{"id":29852,"date":"2023-06-04T20:18:59","date_gmt":"2023-06-04T20:18:59","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=29852"},"modified":"2023-06-04T20:18:59","modified_gmt":"2023-06-04T20:18:59","slug":"il-racconto-infinito-di-giuseppe-ravizzotti-sui-teleri-esposti-alla-fondazione-atm-di-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2023\/06\/04\/il-racconto-infinito-di-giuseppe-ravizzotti-sui-teleri-esposti-alla-fondazione-atm-di-milano\/","title":{"rendered":"Il racconto infinito di Giuseppe Ravizzotti  sui teleri esposti alla Fondazione ATM di Milano"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/06\/Cerco-un-incontro-ma-la-restituzione-sono-solo-domande-80x80cm-scaled-e1685909264260.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-29853\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/06\/Cerco-un-incontro-ma-la-restituzione-sono-solo-domande-80x80cm-scaled-e1685909264260.jpg\" alt=\"\" width=\"360\" height=\"359\" \/><\/a>Mi ha sorpreso non poco il lavoro contemporaneo dell\u2019artista Giuseppe Ravizzotti che\u00a0 troviamo in mostra alla Fondazione ATM di Milano, visitabile fino al 22 settembre 2023, \u00a0in una esposizione\u00a0 che \u00e8 un vero racconto infinito; e principalmente perch\u00e9 il suo racconto non ha bisogno di essere descritto a colori, visto che il colore potrebbe distrarre e camuffare la quotidianit\u00e0, ma grandi e piccoli teleri che argomentano<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/06\/e-poesiaancora-scaled-e1685909362178.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-29855 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/06\/e-poesiaancora-scaled-e1685909362178.jpg\" alt=\"\" width=\"365\" height=\"369\" \/><\/a> l\u2019esistenza \u00a0in bianco nero, com\u2019era d\u2019altronde era gi\u00e0 avvenuto nel grande momento del neorealismo italiano a ridosso \u00a0del secondo dopoguerra. Potremmo definirlo un &#8220;fotografo a matita&#8221;\u00a0<\/strong>come Paul Cadden, il disegnatore che riproduce a mano fotografie in primo piano con un grado di dettaglio incredibile. Dal volto delle sue donne, ai profughi, ai bambini, agli abiti, tutto nei ritratti di Ravizzotti appare assolutamente reale; al punto che le differenze tra il quadro e la fotografia sono impercettibili. Non tutti gli artisti si servono delle tecniche fotografiche per riprodurre alla perfezione la realt\u00e0.\u00a0 Chuk Close per esempio, nei suoi ritratti si serve intenzionalmente di fotografie sfocate oppure costruisce i volti sulla tela accostando tante piccole tessere di colore come se creasse un mosaico: in questo modo riesce a rappresentare l&#8217;impressione di un volto anche senza riprodurne esattamente la sembianza fisica. I volti sono rappresentati frontalmente e con uno sguardo vacuo ed inespressivo che cela l&#8217;anima della persona ritratta. Realismo e iperrealismo. Ravizzotti avviato verso un certo iperrealismo. \u00a0Il pittore austriaco\u00a0Gottfried Helnwein \u00e8 un pilastro dell&#8217;iperrealismo, e lo scopo principale dei suoi lavori \u00e8 la provocazione, anche con immagini forti e sconvolgenti. In particolar modo egli denuncia gli abusi sugli innocenti, per questo i soggetti pi\u00f9 rappresentati sono bambini (bambini soldato o vittime di violenza, pedofilia, guerra, povert\u00e0 ecc.), i suoi dipinti sembrano vere e proprie foto, caratterizzati da tanti dettagli (ad esempio ricami e cuciture dei vestiti); e una caratteristica di molti suoi dipinti \u00e8 la pelle molto bianca del soggetto, in contrasto con il sangue presente sul viso e sul corpo. Su queste linea Ravizzotti con la tematica femminile in primo piano, donne occidentali e straniere. <strong>Restano centrali le immagini di un racconto che incendia <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/06\/Giuseppe-RAvizzotti-artista-e1683142940387-774x420-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-29856\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/06\/Giuseppe-RAvizzotti-artista-e1683142940387-774x420-1.jpg\" alt=\"\" width=\"441\" height=\"239\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/06\/Giuseppe-RAvizzotti-artista-e1683142940387-774x420-1.jpg 774w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/06\/Giuseppe-RAvizzotti-artista-e1683142940387-774x420-1-300x163.