{"id":30712,"date":"2023-09-13T20:03:53","date_gmt":"2023-09-13T20:03:53","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=30712"},"modified":"2023-09-13T20:04:59","modified_gmt":"2023-09-13T20:04:59","slug":"apre-il-nuovo-museo-franca-ghitti-in-un-antico-convento-di-darfo-boario-terme","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2023\/09\/13\/apre-il-nuovo-museo-franca-ghitti-in-un-antico-convento-di-darfo-boario-terme\/","title":{"rendered":"Apre il nuovo Museo Franca Ghitti  in un antico convento di Darfo-Boario Terme"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/09\/image.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-30713\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/09\/image.jpg\" alt=\"\" width=\"566\" height=\"318\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/09\/image.jpg 683w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/09\/image-300x169.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 566px) 100vw, 566px\" \/><\/a>Il nuovo Museo Franca Ghitti, che aprir\u00e0 i battenti a Darfo-Boario Terme il 22 settembre, trova sede in un \u00a0luogo simbolo di Darfo, l\u2019antico\u00a0 \u00a0complesso conventuale di Santa Maria della Visitazione. Accanto alla elegante chiesa, si estende quella che per alcuni secoli \u00e8 stata una cittadella della fede e dell\u2019educazione.<\/p>\n<p>Una testimonianza di epoca settecentesca ci descrive un convento \u201ccaratterizzato da quattrocento ambienti, magnifici corridoi dalle leggere e svelte arcate. In mezzo a quella mole quadrata vi era un giardino con fontana di acqua perenne. Adiacente al fabbricato si distendeva per sei\u201d<\/p>\n<p>Un luogo davvero speciale per la sua collocazione sul territorio. L\u2019architetto che, per ordine del Cardinale Angelo Maria Querini, patrizio veneto e Vescovo di Brescia, percorse la valle per individuare la ideale collocazione per il nuovo complesso sacro, venne affiancato da un medico, con l\u2019incarico di verificare la salubrit\u00e0 e, diremmo oggi, \u201cl\u2019energia\u201d, del luogo.<\/p>\n<p>Il convento era destinato ad accogliere le Suore Visitandine, membre della \u00a0congregazione della Beata Vergine Madre di Dio della Visitazione, nata ad Annecy nel 1610, dalla nobildonna Giovanna Francesca Fr\u00e9myot, ispirata a San Francesco di Sales, sua guida spirituale. Le suore dell\u2019Ordine furono inizialmente impegnate, oltre che nella preghiera, nella visita e nell\u2019assistenza dei malati, orientandosi poi verso la clausura.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/09\/Ghitti-franca-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-30714 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/09\/Ghitti-franca-1.jpg\" alt=\"\" width=\"572\" height=\"357\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/09\/Ghitti-franca-1.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/09\/Ghitti-franca-1-300x188.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 572px) 100vw, 572px\" \/><\/a><\/p>\n<p>I lavori di costruzione del nuovo complesso conventuale furono abbastanza celeri. Iniziati nel 1721, risultano gi\u00e0 \u00a0completati nel 1729. \u201c\u2026Qu\u00ec dunque destinato dal ciel un tal santuario ed esaminata e approvata la canonica idoneit\u00e0 del luogo e del sito per una tal fondazione, altro non si volle, se non affrettare senza risparmio l\u2019allestimento della fabbrica\u201d, chiosa una testimonianza d\u2019epoca. In pochi anni il numero delle\u00a0religiose residenti raggiunse la trentina, \u00a0per lo pi\u00f9 espressione della piccola nobilt\u00e0 del territorio. Nel convento erano ospitate poi le educande, fanciulle della nobilt\u00e0 e borghesia locali.