{"id":308,"date":"2013-04-30T22:40:40","date_gmt":"2013-04-30T22:40:40","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=308"},"modified":"2013-04-30T22:40:40","modified_gmt":"2013-04-30T22:40:40","slug":"laustraliano-ron-mueck-alla-fondation-cartier-di-parigi-ritrae-i-drammi-del-nostro-tempo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2013\/04\/30\/laustraliano-ron-mueck-alla-fondation-cartier-di-parigi-ritrae-i-drammi-del-nostro-tempo\/","title":{"rendered":"L&#8217;australiano Ron Mueck alla Fondation Cartier di Parigi ritrae  i drammi del nostro tempo."},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/04\/small_130416-154019_To160413EST_267.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-310\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/04\/small_130416-154019_To160413EST_267-300x188.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"188\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/04\/small_130416-154019_To160413EST_267-300x188.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/04\/small_130416-154019_To160413EST_267-1024x642.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/04\/small_130416-154019_To160413EST_267.jpg 1400w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/04\/small_130416-151211_TO160413EST_8183.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-313\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/04\/small_130416-151211_TO160413EST_8183-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/04\/small_130416-151211_TO160413EST_8183-300x199.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/04\/small_130416-151211_TO160413EST_8183-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/04\/small_130416-151211_TO160413EST_8183.jpg 1400w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>E&#8217; una umanit\u00e0 desolante quella che <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>l&#8217;australiano Ron Mueck (Melbourne 1958) <\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\">presenta <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>con le sue sculture neoiperrealiste,\u00a0 esposte a Parigi <\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>presso la Fondation Cartier per l&#8217;art contemporain, <\/strong>r<\/span><span style=\"font-size: medium\">itornandovi con questa nuova personale\u00a0 dopo il successo riscontrato nel 2005. Nove sculture\u00a0 di grande formato sbattute in faccia al visitatore, tanto da sorprenderlo, forsanche spaventandolo, ma cariche di una forza evocatrice potente e impressionante, dove la\u00a0 forma umana \u00e8 colta nei suoi momenti di riflessione, di abbandono, di scoramento. Uomini, anziani, neonati, bambini, donne, tutto appare come una umanit\u00e0 in cammino, dove il mestiere di vivere e il dolore, non solo quello ungarettiano ma anche quello montaliano degli \u201cOssi di seppia\u201d o le tracce\u00a0 di \u201cterra desolata\u201d di Eliot vi compaiono per darci una cornice di lettura pi\u00f9 densa e pi\u00f9 vera. Mueck ha ossessionato\u00a0 tutti\u00a0 fin\u00a0 dal suo esordio avvenuto nel 1996. Ora la mostra aperta fino al 29 settembre 2013 ci svela una presa di coscienza sulla solitudine dell&#8217;uomo, una\u00a0 storia graffiante di individui alienati e sofferenti, rassegnati e consapevoli, alla ricerca di una via d&#8217;uscita. Sculture a dimensione pi\u00f9 che umana, di un realismo pi\u00f9 vero del vero, con l&#8217; utilizzo di un carnato sorprendente, e persino di peli e capelli reali, con i rossori e le pieghe della pelle che raccontano gli anni e le emozioni svelate ad esempio negli occhi\u00a0 della donna che porta i rami. I soggetti rappresentati da Mueck non sono mai a dimensione umana , o giganti o lillipuziani, tanto da turbare vivamente il visitatore. Delle nove sculture, sei sono abbastanza recenti, tre sono state realizzate appositamente per la mostra,sculture in materiali polivinilici, resine e materiale vario. Tra queste solo un animale, ovvero un pollo di dimensioni notevoli appeso a testa in gi\u00f9 che cozza quasi con la testa dei visitatori, poi l&#8217;umanit\u00e0 che lavora rappresentata dal carico di rami raccolti in fascina e trasportati da una una donna ormai sfatta, l&#8217; umanit\u00e0 spaesata\u00a0 dell&#8217;uomo migrante infreddolitosulla barca,\u00a0 il dolore del ragazzo sbigottito per il ferimento\u00a0 al costato, una timida coppia di fidanzatini\u00a0 impauriti dal futuro\u00a0 che li attende, una madre con neonato\u00a0 ancor poveri con tra le mani due buste di spesa, una coppia di anziani distesi in spiaggia e\u00a0 ormai raggiunti da una routine\u00a0paradossale, fino a una grande maschera vuota e un nuotatore in piscina che evidenzia una sua abbronzatura chimica e innaturale. Mostra da non perdere visto che Mueck \u00e8 il maggiore scultore<br \/>\niperrealista dei nostri tempi, ancor pi\u00f9 di Duane Hanson\u00a0 che fin dagli anni Sessanta del Novecento inaugur\u00f2 il genere. In mostra anche un documentario del fotografo\u00a0 Gautier Deblond\u00a0 in cui si mostrano la genesi e le lavorazioni delle sculture esposte. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00a0<span style=\"font-size: medium\">Carlo Franza<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p align=\"JUSTIFY\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>E&#8217; una umanit\u00e0 desolante quella che l&#8217;australiano Ron Mueck (Melbourne 1958) presenta con le sue sculture neoiperrealiste,\u00a0 esposte a Parigi presso la Fondation Cartier per l&#8217;art contemporain, ritornandovi con questa nuova personale\u00a0 dopo il successo riscontrato nel 2005. Nove sculture\u00a0 di grande formato sbattute in faccia al visitatore, tanto da sorprenderlo, forsanche spaventandolo, ma cariche di una forza evocatrice potente e impressionante, dove la\u00a0 forma umana \u00e8 colta nei suoi momenti di riflessione, di abbandono, di scoramento. 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