{"id":30993,"date":"2023-10-15T19:21:01","date_gmt":"2023-10-15T19:21:01","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=30993"},"modified":"2023-10-15T19:21:01","modified_gmt":"2023-10-15T19:21:01","slug":"nellex-studio-di-piero-manzoni-in-brera-i-lavori-esemplari-di-cinque-giovani-di-brera-che-hanno-progettato-gioielli-per-il-laboratorio-orafo-porro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2023\/10\/15\/nellex-studio-di-piero-manzoni-in-brera-i-lavori-esemplari-di-cinque-giovani-di-brera-che-hanno-progettato-gioielli-per-il-laboratorio-orafo-porro\/","title":{"rendered":"Nell\u2019Ex Studio di Piero Manzoni in Brera, i lavori esemplari  di cinque giovani di Brera  che hanno progettato gioielli per il Laboratorio Orafo Porro."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/PHOTO-2023-10-12-19-31-53-6.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-30994\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/PHOTO-2023-10-12-19-31-53-6.jpg\" alt=\"\" width=\"302\" height=\"403\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/PHOTO-2023-10-12-19-31-53-6.jpg 674w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/PHOTO-2023-10-12-19-31-53-6-225x300.jpg 225w\" sizes=\"(max-width: 302px) 100vw, 302px\" \/><\/a>L\u2019evento \u00e8 di quelli oggi che hanno presa, parlano da s\u00e9, escono dalla mischia. E\u2019 la mostra che un manipolo di studenti dell\u2019Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, nei nomi di Arianna Agostinelli, Oana Bursucanu, Giorgio Dogadi Bratti, Marta<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/PHOTO-2023-10-12-19-31-53-8.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-30995 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/PHOTO-2023-10-12-19-31-53-8.jpg\" alt=\"\" width=\"305\" height=\"407\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/PHOTO-2023-10-12-19-31-53-8.jpg 674w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/PHOTO-2023-10-12-19-31-53-8-225x300.jpg 225w\" sizes=\"(max-width: 305px) 100vw, 305px\" \/><\/a> Sabbadini (vincitrice), Sofia Samar,\u00a0 con la supervisione del Professor Guido Pertusi, ha messo in piedi nell\u2019Ex Studio di Piero Manzoni, luogo sacro dell\u2019arte contemporanea. Una mostra che \u00e8 nata da un legame, da una relazione tra il pensiero e il fare, portando l\u2019arte non solo ad apparire come spesso oggi avviene, ma a legittimare un processo estetico che trova naturale sostanza nel quotidiano, nella vita, nell\u2019essere. Un processo e un procedimento che si era gi\u00e0 visto nella famosissima \u00a0Scuola della Bauhaus\u00a0 e\u00a0 nella prima Mostra Internazionale delle Arti Decorative, poi nota come Prima Biennale di Monza,\u00a0 \u00a0 che si aperse il 19 maggio 1923 alla Villa Reale di Monza,\u00a0 e di cui quest\u2019anno ricorre il centenario. <strong>A porgere sostegno alla nobile e universitaria iniziativa che ha titolo \u201cPolemos\u201d (dopo aver guardato e studiato nientemeno che Eraclito) la storica sede del Laboratorio Orafo Porro che ha sede sempre in via Brera primo piano del civico dell\u2019Ex Studio Piero Manzoni. Un luogo, quello delle sorelle Porro, che muove proprio dal progettare e \u00a0\u00a0fare design, gioielli di altissimo livello, ormai bottega storica della Citt\u00e0 di Milano.<\/strong> \u00a0In mostra i cinque studenti che hanno elaborato manufatti e progetti, disegni e appunti, vere e proprie sculture, in materiali diversi, partendo proprio dal pensiero di Eraclito. \u00c8 ormai prassi abituale attribuire ad Eraclito la definizione di filosofo del divenire. Il famoso\u00a0<em>p\u00e0nta rei<\/em>\u00a0(tutto scorre) viene considerato il carattere peculiare della filosofia eraclitea. Il filosofo invita gli uomini ad ascoltare il proprio logos, ovvero a seguire <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/PHOTO-2023-10-12-19-31-53-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-30996\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/PHOTO-2023-10-12-19-31-53-2.jpg\" alt=\"\" width=\"325\" height=\"434\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/PHOTO-2023-10-12-19-31-53-2.jpg 