistenza e protesta e cerca volentieri il suo adempimento nella profezia. Emilio <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/05\/002-Rivoluzione-Vedova-M9-allestimento-foto-Vittorio-Pavan-e1683487402588.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-29535\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/05\/002-Rivoluzione-Vedova-M9-allestimento-foto-Vittorio-Pavan-e1683487402588.jpg\" alt=\"\" width=\"464\" height=\"309\" \/><\/a>Vedova \u00e8 uno dei rarissimi pittori moderni che io conosca, che intende in modo incondizionato la sua pittura come pura relazione, per dare attraverso le sue risposte agitate, un documento della vita presente. Questa pittura non ha una carica estetica, bens\u00ec esclusivamente espressiva. Nasce in una quotidiana dialettica, come risposta attiva a quegli \u2018astratti furori\u2019 che sorgono in noi come sensazioni\u00a0della nostra intima sensibilit\u00e0 di fronte alla realt\u00e0 stessa della vita\u201d.<\/p>\n<p>\u201cDel resto \u2013 come sottolinea la curatrice,\u00a0<strong>Gabriella Belli\u00a0<\/strong>\u2013 ben pochi artisti italiani del Novecento hanno non solo eguagliato la potenza narrativa degli antichi Maestri come Vedova \u2013 \u00e8 ben noto il suo amore per Tintoretto \u2013 ma sono stati simbolo altrettanto forte e riconoscibile di quella generazione nata nel primo dopo guerra che, negli anni \u201940, nell\u2019incombenza del secondo conflitto mondiale e subi<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/05\/003-Rivoluzione-Vedova-M9-allestimento-foto-Vittorio-Pavan-e1683487443659.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-29536 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/05\/003-Rivoluzione-Vedova-M9-allestimento-foto-Vittorio-Pavan-e1683487443659.jpg\" alt=\"\" width=\"382\" height=\"255\" \/><\/a>to dopo la resa, ha saputo guidare l\u2019attenzione degli intellettuali e degli uomini di buona volont\u00e0 verso una incondizionata presa d\u2019atto delle atrocit\u00e0 delle dittature, fascismo, nazismo e stalinismo\u00a0<em>in primis<\/em>, e che tutt\u2019ora attraverso il loro straordinario lascito di opere, testimonianze documentali e il ricordo delle loro concrete battaglie di protesta per i diritti civili, per la pace, per la democrazia continuano a premere sulla coscienza collettiva\u201d.<\/p>\n<p><strong>La mostra racconta con centotrenta opere, tra installazioni e opere a parete, il punto di vista<\/strong><strong> di questo grande artista ed intellettuale<\/strong>, mettendoci a confronto, attraverso i suoi lavori, con i capitoli \u201ccaldi\u201d della nostra storia recente, dalle macerie della Seconda guerra mondiale agli avvenimenti della politica internazionale che hanno sconquassato il mondo negli anni Sessanta e Settanta e ben oltre, fino alle soglie del Duemila. Cadenzato da un allestimento progettato dallo studio di architettura\u00a0<strong>Alvisi Kirimoto<\/strong>, il percorso suggerisce al visitatore due livelli di lettura: da una parte grande protagonista \u00e8 la pittura, il gigantismo delle opere, la potenza del segno, la forza della materia, la risonanza della luce, dei bianchi e neri e del colore. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/05\/005-Rivoluzione-Vedova-M9-allestimento-foto-Vittorio-Pavan-e1683487473895.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-29537\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/05\/005-Rivoluzione-Vedova-M9-allestimento-foto-Vittorio-Pavan-e1683487473895.jpg\" alt=\"\" width=\"341\" height=\"227\" \/><\/a>Un\u2019epifania che ha la massima espressione nelle tre grandi installazioni, poste al centro dello straordinario spazio espositivo al terzo piano del museo, ben 1.300 metri quadrati: <em>Absurdes Berliner Tagebuch \u201964\u00a0<\/em>(1964),\u00a0<em>Tondi\u00a0<\/em>e\u00a0<em>Dischi\u00a0<\/em>(1985-1995),\u00a0<em>\u2026in continuum, compenetrazioni\/traslati \u201987\/\u201988\u00a0<\/em>(1987-1988). Dall\u2019altra parte \u00e8 il resoconto della storia a farsi protagonista con una decina di lavori disposti in sequenza cronologica, come tappe di una\u00a0<em>via crucis\u00a0<\/em>laica, sulle bianche pareti perimetrali della sala. Sono opere nate dall\u2019impellente necessit\u00e0 di Vedova di dare voce a quel \u201cmalessere tra l\u2019essere dentro questa societ\u00e0 e il volerne un\u2019altra\u201d (Emilio Vedova, 1968)\u00a0che ha scatenato le proteste\u00a0dilagate\u00a0in tutta Europa nel corso del cinquantennio passato, ora contro gli orrori del nazismo, ora per la Corea, ora contro la guerra in Vietnam, ora denunciando la Spa<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/05\/004-Rivoluzione-Vedova-M9-allestimento-foto-Vittorio-Pavan-e1683487498551.