{"id":29942,"date":"2023-06-14T21:06:37","date_gmt":"2023-06-14T21:06:37","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=29942"},"modified":"2023-06-14T21:06:37","modified_gmt":"2023-06-14T21:06:37","slug":"la-tebaide-in-santa-maria-della-scala-a-siena-il-restauro-di-un-capolavoro-del-trecento-della-compagnia-dei-disciplinati-della-madonna-sotto-le-volte-dello-spedale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2023\/06\/14\/la-tebaide-in-santa-maria-della-scala-a-siena-il-restauro-di-un-capolavoro-del-trecento-della-compagnia-dei-disciplinati-della-madonna-sotto-le-volte-dello-spedale\/","title":{"rendered":"La Tebaide in Santa Maria della Scala a Siena. Il restauro di un capolavoro del Trecento della Compagnia dei Disciplinati della Madonna sotto le volte dello Spedale."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/06\/IMMAGINE-LOCANDINA-e1686775984936.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-29943\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/06\/IMMAGINE-LOCANDINA-e1686775984936.jpg\" alt=\"\" width=\"340\" height=\"483\" \/><\/a>La Societ\u00e0 di Esecutori di Pie Disposizioni, erede della compagnia dei Disciplinati di Santa Maria sotto le volte dello Spedale, uno dei pi\u00f9 antichi e importanti sodalizi confraternali senesi le cui origini risalgono alla fine del Duecento, ha ancora la sua sede storica,<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/06\/volta-tagliata_vista2-e1686776028471.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-29944 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/06\/volta-tagliata_vista2-e1686776028471.jpg\" alt=\"\" width=\"293\" height=\"440\" \/><\/a> utilizzata fino ai primi anni del Novecento, all\u2019ottavo livello (-3 sotto il piano stradale) del complesso monumentale dello Spedale Santa Maria della Scala, costituita dall\u2019oratorio e sagrestia, dalla sala del Consiglio e da altri locali, inseriti nel percorso museale del Santa Maria. Una ripida scala sette-ottocentesca congiunge l\u2019area della Corticella (-2s) alla compagnia dei Disciplinati (-3s) al piano sottostante attraversando un ambiente dalla struttura irregolare, che \u00e8 completamente affrescato con il ciclo della\u00a0<em>Tebaid<\/em>e, cosiddetta perch\u00e9 ambientata nel deserto di Tebe in Egitto.<\/strong><\/p>\n<p>Tra il 1999 e il 2000 durante i lavori di ristrutturazione funzionale e di restauro dello Spedale per destinarlo a centro museale su progetto dell\u2019arch. Guido Canali sono stati rinvenuti casualmente sulle pareti e sulla volta di questo ambiente eccezionali affreschi a monocromo, a prevalente terra rossa e gialla, distribuiti su tre registri con storie di vita dei primi Padri della Chiesa, un tema celebrativo del mondo eremitico di consolidata tradizione figurativa medievale in virt\u00f9 della diffusione dei testi di Jacopo da Varazze e della volgarizzazione della vita dei Padri del deserto di fra\u2019 Domenico Cavalca. Il precedente pi\u00f9 celebre \u00e8 la T<em>ebaide<\/em>\u00a0dipinta nel Camposanto di Pisa da Buonamico Buffalmacco intorno al 1336 circa. La vita degli eremiti dedicata alla preghiera, alla penitenza, al lavoro nei campi e alle opere di misericordia costituiva un esempio di spiritualit\u00e0 da seguire. Nel ciclo senese sono rappresentate le attivit\u00e0 lavorative nei campi (<em>parete<\/em>\u00a0sud), dall\u2019aratura alla mietitura, dalla cura dell\u2019orto con la vangatura, la zappatura e la messa a dimora delle piantine poi i momenti di preghiera e di\u00a0 meditazione, il rapporto pacifico con gli animali e la natura, le opere di carit\u00e0 come il seppellimento dei morti, assistenza agli ammalati perfino le tentazioni fino agli episodi dedicati a importanti santi eremiti come San Paolo, Sant\u2019Antonio abate, San Girolamo e la penitente Santa Maria egiziaca.\u00a0 Questi ultimi affreschi, collocati nella volta e nelle pareti del vano al di l\u00e0 della scalinata, riscoperti rimuovendo il controsoffitto e vari strati di scialbature a calce, sono i dipinti pi\u00f9 degradati e frammentari. I murali sopra la scala presentano invece un buono stato di conservazione perch\u00e9 non sono mai stati <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/06\/9-rotated.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-29945\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/06\/9-rotated.jpg\" alt=\"\" width=\"281\" height=\"421\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/06\/9-rotated.jpg 554w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/06\/9-200x300.