{"id":30347,"date":"2023-07-29T22:24:50","date_gmt":"2023-07-29T22:24:50","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=30347"},"modified":"2023-07-29T22:24:50","modified_gmt":"2023-07-29T22:24:50","slug":"dal-futurismo-allinformale-capolavori-nascosti-nelle-collezioni-del-mart","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2023\/07\/29\/dal-futurismo-allinformale-capolavori-nascosti-nelle-collezioni-del-mart\/","title":{"rendered":"Dal Futurismo all\u2019Informale. Capolavori  nascosti nelle Collezioni del MART"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/07\/20230718160401_res.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-30348\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/07\/20230718160401_res.jpg\" alt=\"\" width=\"281\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/07\/20230718160401_res.jpg 281w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/07\/20230718160401_res-169x300.jpg 169w\" sizes=\"(max-width: 281px) 100vw, 281px\" \/><\/a>Inaugurata al MAG, Museo Alto Garda, la mostra \u201cDal futurismo all\u2019Informale. Capolavori nascosti nelle collezioni del Mart\u201d. Frutto della decennale collaborazione con il Mart Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, l\u2019esposizione aperta fino al 29 ottobre 2023 vuole mostrare al grande pubblico una prestigiosa selezione dei capolavori presenti nelle collezioni del Mart appartenenti ad alcune tra le maggiori correnti artistiche del Novecento, come il Futurismo, il Realismo del Secondo Dopoguerra, l\u2019Astrattismo e l\u2019Informale.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/07\/361099831_758004952998010_2575998597428768175_n-e1690668790837.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-30349 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/07\/361099831_758004952998010_2575998597428768175_n-e1690668790837.jpg\" alt=\"\" width=\"448\" height=\"299\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p>Nata da un\u2019idea del collega Vittorio Sgarbi, presidente del MAG e del Mart, e curata da Alessandra Tiddia, storica dell\u2019arte e curatrice del Mart, la mostra \u00e8 concepita come un suggestivo viaggio nell\u2019arte italiana del Novecento. Si tratta di un percorso espositivo che esplora e racconta l\u2019ideazione e la sperimentazione di nuovi linguaggi ed espressivit\u00e0: i trentasei capolavori presenti in mostra rappresentano straordinarie testimonianze delle pi\u00f9 importanti correnti artistiche del Novecento italiano.<\/p>\n<p>La sezione iniziale \u00e8 un omaggio al Futurismo: nella prima sala, infatti, troviamo importanti opere di celebri artisti appartenenti a questa avanguardia, come Rissa rustica (1936), Gallo (1937-1938 ca) e Il legnaiolo (19326-1931) di Fortunato Depero in dialogo con i Pappagalli (1929) di Giacomo Balla e i lavori di Gino Severini. Questa prima parte riporta alla mente l\u2019urgenza di questi artisti nel concepire un\u2019estetica quotidiana altra, ripensando linee, forme, contenuti cos\u00ec da rivoluzionare l\u2019ideale estetico del tempo e mettere in atto una ricostruzione futurista dell\u2019universo. A fianco di queste opere si trovano quelle di Tullio Crali e Mino Delle Site, esponenti futuristi della cosiddetta \u201cAeropittura\u201d che intendevano trasmettere le sensazioni e le emozioni provate durante il volo cos\u00ec da sperimentare una visione vertiginosa del paesaggio.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/07\/363386483_764706878994484_3525518169321564081_n-e1690668822276.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-30350 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/07\/363386483_764706878994484_3525518169321564081_n-e1690668822276.jpg\" alt=\"\" width=\"380\" height=\"304\" \/><\/a><br \/>\nSi prosegue con Massimo Campigli, Carlo Carr\u00e0, Felice Casorati, Giorgio de Chirico e Giorgio Morandi, artisti che operano a cavallo delle due guerre mondiali e che si distinguono sia per un bisogno di recupero di riferimenti stabili, di porti sicuri dove rifugiarsi a seguito dei disastri provocati dai conflitti, sia per uno riuso della tradizione classica grazie a uno sguardo rivolto all\u2019antico. In questo senso sono emblematici i lavori di Carr\u00e0 come Natura morta con pesci (1954) e Venezia e la Salute (La Dogana) (1938) che si caratterizzano per forme<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/07\/363365887_764705378994634_5600884491391055389_n-e1690668857962.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-30351\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/07\/363365887_764705378994634_5600884491391055389_n-e1690668857962.jpg\" alt=\"\" width=\"448\" height=\"299\" \/><\/a> semplificate e figure sintetiche, oltre a Trovatore (1950), Piazza d\u2019Italia-Pomeriggio d\u2019Arianna (1972) e Figura di Giovane con oggetti metafisici (1969) di de Chirico che reinterpretano la classicit\u00e0 contemplando la rovina e conferendole un senso metafisico ed enigmatico-<\/p>\n<p>L\u2019Idolo (Cariatide) (1961) di Campigli ci riconduce a un corpo femminile regale e maestoso, dai tratti stilizzati e geometrici, come sospeso in un tempo molto lontano, la cui eternit\u00e0 \u00e8 cadenzata dal ritmo di poche forme elementari.