{"id":30093,"date":"2023-06-30T19:33:20","date_gmt":"2023-06-30T19:33:20","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=30093"},"modified":"2023-06-30T19:33:20","modified_gmt":"2023-06-30T19:33:20","slug":"arturo-vermi-agostino-ferrari-e-il-gruppo-del-cenobio-in-mostra-allo-jus-museum-di-napoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2023\/06\/30\/arturo-vermi-agostino-ferrari-e-il-gruppo-del-cenobio-in-mostra-allo-jus-museum-di-napoli\/","title":{"rendered":"Arturo Vermi, Agostino Ferrari e il Gruppo del Cenobio in mostra allo JUS Museum di Napoli."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/06\/DEL-CENOBIO-MAGGIO-2023-e1688152435564.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-30094\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/06\/DEL-CENOBIO-MAGGIO-2023-e1688152435564.jpg\" alt=\"\" width=\"335\" height=\"335\" \/><\/a>Il 30 maggio 2023, alle ore 18.30, presso<\/strong> lo\u00a0<strong>JUS Museum di Napoli<\/strong>\u00a0si inaugura <strong>la mostra \u201c<em>Agostino Ferrari e il Gruppo del Cenobio<\/em><\/strong>\u201d a cura di Marcello Palminteri.\u00a0 Interverranno il curatore e l\u2019Avv. Olindo<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/06\/agostino-ferrari-ritratto.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-30096 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/06\/agostino-ferrari-ritratto.jpg\" alt=\"\" width=\"369\" height=\"258\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/06\/agostino-ferrari-ritratto.jpg 1400w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/06\/agostino-ferrari-ritratto-300x210.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/06\/agostino-ferrari-ritratto-1024x717.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/06\/agostino-ferrari-ritratto-768x538.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 369px) 100vw, 369px\" \/><\/a> Preziosi.<\/p>\n<p>In esposizione\u00a0<strong>circa venti opere che tracciano il percorso creativo anzitutto di Agostino Ferrari<\/strong>, realizzate tra i primi anni Sessanta e il Duemila. Partendo dalle esperienze condivise con il \u201c<strong>Gruppo del Cenobio<\/strong>\u201d, fondato nel 1962 insieme a <strong>Ugo La Pietra,<\/strong> \u00a0<strong> Ettore Sordini, Angelo Verga e\u00a0 soprattutto\u00a0 Arturo Vermi<\/strong><strong>\u00a0(di cui sono esposte alcune significative \u00a0e preziose opere del periodo),<\/strong> la mostra permette di individuare la coerenza pittorica di taluni \u00a0dei maggiori esponenti dell&#8217;astrazione segnica del Novecento.<\/p>\n<p>Agostino Ferrari, Arturo Vermi e gli altri \u00a0hanno \u00a0piegato il segno a strumento espressivo per raccontare se stessi e gli sviluppi della loro pittura, attraversando avanguardie ed \u201cismi\u201d nel solco di una vocazione pittorica che li hanno<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/06\/62-vermi.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-30095 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/06\/62-vermi.jpg\" alt=\"\" width=\"272\" height=\"286\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/06\/62-vermi.jpg 500w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/06\/62-vermi-285x300.jpg 285w\" sizes=\"(max-width: 272px) 100vw, 272px\" \/><\/a> condotti verso una riduzione in cui traccia, struttura e colore convergono in una cifra stilistica di metodo rigoroso, eppure liberissima, rendendo evidente la straordinaria intensit\u00e0 che trasforma ogni elemento costruttivo in strumento di comunicazione. Cos\u00ec il segno \u00e8 \u00a0diventato \u00a0scrittura capace di raccontare l\u2019uomo, indicando lo scorrere del tempo &#8211;<strong>basti vedere l\u2019Annologio di Vermi-<\/strong> , facendosi storia ma ogni volta in presa diretta, nella fisicit\u00e0 cosciente del dipingere, con l\u2019emozione caricata dalla memoria.<\/p>\n<p>La mostra rimarr\u00e0 aperta\u00a0<strong>sino al 30 giugno<\/strong>\u00a0(dal marted\u00ec al venerd\u00ec ore 10-13\/15-19, sabato ore 16-19, domenica, festivi e altri orari su appuntamento) <strong>per poi proseguire,<\/strong>\u00a0<strong>con nuove acquisizioni, dal 12 settembre al 12 ottobre 2023<\/strong>.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/06\/agostino-ferrari-senza-titolo-1965-tecnica-mista-su-carta-intelata-cm-66x49-5-e1688152663266.