{"id":30929,"date":"2023-10-09T20:28:05","date_gmt":"2023-10-09T20:28:05","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=30929"},"modified":"2023-10-09T20:28:05","modified_gmt":"2023-10-09T20:28:05","slug":"filadelfo-simi-tra-parigi-firenze-e-la-versilia-la-mostra-nel-centenario-della-morte-in-tre-sedi-toscane-in-primis-a-seravezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2023\/10\/09\/filadelfo-simi-tra-parigi-firenze-e-la-versilia-la-mostra-nel-centenario-della-morte-in-tre-sedi-toscane-in-primis-a-seravezza\/","title":{"rendered":"Filadelfo Simi tra Parigi, Firenze e la Versilia. La mostra nel centenario della morte, in tre sedi toscane, in primis a Seravezza."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/FILADELFO-SIMI-INVITO-INAUGURAZIONE-1.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-30930\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/FILADELFO-SIMI-INVITO-INAUGURAZIONE-1.jpeg\" alt=\"\" width=\"232\" height=\"464\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/FILADELFO-SIMI-INVITO-INAUGURAZIONE-1.jpeg 800w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/FILADELFO-SIMI-INVITO-INAUGURAZIONE-1-150x300.jpeg 150w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/FILADELFO-SIMI-INVITO-INAUGURAZIONE-1-512x1024.jpeg 512w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/FILADELFO-SIMI-INVITO-INAUGURAZIONE-1-768x1536.jpeg 768w\" sizes=\"(max-width: 232px) 100vw, 232px\" \/><\/a>Filadelfo Simi. Parigi, Firenze e la Versilia. Il viaggio della vita<\/strong> <strong>\u00e8 il titolo della mostra che la Citt\u00e0 di Seravezza, la<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/21_F_SIMI_La_moglie_che_legge_il_giornale_OST.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-30931 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/21_F_SIMI_La_moglie_che_legge_il_giornale_OST.jpg\" alt=\"\" width=\"284\" height=\"389\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/21_F_SIMI_La_moglie_che_legge_il_giornale_OST.jpg 802w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/21_F_SIMI_La_moglie_che_legge_il_giornale_OST-219x300.jpg 219w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/21_F_SIMI_La_moglie_che_legge_il_giornale_OST-748x1024.jpg 748w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/21_F_SIMI_La_moglie_che_legge_il_giornale_OST-768x1051.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 284px) 100vw, 284px\" \/><\/a> Fondazione Terre Medicee, e la Comunit\u00e0 di Levigliani dedicano al grande maestro dell\u2019800 italiano nel centenario dalla morte \u2013 Simi nasce a Levigliani l\u201911 febbraio 1849 e muore a Firenze il 5 gennaio 1923 \u2013.<\/strong><\/p>\n<p><strong>La rassegna, visitabile fino al 22 ottobre 2023, composta da oltre cinquanta opere allestite nelle tre sedi della mostra: le Scuderie Granducali e Palazzo Rossetti a Seravezza e Palazzo Simi a Levigliani, intende presentare il pittore stazzemese sotto una nuova luce.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>A cinquantacinque anni dalla Mostra Fiorentina di Palazzo Strozzi, curata da Pietro Annigoni e a trentotto da quella al Mediceo di Seravezza, curata da Giampaolo Daddi, la mostra attuale vuole apportare nuove conoscenze sul Simi, in particolare sul suo periodo francese, sui suoi legami con il mondo del marmo e della scultura e sui suoi periodi di soggiorno in Versilia, anche alla luce dell\u2019analisi di quanto contenuto in termini di immagini e documenti, nell\u2019Archivio Simi.<\/p>\n<p>Il riconoscimento delle sue straordinarie capacita\u0300 pittoriche e grafiche, Simi, lo ricevette gi\u00e0 in vita con numerosi premi e incarichi prestigiosi. Mentre i suoi insegnamenti furono di riferimento per molti artisti, nazionali e internazionali. Lo Studio fiorentino di Via dei Tintori, che la figlia Nera eredito\u0300, \u00e8 stato attivo fino al 1987, qui si insegnava il metodo Jerome, che Filadelfo Simi aveva appreso negli anni del suo soggiorno parigino.