{"id":30858,"date":"2023-09-30T20:22:58","date_gmt":"2023-09-30T20:22:58","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=30858"},"modified":"2023-09-30T20:22:58","modified_gmt":"2023-09-30T20:22:58","slug":"depero-la-cavalcata-fantastica-a-palazzo-medici-riccardi-a-firenze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2023\/09\/30\/depero-la-cavalcata-fantastica-a-palazzo-medici-riccardi-a-firenze\/","title":{"rendered":"Depero. La Cavalcata fantastica a Palazzo Medici Riccardi a Firenze"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/09\/b32c57ea-f15a-a974-d4bf-14fadd9ff95d.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-30860\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/09\/b32c57ea-f15a-a974-d4bf-14fadd9ff95d.jpg\" alt=\"\" width=\"223\" height=\"396\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/09\/b32c57ea-f15a-a974-d4bf-14fadd9ff95d.jpg 223w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/09\/b32c57ea-f15a-a974-d4bf-14fadd9ff95d-169x300.jpg 169w\" sizes=\"(max-width: 223px) 100vw, 223px\" \/><\/a>All\u2019indomani della terribile alluvione che nel 1966 devasta Firenze, l\u2019ingegnere navale Alberto Della Ragione dona al Comune di Firenze una<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/09\/Depero.-Cavalcata-fantastica-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-30862 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/09\/Depero.-Cavalcata-fantastica-2.jpg\" alt=\"\" width=\"308\" height=\"173\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/09\/Depero.-Cavalcata-fantastica-2.jpg 308w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/09\/Depero.-Cavalcata-fantastica-2-300x169.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 308px) 100vw, 308px\" \/><\/a> raccolta di 241 opere della propria collezione, rispondendo all\u2019appello che Carlo Ludovico Ragghianti con il Comitato Internazionale per Firenze aveva rivolto ad artisti e collezionisti per \u201cdare un contributo alla resurrezione di Firenze\u201d. Tra le opere spicca un olio su tela di\u00a0Fortunato Depero, dal titolo Nitrito in velocit\u00e0. Partendo da quest\u2019opera, oggi in collezione presso il Museo Novecento di Firenze, prende avvio la mostra dedicata al grande artista trentino, che porta in Palazzo Medici Riccardi capolavori provenienti da una prestigiosa collezione privata e dal Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, depositario di un importante nucleo di opere donate dall\u2019artista al Comune di Rovereto nel 1957 per la creazione di un museo a lui dedicato<\/p>\n<p>Fortunato Depero (1892-1960) nasce a Fondo, in Val di Non, e ancora giovanissimo si trasferisce con la famiglia a Rovereto, sua citt\u00e0 d\u2019adozione. Qui studia presso la Scuola Reale Elisabettina, un istituto tecnico di arte applicata che nel suo programma intende favorire, attraverso la pratica e lo studio, l\u2019interdisciplinarit\u00e0 tra le arti. Fin da subito il giovane Depero guarda all\u2019arte italiana e alle sue influenze e, neanche ventenne, si reca prima a Torino, poi a Firenze e infine a Roma, dove si trasferisce per un breve periodo assieme alla futura moglie Rosetta Amadori. Nella capitale Depero rimane folgorato dall\u2019opera di Umberto Boccioni ed entra in contatto con Filippo Tommaso Marinetti, Giacomo Balla e Francesco Cangiullo aderendo al Futurismo. L\u2019estetica futurista, che vuole ridisegnare la vita quotidiana con forme e colori abbandonando la divisione accademica tra arti maggiori ed arti minori, rispecchia fin da subito l\u2019ideale artistico del giovane Depero. Nel 1915 assieme a Balla \u00e8 firmatario del manifesto Ricostruzione futurista dell\u2019Universo con il quale auspicano di \u201crealizzare questa fusione totale per ricostruire l\u2019universo rallegrandolo, cio\u00e8 ricreandolo integralmente\u201d.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/09\/Depero.-Cavalcata-fantastica-768x425-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-30863 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/09\/Depero.-Cavalcata-fantastica-768x425-1.jpg\" alt=\"\" width=\"308\" height=\"170\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/09\/Depero.-Cavalcata-fantastica-768x425-1.jpg 308w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/09\/Depero.-Cavalcata-fantastica-768x425-1-300x166.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 308px) 100vw, 308px\" \/><\/a><\/p>\n<p>La favola meccanica de I Balli plastici giunge a seguito dell\u2019esperienza con il fondatore dei Balletti Russi Sergej Djagilev, che nel 1916 lo incarica di realizzare la scenografia e i costumi per Le Chant du rossignol di Igor Stravinskij. Depero disegna i bozzetti dei costumi e un modello in grande scala della scenografia, un luogo fantastico fatto di fiori e composizioni geometriche, un paesaggio \u201castratto, a coni, piramidi, poliedri\u201d gi\u00e0 teorizzato nel 1915 nel manifesto Ricostruzione futurista dell\u2019Universo. Tuttavia, la complessit\u00e0 dell\u2019allestimento \u2013 assieme a una probabile collaborazione con Picasso per la realizzazione dei costumi del balletto Parade \u2013 portano al fallimento del progetto, che vede la messa in scena dello spettacolo nel 1920 con i costumi disegnati da Henri Matisse. Questo non ferma per\u00f2 Depero: i personaggi e le scenografie pensate per i balletti russi divengono infatti protagonisti di alcune delle sue opere pi\u00f9 note, e le stoffe inutilizzate per i costumi per lo spettacolo di Djagilev vengono impiegate per le prime creazioni tessili che tanta fama hanno dato all\u2019artista trentino.