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-30097\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/06\/agostino-ferrari-senza-titolo-1965-tecnica-mista-su-carta-intelata-cm-66x49-5-e1688152663266.jpg\" alt=\"\" width=\"313\" height=\"419\" \/><\/a>IL GRUPPO DEL CENOBIO (MILANO 1962-63)<\/strong><br \/>\n<strong>La ricerca di un \u201cminimo sperimentale simbolico\u201d trova l\u2019occasione di verifica e confronto nel gruppo formato da Ettore Sordini, Angelo Verga, Arturo Vermi, Ugo La Pietra e Agostino Ferrari. Un\u2019esperienza breve ma intensa e che rappresenter\u00e0 storicamente l\u2019unico gruppo che svilupp\u00f2 la cosiddetta \u201ccorrente segnica\u201d. Fondato a Milano nel 1962, insieme al poeta Alberto L\u00f9cia, prender\u00e0 il nome dalla Galleria Cenobio di Milano, luogo dove tennero una serie di mostre nel 1962.<\/strong> A questa seguirono altre mostre presso La Saletta del Premio del Fiorino a Firenze, all\u2019Indice di Milano e alla Galleria Cavallino di Venezia. I membri del gruppo, rifiutavano l\u2019atteggiamento nichilistico e<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/06\/brunfineart-arturo-vermi-lapide-1961-e1688153272250.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-30098 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/06\/brunfineart-arturo-vermi-lapide-1961-e1688153272250.jpg\" alt=\"\" width=\"272\" height=\"387\" \/><\/a> ipercritico nei confronti della pittura dell\u2019epoca e si opponevano all\u2019invasione della cultura americana, contrapponendosi cos\u00ec all\u2019arte oggettuale, alla Pop art e all\u2019arte cinetica. <strong>Il segno \u00e8 l\u2019assoluto protagonista delle loro ricerche,<\/strong> accomunate proprio dall\u2019esigenza di proporre una nuova interpretazione dell\u2019atto pittorico in un\u2019epoca in cui le tendenze d\u2019avanguardia &#8211; dagli artisti di Azimut al Gruppo T &#8211; stavano rivolgendosi ad altre forme espressive. Nelle loro opere il segno, tracciato con caratteristiche differenti a seconda della personalit\u00e0 di ciascuno, si fa portatore di una narrazione poetica ed emotiva, libera ed autonoma. Al segno, i cinque artisti, arrivano da territori diversi: <strong>Vermi e Ferrari provengono da esperienze informali e giungono quasi contemporaneamente alla definizione di un nuovo linguaggio potentemente poetico, affinando una <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/06\/diario_sd_tm_100x80-scaled-1-e1688153333853.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-30100\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/06\/diario_sd_tm_100x80-scaled-1-e1688153333853.jpg\" alt=\"\" width=\"274\" height=\"341\" \/><\/a>libera scrittura;<\/strong> La Pietra ci arriva inseguendo l\u2019ambizione di superare i confini e spezzare il sistema precostituito, anticipando, in tal senso, la sua vocazione \u201carchitettonica\u201d; Sordini e Verga, invece, provenienti dalle esperienze del Gruppo Nucleare, virano verso ipotesi di derivazione concettuale, in cui la traccia vive e sommuove lo spazio della superficie pittorica. Il gruppo si scioglie dopo meno di due anni di attivit\u00e0 ma l\u2019impronta lasciata dall\u2019esperienza comune rester\u00e0 forte nella ricerca dei singoli artisti. Ciascun esponente proseguir\u00e0 poi il proprio cammino, accentuando, con attitudini e modalit\u00e0 diverse, aspetti differenti dell\u2019ipotesi espressiva esplorata dal movimento.<\/p>\n<p>Nel marzo del 2013, si \u00e8 tenuta una grande mostra retrospettiva dal titolo \u201cNel segno del segno\u201d presso Palazzo delle Stelline<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/06\/agostino-ferrari-senza-titolo-1989-tecnica-mista-e-sabbia-su-cartone-cm-65x50-1-e1688153368492.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-30101 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/06\/agostino-ferrari-senza-titolo-1989-tecnica-mista-e-sabbia-su-cartone-cm-65x50-1-e1688153368492.jpg\" alt=\"\" width=\"276\" height=\"361\" \/><\/a> (Milano) per celebrare il cinquantesimo anniversario della prima mostra del gruppo. Recentemente numerose mostre dedicate al Gruppo e ai singoli artisti che ne hanno fatto parte, segnalano il rinnovato e crescente interesse per uno tra i momenti di ricerca pi\u00f9 importanti nell\u2019ambito dell\u2019astrazione italiana. Tra queste conviene ricordare: \u201cIl Gruppo del Cenobio, Arte Italiana. Segno e scrittura\u201d (a cura di Vincenzo Accame, Angela Vettese), Banca Commerciale Italiana, Milano, 1996; \u201c1963. Nuovi segni, nuove forme e nuove immagini\u201d, Gallerie d\u2019Italia, Milano, 2013; \u201cIl Gruppo del Cenobio. Fontana, Manzoni e le avanguardie\u201d, Brun Fine Art, Londra, 2022.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il 30 maggio 2023, alle ore 18.30, presso lo\u00a0JUS Museum di Napoli\u00a0si inaugura la mostra \u201cAgostino Ferrari e il Gruppo del Cenobio\u201d a cura di Marcello Palminteri.\u00a0 Interverranno il curatore e l\u2019Avv. Olindo Preziosi. 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