<\/p>\n<p>Nella produzione di Filadelfo il tema degli affetti e della vita familiare ha sempre avuto un importante risalto. L\u2019omaggio che rese ai genitori con la stesura del famoso dittico, presente in mostra, trova eco negli innumerevoli ritratti della moglie dei figli, nonch\u00e9 nelle opere dell\u2019ultimo periodo, dove le scene di vita familiare quotidiana diventano un tema ricorrente.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/29_F_SIMI_Suora_con_violino_OST.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-30932\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/29_F_SIMI_Suora_con_violino_OST.jpg\" alt=\"\" width=\"327\" height=\"412\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/29_F_SIMI_Suora_con_violino_OST.jpg 872w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/29_F_SIMI_Suora_con_violino_OST-238x300.jpg 238w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/29_F_SIMI_Suora_con_violino_OST-813x1024.jpg 813w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/29_F_SIMI_Suora_con_violino_OST-768x967.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 327px) 100vw, 327px\" \/><\/a>Il dittico dei genitori risale al 1886, quando Simi aveva 26 anni, e attraverso la posa solenne della madre, e quella piu\u0300<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/30_F_SIMI_La_preghiera_della_sera_OST-e1696882439518.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-30933 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/30_F_SIMI_La_preghiera_della_sera_OST-e1696882439518.jpg\" alt=\"\" width=\"418\" height=\"312\" \/><\/a> pragmatica del padre, riesce ad andare ben oltre la perfezione tecnica della tela conferendo ai soggetti un alone di spiritualit\u00e0. Volle, rifacendosi al dittico dei Duchi di Urbino di Piero della Francesca, riproporre una \u201ccoppia regale\u201d, legata in un\u2019unica cornice. Fu Pietro Annigoni a dividere il dittico in occasione della mostra del 1958, presentando le opere separatamente: la madre Angiolina \u201c<em>composta in una solennit\u00e0 da quattrocentista e\u0300 percorsa da una commovente affettuosit\u00e0, con quelle mani che paiono rendere palese, da parte del Pittore, il desiderio di baciarle con venerazione\u201d<\/em>, come ebbe a scrivere Annigoni. Analogamente, le mani sono il fulcro del ritratto del padre: \u201c<em>Le piu\u0300 belle mani di tutta la pittura dell\u2019800\u2019<\/em>, come ebbe a definirle Riccardo Bremer, <em>sono a sistemare un ingranaggio, una ruota dentata<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Lorenzo Simi, il padre, era\u00a0 alle dipendenze dell\u2019Ingegner Angelo Vegni, lo stesso imprenditore del settore del marmo che, in qualit\u00e0 di mecenate, sosterr\u00e0 gli studi parigini di Filadelfo con Jean Leon Jerome \u2013 considerato allora Maestro dell\u2019insegnamento Accademico e del Neoclassicismo francese &#8211; e supporter\u00e0 Filadelfo al suo rientro in Italia, fino a concedergli un lascito testamentario.<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/18_F_SIMI_Ritratto_del_padre_Lorenzo_OST.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-30934\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/18_F_SIMI_Ritratto_del_padre_Lorenzo_OST.jpg\" alt=\"\" width=\"381\" height=\"348\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/18_F_SIMI_Ritratto_del_padre_Lorenzo_OST.jpg 758w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/18_F_SIMI_Ritratto_del_padre_Lorenzo_OST-300x274.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 381px) 100vw, 381px\" \/><\/a>Da Parigi a Madrid, dalla Francia alla Spagna, le esperienze e gli studi, le visite ai Musei pi\u00f9 importanti, la partecipazione alle ricerche artistiche nei cenacoli internazionali, furono fondamentali per Filadelfo Simi: un vissuto che egli trasferisce nel suo quotidiano e lo fa rivivere dieci anni dopo quando progetta e realizza a Stazzema il suo Studio di<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/26_F_SIMI_Reverie_OST.