{"id":30772,"date":"2023-09-21T20:36:05","date_gmt":"2023-09-21T20:36:05","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=30772"},"modified":"2023-09-21T20:36:05","modified_gmt":"2023-09-21T20:36:05","slug":"45-artisti-doggi-rileggono-lopera-di-rocco-scotellaro-e-la-mia-patria-e-dove-lerba-trema-la-mostra-alla-galleria-nazionale-darte-moderna-e-contemporan","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2023\/09\/21\/45-artisti-doggi-rileggono-lopera-di-rocco-scotellaro-e-la-mia-patria-e-dove-lerba-trema-la-mostra-alla-galleria-nazionale-darte-moderna-e-contemporan\/","title":{"rendered":"45 artisti d\u2019oggi rileggono l\u2019opera di Rocco Scotellaro. \u201cE la mia patria \u00e8 dove l\u2019erba trema\u201d.  La mostra alla Galleria Nazionale d&#8217;Arte Moderna e Contemporanea di Roma"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/09\/th.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-30773\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/09\/th.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"186\" \/><\/a>Un po&#8217; tardi, ma arriva anche questa mostra dopo la mia accuratamente\u00a0 messa in piedi a Matera nella Galleria Studio Arti Visive di Franco di Pede. Nell\u2019ambito delle celebrazioni per i 100 anni dalla nascita del poeta lucano\u00a0Rocco Scotellaro\u00a0(Tricarico, 19 aprile 1923 &#8211; Portici, 15 dicembre 1953)<\/strong>, promosse da\u00a0Regione e APT Basilicata\u00a0con\u00a0il patrocinio del\u00a0Comune di Tricarico\u00a0e della\u00a0Fondazione Matera Basilicata 2019, <strong>la\u00a0Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna e Contemporanea\u00a0gli rende omaggio con la mostra<\/strong>\u00a0<strong><em>E LA MIA PATRIA \u00c8 DOVE L\u2019ERBA TREMA. 45 artisti d\u2019oggi rileggono l\u2019opera di Rocco Scotellaro<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p>La mostra,\u00a0 visitabile fino al 19 novembre 2023, \u00a0a cura di Giuseppe Appella, accoglie 45 artisti di sette generazioni:\u00a0<strong>Carlo Lorenzetti, Ruggero Savinio, Mario Raciti, Giuseppe Pirozzi, Paolo Icaro, Giulia Napoleone, Claudio Verna, Emilio Isgr\u00f2, Mario Cresci, Assadour, Giancarlo Limoni, Mimmo Paladino, Stefano Di Stasio, Sandro Sanna, Ernesto Porcari, Gregorio Botta, Giuseppe Modica, Giuliano Giuliani, Nunzio, Lucilla Catania, Roberto Almagno, Claudio Palmieri, Giovanna Bolognini, Giuseppe Salvatori, Gianni Dess\u00ec, Marco Tirelli, Felice Levini, Enrico Pulsoni, Salvatore Cuschera, Andrea Fogli, Franco Fanelli, Giuseppe Caccavale, Elvio Chiricozzi, Elisabetta Benassi, Giuseppe Capitano, Ciro Vitale, Giuseppe Cirac\u00ec, Pierpaolo Lista, Francesco Arena, Alberto Gianfreda, Laura Paoletti, Ilaria Gasparroni, Antonio Della Guardia, Veronica Bisesti, Ado Brandimarte<\/strong>.<br \/>\nSono artisti che hanno avuto costanti rapporti con la poesia, spesso provenienti dalle regioni che Rocco ha frequentato. A questi, sette mesi fa, \u00e8 stato inviato il volume\u00a0Rocco<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/09\/Scotellaro-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-30774 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/09\/Scotellaro-1.jpg\" alt=\"\" width=\"338\" height=\"367\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/09\/Scotellaro-1.jpg 338w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/09\/Scotellaro-1-276x300.jpg 276w\" sizes=\"(max-width: 338px) 100vw, 338px\" \/><\/a> Scotellaro, Tutte\u00a0le Opere\u00a0(Mondadori Editore Milano 2019), per una lettura-confronto che portasse non solo alla creazione di un\u2019opera ma anche a una pagina scritta utile per mettere in evidenza il rapporto parola-immagine e quanto fosse opportuno parlare di Scotellaro, non solo dal punto di vista sociopolitico ma anche sul piano pi\u00f9 squisitamente letterario. Proprio perch\u00e9, come scrive Emilio Isgr\u00f2 nella sua pagina presente nel catalogo pubblicato da Silvana Editoriale,\u00a0<em>\u201cbasta leggere qualche verso per sentire che proprio la musica scotellariana, con tutta la sua cantabilit\u00e0 popolare,\u00a0\u00e8 radicalmente diversa da quella ermetica\u201d<\/em>. E, inoltre,<em>\u00a0\u201cper segnalare se non sia possibile riaprire per il Sud, proprio oggi, la messianica promessa di crescita e di salvezza sempre affermata e mai mantenuta\u201d. Perch\u00e9 \u201c\u00e8 di arte e di letteratura, cio\u00e8 di sogni disinteressati e forti, che oggi ha bisogno la politica per rifondarsi\u201d.