<\/p>\n<p>Addentrandoci nell\u2019esposizione si scoprono i lavori di Renato Guttuso come Donna alla finestra(1942), Boogie-woogie (Boogie-woogie a Roma) (1953) e di Emilio Vedova quali Ciclo 62.B.B.9 (1962) e Uomo e macchina (1949): entrambi gli artisti, antifascisti e iscritti al Partito Comunista\u00a0Italiano, sperimentano nuovi linguaggi ed es<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/07\/363350671_764705435661295_850864274964095854_n-e1690668905944.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-30352 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/07\/363350671_764705435661295_850864274964095854_n-e1690668905944.jpg\" alt=\"\" width=\"448\" height=\"299\" \/><\/a>pressivit\u00e0, l\u2019uno pi\u00f9 popolare, l\u2019altro pi\u00f9 gestuale. Il viaggio prosegue con esponenti dell\u2019Astrattismo quali Carlo Belli, Fausto Melotti e Mario Radice: Vaso (1955) di Melotti, artista poliedrico, con\u00a0la sua ceramica smaltata policroma, dialoga con i toni rosati delle opere di Radice e Belli.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/07\/363356730_764705388994633_7393894084366177310_n-e1690668941964.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-30353\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/07\/363356730_764705388994633_7393894084366177310_n-e1690668941964.jpg\" alt=\"\" width=\"448\" height=\"299\" \/><\/a>Si passa poi all\u2019incontro con esponenti artistici che hanno dedicato le loro produzioni alla riflessione sul segno, il simbolo, la referenzialit\u00e0 di significati e significanti: si tratta di Giuseppe Capogrossi, Gastone Novelli e Carla Accardi. Di quest\u2019ultima, non solo artista ma anche esponente del neo-femminismo italiano, si trovano in mostra Lago artificiale n.2 (Lago artificiale in Sicilia) (1962) e Integrazione (1957): nella prima opera si riscontra un accostamento del colore che provoca una luce pi\u00f9 intensa mentre nella seconda si avverte una vibrazione di piccoli segmenti realizzati in bianco su fondo nero che sembrano rappresentare un\u2019enigmatica grafia, un linguaggio sconosciuto.<\/p>\n<p>Chiudono la mostra tre nomi straordinari: Alberto Burri, Antoni T\u00e0pies e Lucio Fontana. Figura. Paisaje en gris (1956) di T\u00e0pies, Sacco<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/07\/363364275_764705892327916_9188093099365189803_n-e1690669011887.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-30354 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/07\/363364275_764705892327916_9188093099365189803_n-e1690669011887.jpg\" alt=\"\" width=\"448\" height=\"299\" \/><\/a> combustione (1952-1958) e Bianco Plastica BL1 (1964) di Burri delegano alla materia il significato intrinseco dell\u2019arte, incontrano il materiale inesplorato e considerato povero rispetto al tradizionale, come sabbia, sassi e cocci utilizzati nei loro lavori, e sperimentano una gestualit\u00e0 pi\u00f9 istintuale.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/07\/363355547_764705825661256_659677344737899724_n-e1690669060197.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-30355\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/07\/363355547_764705825661256_659677344737899724_n-e1690669060197.jpg\" alt=\"\" width=\"448\" height=\"299\" \/><\/a>Ancora pi\u00f9 sovversiva appare l\u2019azione di Fontana, il fondatore dello Spazialismo, una delle neo-avanguardie del secondo Novecento. Attraverso buchi e tagli, concentrati e meditati, le sue opere sembrano oltrepassare i confini e proiettarsi verso l\u2019infinito.<\/p>\n<p>Questi sono alcuni dei protagonisti di questo percorso espositivo di grande richiamo in grado di catturare l\u2019attenzione sia del pubblico turistico italiano e straniero che visita il lago di Garda nel periodo estivo, sia degli appassionati e dei cultori della materia che hanno la possibilit\u00e0 di ammirare nella suggestiva cornice del Museo di Riva del Garda gli importanti capolavori del Mart, frutto di una mirata strategia di acquisizione, che vanno a costituire una delle pi\u00f9 estese e significative collezioni di arte moderna e contemporanea di tutt\u2019Europa.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Inaugurata al MAG, Museo Alto Garda, la mostra \u201cDal futurismo all\u2019Informale. Capolavori nascosti nelle collezioni del Mart\u201d. Frutto della decennale collaborazione con il Mart Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, l\u2019esposizione aperta fino al 29 ottobre 2023 vuole mostrare al grande pubblico una prestigiosa selezione dei capolavori presenti nelle collezioni del Mart appartenenti ad alcune tra le maggiori correnti artistiche del Novecento, come il Futurismo, il Realismo del Secondo Dopoguerra, l\u2019Astrattismo e l\u2019Informale. 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