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-30935 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/26_F_SIMI_Reverie_OST.jpg\" alt=\"\" width=\"275\" height=\"397\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/26_F_SIMI_Reverie_OST.jpg 760w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/26_F_SIMI_Reverie_OST-208x300.jpg 208w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/26_F_SIMI_Reverie_OST-709x1024.jpg 709w\" sizes=\"(max-width: 275px) 100vw, 275px\" \/><\/a> pittura immerso nei boschi sulle alture apuane.<\/p>\n<p>Come d\u2019uso tra i pittori dell\u2019epoca Filadelfo si dedica anche al <em>Grand Tour<\/em>, passa dalla Svizzera e nel percorso italiano arriva fino in Umbria: qui, nel paese di Papigno si trattiene per diversi mesi, ospite del Parroco. Le caratteristiche del paesaggio, straordinariamente ricco di vegetazione, la Valle del fiume Nera, con la Cascata delle Marmore gi\u00e0 dal secolo precedente erano stati uno dei centri propulsori della fortunata stagione dei <em>Plenaristi<\/em>, pittori europei che tra il 1700 e il 1800 dipinsero le bellezze di questa area geografica, come fece J. B. Camille Corot che, nel settembre 1825, soggiornando a Papigno, defin\u00ec \u201cincantata\u201d la valle del fiume Velino, e descrisse anche in versi la cascata delle Marmore <em>\u201cveloce come la luce la lampeggiante massa spumeggia, scuotendo l\u2019abisso: un incessante scroscio, con la sua inesausta nube di pioggia reca un eterno aprile al terreno attorno, rendendolo tutto uno smeraldo<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/17_F_SIMI_Ritratto_della_madre_Angelina_OST.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-30936\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/17_F_SIMI_Ritratto_della_madre_Angelina_OST.jpg\" alt=\"\" width=\"413\" height=\"415\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/17_F_SIMI_Ritratto_della_madre_Angelina_OST.jpg 688w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/17_F_SIMI_Ritratto_della_madre_Angelina_OST-298x300.jpg 298w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/17_F_SIMI_Ritratto_della_madre_Angelina_OST-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 413px) 100vw, 413px\" \/><\/a><strong>Filadelfo dipinse piu\u0300 volte scorci della vallata, e vorr\u00e0 perpetuare il ricordo di quei momenti dando il nome di Nera alla figlia. \u00a0Nel 1886 Simi \u00e8 a Firenze e prende residenza in Via dei Tintori, cos\u00ec inizia a frequentare anche la Versilia, dividendosi tra Stazzema e Seravezza, dove conosce Adelaide de Beani che diventer\u00e0 sua moglie e modella di molte opere.<\/strong><\/p>\n<p>Gli anni \u201990 furono molto importanti per Filadelfo che nell\u2019ambiente fiorentino stava acquisendo sempre maggior prestigio, grazie anche alla stampa dell\u2019epoca che gli concesse grande spazio pubblicando a pagina intera alcune opere importanti. Questa esposizione \u201cmediatica\u201d nella citta\u0300 trovava la sua compensazione nell\u2019Alta Versilia, a<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/27_F_SIMI_Prime_melanconie_OST.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-30937 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/27_F_SIMI_Prime_melanconie_OST.jpg\" alt=\"\" width=\"284\" height=\"432\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/27_F_SIMI_Prime_melanconie_OST.jpg 548w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/27_F_SIMI_Prime_melanconie_OST-197x300.jpg 197w\" sizes=\"(max-width: 284px) 100vw, 284px\" \/><\/a> Stazzema, dove Filadelfo si era stabilito con la famiglia, alternando periodi di soggiorno locali a quelli fiorentini. Nella quiete dei boschi, nella vita rurale, nel contatto con i lavoratori della terra, che divennero eccellenti modelli, nelle amicizie sincere, trovava l\u2019ispirazione per la ricca produzione dei capolavori che lo resero famoso: <em>Le parche<\/em>, <em>Il sospetto<\/em>, <em>Il riflesso<\/em>, <em>Il pensiero<\/em>, <em>Fior di Vitalba<\/em>, <em>Ragazza in giallo<\/em>, <em>Revoire<\/em> rappresentano l\u2019importante produzione del momento. Ed \u00e8 dei primi anni del Novecento, la <em>Preghiera della sera<\/em>\u201d, opera in cui, come racconta Mario Pratesi in occasione della Rassegna Nazionale di Firenze del 1918: \u201c<em>Simi ha raccolto dodici figure che udirono la campana delle ventuno ricordare l\u2019agonia di Ges\u00f9 e come usano a Stazzema, nell\u2019alta Versilia, s\u2019inginocchiarono in una piazzetta di quel luogo. Sono tutte <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/24_F_SIMI_Veduta_di_Seravezza_OST.