{"id":30037,"date":"2023-06-27T19:48:59","date_gmt":"2023-06-27T19:48:59","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=30037"},"modified":"2023-06-27T19:49:10","modified_gmt":"2023-06-27T19:49:10","slug":"gli-anni-fauves-in-collaborazione-con-il-musee-dart-moderne-de-paris-alla-fondation-pierre-gianadda-a-martigny-suisse","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2023\/06\/27\/gli-anni-fauves-in-collaborazione-con-il-musee-dart-moderne-de-paris-alla-fondation-pierre-gianadda-a-martigny-suisse\/","title":{"rendered":"Gli anni Fauves in collaborazione con il Mus\u00e9e d\u2019Art moderne de Paris alla Fondation Pierre Gianadda a Martigny\/Suisse"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/06\/g2iZqHMQ-e1687894458357.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-30038\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/06\/g2iZqHMQ-e1687894458357.png\" alt=\"\" width=\"405\" height=\"567\" \/><\/a>Dal 7 luglio 2023 al 21 gennaio 2024 la Fondation Pierre Gianadda propone la mostra <em>Les ann\u00e8es Fauves,<\/em> che con un centinaio di opere provenienti dal Mus\u00e9ed\u2019Art modern di Parigi, vari musei francesi e collezioni private riempir\u00e0 le pareti della fondazione di colori sgargianti.<\/strong><\/p>\n<p>Al Salon d\u2019Automne\u00a0del 1905 un gruppo di pittori espose opere in cui si esaltava il colore puro: questo eccesso cromatico sciocc\u00f2 il pubblico e Lous Vauxcelles, scoprendo un busto di fanciullo all&#8217;italiana dello scultore Albert Marque, esclam\u00f2: \u201cDonatello parmi les fauves\u201d (Donatello tra le belve!)\u00a0 Da questa frase deriv\u00f2 la denominazione del Fauvismo, il primo movimento d\u2019avanguardia del XX secolo: un\u2019avanguardia senza regole e divieti. Matisse, Manguin, Derain, Vlaminck, Rouault, Marquet, Dufy, Braque etc. fecero parte di questo movimento di liberazione delle tonalit\u00e0.<\/p>\n<p>Le opere esposte illustrano la tecnica pittorica utilizzata dai Fauve,\u00a0grazie alla quale si realizza la costruzione dello spazio mediante il colore puro, con forme dai colori uniformi e definite, con sfumature non \u201cdescrittive\u201d ma \u201cespressive\u201d in cui i contrasti cromatici sostituiscono la prospettiva.\u00a0 Nei volti il modellato viene rimosso e sostituito con sfumature pienamente libere e lontane dalla realt\u00e0. Insomma: la sensazione fa a gara con l&#8217;emozione.<\/p>\n<p>La Senna e i villaggi di Chatou, di Collioure, d\u2019Argenteuil\u00a0 e la Normandia sono tra i paesaggi dipinti dai Fauves. Le statuette africane esposte in mostra dimostrano inoltre l\u2019influenza di questa arte esotica sugli ateliers dei Fauve. Alcuni artisti si aprono anche alle innovazioni come la ceramica, di cui si possono osservare in mostra alcuni esemplari. Gli inventori del Fauvismo creano con \u201cun\u2019energia\u00a0vitale\u201d, un fuoco d\u2019artificio nel concerto dell\u2019arte del XX secolo. La mostra \u00e8 prodotta in collaborazione con il\u00a0 Mus\u00e9e d\u2019Art moderne de Paris, Paris Mus\u00e9es.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/06\/gianadda2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-30039 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/06\/gianadda2.jpg\" alt=\"\" width=\"161\" height=\"200\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>In collaborazione con il Mus\u00e9e d\u2019Art moderne de Paris, Paris Mus\u00e9es, la Fondation Pierre Gianadda ha il privilegio di presentare oltre un centinaio di opere provenienti dalla collezione del museo parigino e da altri musei francesi, come il Mus\u00e9e national d\u2019art moderne Centre Pompidou, il Mus\u00e9e Paul Dini o il Mus\u00e9e des Beaux-Arts di Bordeaux e da collezioni private. Dipinti, sculture e ceramiche emblematiche degli anni fauves riempiranno le pareti della fondazione di colori sgargianti.