{"id":30578,"date":"2023-08-29T21:33:58","date_gmt":"2023-08-29T21:33:58","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=30578"},"modified":"2023-08-29T21:33:58","modified_gmt":"2023-08-29T21:33:58","slug":"grande-retrospettiva-dellartista-bona-de-mandiargues-nipote-di-de-pisis-al-museo-nivola-di-orani-nuoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2023\/08\/29\/grande-retrospettiva-dellartista-bona-de-mandiargues-nipote-di-de-pisis-al-museo-nivola-di-orani-nuoro\/","title":{"rendered":"Grande retrospettiva dell\u2019artista Bona de Mandiargues nipote di De Pisis al Museo Nivola di Orani (Nuoro)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/08\/UacLaicw.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-30579\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/08\/UacLaicw.jpeg\" alt=\"\" width=\"360\" height=\"493\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/08\/UacLaicw.jpeg 584w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/08\/UacLaicw-219x300.jpeg 219w\" sizes=\"(max-width: 360px) 100vw, 360px\" \/><\/a>Il <strong>Museo Nivola <\/strong>\u00a0presenta<strong>\u00a0la prima grande retrospettiva dell\u2019artista surrealista Bona de Mandiargues<\/strong> <strong>(Roma 1926 &#8211; Parigi 2000).<\/strong><\/p>\n<p>Artista e scrittrice, la sua singolare vicenda &#8211; mai in precedenza ricostruita &#8211; ne fa, insieme a figure come Leonora Carrington, Meret<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/08\/invito-mandiargues-date-e1693344237226.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-30580 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/08\/invito-mandiargues-date-e1693344237226.jpg\" alt=\"\" width=\"420\" height=\"420\" \/><\/a> Oppenheim, Dorothea Tanning, Dora Maar o Remedios Varo, una delle protagoniste del panorama di un surrealismo \u201cal femminile\u201d oggi finalmente al centro dell\u2019attenzione di critica e pubblico.<\/p>\n<p>La sua opera scaturisce da una ricerca di s\u00e9 che trova nei temi della metamorfosi, del totemismo animale e del fantastico i mezzi per esprimere un\u2019identit\u00e0 divisa e frammentata.<\/p>\n<p>\u201cLa mia ricerca \u00e8 alchemica &#8211; affermava l\u2019artista &#8211; voglio fare dell\u2019oro a partire dagli escrementi. (&#8230;) Rifaccio il mondo: l\u00e0 sono altrove, vedo le cose da pi\u00f9 lontano.\u201d<\/p>\n<p>Donna affascinante, molto ammirata e generatrice di travolgenti passioni, Bona rifiuta esplicitamente i ruoli di donna-musa e donna-bambina, prevalenti nell\u2019ambito del Surrealismo. Si identifica invece, almeno a partire dagli anni Settanta, con la lumaca, animale ermafrodita e figura ambivalente, al tempo stesso amichevole (si pensi alla fata turchina di Pinocchio) e ripugnante, incarnazione dell\u2019informe surrealista. Per l\u2019artista, la lumaca \u00e8 simbolo dell\u2019androgino, di fragilit\u00e0 e forza, e del continuo arrovellarsi della sua mente inquieta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il percorso della mostra. <\/strong>La mostra, basata su estese ricerche d\u2019archivio, <strong>ricostruisce l\u2019itinerario di Bona de Mandiargues attraverso 7<\/strong><strong>1 opere comprese tra il 1950 e il 1997<\/strong>, provenienti dalla collezione degli eredi dell\u2019artista e da raccolte private e pubbliche fra cui la Fondazione Intesa San Paolo, la Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna di Roma e le Gallerie d\u2019Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara.<\/p>\n<p>Il percorso, aperto da un gruppo di preziosi dipinti che segnano l\u2019avvicinamento dell\u2019artista all\u2019immaginario surrealista, prosegue con i fantastici paesaggi infuocati del 1955-56, influenzati da un viaggio nell\u2019Alto Egitto, e le opere astratte dalle paste spesse e materiche dalla seconda met\u00e0 degli anni cinquanta fino ai primi sessanta, quando la suggestione della cultura messicana aggiunge nuovi elementi al suo immaginario.