<\/em><em><br \/>\n<\/em>Un modo per rinverdire l\u2019intenso dibattito politico-culturale della prima met\u00e0 degli anni Cinquanta ma anche di prendere atto dei larghi interessi di Scotellaro evidenti nelle prose giornalistiche, negli scritti cinematografici e nelle frequentazioni artistiche (tramite Mauro Masi- Michele Giocoli-Remigio Claps prima, Carlo Levi, Ernesto De Martino, Adriano Olivetti, Amelia Rosselli, Giorgio Bassani, Leonardo Sinisgalli poi), tutti rivolti alle istanze e alle necessit\u00e0 proprie del nostro tempo. Che ritroviamo nei titoli delle opere create per l\u2019occasione, utilizzando tutti i linguaggi della contemporaneit\u00e0:\u00a0<em>Io sono un filo d\u2019erba, Oso, come l\u2019albero del vento, La vita si rinserra tra quattro mura, Piramidi di stelle, La faccia di terra abbiamo, Fra me e te voglio piantare un frutteto, Il cielo a bocca aperta, La terra mi tiene, Contadini del Sud, Un alito pu\u00f2 trapiantare\u00a0il mio seme lontano, \u00c8 fatto giorno, Bianco per Rocco, La turba dei pezzenti, Altre ali fuggiranno, Tomolo, Mare lontano, Uno si distrae al bivio, Dove il cielo sconfina, Io sono uno degli altri, Anche una pietra, Sempre nuova \u00e8 l\u2019alba.<\/em>\u00a0<em>\u00a0<\/em><em><br \/>\n<\/em>Rocco Scotellaro\u00a0nasce a Tricarico (MT) il 19 aprile 1923 da Vincenzo, calzolaio, e da Francesca Armento, sarta e scrivana del paese. Frequenta le scuole tra Tricarico, Sicignano degli Alburni, Cava dei Tirreni, Matera, Potenza e Trento dove consegue la maturit\u00e0 classica nel \u201941 e<br \/>\nha per docente Giovanni Gozzer, da cui apprende i primi rudimenti teorici del socialismo. Per la morte del padre, \u00e8 costretto a rientrare nel \u201942 a Tricarico da Roma dove si \u00e8 iscritto alla Facolt\u00e0 di Giurisprudenza: si trasferisce alle universit\u00e0 di Napoli e Bari, senza mai conseguire la laurea.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/09\/4.-ISGRO-scaled-1-e1695328072380.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-30775\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/09\/4.-ISGRO-scaled-1-e1695328072380.jpg\" alt=\"\" width=\"468\" height=\"327\" \/><\/a>Nel \u201943 conosce l\u2019epidemiologo meridionalista Rocco Mazzarone, destinato a rimanere presenza fissa di riferimento; avvia una intensa attivit\u00e0 in seno al Comitato di Liberazione di Tricarico; nel dicembre dello stesso anno si iscrive al Partito Socialista. A ventitr\u00e9 anni, nel \u201946, viene eletto sindaco di Tricarico: le sue capacit\u00e0 relazionali gli garantiscono attenzione e stima anche da parte delle gerarchie ecclesiastiche, assai importanti nella vita del paese. Nel maggio del \u201946 conosce Carlo Levi e Manlio Rossi-Doria, cui si lega di amicizia sincera. Come ispettore regionale per il lavoro giovanile, Scotellaro si adopera per la tutela dei braccianti, questione che contemporaneamente viene trattando in versi e prose. Ravvisa la necessit\u00e0 di una maggiore partecipazione della popolazione alla vita politica e istituzionale e realizza questo obiettivo con i \u201cconsigli di borgo\u201d e con la fondazione di un ospedale, inaugurato a Tricarico nel \u201947, cui ha giovato il contributo di molti, anche in minima quota. Rieletto sindaco nel \u201948, \u00e8 solidale con i contadini nell\u2019occupazione delle terre. Partecipa all\u2019Assise per la terra, svoltasi a Matera il 3 e 4 dicembre 1949 e viene