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il colore portato al parossismo. <\/strong>Una mostra che guarda al Fauvismo, il primo movimento d\u2019avanguardia del XX secolo, un movimento che fu guidato da Henri Matisse affiancato da un gruppo di pittori, tra cui Henri Manguin, Andr\u00e9 Derain, Maurice de Vlaminck, Charles Camoin, Georges Rouault e Albert Marquet.\u00a0 Questi artisti esposero le loro opere nella sala VII del Salon d&#8217;Automne nel 1905 in reazione alle effimere variazioni dell&#8217;atmosfera e le vibrazioni instabili della luce dei quadri impressionisti, &#8220;scrollandosi dalla tirannia del Divisionismo&#8221;.<\/p>\n<p>Riguardo a certi paesaggi portati al massimo della loro intensit\u00e0 con i loro toni esaltati, Matisse: dichiar\u00f2 che \u201c\u2026bisognerebbe venire a mettere il sole dietro la tela\u201d.\u00a0 Questi giovani artisti portavano al parossismo la lezione di Van Gogh esaltando il colore puro. Un eccesso che scaten\u00f2 le ire del pubblico e della critica d&#8217;arte, che attaccarono violentemente questi nuovi pittori.\u00a0 Il critico Louis Vauxcelles, scoprendo nella suddetta stanza un busto di fanciullo all&#8217;italiana dello scultore Albert Marque, esclam\u00f2: \u201cDonatello parmi les fauves\u201d (Donatello tra le belve!)<\/p>\n<p><strong>Da qui la denominazione del Fauvismo, un\u2019avanguardia senza regole e divieti. A Parigi, all\u2019epoca luogo di richiamo per artisti di tutta Europa, questa giovane generazione di artisti formatisi all\u2019Ecole des Beaux-Arts o in liberi atelier, conduce questa lotta innovativa dall\u2019estetica rivoluzionaria.<\/strong> A questo primo nucleo di fauves, che tra il 1905 e il 1908, dipinse a Collioure, sulla costa della Normandia, a Saint-Tropez e a L&#8217;Estaque, si unirono giovani pittori di Le Havre: Emile Othon Friesz, Raoul Dufy, Georges Braque, poi Kees van Dongen dai Paesi Bassi e Pierre Girieu, che parteciparono a questo grande riscatto delle tonalit\u00e0 dei colori.\u00a0 A questi artisti possono essere associati altri pittori come Louis Andr\u00e9 Valtat, Jean Metzinger, Robert Delaunay, Etienne Terrus, Maurice Marinot e il giovane Auguste Herbin molto presenti nei momenti chiave dell&#8217;evoluzione del fauvismo o in occasione dei Salon des Ind\u00e9pendants o del Salon d&#8217;Automne. Picasso, di cui due opere sono presenti in mostra, ebbe stretti contatti con i Fauves; egli osserva da vicino Matisse e Derain e si confronta con le loro ricerche in relazione al suo periodo rosa. \u00c8 inoltre vicino a Kees van Dongen al Bateau Lavoir, condividendo con lui una tematica carica di similitudini.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/06\/Raoul-Dufy_Les-regates_Paris-Musees-_Musee-dArt-moderne-de-Paris-\u00a9-2023-ProLitteris-Zurich-1068x881-1-e1687894815429.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-30041\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/06\/Raoul-Dufy_Les-regates_Paris-Musees-_Musee-dArt-moderne-de-Paris-\u00a9-2023-ProLitteris-Zurich-1068x881-1-e1687894815429.jpg\" alt=\"\" width=\"396\" height=\"327\" \/><\/a>Senza ombre il dipinto diventa una superficie completamente luminosa. <\/strong>Con questa nuova tecnica pittorica, si realizza la costruzione dello spazio mediante il colore puro, con forme dai colori uniformi e definite, con sfumature non \u201cdescrittive\u201d ma \u201cespressive\u201d in cui i contrasti cromatici sostituiscono la prospettiva.