{"id":30318,"date":"2023-07-25T22:16:00","date_gmt":"2023-07-25T22:16:00","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=30318"},"modified":"2023-07-25T22:16:00","modified_gmt":"2023-07-25T22:16:00","slug":"la-scultura-di-szymon-oltarzewski-al-battistero-del-duomo-di-pietrasanta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2023\/07\/25\/la-scultura-di-szymon-oltarzewski-al-battistero-del-duomo-di-pietrasanta\/","title":{"rendered":"La scultura di Szymon Oltarzewski  al Battistero del Duomo di Pietrasanta"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/07\/96876_unnamed-e1690323057676.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-30319\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/07\/96876_unnamed-e1690323057676.jpg\" alt=\"\" width=\"407\" height=\"293\" \/><\/a>In occasione della <em>Collectors Night <\/em>di Pietrasanta si \u00e8 aperta al Battistero del Duomo di Pietrasanta la mostra di <strong>Szymon Oltarzewski <\/strong>\u201c<em>I&#8217;ll be back soon<\/em>\u201d, curata da Enrico Mattei. L&#8217;esposizione, che prosegue fino al al 3 settembre 2023, \u00e8 visitabile tutti i giorni dalle 8 alle 13 e<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/07\/amorepsiche_2022_marmo_h38x40x25-e1690323088668.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-30320 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/07\/amorepsiche_2022_marmo_h38x40x25-e1690323088668.jpg\" alt=\"\" width=\"353\" height=\"471\" \/><\/a> dalle 16 alle 24.<\/p>\n<p>Il Battistero \u00e8 un piccolo scrigno edificato all\u2019inizio del secolo XVII come Oratorio di San Giacinto che successivamente nel 1786 venne trasformato in Battistero della Collegiata di San Martino da parte di Leopoldo d\u2019Asburgo Lorena e ancora oggi svolge la sua funzione liturgica. Al suo interno \u00e8 collocato un prezioso fonte battesimale in marmo del 1389 opera di Bonuccio Pardini.<\/p>\n<p><strong><em>I\u2019ll be back soon <\/em><\/strong>\u00e8 un progetto scultoreo in marmo pensato in occasione del bicentenario della morte di <strong>Antonio Canova<\/strong>, come omaggio al Maestro del Neoclassicismo, e proposto per la prima volta al pubblico nel Battistero del Duomo di Pietrasanta. Le opere, ispirate a tre delle pi\u00f9 note sculture del Canova, <em>Amore e Psiche, Tre Grazie e Venere Italica<\/em><strong>, <\/strong>hanno una particolare connessione tra di loro: esaltano il potere dell&#8217;amore, della bellezza e della grazia. Secondo la mitologia classica, Venere \u00e8 spesso accompagnata dalle Tre Grazie, che simboleggiano splendore, gioia e prosperit\u00e0, e Eros (figlio di Venere) si innamora di Psiche, sottoposta dalla mamma a una serie di prove per poter ottenere l&#8217;immortalit\u00e0.<\/p>\n<p>Nell&#8217;interpretazione di <strong>Szymon Oltarzewski <\/strong>le tre sculture sono ricoperte da pesanti veli, come si usa fare prima di un viaggio o di un trasferimento, coprendo con lenzuola e coperte i mobili e gli oggetti di valore per proteggerli durante il periodo di assenza. Ma \u00e8 anche un modo per custodire le cose pi\u00f9 care, quei fondamenti che la societ\u00e0 tende a dimenticare o a sopraffare. Il titolo della serie, \u201cI&#8217;ll be back soon\u201d (<em>Torner\u00f2 presto<\/em>), assume quindi anche il significato di un ritorno alle radici e ai valori fondanti di cui Venere, Amore e Psiche e le Tre Grazie ne sono simbolo. Oggi possiamo osservare il drappo, immaginando cosa vi sia sotto, e cercando di preservare la memoria per le future generazioni.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/07\/tregrazie_-50x18x27-e1690323125145.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-30321\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/07\/tregrazie_-50x18x27-e1690323125145.jpg\" alt=\"\" width=\"311\" height=\"415\" \/><\/a>Questa mostra \u00e8 dunque, al pari dell\u2019opera d\u2019arte tradizionalmente intesa, la manifestazione della produzione artistica a cui Szymon guarda come il momento o l\u2018evento pi\u00f9 sintetico del suo pensiero e della sua capacit\u00e0 di produzione di un immaginario. In questa prospettiva, la mostra non \u00e8 pi\u00f9 semplicemente un\u2019esposizione di opere, bens\u00ec un tentativo di scrivere la storia, sistematizzare idee o movimenti artistici, affermare progetti o valori estetici, rappresentare una nuova idea e una nuova strada personale come ricerca scultorea.