{"id":31026,"date":"2023-10-19T21:35:24","date_gmt":"2023-10-19T21:35:24","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=31026"},"modified":"2023-10-19T21:35:24","modified_gmt":"2023-10-19T21:35:24","slug":"irma-blank-colonna-dellarte-oggi-scrittura-segno-e-colore-in-mostra-al-castello-di-miradolo-torino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2023\/10\/19\/irma-blank-colonna-dellarte-oggi-scrittura-segno-e-colore-in-mostra-al-castello-di-miradolo-torino\/","title":{"rendered":"Irma Blank colonna dell\u2019arte oggi.  Scrittura, segno e colore in mostra al Castello di Miradolo\/Torino"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/irma-blank_miradolo-2.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-31027\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/irma-blank_miradolo-2.jpeg\" alt=\"\" width=\"583\" height=\"328\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/irma-blank_miradolo-2.jpeg 640w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/irma-blank_miradolo-2-300x169.jpeg 300w\" sizes=\"(max-width: 583px) 100vw, 583px\" \/><\/a>La mostra<strong>\u00a0<em>Irma Blank. Tra segno e silenzio<\/em><\/strong>, in programma al<strong>\u00a0Castello di Miradolo dal 14 ottobre al 26 novembre 2023<\/strong>, \u00e8 dedicata all\u2019<strong>artista, a lungo dimenticata e scomparsa da pochi mesi, che ha trasformato la pittura in segno<\/strong>. <strong>Mi \u00e8 caro oggi ricordarla perch\u00e9 amica e ne ho seguito ampiamente il lavoro fin dagli anni Ottanta, quando insegnava al Liceo Artistico Statale Boccioni di Milano.<\/strong> Il progetto espositivo si articola attorno a tre nuclei tematici in dialogo tra loro: le opere, a tracciare autenticamente le declinazioni offerte al segno, i libri d\u2019artista e la documentazione fotografica e video.\u00a0La mostra intende costruire un dialogo con le sale storiche del Castello di Miradolo, per creare un\u00a0<strong>ideale controcanto tra il segno e il tempo delle opere e la storia e l\u2019architettura<\/strong>\u00a0<strong>degli spazi<\/strong>. Quella di Irma Blank \u00e8 una scrittura come narrazione e come tempo, un segno come silenzio e respiro, la possibilit\u00e0 offerta al particolare di essere letto come universale.\u00a0Il percorso prevede inoltre un\u2019<strong>installazione sonora dedicata<\/strong>, a cura di\u00a0<em>Avant-derni\u00e8re pens\u00e9e.\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Con\u00a0<em>Irma Blank. Tra segno e silenzio<\/em>, in occasione dei suoi quindici anni di attivit\u00e0,\u00a0<strong>la Fondazione Cosso inaugura\u00a0<em>atempo<\/em>, un nuovo format espositivo\u00a0<\/strong>in cui incontrare, per un breve periodo di tempo e in alcune sale del Castello di Miradolo, piccoli ma significativi omaggi ad artisti o a momenti della storia dell\u2019arte che, per le loro peculiarit\u00e0, ricerche o poetiche, si legano all\u2019identit\u00e0 del luogo e alle sue differenti anime.\u00a0\u201c<em>atempo\u201d <\/em>\u00a0intende indagare le possibilit\u00e0 dell\u2019osservare e del leggere un\u2019opera non soltanto come oggetto visivo in dialogo con lo spazio, ma come\u00a0<strong>strumento di<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/143347-Irma_Blank_-_UR_-_BUCH_ovvero_ROMANZO_BLU.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-31028 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/143347-Irma_Blank_-_UR_-_BUCH_ovvero_ROMANZO_BLU.jpg\" alt=\"\" width=\"582\" height=\"437\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/143347-Irma_Blank_-_UR_-_BUCH_ovvero_ROMANZO_BLU.