\u00a0 Nei volti il \u200b\u200bmodellato viene rimosso e sostituito con sfumature pienamente libere e lontane dalla realt\u00e0. Insomma: la sensazione fa a gara con l&#8217;emozione. Nelle tele di alcuni artisti \u00e8 ancora utilizzato il tocco a mosaico, derivato dal neoimpressionismo, come lo praticava Matisse.<strong>\u00a0 <\/strong>Lo stridore dei rossi, dei verdi e degli arancioni presenti negli oli dei Fauves, esprime &#8220;i fuochi dell&#8217;estate&#8221; e l&#8217;audacia delle composizioni.<\/p>\n<p><strong>Alcuni temi propri del Fauvismo. <\/strong>La Senna e i villaggi di Chatou, Pecq, Argenteuil e anche la Normandia fanno parte dei paesaggi accesi dei Fauves, come pure la rappresentazione della citt\u00e0 e della strada adornata con l&#8217;esposizione di bandiere e di stendardi. E non dimentichiamo il fascino della notte, dei cabaret e dei circhi parigini da cui prendono vita \u00a0le &#8220;ragazze&#8221; o gli &#8220;ubriaconi&#8221; di Georges Rouault, le prostitute e gli acrobati di Picasso o Van Dongen. Tutto questo piccolo mondo notturno che rispecchia l&#8217;atmosfera all&#8217;epoca della Butte Montmartre. E ancora, il nudo, il ritratto e la modella in studio trattati con lo stesso ardore inebriante di un cromatismo portato all&#8217;estremo. E, per finire, le bagnanti di Ludwig Kirchner che riecheggiano quelle sgargianti di Matisse o di Vlaminck.<\/p>\n<p><strong>Il ruolo dell\u2019esotico<\/strong>. Derain si meraviglia delle sculture dell&#8217;Oceania del British Museum \u201cespressivamente sconvolgenti\u201d. Il vigoroso realismo di questa statuaria africana e di altri paesi lontani, con la sua semplificazione estetica, la sua scomposizione anatomica, i suoi canoni antagonistici di bellezza rispetto all&#8217;arte classica si riversa nelle botteghe dei Fauves portando un &#8220;linguaggio universale&#8221;. L&#8217;esotismo si unisce cos\u00ec all&#8217;universalit\u00e0 della creazione. Diverse sculture provenienti da diverse regioni dell&#8217;Africa e della Nuova Guinea sono presentate in mostra a dimostrazione della loro influenza sull&#8217;arte europea. Lontano dall&#8217;etnocentrismo occidentale con Derain, Vlaminck e Matisse che acquisirono sculture, statuette e maschere da Gabon, Congo, Benin, Oceania ecc. da cui hanno poi tratto ispirazione.<\/p>\n<p><strong>La pratica multidisciplinare dei Fauves: la ceramica. <\/strong>I Fauves furono aperti alle innovazioni tecniche e multiculturali: la ceramica in particolare ha conosciuto una rinascita all&#8217;inizio del XIX secolo e a contatto con scoperte archeologiche e altre ispirazioni alcuni artisti si dedicarono alla pittura su ceramica. Fu con il ceramista Andr\u00e9 Metthey che si formarono in questa nuova espressione artistica e la collaborazione con lui diede vita alla Scuola di Asni\u00e8res. Gli artisti fauve dimostrano la loro attrazione verso questo processo in creazioni esemplari come piatti o vasi, firmati Vlaminck o Derain. C\u00e9cile Debray dichiara che: \u201cIl Salon d&#8217;Automne offre un quadro favorevole per la<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/06\/Matisse-Henri_Lorette-a-la-tasse-de-cafe.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-30042 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/06\/Matisse-Henri_Lorette-a-la-tasse-de-cafe.jpg\" alt=\"\" width=\"548\" height=\"338\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/06\/Matisse-Henri_Lorette-a-la-tasse-de-cafe.jpg 794w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/06\/Matisse-Henri_Lorette-a-la-tasse-de-cafe-300x185.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/06\/Matisse-Henri_Lorette-a-la-tasse-de-cafe-768x474.