{"id":29681,"date":"2023-05-20T19:49:41","date_gmt":"2023-05-20T19:49:41","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=29681"},"modified":"2023-05-20T19:49:41","modified_gmt":"2023-05-20T19:49:41","slug":"segno-parola-immagine-la-poesia-visiva-in-mostra-alla-fondazione-mudima-di-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2023\/05\/20\/segno-parola-immagine-la-poesia-visiva-in-mostra-alla-fondazione-mudima-di-milano\/","title":{"rendered":"Segno, parola, immagine. La poesia visiva in mostra alla Fondazione Mudima di Milano"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/05\/tomaso-binga-1-e1684611698286.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-29682\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/05\/tomaso-binga-1-e1684611698286.jpg\" alt=\"\" width=\"408\" height=\"278\" \/><\/a>La Fondazione Mudima ha inaugurato la mostra dal titolo\u00a0<em>L\u2019eredit\u00e0 dello scambio. Segno, parola, immagine\u00a0<\/em>a cura di Giacomo Zaza, con opere di\u00a0<strong>Nanni Balestrini,\u00a0Mirella Bentivoglio,\u00a0Tomaso Binga,\u00a0Ugo Carrega,\u00a0Luciano Caruso,\u00a0Giuseppe Chiari,\u00a0Betty Danon,\u00a0Ketty La Rocca,\u00a0Lucia Marcucci,\u00a0Magdalo Mussio,\u00a0Luciano Ori,\u00a0Stephanie Oursler,\u00a0Lamberto Pignotti,\u00a0Berty Skuber<\/strong>.<\/p>\n<p>Il titolo della mostra fa riferimento agli scambi perpetui che dagli anni Cinquanta in poi hanno caratterizzato una certa produzione artistica che afferisce al linguaggio, alla poesia, alla letteratura, e che ha generato degli spostamenti tra l\u2019immagine, il segno e la parola, creando spazi e tempi dalla valenza polisemantica. <strong>In questo senso, puntuale \u00e8 un assunto relativo al linguaggio pensato e scritto da Cesare Brandi: \u201cTesto letterario e testo<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/05\/EREDITA-scaled-1-e1684612100312.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-29683 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/05\/EREDITA-scaled-1-e1684612100312.jpg\" alt=\"\" width=\"416\" height=\"294\" \/><\/a> figurativo si pongono naturalmente come due formazioni parallele, indipendentemente dal fatto che insistano o no su uno stesso genotipo o per dirlo in modo meno formale ma pi\u00f9 corrente, sullo stesso contenuto\u201d.<\/strong> Ed \u00e8 proprio da qui che parte la riflessione sull\u2019idea di opera d\u2019arte come \u201clinguaggio oggetto\u201d che si sviluppa nella produzione di un gruppo di artisti e poeti attivi da diverse decadi, che fanno del linguaggio elemento chiave del loro operato, sia dal punto di vista del significante che da quello del significato.<br \/>\nQuello entro cui lavora ognuno degli artisti in mostra \u00e8 un ambito di confine, in cui la parola assume un ruolo centrale. La PAROLA non ha solo un valore etico, legato al significato e al messaggio che esso trasferisce, ma ha anche un valore estetico legato all\u2019aspetto, alla sua forma, al contesto entro il quale si colloca. Essa si dispiega sulla superficie come\u00a0graph\u00e8\u00a0e\u00a0phon\u00e8, linguaggio e voce, dichiarando la natura ibrida e \u201cmeta &#8211; orfica\u201d del segno. A volte entra in simbiosi con un\u2019immagine \u201ciconica\u201d (tratta dai media) per produrre nuovi rapporti e discorsi. Un processo di intersezione dai risvolti decisamente performativi.<br \/>\nL\u2019idea della mostra insiste su opere che possono essere valutate sul piano dell\u2019espressione e sul piano del contenuto. Gli artisti e le artiste presenti sono spesso anche poeti e poetesse e in questo senso i confini linguistici scompaiono o quantomeno si assottigliano ulteriormente in favore di nuovi territori. La parola rimane tale o diventa segno, ma continua a farsi portatrice di significati e di visioni (immagini che a loro volta sono altres\u00ec contenuto e forma).<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La Fondazione Mudima ha inaugurato la mostra dal titolo\u00a0L\u2019eredit\u00e0 dello scambio. Segno, parola, immagine\u00a0a cura di Giacomo Zaza, con opere di\u00a0Nanni Balestrini,\u00a0Mirella Bentivoglio,\u00a0Tomaso Binga,\u00a0Ugo Carrega,\u00a0Luciano Caruso,\u00a0Giuseppe Chiari,\u00a0Betty Danon,\u00a0Ketty La Rocca,\u00a0Lucia Marcucci,\u00a0Magdalo Mussio,\u00a0Luciano Ori,\u00a0Stephanie Oursler,\u00a0Lamberto Pignotti,\u00a0Berty Skuber. 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