674w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/PHOTO-2023-10-12-19-31-53-2-225x300.jpg 225w\" sizes=\"(max-width: 325px) 100vw, 325px\" \/><\/a>il proprio discorso, \u00a0ma comprendere il logos coincide con la comprensione del logos inteso come ragione, elemento che costituisce la vera realt\u00e0 delle cose; e nei termini di proporzione il logos va recepito come ci\u00f2 che incute armonia alle cose, con l\u2019invito a superare la doxa, (l\u2019opinione) per cogliere dietro la molteplicit\u00e0 delle cose, la verit\u00e0. Ma il logos \u00e8 anche e soprattutto l\u2019intelligenza di afferrare ci\u00f2 che coglie l\u2019unit\u00e0 degli opposti, che non sono altro che espressione di un\u2019unica unit\u00e0 di fondo. Ecco<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/PHOTO-2023-10-12-19-31-53-5.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-30997 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/PHOTO-2023-10-12-19-31-53-5.jpg\" alt=\"\" width=\"326\" height=\"435\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/PHOTO-2023-10-12-19-31-53-5.jpg 674w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/PHOTO-2023-10-12-19-31-53-5-225x300.jpg 225w\" sizes=\"(max-width: 326px) 100vw, 326px\" \/><\/a> il senso del \u201cPolemos\u201d cui si sono ispirati gli studenti.<\/p>\n<p><em>\u201cCi\u00f2 che si oppone converge, e dai discordanti bellissima armonia\u201d, <\/em>questo frammento rappresenta l\u2019enunciazione pi\u00f9 limpida e sublime dell\u2019unit\u00e0 degli opposti e dell\u2019armonia che scaturisce anche dagli opposti. Un frammento famosissimo di Eraclito, breve ma straordinariamente evocativo. L\u2019armonia e la connessione sono quindi comprensibili in base alla tensione e al conflitto che anima gli opposti. Gli opposti, in questa grandissima visione, esprimono l\u2019unit\u00e0 di fondo che ha bisogno di essi in una continua trasformazione dell\u2019uno nell\u2019altro che genera quella discorde armonia.<\/p>\n<p><strong>Sofia Samar<\/strong> ha guardato alla natura, colei che agisce attraverso le sue mani, destra e sinistra, ha immaginato che la mano sinistra sia quella che crea non basandosi sulla perfezione ma sull\u2019imperfezione e l\u2019imprevedibilit\u00e0, \u00e8 una mano non perfetta ma rugata e modellata da tutti i quattro elementi naturali come l\u2019acqua che cola e modella la materia; la scultura \u00e8 stata realizzata in ceramica bianca per simboleggiare la vita che ha origine dalla luce, ma da cui nascono anche le ombre. <strong>Oana <\/strong><strong>Bursucanu <\/strong>muove dalla bivalenza tra due termini come natura e costruzione, entrambi complici di un processo cumulativo che assicura l\u2019impossibilit\u00e0 della loro separazione. La natura del materiale, e le scelte dei metalli sottolineano il forte legame tra la natura e la costruzione <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/PHOTO-2023-10-12-19-31-53-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-30998\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/PHOTO-2023-10-12-19-31-53-1.jpg\" alt=\"\" width=\"308\" height=\"411\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/PHOTO-2023-10-12-19-31-53-1.jpg 674w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/PHOTO-2023-10-12-19-31-53-1-225x300.jpg 225w\" sizes=\"(max-width: 308px) 100vw, 308px\" \/><\/a>dando vita ad una specie di tettonica di forme e materiali in un unico blocco. <strong>Arianna Agostinelli<\/strong> \u00a0ha lavorato\u00a0 su due movimenti all&#8217;interno dei corpi, potenza e atto, lo stesso \u00a0dinamismo della materia \u00a0ripreso da Umberto Boccioni, pittore e scultore interessato al moto e alla velocit\u00e0 dell&#8217;era moderna. Attraverso il suo pensiero, profondamente influenzato dalla fisica, dalla relativit\u00e0 e soprattutto dal pensiero di Bergson, si giunge alla definizione di una forma unica che ha in s\u00e9 i movimenti di moto relativo e moto assoluto, quest&#8217;ultimo altrimenti chiamato dinamismo universale, una forza propria del corpo anche nello stato di quiete che influenza il mondo circostante. Anche