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 548px) 100vw, 548px\" \/><\/a> riabilitazione di quest&#8217;arte e la sua introduzione nei circoli artistici&#8221;. Queste creazioni testimoniano un altro aspetto del fauvismo e completano questa mostra in modo molto arricchente.<\/p>\n<p><strong>Alcune opere esposte. Matisse <\/strong>(1869-1954), figura di spicco del XX secolo, prese lezioni da Gustave Moreau a Parigi e divenne il protagonista del fauvismo. Il suo <em>Paysage de Saint-Tropez au cr\u00e9puscule\u00a0 \/ Paesaggio di Saint-Tropez al crepuscolo<\/em> (olio su cartone del 1904) \u00e8 realizzato a fasce colorate dove il blu passa dall&#8217;oltremare all&#8217;azzurro per terminare con un cielo acquamarina attraversato da nuvole viola. Con ampie pennellate riduce radicalmente gli alberi dando loro l&#8217;aspetto di fantasmi!<\/p>\n<p><strong>Derain<\/strong> (1880-1954) conosce Matisse e Vlaminck all&#8217;Accademia Carri\u00e8re e a Collioure: innova con i colori puri. Affascinato dall&#8217;arte africana, egli punta all\u2019essenziale e semplifica le forme come <em>in Trois personnages assis dans l\u2019herbe<\/em> <em>\/ Tre personaggi sedute sull&#8217;erba<\/em> (olio su tela, 1906). Un trattamento a stesure piatte per il verde dell&#8217;erba in contrasto con l&#8217;azzurro del cielo e i protagonisti raccontati con pochi tratti in colori dissonanti in rapporto con quelli complementari.<\/p>\n<p>La scoperta della pittura di Van Gogh porta <strong>Maurice de Vlaminck<\/strong> (1876-1958) ciclista, musicista, giornalista anarchico, alla pittura. \u00c8 considerato il fauve pi\u00f9 \u201cradicale\u201d, come ben documenta <em>Berges de la Seine \u00e0 Chatou<\/em> <em>\/ Rive della Senna a Chatou<\/em> (olio su tela, 1906), un tema che affronta con i colori puri. Pennellate energiche traducono una natura in movimento conferendole un aspetto sismico.<\/p>\n<p>Il fauvismo ebbe come riferimento i luoghi di Chatou, Collioure o l&#8217;Estaque, ma un polo si svilupp\u00f2 anche a Le Havre con tre normanni che si avvicinarono ai Fauves: Othon Friesz, Raoul Dufy e Georges Braque. Le Havre, con la sua intensa attivit\u00e0 portuale e i suoi cieli mutevoli, fu fonte di ispirazione per questi giovani artisti.<\/p>\n<p>In particolare con <em>Les r\u00e9gates<\/em> <em>\/ Le regate<\/em> (olio su tela, 1907-1908), <strong>Dufy<\/strong> (1877-1953) offre\u00a0 un esempio di questa febbrile attivit\u00e0 marinara gestita con un cromatismo sorprendente e rapidi schizzi di appassionati affacciati dalle rive per ammirare le barche veleggianti nel mare. Il colore piatto circondato dal nero comprova l&#8217;adesione di Dufy al fauvismo. <strong>Braque<\/strong> (1882-1963) attratto dal Sud, dipinge a L&#8217;Estaque sulle orme di C\u00e9zanne, poi, sedotto dalla luce abbagliante del Mediterraneo, pennella <em>Le golfe des Lecques \/ Il Golfo di Lecques<\/em> (olio su tela, 1907). Con una veduta a volo d&#8217;uccello, i piani si dispiegano frontalmente con il giallo intenso della pineta, il blu cobalto del mare e, a chiudere l&#8217;orizzonte, i contorni delle montagne colorati e contornati di nero. Un cielo dai toni infuocati chiude questa composizione.<\/p>\n<p>Ben diversa \u00e8 la situazione con <strong>Henri Manguin<\/strong> (1874-1949) considerato \u201cpittore della felicit\u00e0\u201d, amico di Matisse e Camoin. Pratica un fauvismo meno assoluto dei suoi contemporanei e pu\u00f2 gestire la sua pittura senza preoccupazioni finanziarie, a differenza di altri artisti che seguono il fauvismo. Dal 1905 trascorre le sue estati a Villa Demi\u00e8re a Malteribes vicino a Saint-Tropez. Qui Manguin firma <em>La femme \u00e0 la grappe \/ La donna con l\u2019uva <\/em>(olio su tela, 1905, Fondation Pierre Gianadda) in cui sua moglie Jeanne, in posizione