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-29538 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/05\/004-Rivoluzione-Vedova-M9-allestimento-foto-Vittorio-Pavan-e1683487498551.jpg\" alt=\"\" width=\"366\" height=\"244\" \/><\/a>gna di Franco, ora deprecando la guerra fratricida dei Balcani e l\u2019incendio della biblioteca di Sarajevo, al grido della profezia del poeta tedesco Heinrich Heine: \u201cL\u00e0 dove si bruciano i libri si finisce per bruciare anche gli uomini\u201d. Esempi di resistenza e protesta che ancora oggi ci fanno comprendere l\u2019importanza dell\u2019arte nel divenire di una societ\u00e0 civile e pi\u00f9 giusta.<\/p>\n<p>\u201cPer la prima mostra di arte contemporanea di M9 \u2013 sottolinea\u00a0<strong>Michele Bugliesi\u00a0<\/strong>presidente di\u00a0<strong>Fondazione M9\u00a0<\/strong>\u2013 era forse impossibile scegliere un artista pi\u00f9 contemporaneo di Emilio Vedova. Maestro veneziano ed esponente pi\u00f9 rappresentativo di una rivoluzione creativa iniziata nel ventesimo secolo e tuttora di grande modernit\u00e0 per la sua capacit\u00e0 di osservare e interrogare il presente attraverso quadri che, come lui stesso li chiamava, sono \u201cterritori d\u2019inchiesta\u201d. Una mostra importante, un progetto ambizioso che conferma la capacit\u00e0 del Museo e della Fondazione di Venezia di costruire collaborazioni di altissimo livello, e la volont\u00e0 di consolidare un percorso che porti M9 a instaurare un nuovo dialogo con il territorio e le sue comunit\u00e0, e al contempo a crescere quale riferimento di avanguardia a livello espositivo sul piano nazionale e internazionale\u201d.<\/p>\n<p>Nel percorso espositivo, che si apre lungo il corridoio del secondo piano del Museo per continuare al terzo, il pubblico trover\u00e0 esaustivi approfondimenti, materiali audio-visivi di grande interesse e molto efficaci per una comprensione del lavoro di Vedova nell\u2019occhio della storia, curati da\u00a0<strong>Twin Studio<\/strong>, Milano.<\/p>\n<p>Completa l\u2019allestimento una sala immersiva a cura di\u00a0<strong>Vitruvio<\/strong>, Bologna, che, nello spirito dell\u2019identit\u00e0 digitale di M9, promette un\u2019esperienza emozionale nel mondo gestuale e creativo di Vedova. Catalogo\u00a0<strong>Marsilio<\/strong>. L\u2019esposizione si avvale del patrocinio della\u00a0<strong>Regione del Veneto\u00a0<\/strong>e del\u00a0<strong>Comune di Venezia<\/strong> ed \u00e8 sostenuta in qualit\u00e0 di\u00a0<em>main sponsor\u00a0<\/em>da\u00a0<strong>Valore Cultura<\/strong>, il programma pluriennale di Generali per rendere l\u2019arte e la cultura accessibili a un pubblico sempre pi\u00f9 vasto e per valorizzare la comunit\u00e0 e i territori, e dal\u00a0<strong>Gruppo SAVE<\/strong>, sempre attento a promuovere iniziative culturali di rilievo. Hanno contribuito\u00a0<strong>Venezia Unica, AVA &#8211; Associazione Veneziana Albergatori\u00a0<\/strong>e, in qualit\u00e0 di\u00a0<em>official partner<\/em>,\u00a0<strong>Camera di Commercio di Venezia Rovigo\u00a0<\/strong>e\u00a0<strong>Trenitalia<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La grande mostra\u00a0Rivoluzione Vedova, ideata e progettata da\u00a0Fondazione Emilio\u00a0\u00a0e Annabianca Vedova\u00a0e coprodotta con\u00a0M9 &#8211; Museo del \u2019900\u00a0 \u00e8 aperta al pubblico dal\u00a05 maggio\u00a0\u00a0al 26 novembre 2023\u00a0al terzo piano del museo mestrino: un evento di eccezionale rilevanza, sia per il valore iconico delle opere esposte, sia per le scelte di allestimento capaci di coinvolgere il pubblico attraverso un approccio inclusivo. 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