{"id":30463,"date":"2023-08-12T23:14:11","date_gmt":"2023-08-12T23:14:11","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=30463"},"modified":"2023-08-12T23:14:11","modified_gmt":"2023-08-12T23:14:11","slug":"antonella-sabatini-e-il-lavatoio-delle-preghiere-allo-spazio-bianco-della-fondazione-pescheria-centro-arti-visive-di-pesaro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2023\/08\/12\/antonella-sabatini-e-il-lavatoio-delle-preghiere-allo-spazio-bianco-della-fondazione-pescheria-centro-arti-visive-di-pesaro\/","title":{"rendered":"Antonella Sabatini e il lavatoio delle preghiere allo Spazio Bianco della Fondazione Pescheria Centro Arti Visive di Pesaro"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/08\/post-2023_1_mp4_vp9_1440p.original-e1691881119788.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-30464\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/08\/post-2023_1_mp4_vp9_1440p.original-e1691881119788.jpg\" alt=\"\" width=\"330\" height=\"330\" \/><\/a>Il Comune di Pesaro riapre lo Spazio Bianco, lo spin-off della \u201cFondazione Pescheria Centro Arti Visive\u201d dedicato all\u2019immagine contemporanea, con la mostra \u201c<strong>Lavatoio delle preghiere \/ fotoscultura e discioglimento<\/strong>\u201d di\u00a0<strong>Antonella Sabatini<\/strong>, a cura di Marcello Sparaventi, con il coordinamento mostra e ufficio<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/08\/141987-Opera_di_Antonella_Sabatini.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-30465 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/08\/141987-Opera_di_Antonella_Sabatini.jpg\" alt=\"\" width=\"443\" height=\"332\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/08\/141987-Opera_di_Antonella_Sabatini.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/08\/141987-Opera_di_Antonella_Sabatini-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 443px) 100vw, 443px\" \/><\/a> stampa di Roberta Ridolfi, grafica di Elisabetta Duchi.<\/p>\n<p>Un\u2019esposizione sorprendente che divide in due vasti universi, il lavoro ventennale di Antonella Sabatini, cio\u00e8 quello concreto dei materiali lavorati a mano, alcuni cotti in forno ad alte temperature, che si trasfigura, in quello iconico e disciolto del video \u201cmorfologico e lento\u201d e dell\u2019immagine informale che ambisce ad essere tridimensionale come una fotoscultura. Il pensiero ed il contenuto di questo lavoro artistico derivano da traumi e sradicamenti che hanno avuto origine nell\u2019infanzia dell\u2019artista: nel loro procedere si sono nutriti di un processo faticoso e coerente, dove le tecniche di lavorazione hanno dato spazio alla lingua, ai simboli, all\u2019esperire.<\/p>\n<p>La mostra racconta il profilo della sua poetica, le collaborazioni e contaminazioni, la costruzione di un\u2019identit\u00e0 nell\u2019arte e nella societ\u00e0; su due livelli espositivi verranno impaginate sculture, fotografie e video. Una proposta espositiva che si aggiunge alle innumerevoli iniziative di Pesaro Capitale della Cultura 2024, che d\u00e0 la possibilit\u00e0 al pubblico di conoscere il lavoro silente, pensato, trans-disciplinare di Antonella Sabatini. La sua poetica contemporanea evoca la ricerca informe di Nanni Valentini, che con la sua sensibilit\u00e0 per la terra e l\u2019argilla, ha superato in senso scultoreo ogni contingenza della classicit\u00e0, facendo tesoro dei rudimenti appresi alla Scuola d\u2019arte Mengaroni per la decorazione ceramica, della collaborazione con la bottega di Bruno Baratti e dell\u2019esperienza di progettazione con Luigi Massoni.<\/p>\n<p><strong>Antonella Sabatini<\/strong>\u00a0\u00e8 nata nel 1964 a Sant\u2019 Gallen, in Svizzera. Ha vissuto il primo anno all\u2019interno di un Kinderheim, nel periodo in cui venne promosso il primo referendum in Europa contro gli stranieri, in particolare contro quelli italiani. La separazione dalla famiglia e dalla lingua madre ha fortemente contribuito alla forma del suo pensiero. Per venti anni affianca societ\u00e0 di produzione fotografica e di comunicazione, curando pubblicazioni istituzionali e di progetto. Nel 2001 co-fonda una societ\u00e0 di ricerca per l\u2019innovazione di design e culturale: oggetti, installazioni e progetti sono stati esposti in musei a Roma, New York, Vancouver, Johannesburg, Instambul, Tel Aviv, Parigi, Rabat, Francoforte, Milano, Helsinki, Lubjiana. Alcuni di essi sono stati premiati con riconoscimenti internazionali. Dal 2010 si dedica interamente ad una propria ricerca, che ha esposto in diversi spazi ed eventi in Italia. Il corpo di lavoro comprende la scultura, la fotografia e il video che dialogano con lo spazio e la complessit\u00e0 del tempo. I soggetti di queste azioni sono investiti sia dalla memoria che dalle loro funzioni innate e diventano metafora di vita. Lo sguardo attraverso le diverse superfici di esposizione sposta continuamente la ricerca.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il Comune di Pesaro riapre lo Spazio Bianco, lo spin-off della \u201cFondazione Pescheria Centro Arti Visive\u201d dedicato all\u2019immagine contemporanea, con la mostra \u201cLavatoio delle preghiere \/ fotoscultura e discioglimento\u201d di\u00a0Antonella Sabatini, a cura di Marcello Sparaventi, con il coordinamento mostra e ufficio stampa di Roberta Ridolfi, grafica di Elisabetta Duchi. 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