<\/p>\n<p>Il nuovo ordine napoleonico port\u00f2 alla soppressione, nel 1797,\u00a0 del convento mentre la chiesa pass\u00f2 alla parrocchia. Nel 1810, il \u00a0complesso conventuale venne trasferito al Pubblico Demanio e le ultime suore vennero disperse. Messo sul mercato, l\u2019ex convento pass\u00f2 poi in mano privata.<\/p>\n<p>Nel 1834 il fabbricato fu acquistato da una nuova istituzione religiosa, quella delle suore del Sacro Cuore. \u00a0\u00a0L\u2019Istituto del Sacro Cuore, che qui venne attivato, comprendeva il noviziato, l\u2019asilo, le scuole comunali e professionali, oltre al convitto, la ricreazione festiva per la popolazione ed il ricovero per le suore anziane. L\u2019edificio si distinse \u00a0come importante centro religioso ed educativo a servizio dell\u2019intera Valle Camonica.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/09\/20_Bosco_Ph-F-Cattabiani.-e1694635113246.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-30715\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/09\/20_Bosco_Ph-F-Cattabiani.-e1694635113246.jpg\" alt=\"\" width=\"478\" height=\"364\" \/><\/a>In questa fase, la chiesa ritorn\u00f2 al convento e nel \u00a01895, dedicata al Sacro Cuore, venne restaurata e decorata da Carlo Cavallotti di Milano, con l\u2019aggiunta di statue scolpite dal Passatori di Brescia. Nel 1970 le religiose lasciarono il complesso; nel 1974 subentrarono le Clarisse di Lovere che vi restarono sino al 1976. Quando anche queste se ne allontanarono, per il convento inizi\u00f2 una fase di tragica devastazione con la dispersione dei suoi beni pi\u00f9 preziosi. Nel maggio del 1976, il Comune di Darfo Boario Terme decise l\u2019acquisizione del complesso con \u00a0l\u2019obiettivo di farne sede di sede di istituzioni culturali e sociali.<\/p>\n<p>Prima che il Comune potesse metterci mano, l\u2019edificio venne occupato da giovani contestatori che ne fecero\u00a0bivacco e dispersero suppellettili e arredi, compresi quelli della chiesa<\/p>\n<p>Nell\u2019aprile del 1980, il Comune di Darfo, in accordo con la Sovrintendenza, decise di intervenire per cercare di porre rimedio alla devastazione. Le prime cure furono riservate alla chiesa. \u00a0Significativo, tra 1980 e 1981, l\u2019intervento di restauro degli affreschi, ad opera della scuola dell\u2019Enaip di Botticino. Poi gradualmente l\u2019attenzione si \u00e8 estesa all\u2019ex complesso conventuale, destinato a sede scolastica.<\/p>\n<p>Adesso la nuova destinazione quale sede del nuovo Museo Franca Ghitti, il cui nucleo iniziale ha trovato collocazione in un\u2019area dell\u2019ex convento da poco ristrutturata grazie ad un cospicuo contributo regionale a valere su fondi dei Piani Integrati della Cultura (Pic). Il nuovo Museo nasce dalla volont\u00e0 del Comune di Darfo Boario Terme, della Fondazione \u201cArchivio Franca Ghitti\u201d presieduta dalla professoressa Maria Luisa Ardizzone, New York University, dalla Comunit\u00e0 Montana e dal Consorzio Comuni BIM di Valle Camonica.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il nuovo Museo Franca Ghitti, che aprir\u00e0 i battenti a Darfo-Boario Terme il 22 settembre, trova sede in un \u00a0luogo simbolo di Darfo, l\u2019antico\u00a0 \u00a0complesso conventuale di Santa Maria della Visitazione. Accanto alla elegante chiesa, si estende quella che per alcuni secoli \u00e8 stata una cittadella della fede e dell\u2019educazione. Una testimonianza di epoca settecentesca ci descrive un convento \u201ccaratterizzato da quattrocento ambienti, magnifici corridoi dalle leggere e svelte arcate. In mezzo a quella mole quadrata vi era un giardino con fontana di acqua perenne. 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