{"id":30761,"date":"2023-09-19T20:08:09","date_gmt":"2023-09-19T20:08:09","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=30761"},"modified":"2023-09-19T20:08:09","modified_gmt":"2023-09-19T20:08:09","slug":"storica-mostra-del-ritratto-veneziano-dellottocento-a-ca-pesaro-a-venezia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2023\/09\/19\/storica-mostra-del-ritratto-veneziano-dellottocento-a-ca-pesaro-a-venezia\/","title":{"rendered":"Storica mostra del ritratto veneziano dell\u2019Ottocento a C\u00e0 Pesaro a Venezia"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/09\/fb567d4b-2bf2-4a9c-8442-1811b87eead6-scaled-e1695153695998.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-30762\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/09\/fb567d4b-2bf2-4a9c-8442-1811b87eead6-scaled-e1695153695998.jpg\" alt=\"\" width=\"221\" height=\"515\" \/><\/a>Nel 1923 Nino Barbantini, primo Direttore della Galleria d\u2019Arte Moderna di Ca\u2019Pesaro, organizz\u00f2 e allest\u00ec l\u2019importante<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/09\/Hayez-Matilde-Pirovano-e1695153736692.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-30763 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/09\/Hayez-Matilde-Pirovano-e1695153736692.jpg\" alt=\"\" width=\"296\" height=\"354\" \/><\/a> esposizione dedicata a Il ritratto veneziano dell\u2019Ottocento\u201d. La mostra riscosse grandissimo successo di pubblico e una vivace risposta della stampa. Ancora oggi e considerata una rassegna di capitale importanza per la riscoperta dell\u2019arte veneziana di un intero secolo, per l\u2019avvio della conoscenza dei suoi protagonisti e la valorizzazione di molti dei capolavori che vi furono esposti<\/strong>. L\u2019iniziativa inaugurava anche un nuovo corso della Galleria veneziana e dell\u2019attivit\u00e0 di Barbantini, indirizzata, durante gli anni Venti, alla progettazione di significative esposizioni monografiche su periodi o singoli protagonisti dell\u2019arte italiana. \u201cIl ritratto veneziano dell\u2019Ottocento\u201d e inoltre centrale nella definizione della storia delle mostre e costituisce un valido e precoce esempio museografico di rassegna dedicata a un tema o a un preciso arco temporale. Il catalogo realizzato da Barbantini annovera ben 241 opere di cinquanta artisti, tra cui pittori, scultori, miniaturisti, tutti operanti dall\u2019inizio fino al penultimo decennio del secolo, che per lo studioso si apre con Teodoro Matteini e si chiude con Giacomo Favretto. L\u2019elenco, organizzato per ordine alfabetico, oltre a scarne notizie biografiche degli autori, riporta i nomi dei proprietari di allora. Da queste informazioni ha preso avvio lo strenuo lavoro di ricerca e di identificazione delle opere dopo cento anni dalla loro esposizione a Ca\u2019 Pesaro. Molte di esse, anche proprio grazie al successo dell\u2019esposizione, confluirono in raccolte pubbliche, mentre altre sono rimaste presso gli eredi o, in minima parte, sono andate definitivamente perdute. L\u2019esposizione che Ca\u2019 Pesaro presenta, visitabile fino\u00a0 al 1 aprile 2024, \u00a0offre un\u2019occasione unica di ricostruire la rassegna del 1923 e di vedere, di nuovo riuniti, i volti di numerosi protagonisti della societa, dell\u2019arte, della cultura, della vita di un territorio allargato che dal capoluogo veneto si estende fino al Friuli Venezia Giulia. Non solo Venezia ma anche Treviso, Bassano, Padova, Trieste, Belluno, Udine, Pordenone, Caneva di Sacile, furono i luoghi nei quali il geniale studioso identifico gli esemplari che dimostrarono, per la prima volta, la grandezza artistica di un secolo che si era voluto dimenticare a vantaggio della mitizzazione di quello precedente.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/09\/Schiavoni-Felice_1507-e1695153772880.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-30764 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/09\/Schiavoni-Felice_1507-e1695153772880.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"354\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/09\/Politi-Odorico_1473-e1695153808150.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-30765\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/09\/Politi-Odorico_1473-e1695153808150.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"402\" \/><\/a>La mostra \u201cIl ritratto veneziano dell\u2019Ottocento\u201d, che sar\u00e0 a Ca\u2019 Pesaro \u2013 Galleria Internazionale d\u2019Arte Moderna dal 21 ottobre 2023 al 1 aprile 2024, a cura di Elisabetta Barisoni e Roberto De Feo, \u00e8 un preciso rinvio a una mostra storica. Quella che nel lontano 1923 Nino Barbantini, primo Direttore della Galleria organizz\u00f2 e allest\u00ec sullo stesso tema: il ritratto veneziano dell\u2019Ottoce<\/strong>nto.