<\/p>\n<p>Monsignor D&#8217;Atri scrive a proposito delle opere che \u201cidentificano l\u2019uomo nella sua completezza di creatura fatta di terra e di cielo: eros cerca psiche per elevare e completare la relazione di amore. Il cuore \u00e8 la mente dell\u2019uomo, in quanto immagine di Dio, sono avvolti dal mistero che trascende il nostro limite. Davanti alle opere di Oltarzewski siamo stimolati a guardare con occhio introspettivo, a penetrare oltre il velo che cela e vivere il nostro tempo nella ricerca e nell\u2019attesa della vera e piena rivelazione\u201d.<\/p>\n<p>L&#8217;Ambasciatore della Polonia, Anna Maria Anders, nel ricordare la figura di suo padre, il Generale W\u0142adys\u0142aw Anders, che nel corso della Seconda Guerra Mondiale si prese cura in modo particolare degli artisti, aggiunge che \u201cquesti temi mitologici, che esprimono rispettivamente idee essenziali della vita umana come la forza dell\u2019amore, la forza della bellezza e la forza della grazia, nell\u2019arco dei secoli venivano spesso brutalmente calpestati dagli uomini stessi. In un mondo dove manca la pace, dove regna la distruzione, dove si calpesta la vita umana, dove la realt\u00e0 virtuale sembra pi\u00f9 importante di quella reale abbiamo sempre pi\u00f9 sete di amore, bellezza, grazia.\u201d<\/p>\n<p>Il progetto \u00e8 patrocinato dal <strong>Comune di Pietrasanta<\/strong>, dall\u2019<strong>Ambasciata di Polonia <\/strong>a Roma, dall\u2019<strong>Istituto Polacco <\/strong>di Roma, dal <strong>Museo Gypsotheca Antonio Canova <\/strong>di Possagno, e sostenuto dalla galleria <strong>Federico Rui Arte Contemporanea <\/strong>di Milano che rappresenta l\u2019artista e organizza l\u2019evento insieme al curatore <strong>Enrico Mattei<\/strong>. Si ringrazia <strong>Monsignor Stefano D\u2019Atri <\/strong>della Collegiata di San Martino a Pietrasanta, per la sua disponibilit\u00e0 a questi interventi di arte contemporanea all\u2019interno del Battistero, e <strong>Beatrice Bortoluzzi <\/strong>per il coordinamento generale.<\/p>\n<p>Nel corso della mostra verr\u00e0 presentato il volume Szymon Oltarzewski \u201cI&#8217;ll be back soon\u201d, realizzato da Federico Rui Arte Contemporanea con gli scritti di Enrico Mattei, Mons. Stefano D&#8217;Atri, Alberto Stefano Giovannetti, Anna Maria Anders e Moira Mascotto.<\/p>\n<p>SZYMON OLTARZEWSKI Polonia, 1977. Vive e lavora a Pietrasanta. Dopo la laurea in ingegneria ambientale presso l&#8217;Universit\u00e0 di Opole, Szymon Oltarzewski abbandona la sua terra natale e, senza un soldo in tasca, si trasferisce in Versilia. Si iscrive all&#8217;Accademia di Carrara, seguendo quello che era il suo sogno e la sua vocazione. Come da lunga tradizione e per permettersi gli studi, inizia a lavorare co<strong>n<\/strong> artigiani e le fonderie del luogo, incontrando alcuni tra i pi\u00f9 grandi scultori contemporanei, che condividono le loro esperienze e la loro maestria. Apprende cos\u00ec sul campo ogni fase del processo creativo ed esecutivo della scultura.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<h1><\/h1>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>In occasione della Collectors Night di Pietrasanta si \u00e8 aperta al Battistero del Duomo di Pietrasanta la mostra di Szymon Oltarzewski \u201cI&#8217;ll be back soon\u201d, curata da Enrico Mattei. L&#8217;esposizione, che prosegue fino al al 3 settembre 2023, \u00e8 visitabile tutti i giorni dalle 8 alle 13 e dalle 16 alle 24. Il Battistero \u00e8 un piccolo scrigno edificato all\u2019inizio del secolo XVII come Oratorio di San Giacinto che successivamente nel 1786 venne trasformato in Battistero della Collegiata di San Martino da parte di Leopoldo d\u2019Asburgo Lorena e ancora oggi svolge la sua funzione liturgica. 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