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-30938\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/24_F_SIMI_Veduta_di_Seravezza_OST.jpg\" alt=\"\" width=\"452\" height=\"273\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/24_F_SIMI_Veduta_di_Seravezza_OST.jpg 566w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/24_F_SIMI_Veduta_di_Seravezza_OST-300x181.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 452px) 100vw, 452px\" \/><\/a>in un medesimo raccoglimento di tacita preghiera comune, ma la riflessione di ciascuna figura e perfino (che parra\u0300 un \u2018inezia) delle dita incrociate, e\u0300 si\u0300 varia, che tale eguaglianza nell\u2019atto non genera monotonia, ma grata armonia\u201d. <\/em><\/p>\n<p>Racchiusa nello stesso lirismo poetico \u00e8 la <em>Primavera di Vittoria<\/em>: la fanciulla che trascende l\u2019impianto botticelliano ha il <em>volto serenamente malinconico, l\u2019abito festosamente a fiori, il panneggio perfetto e seducente, ma i suoi occhi sono arrossati dal pianto<\/em>. La Primavera di Simi piange, in vita non ha un tralcio di fiori ma di rovi, porta il cilicio e alcuni fiorellini del vestito sembrerebbero di acanto e pare dirci che, s\u00ec, la guerra e\u0300 vinta, ma quale prezzo e\u0300 stato pagato? Quanti soldati non sono tornati, o quanti lo sono, ma ammalati o mutilati? Simi celebra la vittoria, ma con la tristezza nel cuore. La <em>Primavera<\/em> e\u0300 l\u2019ultima grande (anche nelle dimensioni) opera di Filadelfo, la ritrattistica e l\u2019insegnamento saranno i settori a cui si dedicher\u00e0 negli ultimi anni di vita.<\/p>\n<p><strong>Gran parte della produzione del Simi riguarda la figura, come scrive Andrea Conti nel 1985: \u201c<em>una serie di piacevoli ed equilibrati ritratti ora gentili di fanciulle pensierose velate di malinconia, ora forti e persuasivi di vecchi contadini, ora devoti ed affettuosi della famiglia, condotti con sensibile penetrazione psicologica sempre sostenuti da un sincero interesse per l\u2019anima e la vita della persona ritratta<\/em>\u201d. Un\u2019eredit\u00e0 preziosa.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Filadelfo Simi. Parigi, Firenze e la Versilia. Il viaggio della vita \u00e8 il titolo della mostra che la Citt\u00e0 di Seravezza, la Fondazione Terre Medicee, e la Comunit\u00e0 di Levigliani dedicano al grande maestro dell\u2019800 italiano nel centenario dalla morte \u2013 Simi nasce a Levigliani l\u201911 febbraio 1849 e muore a Firenze il 5 gennaio 1923 \u2013. La rassegna, visitabile fino al 22 ottobre 2023, composta da oltre cinquanta opere allestite nelle tre sedi della mostra: le Scuderie Granducali e Palazzo Rossetti a Seravezza e Palazzo Simi a Levigliani, intende presentare il pittore stazzemese sotto una nuova luce. \u00a0A cinquantacinque [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2023\/10\/09\/filadelfo-simi-tra-parigi-firenze-e-la-versilia-la-mostra-nel-centenario-della-morte-in-tre-sedi-toscane-in-primis-a-seravezza\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[35499,9894,41640,44441,87,26,17505,35188,51708,44805,28369,7576,4625,409394],"tags":[531442,531438,531437,459242,531441,531439,531440,355195],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30929"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=30929"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30929\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":30939,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30929\/revisions\/30939"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=30929"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=30929"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=30929"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}