<br \/>\n\u201cQuella mostra \u2013 ricordano i curatori dell\u2019attuale, Elisabetta Barisoni e Roberto De Feo \u2013 riscosse grandissimo successo di pubblico e una vivace risposta della stampa. Ancora oggi \u00e8 considerata una rassegna di capitale importanza per la riscoperta dell\u2019arte veneziana di un intero secolo, per l\u2019avvio della conoscenza dei suoi protagonisti e la valorizzazione di molti dei capolavori che vi furono esposti. L\u2019iniziativa inaugurava anche un nuovo corso della Galleria veneziana e dell\u2019attivit\u00e0 di Barbantini, indirizzata, durante gli anni Venti, alla progettazione di significative esposizioni monografiche su periodi o singoli protagonisti dell\u2019arte italiana. Il ritratto veneziano dell\u2019Ottocento \u00e8 inoltre centrale nella definizione della storia delle mostre e costituisce un valido e precoce esempio museografico di rassegna dedicata a un tema o a un preciso arco temporale. Concepita come una rassegna filologica di un\u2019esposizione che fece storia e al contempo un omaggio al suo geniale curatore, la cui lezione storico-artistica permane nelle collezioni e la cui voce risuona nelle sale di Ca\u2019 Pesaro. La riproposizione nella medesima sede di cos\u00ec tanti capolavori dei pi\u00f9 rappresentativi artisti veneziani<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/09\/Lipparini-Ludovico_1361-e1695153845435.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-30766 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/09\/Lipparini-Ludovico_1361-e1695153845435.jpg\" alt=\"\" width=\"333\" height=\"396\" \/><\/a> dell\u2019Ottocento, ripalesati quando perduti, ristudiati quando gi\u00e0 noti, permetter\u00e0 anche di visualizzare i tratti dei protagonisti veneziani di un intero secolo, scelti nel 1923 da Barbantini per istinto e grazie alle sue pionieristiche conoscenze di allora e, un secolo dopo, ancora capaci di affascinare e stupire il pubblico di Ca\u2019 Pesaro\u201d. Il catalogo realizzato da Barbantini annovera ben 241 opere di 50 artisti, tra cui pittori, scultori, miniaturisti, tutti operanti dall\u2019inizio fino al penultimo decennio del secolo, che per lo studioso si apre con Teodoro Matteini e si chiude con Giacomo Favretto. L\u2019elenco, organizzato per ordine alfabetico, oltre a scarne notizie biografiche degli autori, riporta i nomi dei proprietari di allora. Da queste informazioni ha preso avvio lo strenuo lavoro di ricerca e di identificazione delle opere dopo cento anni dalla loro esposizione a Ca\u2019 Pesaro. Molte di esse, anche proprio grazie al successo dell\u2019esposizione, confluirono in raccolte pubbliche, mentre altre sono rimaste presso gli eredi o, in minima parte, sono andate definitivamente perdute. \u201cL\u2019esposizione che Ca\u2019 Pesaro offre un\u2019occasione unica di ricostruire la rassegna del 1923 e di vedere, di nuovo riuniti, i volti di numerosi protagonisti della societ\u00e0, dell\u2019arte, della cultura, della vita di un territorio allargato che dal capoluogo veneto si estende fino al Friuli-Venezia Giulia. Non solo Venezia ma anche Treviso, Bassano, Padova, Trieste, Belluno, Udine, Pordenone, Caneva di Sacile, furono i luoghi nei quali il geniale studioso identific\u00f2 gli esemplari che dimostrarono, per la prima volta, la grandezza artistica di un secolo che si era voluto dimenticare a vantaggio della mitizzazione di quello precedente\u201d, chiosa la Presidente della Fondazione MuVe, Mariacristina Gribaudi. I Patrocini che a essa hanno voluto assegnare le Regioni del Veneto e del Friuli Venezia Giulia ne sottolineano il valore anche fortemente territoriale. E testimoniano l\u2019intenso lavoro di collaborazione intrecciato dal Comune di Venezia e da Fondazione MuVe con i due territori e con le istituzioni museali e culturali in essi attive. Vale fra tutti il recente esempio della mostra su Kandinsky che MuVe ha promosso con la Citt\u00e0 di Monfalcone, proponendo la mostra prima nella citt\u00e0 giuliana e successivamente al Centro Candiani di Mestre\u201d.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Nel 1923 Nino Barbantini, primo Direttore della Galleria d\u2019Arte Moderna di Ca\u2019Pesaro, organizz\u00f2 e allest\u00ec l\u2019importante esposizione dedicata a Il ritratto veneziano dell\u2019Ottocento\u201d. La mostra riscosse grandissimo successo di pubblico e una vivace risposta della stampa. Ancora oggi e considerata una rassegna di capitale importanza per la riscoperta dell\u2019arte veneziana di un intero secolo, per l\u2019avvio della conoscenza dei suoi protagonisti e la valorizzazione di molti dei capolavori che vi furono esposti. L\u2019iniziativa inaugurava anche un nuovo corso della Galleria veneziana e dell\u2019attivit\u00e0 di Barbantini, indirizzata, durante gli anni Venti, alla progettazione di significative esposizioni monografiche su periodi o singoli [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2023\/09\/19\/storica-mostra-del-ritratto-veneziano-dellottocento-a-ca-pesaro-a-venezia\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[9894,53794,41640,28386,44441,87,35351,26,17505,35188,51708,7576,4625,409394],"tags":[531351,531350,531352,355195,16887],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30761"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=30761"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30761\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":30767,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30761\/revisions\/30767"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=30761"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=30761"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=30761"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}