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/09\/143481-deperofirenze.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-30864\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/09\/143481-deperofirenze.jpg\" alt=\"\" width=\"240\" height=\"180\" \/><\/a>I colori sgargianti, le campiture piatte e le forme geometriche e giocose, tipiche dello stile deperiano, invadono non solo le tele ma entrano a far parte della vita quotidiana. L\u2019artista progetta e realizza giocattoli, mobili, oggetti di arredamento e soprattutto arazzi, cuscini e composizioni in stoffa. <strong>Nel 1919 decide di fondare, in una Rovereto ancora distrutta dalla Grande Guerra, una propria \u201cCasa d\u2019Arte Futurista\u201d dove produrre le sue creazioni. Cuore pulsante del laboratorio artistico sono le \u201ctarsie in panno\u201d assemblate da un gruppo di ricamatrici, che lavorano a partire dai suoi progetti sotto la supervisione della moglie<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/09\/Depero.-Cavalcata-fantastica-1-768x525-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-30865 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/09\/Depero.-Cavalcata-fantastica-1-768x525-1.jpg\" alt=\"\" width=\"417\" height=\"285\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/09\/Depero.-Cavalcata-fantastica-1-768x525-1.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/09\/Depero.-Cavalcata-fantastica-1-768x525-1-300x205.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 417px) 100vw, 417px\" \/><\/a> Rosetta. <\/strong>Gli arazzi, caratterizzati da colori vivaci, linee sintetiche e personaggi fantastici, devono sostituire, secondo Depero \u201ccon intenzioni ultramoderne ogni tipo di arazzo-gobelin, tappeti persiani, turchi, arabi, indiani, che oggi invadono qualsiasi distinto ambiente\u201d. <strong>Una delle prime tarsie in panno prodotte nel laboratorio roveretano \u00e8 proprio Cavalcata fantastica, commissionata dallo scrittore Umberto Notari per la Sala da fumo della sua villa di Monza.<\/strong> L\u2019idea di \u201cdipingere con panni colorati\u201d risale ad alcuni anni prima della \u201cCasa d\u2019Arte Futurista\u201d, quando l\u2019artista \u00e8 ospite a Capri di Gilbert Clavel, poeta di origini svizzere trasferitosi in Italia ai primi del Novecento. Il \u201cprofessore di storia egizia, indagatore e osservatore con sensibilit\u00e0 d\u2019artista, scrittore, amante del popolo, del verso e della metafisica\u201d, affascinato dai personaggi fantastici e dal suo stile artistico aveva accolto Depero nella sua villa per lavorare all\u2019illustrazione del suo libro Un istituto per suicidi, pubblicato nel 1917. Inizia cos\u00ec la collaborazione e l\u2019amicizia tra i due uomini che sfocer\u00e0 nella creazione del progetto teatrale di grandissimo impatto de I Balli Plastici, con le coreografie di Depero e Clavel e la direzione musicale di Alfredo Casella, qui ritratto in un disegno coevo. Lo spettacolo, andato in scena con successo nel 1918 al Teatro dei Piccoli di Roma, rappresenta una delle prime sperimentazioni teatrali d\u2019avanguardia. Nel rispetto dell\u2019idea di teatro futurista gli attori sono sostituiti da automi che Depero crea ispirandosi a ci\u00f2 che lo circonda e agli amici che frequenta: il pagliaccetto ricorda, ad esempio, lo stesso Clavel; mentre l\u2019uomo con i baffi \u00e8 verosimilmente un omaggio al padre del futurismo, Marinetti.<\/p>\n<p>Spinto da una curiosit\u00e0 insaziabile, nel 1928, Depero e la moglie si imbarcano alla volta di New York con l\u2019intento di aprire una filiale della Casa d\u2019arte. New York rappresenta per l\u2019artista la citt\u00e0 futurista per eccellenza, il tempio della modernit\u00e0 dove dominano meccanica, velocit\u00e0, luci e grattacieli e la metropoli diventa subito oggetto di numerose opere. Qui ha anche l\u2019occasione di entrare in contatto con il mondo della pubblicit\u00e0 e dell\u2019editoria, lavorando, tra gli altri, per le riviste Vanity Fair e News Auto Atlas. Il suo arrivo nella Grande Mela coincide per\u00f2 con la Grande Depressione del 1929 e il progetto della \u201cDepero\u2019s Futuristic House\u201d non ingrana, costringendolo nel 1930 a rientrare in Italia. Due anni dopo Depero partecipa alla Biennale di Venezia esponendo il Nitrito in velocit\u00e0, che, molto probabilmente, viene acquistato proprio in quest\u2019occasione da Alberto Della Ragione. Il soggetto ebbe un notevole successo tanto che ne realizza varie versioni, presentando nel linguaggio plastico e meccanico il tema dello slancio del cavaliere a cavallo, gi\u00e0 ampiamente indagato anche dagli altri futuristi e sintetizzato attraverso un uso sapiente delle linee di forza e del triangolo. Dice Depero: \u201c\u00c8 ora di finirla con il riconoscimento dell\u2019artista dopo la morte o in avanzata vecchiaia. L\u2019artista ha bisogno di essere riconosciuto, valutato e glorificato in vita, e perci\u00f2 ha diritto di usare tutti i mezzi pi\u00f9 efficaci ed impensati per la r\u00e8clame al proprio genio e alle proprie opere\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>All\u2019indomani della terribile alluvione che nel 1966 devasta Firenze, l\u2019ingegnere navale Alberto Della Ragione dona al Comune di Firenze una raccolta di 241 opere della propria collezione, rispondendo all\u2019appello che Carlo Ludovico Ragghianti con il Comitato Internazionale per Firenze aveva rivolto ad artisti e collezionisti per \u201cdare un contributo alla resurrezione di Firenze\u201d. Tra le opere spicca un olio su tela di\u00a0Fortunato Depero, dal titolo Nitrito in velocit\u00e0. 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