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 281px) 100vw, 281px\" \/><\/a>imbiancati ma nascosti nell\u2019 intercapedine sopra la volta a botte della scalinata, che \u00e8 stata parzialmente rimossa. Si apprezza cos\u00ec la qualit\u00e0 straordinaria dei dipinti con storie di anacoreti realizzate con sapiente gusto narrativo e una efficace caratterizzazione dei volti dei personaggi e con la resa plastica vigorosa dei corpi<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/06\/10-rotated.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-29946 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/06\/10-rotated.jpg\" alt=\"\" width=\"310\" height=\"464\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/06\/10-rotated.jpg 554w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/06\/10-200x300.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 310px) 100vw, 310px\" \/><\/a> ammantati degli anacoreti.<\/p>\n<p>Il paesaggio non \u00e8 brullo ma abitato da alberi a larga chioma con fronde luminose e da grotte, cappelle e chiese allungate in una prospettiva empirica ma con una attenzione speciale ai particolari costitutivi. Sono esemplificative in tal senso alcune scene: i due eremiti che incontrano i giovani cacciatori beffardi e gaudenti; i due monaci che cercano di convincere l\u2019anacoreta barbuto dubbioso della reale presenza di Cristo nell\u2019Eucarestia che nell\u2019atteggiamento di raccoglimento e di preghiera indica che ha compreso la verit\u00e0 di fede; altri due monaci che soccorrono un eremita morente all\u2019ingresso di una grotta poi scoprono che si tratta di una donna travestita da monaco; il barcaiolo con i capelli al vento che trasporta un vecchio monaco barbuto e accigliato<em>.<\/em><\/p>\n<p><strong>Il ciclo della Tebaide conservato in uno degli ambienti di pertinenza della Societ\u00e0 di Esecutori di Pie Disposizioni rappresenta una delle pi\u00f9 importanti scoperte dell\u2019ultimo ventennio dello straordinario patrimonio artistico senese custodito nel grande complesso monumentale dell\u2019antico Spedale. Nel primo studio su questo ciclo figurativo (2001) lo storico dell\u2019arte Alessandro Bagnoli ritenne prudentemente di presentare i dipinti come opere di un anonimo \u2018Maestro della Tebaide\u2019, pittore che aveva fatto tesoro dell\u2019insegnamento di Ambrogio e Pietro Lorenzetti e poteva corrispondere all\u2019attivit\u00e0 del giovane Lippo Vanni o a quella di Niccol\u00f2 di ser Sozzo e pure a quella del cosiddetto Secondo Maestro di Sant\u2019Eugenio.<\/strong> Successivamente (2009) lo stesso studioso ha attribuito i dipinti murali a Lippo Vanni, pittore che \u00e8 noto a partire dal <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/06\/11.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-29947\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/06\/11.jpg\" alt=\"\" width=\"341\" height=\"511\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/06\/11.jpg 554w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/06\/11-200x300.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 341px) 100vw, 341px\" \/><\/a>1341 come miniatore per lo Spedale e per i libri di coro dell\u2019Opera del Duomo e della collegiata di San Gimignano. La Tebaide si pu\u00f2 datare ai primi anni quaranta del Trecento, in particolare tra il 1341 e il 1345, prima della grande peste del 1348, per l\u2019abbigliamento dei due giovani ricchi e baldanzosi che testimonia il mutamento della moda avvenuto proprio in quegli anni (Bagnoli 2001)<em>.<\/em><\/p>\n<p>Dopo venti anni dalla scoperta e vari tentativi di reperire i fondi necessari per il recupero del ciclo pittorico finalmente si procede al restauro e alla<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/06\/volta-tagliata_vista0.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-29948 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/06\/volta-tagliata_vista0.jpg\" alt=\"\" width=\"311\" height=\"467\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/06\/volta-tagliata_vista0.jpg 480w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/06\/volta-tagliata_vista0-200x300.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 311px) 100vw, 311px\" \/><\/a> valorizzazione di tutto l\u2019ambiente con il\u00a0<em>restyling<\/em>\u00a0della scala con un nuovo parapetto in vetro e acciaio\u00a0 grazie al generoso sostegno finanziario di mr. Robert Cope, presidente della Fondazione Vaseppi, mecenate inglese appassionato dell\u2019arte italiana e gi\u00e0 da alcuni anni impegnato nella salvaguardia del nostro patrimonio culturale (finanziamento del restauro del trittico dell\u2019Incoronazione della Vergine di Taddeo di Bartolo a Montepulciano, contributo agli scavi archeologi del Bagno Grande di San Casciano Bagni).