frontale, aggraziata e naturalistica, regge un grappolo d&#8217;uva scura che contrasta con i bianchi tenui esaltati dai toni del blu. La sciarpa che fa da contrappunto con il grappolo \u00e8 proposta in un audace blu notte. L&#8217;ambiente che accoglie la donna \u00e8 rappresentato con tocchi morbidi, dove si confrontano colori caldi e colori freddi. Manguin, offre un lavoro raffinato e avvincente. <strong>Auguste Herbin<\/strong> (1882-1960), formatosi all\u2019\u00c9cole des Beaux-Arts di Lille, si trasfer\u00ec a Parigi nel 1901. Un soggiorno in Corsica gli rivel\u00f2 la luce mediterranea e modific\u00f2 la sua pittura in direzione fauve. Con <em>Bruges<\/em> (acquerello su carta, 1907) adotta il cromatismo espressivo dei fauves, la semplificazione delle forme e la presa di distanza dalla realt\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Louis Andr\u00e9 Valtat<\/strong> (1869-1952), fu ammesso all&#8217;Ecole des Beaux-Arts di Parigi all&#8217;et\u00e0 di 17 anni e poi complet\u00f2 la sua formazione all&#8217;Acad\u00e9mie Julian. Trasferitosi in un atelier ad Anth\u00e9or, visita Renoir mentre Cagnes gli ispira questo <em>Paysage de Cagnes \/ Paesaggio di Cagnes<\/em> (olio su cartone, 1898). In quest\u2019opera Valtat anticipa il fauvismo dipingendo un quadro con tocchi come bastoncini che attraversano il cielo in modo dinamico. I tronchi viola degli alberi testimoniano il desiderio di allontanarsi dal colore originale mentre il terreno viene trattato in modo decorativo come avverr\u00e0 in piena stagione fauve.<\/p>\n<p><strong>Cartucce di dinamite. <\/strong>Le pareti della Fondation Pierre Gianadda si incendiano con le &#8220;cartucce di dinamite&#8221; di Vlaminck e documentano quanta &#8220;energia vitalistica&#8221; sprigionino gli esponenti del fauvismo eliminando del tutto le ombre: uno spettacolo pirotecnico nel concerto dell&#8217;arte di inizio Novecento.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Dal 7 luglio 2023 al 21 gennaio 2024 la Fondation Pierre Gianadda propone la mostra Les ann\u00e8es Fauves, che con un centinaio di opere provenienti dal Mus\u00e9ed\u2019Art modern di Parigi, vari musei francesi e collezioni private riempir\u00e0 le pareti della fondazione di colori sgargianti. Al Salon d\u2019Automne\u00a0del 1905 un gruppo di pittori espose opere in cui si esaltava il colore puro: questo eccesso cromatico sciocc\u00f2 il pubblico e Lous Vauxcelles, scoprendo un busto di fanciullo all&#8217;italiana dello scultore Albert Marque, esclam\u00f2: \u201cDonatello parmi les fauves\u201d (Donatello tra le belve!)\u00a0 Da questa frase deriv\u00f2 la denominazione del Fauvismo, il primo movimento [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2023\/06\/27\/gli-anni-fauves-in-collaborazione-con-il-musee-dart-moderne-de-paris-alla-fondation-pierre-gianadda-a-martigny-suisse\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,9894,10357,41640,44545,44441,87,35351,17505,35188,44805,28369,7576,4625,409394],"tags":[472961,472230,472950,108284,472958,472956,472952,376764,386540,386532,472960,472954,472962,472953,202452,108287,472957,35237,472959,355195,472229,472955,472949,472951],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30037"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=30037"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30037\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":30044,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30037\/revisions\/30044"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=30037"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=30037"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=30037"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}