<\/p>\n<p><strong><em><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/08\/ssOq4S9g-e1693344294623.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-30581\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/08\/ssOq4S9g-e1693344294623.jpeg\" alt=\"\" width=\"333\" height=\"420\" \/><\/a>Vague \u00e0 l\u2019\u00e2me<\/em> \u00e8 il quadro che inaugura nel 1958 la serie dei collage tessili, in cui la sperimentazione tecnica e la ricerca formale sono i veicoli di un\u2019indagine introspettiva che porta alla luce traumi e pulsioni dal profondo. La <em>Lezione<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/08\/VtlG3WON-scaled-e1693344370226.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-30582 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/08\/VtlG3WON-scaled-e1693344370226.jpeg\" alt=\"\" width=\"332\" height=\"477\" \/><\/a> sessuale<\/em> (1962), l\u2019imponente <em>Trittico delle Nascite, <\/em>(1965), dai toni primitivisti, e <em>La Diana cacciatrice e cacciata<\/em> (1968) sono tra i dipinti chiave di questa fase.<\/strong><\/p>\n<p>Un immaginario denso di riferimenti simbolici e una tavolozza dalle tinte psichedeliche caratterizzano un gruppo di tele dipinte intorno al 1968, legate al secondo viaggio in Messico.<\/p>\n<p>Se il ricordo della pittura metafisica riemerge negli anni settanta, con omaggi a De Chirico, Savinio e Magritte (<em>Il gallo Toledo<\/em>,<em> Celeste Empire<\/em>, 1975), nel decennio successivo il clima italiano del \u201critorno alla pittura\u201d non rimane estraneo a tele come il ritratto dell\u2019attrice erotica e gallerista Sylvia Bourdon (1980) e <em>Il canto della creazione <\/em>(1980<em>)<\/em>.<\/p>\n<p><strong>La maturit\u00e0 dell\u2019artista vede lo sviluppo dei filoni di ricerca gi\u00e0 avviati, mentre si intensifica la presenza dell\u2019immagine simbolo della lumaca, proiezione dell\u2019artista, e quella del tema del ritratto (<em>Omaggio a <\/em><em>Unica Z\u00fcrn,<\/em> 1980) e dell\u2019autoritratto.<\/strong><\/p>\n<p>Quest\u2019ultimo, centrale nella ricerca dell\u2019artista, conosce nella mostra diversi importanti esempi, dal piccolo e aggraziato autoritratto giovanile a quello <em>flamboyant <\/em>del 1968 al volto ieratico e stilizzato di <em>Bona \u00e0 Mexico<\/em> (1991), fino a quello del 1994 che mostra il volto di Bona moltiplicato e scomposto in dettagli (naso, bocca, ecc.), specchio della continua tensione, nell\u2019opera dell\u2019artista, tra la frammentazione del soggetto e la sua affermazione, che trova un\u2019eco nelle potenti autorappresentazioni simboliche de <em>La Femme Montagne<\/em> e <em>Ma Main<\/em> (1991).<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/08\/fA7eLHAg-e1693344427479.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-30583\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/08\/fA7eLHAg-e1693344427479.jpeg\" alt=\"\" width=\"432\" height=\"343\" \/><\/a>L\u2019artista.\u00a0 \u00a0<\/strong>Nipote e allieva di Filippo de Pisis, Bona Tibertelli studia all\u2019Accademia di Belle Arti di Venezia, prima di seguire lo zio a Parigi nel 1947. Qui conosce il critico e scrittore Andr\u00e9 Pieyre de Mandiargues, che la mette in contatto con gli intellettuali e artisti surrealisti, da Andr\u00e9 Breton a Max Ernst, da Dorothea Tanning a Meret Oppenheim, da Man Ray a Hans Bellmer, da Leonor Fini a Henri Michaux. Nel 1950 sposa de Mandiargues. Il rapporto con de Mandiargues contribuir\u00e0 ad orientare gli interessi artistici di Bona verso i temi del magico, dell\u2019onirico, dell\u2019eros e dell\u2019occulto.