<\/p>\n<p>Il progetto della Tebaide ha visto nel 2021-2022 una fase propedeutica di indagine archeologica curata dall\u2019archeologo Alberto Agresti con la rimozione dei numerosi detriti dietro il parapetto della scala attuale probabilmente depositati al tempo della sua costruzione dopo la seconda met\u00e0 del Settecento, con esiti molto rilevanti. Sono emersi: a) resti della prima rampa della scala trecentesca contemporanea agli affreschi, costituita da 13 gradini in laterizio, che saliva addossata alla parete est fino a un pianerottolo da cui partiva la nuova rampa in direzione ovest;\u00a0 negli studi recenti (Gabbrielli 2018, 2021) sono gi\u00e0 state rilevate le tracce di questa scala nel piccolo vano del sottoscala\u00a0 con dipinti alle pareti coevi al ciclo pittorico trecentesco); \u00a0b) ritrovamento di nuovi dipinti\u00a0 murali sulla parete nord\u00a0 e sulla volticina (monaco orante del ciclo della Tebaide e figura con aureola, cielo stellato) e sulla parete est, su cui erano addossati i detriti, una sorta di finta balaustra graffita e dipinta a specchi marmorei che segue\u00a0 l\u2019andamento della scala antica, \u00a0la sagoma di un grande arco tamponato, comparso sotto le pitture trecentesche della stessa parete est, forse corrispondente all\u2019accesso primitivo duecentesco dell\u2019oratorio dei Disciplinati (vedi scheda tecnica allegata di Alberto Agresti)<em>.<\/em>\u00a0Queste nuovi elementi <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/06\/6-e1686776361599.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-29949\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/06\/6-e1686776361599.jpg\" alt=\"\" width=\"338\" height=\"415\" \/><\/a>architettonici e pittorici aprono nuove prospettive e potranno contribuire a chiarire la conformazione originaria della sala della Tebaide e la sua destinazione primitiva, al momento ritenuta \u201cuna sorta di anticappella o comunque un andito di accesso a locali pi\u00f9 interni\u201d della antica compagnia dei Disciplinati (Corsi 2016).<\/p>\n<p>Il restauro degli affreschi e della scala con progetto approvato dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Siena, Grosseto e Arezzo, cui<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/06\/5-e1686776413209.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-29950 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/06\/5-e1686776413209.jpg\" alt=\"\" width=\"277\" height=\"421\" \/><\/a> spetta la vigilanza sull\u2019esecuzione delle opere, \u00e8 gi\u00e0 iniziato e sar\u00e0 completato, salvo imprevisti, entro un anno, alla fine della primavera del 2024. Il restauro degli affreschi \u00e8 stato affidato a Massimo Gavazzi, restauratore di comprovata professionalit\u00e0, con la collaborazione di Luca Bellaccini, la direzione dei lavori all\u2019architetto Alessandro Bagnoli, la direzione artistica alla storica dell\u2019arte Laura Martini.<\/p>\n<p><strong>Per coadiuvare l\u2019attivit\u00e0 di ricerca e restauro \u00e8 stata costituita una commissione scientifica della quale fanno parte tre docenti del Dipartimento di Scienze storiche e dei Beni culturali dell\u2019Universit\u00e0 degli studi di Siena (Alessandro Bagnoli, Fabio Gabbrielli, Michele Pellegrini).<\/strong><\/p>\n<p>Con le recenti scoperte e il restauro di questo capolavoro dell\u2019arte senese si avvia una nuova fase di studi che verosimilmente condurr\u00e0 a far luce sul programma iconografico, sulla funzione originaria del vano affrescato e sulla sua committenza, aggiungendo nuovi capitoli alla ricchissima e complessa storia del Santa Maria della Scala e delle istituzioni che in essa ancora convivono.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La Societ\u00e0 di Esecutori di Pie Disposizioni, erede della compagnia dei Disciplinati di Santa Maria sotto le volte dello Spedale, uno dei pi\u00f9 antichi e importanti sodalizi confraternali senesi le cui origini risalgono alla fine del Duecento, ha ancora la sua sede storica, utilizzata fino ai primi anni del Novecento, all\u2019ottavo livello (-3 sotto il piano stradale) del complesso monumentale dello Spedale Santa Maria della Scala, costituita dall\u2019oratorio e sagrestia, dalla sala del Consiglio e da altri locali, inseriti nel percorso museale del Santa Maria. 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