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/10\/143347-Irma_Blank_-_UR_-_BUCH_ovvero_ROMANZO_BLU-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 582px) 100vw, 582px\" \/><\/a> scoperta e di riflessione del proprio tempo<\/strong>\u00a0e, insieme, del tempo, personale e privato, di coloro che si pongono in relazione con l\u2019opera stessa.\u00a0Nel linguaggio musicale, a tempo \u00e8 un\u2019indicazione che, nel corso di una composizione, riporta l\u2019esecutore al regolare movimento dopo una variazione di tempo; a tempo suggerisce la temporalit\u00e0 di un evento, l\u2019approssimarsi rapido della sua conclusione e, insieme, la sospensione del tempo stesso.<\/p>\n<p><strong>Irma Blank<\/strong>\u00a0(Celle, 1934 \u2013\u00a0Milano, 2023) nasce nel nord della Germania dove vive fino al 1955, quando si trasferisce con il marito italiano in Sicilia. Questa esperienza di sradicamento \u00e8 alla base del suo lavoro. Scopre che \u201cnon esiste la parola giusta\u201d e inizia a lavorare alla sua prima serie astratta\u00a0<em>Eigenschriften<\/em>\u00a0(1968-1973), simile a scritti non fatti. Nel 1973 si trasferisce a\u00a0Milano\u00a0dove diventa insegnante d\u2019arte al liceo artistico. Questo spostamento determina il passaggio alla serie\u00a0<em>Trascrizioni<\/em>\u00a0(1973-1979) avviando un processo di lavoro ciclico che risponde a esplorazioni interiori e ad eventi esterni. In questi anni inizia a partecipare a mostre personali e collettive in Italia e in Germania e, da scrittrice prolifica, pubblica i suoi testi su libri e riviste. Viene inoltre coinvolta in gruppi di poesia italiana d\u2019avanguardia, come lo spazio sperimentale Mercato del Sale fondato a\u00a0Milano\u00a0da Ugo Carrega. Dopo la partecipazione a Documenta 6 nel 1977, entra a far parte di una rete pi\u00f9 internazionale. Sempre nel 1977 effettua la prima registrazione sonora del disegno e compie le sue prime azioni in uno spazio pubblico, applicando abusivamente i suoi fogli di\u00a0<em>Trascrizioni\u00a0<\/em>sui muri della metropolitana di\u00a0Milano. Un anno dopo la morte del marito nel 1983, Irma decide di trascorrere una parte dell\u2019anno a D\u00fcsseldorf, dove tiene uno studio fino al 1993 e dove ri(scopre) il colore blu del cielo della sua terra natale che si ritrova nelle successive opere\u00a0<em>Radical Writings<\/em>\u00a0(1983-1996). Alla fine degli anni Novanta, torna definitivamente a\u00a0Milano dove continua a lavorare in modo disciplinato ed ascetico producendo l\u2019ultima serie di opere, le simultanee\u00a0<em>Hyper-Text<\/em>\u00a0(1998-2002),\u00a0<em>Avant-testo<\/em>\u00a0(1998-2006),\u00a0<em>Global Writings<\/em>\u00a0(2000-2016). Dopo un problema di salute nel 2016 che le ha immobilizzato la parte destra del corpo, Irma ha dovuto imparare a disegnare con la mano sinistra e questo l\u2019ha portata a lavorare alla serie\u00a0<em>Gehen, Second life<\/em>\u00a0(iniziata nel 2017). \u201cGehen\u201d in tedesco significa \u201candare avanti\u201d.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La mostra\u00a0Irma Blank. Tra segno e silenzio, in programma al\u00a0Castello di Miradolo dal 14 ottobre al 26 novembre 2023, \u00e8 dedicata all\u2019artista, a lungo dimenticata e scomparsa da pochi mesi, che ha trasformato la pittura in segno. Mi \u00e8 caro oggi ricordarla perch\u00e9 amica e ne ho seguito ampiamente il lavoro fin dagli anni Ottanta, quando insegnava al Liceo Artistico Statale Boccioni di Milano. 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