<\/p>\n<p>Dopo una fase formativa influenzata stilisticamente dall\u2019esempio di de Pisis, Bona (nome con cui si firma) approda a una pittura figurativa nutrita di suggestioni fantastiche, che interpreta la natura sulla base della ricerca surrealista del<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/08\/cK1ywI2Q-e1693344463491.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-30584 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/08\/cK1ywI2Q-e1693344463491.jpeg\" alt=\"\" width=\"395\" height=\"323\" \/><\/a> meraviglioso e del perturbante.<\/p>\n<p>Radici e mandragore dall\u2019aspetto antropomorfo sono i simboli di una realt\u00e0 in continua trasformazione che nella seconda met\u00e0 degli anni cinquanta trapassa nell\u2019evocazione di un universo magmatico e fermentante, reso attraverso tele materiche, con l\u2019uso di impasti densi di terre e polveri, che guardano tanto alle coeve ricerche surrealiste quanto a quelle dell\u2019informale europeo.<\/p>\n<p>Nel 1958 Bona sviluppa la tecnica che pi\u00f9 la caratterizzer\u00e0 negli anni successivi, quella dell\u2019assemblage di materiali tessili. Da vecchi indumenti del guardaroba del marito recupera fodere e imbottiture (l\u2019anima, in francese). Brandelli di tessuto che daranno avvio a innumerevoli composizioni cucite e montate su tela, da lei chiamate \u201ccollages\u201d, \u201cassemblages\u201d, o \u201cragarts\u201d. Parallelamente l\u2019artista continuer\u00e0 a praticare la pittura, il disegno e l\u2019incisione, con opere dense di simbologie personali, di fantasie erotiche, di allusioni magiche e alchemiche.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/08\/ihZHEN1A-e1693344510486.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-30585\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/08\/ihZHEN1A-e1693344510486.jpeg\" alt=\"\" width=\"445\" height=\"351\" \/><\/a>Nel 1958 soggiorna a lungo in Messico, aprendo una nuova fase artistica e personale. Gli anni sessanta sono per lei un periodo di inquietudine esistenziale, segnato dalla separazione dal marito, da numerosi viaggi &#8211; in particolare in India, Afghanistan, Ceylon e Nepal e nuovamente in Messico &#8211; e dalle relazioni con il poeta Octavio Paz e con il pittore Francisco Toledo. La sua opera si arricchisce di riferimenti alle culture con cui viene a contatto tanto nelle gamme cromatiche e nello stile, quanto nei soggetti e nelle simbologie.<\/p>\n<p>Il 1967 segna la riconciliazione con de Mandiargues e la nascita della figlia Sibylle. A partire da questo momento Bona<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/08\/xqCVak9h.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-30586 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/08\/xqCVak9h.jpeg\" alt=\"\" width=\"318\" height=\"436\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/08\/xqCVak9h.jpeg 599w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/08\/xqCVak9h-219x300.jpeg 219w\" sizes=\"(max-width: 318px) 100vw, 318px\" \/><\/a> muove verso nuove direzioni di ricerca. Da un lato riprende la pittura, con una serie di quadri neo-metafisici che guardano alle origini del Surrealismo. Dall\u2019altro sviluppa il lavoro sull\u2019assemblage, ora incentrato sul suo animale totemico, la lumaca. Intensifica anche la sua produzione grafica, con disegni erotici ispirati dall\u2019arte tantrica. Gli anni Novanta vedono in primo piano il tema del ritratto, sia con una serie di omaggi a protagonisti storici della cultura del Novecento, sia con un\u2019esplorazione del s\u00e9 attraverso l\u2019autoritratto e il ritratto di famiglia.