eletto membro del Comitato regionale dell\u2019Assise per la rinascita del Mezzogiorno. In questi anni Scotellaro stringe amicizie determinanti nel completamento del suo profilo intellettuale: con George Peck, storico-antropologo americano che studia la comunit\u00e0 di Tricarico; con Friedrich G. Friedmann, il filosofo tedesco-americano venuto nel Mezzogiorno a conoscere la\u00a0<em>Weltanschauung\u00a0<\/em>del contadino; con Ernesto De Martino e con Adriano Olivetti. L\u2019arresto, l\u20198 febbraio 1950, per un preteso delitto di concussione con riferimento a episodi che risalgono a qualche anno prima, trattiene Scotellaro nel carcere di Matera tra febbraio e marzo: qui annota le prime idee per\u00a0<em>L\u2019uva puttanella<\/em>. La vicenda, assai corrosiva sul piano umano, ha un esito felice dal punto di vista giudiziario: il 24 marzo 1950 la Sezione istruttoria della corte di appello di Potenza lo proscioglie \u00abper non aver commesso il fatto\u00bb ovvero \u00abperch\u00e9 il fatto non costituisce reato\u00bb e, ordinandone la scarcerazione, allude espressamente nella sentenza a una concertata \u00abvendetta politica\u00bb. Amareggiato, si dimette da sindaco nel maggio 1950 e lascia Tricarico per Roma e poi per Portici (NA), chiamato da Rossi-Doria presso l\u2019Osservatorio di Economia agraria, dove partecipa alla stesura dei preliminari per il Piano regionale di sviluppo della Basilicata commissionato dalla SVIMEZ. Sotto la guida di Mazzarone, si occupa dei problemi igienico-sanitari; scrive anche dettagliate relazioni sull\u2019analfabetismo e la scuola, canalizzando un interesse sociologico che, nel maggio del 1953, lo porta a concordare con Vito Laterza, tramite Vittore Fiore, il libro\u00a0<em>Contadini del Sud<\/em>. Sollecitato dagli amici contadini, con i quali non ha interrotto la continuit\u00e0 del profondo rapporto di fiducia, si candida alle elezioni provinciali del maggio 1952, nonostante qualche attrito con il PSI materano; questa volta per\u00f2 non ne esce vittorioso. Il 15 dicembre 1953 Scotellaro muore improvvisamente per un infarto a Portici, nella straziata incredulit\u00e0 dei tanti amici e con molti progetti avviati.\u00a0<em>Contadini del Sud\u00a0<\/em>viene premiato postumo per l\u2019inchiesta nel \u201954 (Premio San Pellegrino);\u00a0post mortem\u00a0arriva anche il Premio Viareggio \u201954 per le poesie di\u00a0<em>\u00c8 fatto giorno<\/em>.\u00a0<em>\u00a0<\/em> Fabbrichiamo ricordi. Il poeta invece li crea. Rocco Scotellaro ha avuto una vita breve ma intensa, forse perch\u00e9, come lui stesso ha scritto, aveva capito \u201cfin troppo gli anni e i giorni e le ore\u201d, e ne ha cesellato molti. Nelle sue parole politiche, sentimentali, sinestetiche ha incastonato pensieri che profumano di rosmarino. Passando dalle parti del cuore, quello sul quale teneva la mano mentre camminava (\u201ca forza potrebbero rubarlo\u201d, diceva), ha restituito la sua integrit\u00e0 di uomo che ha amato molto e compreso troppo. La sua \u00e8 stata una lucidit\u00e0 paterna, paziente, accogliente. Un uomo forte e saldo che ha contemplato la notte e le sue costellazioni di fiori di mandorlo. Notti piene di speranza e di certezze sulla bellezza fragile ma assoluta del mondo e di una terra dalla quale imparare tutto, mentre le radici si avvinghiano e le fronde sono mosse dal vento. Il ricordo di Rocco Scotellaro alla Galleria Nazionale, si moltiplica per 45, tanti sono gli artisti chiamati a restituire un\u2019opera suggerita dall\u2019esperienza della lettura della sua parola poetica, rinnovato testimone da affidare alle generazioni che verranno.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p><em><\/p>\n<p><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Un po&#8217; tardi, ma arriva anche questa mostra dopo la mia accuratamente\u00a0 messa in piedi a Matera nella Galleria Studio Arti Visive di Franco di Pede. 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