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/06\/Giuseppe-RAvizzotti-artista-e1683142940387-774x420-1-768x417.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 441px) 100vw, 441px\" \/><\/a>il percorso artistico di Giuseppe Ravizzotti, immagini di limpida intelligenza, capaci di comunicazioni semplici e impiegate nella linea d\u2019una ricerca energica, di mirate allegorie, tra elementi cromatici chiaroscurali e architetture di segno, tracciati lirici e articolazioni formali che individuano ogni struttura delle opere e ne movimentano i fermenti che circoscrivono il senso delle immagini. Donne giovani e non, figure, profughi mossi in processione, madri, paesaggi di un tempo che diventa mito.<\/strong> Ogni opera va letta con lo stesso esame sentimentale e biografico, evocativo e dolente, grazie all\u2019inquietudine del segno e alla sua ripetibilit\u00e0 visionaria, estreme essenze emotive e circospezioni tematiche dentro cieli aperti e originali, ma anche di speranza. Potremmo senza dubbio dire che questo lungo e circoscritto racconto di Giuseppe Ravizzotti umanizza la materia, perch\u00e9 la fisionomia del mondo muove la suggestione di una figuralit\u00e0 che potrebbe dirsi profetica, la natura inventa s\u00e8 stessa a contatto con la qualit\u00e0 e l\u2019estasi, e l\u2019artista \u00e8 sempre pronto a cogliere le istanze della luce che in ogni opera vi ha calato, e non solo, e soprattutto i presentimenti della \u201ccondizione umana\u201d. Il gioco della luce anima e fa rifluire ossessivamente la visione della sol<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/06\/Prima-che-il-silenzio-diventi-insopportabile-210x150cm.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-29857 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/06\/Prima-che-il-silenzio-diventi-insopportabile-210x150cm.jpg\" alt=\"\" width=\"518\" height=\"369\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/06\/Prima-che-il-silenzio-diventi-insopportabile-210x150cm.jpg 626w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/06\/Prima-che-il-silenzio-diventi-insopportabile-210x150cm-300x214.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 518px) 100vw, 518px\" \/><\/a>itudine. La vaga trama del segno e i processi visivi che rimandano a Scanavino e accerchiano anche i canoni espressivi di Mathieu, esprimono una componente essenziale dell\u2019ansia di vivere, la descrizione dell\u2019esistenza. Il suo racconto \u00e8 una storia civile e umana, carica di oggettiva amaritudine, intrisa di concezione memoriale, che recuperano altamente le esigenze della coscienza.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Giuseppe Ravizzotti<\/strong> nasce a Vignale (No) nel 1960. Vive e lavora a Caltignaga \u2013 Novara. Inizia a dipingere nel 1982. Dopo una lunga pausa riprende la pittura nel 2006. Nel 2008 ha inizio il periodo pittorico che lo avvicina <em>all\u2019action painting di J. Pollock e all\u2019interpretazione pittorica dell\u2019espressionismo astratto di M. Rothko, De Kooning, Sam Francis, Motherwell, G. Richter, Corpora, E. Vedova<\/em>, lasciando spazio alla spontaneit\u00e0 del rapporto dell\u2019artista con l\u2019opera ed al privilegiato ruolo dell\u2019inconscio nel processo creativo. Ci\u00f2 che vuole comunicare con i colori, i tratti, la materia e la combinazione tra essa sono le proprie emozioni, le gioie e le sofferenze che da \u201cdentro\u201d escono prendendo forma attraverso il dipinto, in modo unico ed appassionato, fulcro della sua creativit\u00e0. Questa passione ed emozioni lo spingono a presentarsi al pubblico, per comunicare ed esprimere la propria anima, sperimentare che \u201c<em>anche le Forme Astratte devono assomigliare a Qualcosa\u201d.