<\/p>\n<p>Bona affianca all\u2019attivit\u00e0 pittorica quella di poetessa e narratrice: del 1967 \u00e8 il racconto surrealista <em>La Cafarde<\/em>, del 1977 l\u2019autobiografia <em>Bonaventure, <\/em>degli anni ottanta le raccolte di versi <em>I lamenti di Serafino <\/em>(1985<em>)<\/em><em>,<\/em> <em>\u00c0 moi-m\u00eame <\/em>(1988), e <em>Vivre en herbe<\/em>, ricordi della sua infanzia, pubblicati postumi da Gallimard nel 2001.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/08\/trTBJKzw.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-30587\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/08\/trTBJKzw.jpg\" alt=\"\" width=\"360\" height=\"360\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/08\/trTBJKzw.jpg 512w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/08\/trTBJKzw-300x300.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/08\/trTBJKzw-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 360px) 100vw, 360px\" \/><\/a>L\u2019inaugurazione. <\/strong>L\u2019appuntamento \u00e8 al Museo Nivola il 16 settembre alle ore 17.30, per un\u2019introduzione alla mostra da parte del team curatoriale e con la partecipazione di Sibylle Pieyre de Mandiargues, figlia dell\u2019artista.<\/p>\n<p>L\u2019evento segna anche la partenza di <em>Contemporanea 2023 &#8211; L\u2019Immaginazione al potere<\/em>, il programma della Fondazione di Sardegna, all\u2019interno della piattaforma AR\/S, dedicato alla creativit\u00e0 di oggi.<\/p>\n<p>Diretta da Franco Carta e curata da Giuliana Altea e Antonella Camarda, <em>Contemporanea 2023<\/em> esplora il rapporto tra immaginazione, potere e pratiche artistiche, dall\u2019interesse surrealista per i sogni, le pulsioni e l\u2019inconscio, al ruolo dell\u2019immaginazione nel sovvertire l\u2019ordine politico e sociale dagli anni Sessanta sino ad oggi.<\/p>\n<p>Il programma di Contemporanea proseguir\u00e0 nei giorni successivi a Tortol\u00ec, con workshop per giovani professionisti del mondo dell\u2019arte e incontri pubblici che vedranno coinvolti Pierpaolo Antonello (Cambridge University), Edoardo Bonaspetti (Fondazione Henraux), Manuela Cuccuru (Gagosian gallery), Nathalie Du Pasquier (artista), Sofia Gotti (Cambridge University) Giangavino Pazzola (Camera) e Marta Sironi (curatrice e storica dell\u2019arte).<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il Museo Nivola \u00a0presenta\u00a0la prima grande retrospettiva dell\u2019artista surrealista Bona de Mandiargues (Roma 1926 &#8211; Parigi 2000). Artista e scrittrice, la sua singolare vicenda &#8211; mai in precedenza ricostruita &#8211; ne fa, insieme a figure come Leonora Carrington, Meret Oppenheim, Dorothea Tanning, Dora Maar o Remedios Varo, una delle protagoniste del panorama di un surrealismo \u201cal femminile\u201d oggi finalmente al centro dell\u2019attenzione di critica e pubblico. La sua opera scaturisce da una ricerca di s\u00e9 che trova nei temi della metamorfosi, del totemismo animale e del fantastico i mezzi per esprimere un\u2019identit\u00e0 divisa e frammentata. \u201cLa mia ricerca \u00e8 alchemica [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2023\/08\/29\/grande-retrospettiva-dellartista-bona-de-mandiargues-nipote-di-de-pisis-al-museo-nivola-di-orani-nuoro\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[59246,53889,53888,53709,53710,9894,10357,417373,44441,87,26,17505,35188,28369,409394],"tags":[531269,459460,355195,531270],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30578"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=30578"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30578\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":30588,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30578\/revisions\/30588"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=30578"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=30578"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=30578"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}