una piccola foglia pu\u00f2, quindi, essere fonte di questa energia invisibile, che attraversa e trascende lo spazio visibile e limitato dell&#8217;occhio umano. <strong>Marta Sabbadini, la giovane artista di Vercelli, vincitrice del progetto<\/strong>, si \u00e8 mossa guardando come nella mitologica figura di Atlante, condannato a portare sulle proprie spalle il peso dell&#8217;intera volta celeste, la cariatide \u00e8 il corpo che si interpone tra gli elementi naturali di terra e aria. Da statua immobile la cariatide diventa simbolo di potenza e forza, in equilibrio tra l\u2019architettura umana e l\u2019architettura della natura celeste. Come un albero saldamente ancorato con le sue radici al suolo e con i rami e le fronde protesi verso l\u2019alto, la verticalit\u00e0 dell\u2019elemento divide in maniera ordinata gli ingarbugliati mondi di terra e di cielo. La struttura longitudinale suggerisce il passaggio tra le due realt\u00e0 attraverso il corpo in questo caso femminile, tracciando una linea continua che trova sia nell\u2019elemento naturale che in quello umane forze ed energie che si compensano, senza mai scontrarsi. Il cielo che secondo il racconto mitologico \u00e8 peso e punizione ora diventa leggero e sorretto da mani forti. Le braccia e le mani nell\u2019azione di sorreggere diventano trabeazioni, archi che sostengono in uno scambio continuo tra terra, cielo e ci\u00f2 che li unisce. Infine, <strong>Giorgio Dogadi Bratti<\/strong>, bergamasco, che si \u00e8 trovato a lavorare un blocco di marmo estrapolato a Carrara, di un bianco bellissimo e senza venature. Scavando nella roccia, l&#8217;uomo ha estratto la materia prima per costruire e erigere la sua storia. Da elemento grezzo a prodotto raffinato, la sua sostanza muta acquisisce forma e struttura e interagisce tridimensionalmente con lo spazio. La sua scultura\u00a0 si movimenta giocando sull&#8217;alternanza di materia grezza e materia lavorata emerge dal marmo uno sviluppo spaziale della forma, evidenziando una reciprocit\u00e0 con l&#8217;ambiente circostante, espresso in una volont\u00e0 di estrarre una costruzione dalla materia stessa, e dando voce alla forza che ha scolpito tale insieme.<\/p>\n<p><strong>Ora, si capir\u00e0 come aver messo in piedi un progetto finalizzato al presente, all\u2019attualit\u00e0, con il coinvolgimento di cinque giovani eccellenze dell\u2019arte italiana, lascia comprendere il valore finale dell\u2019arte.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>L\u2019evento \u00e8 di quelli oggi che hanno presa, parlano da s\u00e9, escono dalla mischia. E\u2019 la mostra che un manipolo di studenti dell\u2019Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, nei nomi di Arianna Agostinelli, Oana Bursucanu, Giorgio Dogadi Bratti, Marta Sabbadini (vincitrice), Sofia Samar,\u00a0 con la supervisione del Professor Guido Pertusi, ha messo in piedi nell\u2019Ex Studio di Piero Manzoni, luogo sacro dell\u2019arte contemporanea. Una mostra che \u00e8 nata da un legame, da una relazione tra il pensiero e il fare, portando l\u2019arte non solo ad apparire come spesso oggi avviene, ma a legittimare un processo estetico che trova [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2023\/10\/15\/nellex-studio-di-piero-manzoni-in-brera-i-lavori-esemplari-di-cinque-giovani-di-brera-che-hanno-progettato-gioielli-per-il-laboratorio-orafo-porro\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,59281,9894,44441,87,35266,26,17505,35188,28369,17494,44754],"tags":[386428,531467,531473,531469,531472,531470,531468,531474,355195,531475,531471],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30993"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=30993"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30993\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":30999,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30993\/revisions\/30999"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=30993"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=30993"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=30993"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}