<\/em> Comincia ad esporre nel 2008. Nel 2011 sente il bisogno di proporre opere dal gesto figurativo pi\u00f9 dichiarato perch\u00e9 comprende che certe sensazioni, questioni intime, messaggi e sofferenze hanno bisogno di essere \u201clette\u201d ed \u201cespresse\u201d con \u201clinguaggi differenti dall&#8217;astratto\u201d, che certe vibrazioni devono essere codificate con \u201cfigure e forme conosciute\u201d. Ecco il perch\u00e9 del figurativo \u201ccontaminato\u201d, rigorosamente in Bianco e Nero, che non abbandona il dripping sempre presente \u201csotto alla figura\u201d come \u201csegno\u201d, \u201cgraffio\u201d, \u201ctaglio\u201d, \u201canima\u201d. E\u2019 il bisogno di esplorare il corpo e di esprimere attraverso il linguaggio del corpo sensazioni forti, messaggi e provocazioni, respiri sospesi, quasi a dire in un reciproco ma comprensibile messaggio silenzioso, ecco, io sono cos\u00ec. Un filone pittorico, che accoglie echi che giungono dall&#8217;altra dimensione dell\u2019universo interiore, quella da cui affiora una peculiare dimensione poetica. Parallelamente all\u2019attivit\u00e0 di pittore, dal 2011 si esibisce in Live Performances esplorando l\u2019improvvisazione gestuale accompagnato da musica dal vivo, dando vita ad opere di grandi dimensioni composte da un insieme costituito tra i 200 ed i 400 tasselli ognuno di dimensioni 10x10cm, unici, autenticati, numerati e firmati di pugno. Gesto &amp; Musica. Piccole opere che diventano ognuna \u201cparte del tutto\u201d. Ha tenuto collettive a Firenze, Milano, Roma, Spotorno, Fucecchio, Novara, Savigliano, Torino, Punta Ala, Moniga del Garda, Capri, Oleggio, ecc.\u00a0 Ha tenuto personali a Milano, Novara, Livorno, Rho, Bologna, Trieste Galliate, Spongano, e Firenze. Nell\u2019aprile 2022 \u00e8 l\u2019illustre Storico dell\u2019Arte Prof. Carlo Franza, ad invitarlo a tenere una mostra personale dal titolo \u201cNarrazioni dell\u2019oggi\u201d al Plus Florence di Firenze nel Progetto \u201cScenari\u201d. Ed \u00e8 ancora il Prof. Carlo Franza ad invitarlo nel Progetto \u201cDisseminazione monumentale a Venezia\u201d in occasione della 59ma Biennale d\u2019Arte di Venezia nel 2022. Nel 2023 una sua mostra dal titolo \u201cUn racconto infinito\u201d si tiene alla Fondazione ATM di Milano nel Progetto Nuovo Atlante delle Arti-Tredici, presentata dal Prof. Carlo Franza.\u00a0\u00a0 Presente su quotidiani, riviste e diverse trasmissioni televisive. I suoi lavori sono stati passati in Aste Ufficiali. Della sua pittura si sono interessati vari critici.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Mi ha sorpreso non poco il lavoro contemporaneo dell\u2019artista Giuseppe Ravizzotti che\u00a0 troviamo in mostra alla Fondazione ATM di Milano, visitabile fino al 22 settembre 2023, \u00a0in una esposizione\u00a0 che \u00e8 un vero racconto infinito; e principalmente perch\u00e9 il suo racconto non ha bisogno di essere descritto a colori, visto che il colore potrebbe distrarre e camuffare la quotidianit\u00e0, ma grandi e piccoli teleri che argomentano l\u2019esistenza \u00a0in bianco nero, com\u2019era d\u2019altronde era gi\u00e0 avvenuto nel grande momento del neorealismo italiano a ridosso \u00a0del secondo dopoguerra. 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