{"id":31167,"date":"2023-11-03T20:57:26","date_gmt":"2023-11-03T20:57:26","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=31167"},"modified":"2023-11-03T20:57:26","modified_gmt":"2023-11-03T20:57:26","slug":"luigi-bartolini-artista-eclettico-e-polemista-tra-i-piu-interessanti-del-novecento-celebrato-dai-musei-civici-di-macerata-nel-60-della-scomparsa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2023\/11\/03\/luigi-bartolini-artista-eclettico-e-polemista-tra-i-piu-interessanti-del-novecento-celebrato-dai-musei-civici-di-macerata-nel-60-della-scomparsa\/","title":{"rendered":"Luigi Bartolini artista eclettico e polemista tra i pi\u00f9 interessanti del Novecento. Celebrato dai Musei Civici di Macerata nel 60\u00b0 della scomparsa."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/11\/bio-scaled-e1699043754501.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-31168\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/11\/bio-scaled-e1699043754501.jpg\" alt=\"\" width=\"348\" height=\"491\" \/><\/a>I Musei Civici di Macerata <\/strong>presentano, fino al 7 aprile 2024, \u00a0la mostra \u201c<strong>Luigi Bartolini attraverso il colore\u201d<\/strong>, un approfondimento sulla produzione pittorica di\u00a0<strong>Luigi Bartolini<\/strong>\u00a0(1892-1963), poliedrico maestro cuprense di cui si celebra quest\u2019an<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/11\/06_Luigi-Bartolini_Spatola-e-martin-pescatore_1937-e1699043788589.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-31169 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/11\/06_Luigi-Bartolini_Spatola-e-martin-pescatore_1937-e1699043788589.jpg\" alt=\"\" width=\"520\" height=\"350\" \/><\/a>no il\u00a0<strong>60\u00b0 anniversario della scomparsa<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019esposizione si inserisce nel programma di eventi promosso dalla\u00a0<strong>Regione Marche<\/strong>\u00a0per celebrare il sessantenario della morte di Luigi Bartolini, che coinvolge 5 comuni:\u00a0<strong>Cupramontana, Macerata, Urbino, Osimo e Camerino con capofila il Comune di Macerata<\/strong>. Un omaggio dovuto per riscoprire i legami con le Marche e far conoscere anche alle nuove generazioni un grande artista marchigiano. Il comitato di studio presieduto da\u00a0<strong>Vittorio Sgarbi<\/strong>\u00a0e sostenuto da\u00a0<strong>Luciana Bartolini<\/strong>, figlia dell\u2019artista, ha dato vita a un importante momento di analisi e valorizzazione i cui risultati saranno presentati nel fitto calendario di iniziative in programma fino al 7 aprile 2024.<\/p>\n<p><strong>Luigi Bartolini, prolifico anche nell\u2019incisione, nella letteratura e nella critica d\u2019arte, si \u00e8 espresso in pittura con un linguaggio originale e moderno, in grado di coniugare i soggetti della tradizione con la forza del colore e l\u2019impeto del gesto propri del Novecento.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>Dalle tangenze con gli stilemi secessionisti alla propensione tonalista, le\u00a0<strong>oltre sessanta opere in mostra, provenienti da musei e prestigiose collezioni private,<\/strong>\u00a0documentano la profonda cultura figurativa del Bartolini pittore, figura d\u2019artista tra le pi\u00f9 interessanti del secolo scorso. Personalit\u00e0 eclettica e dalla vivace vena polemica, con la sua figurazione si contrappose al recupero della tradizione promosso dalla pittura italiana durante il<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/11\/mostra-bartolini_PPC6445-e1699044209157.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-31172 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/11\/mostra-bartolini_PPC6445-e1699044209157.jpg\" alt=\"\" width=\"555\" height=\"369\" \/><\/a> ventennio fascista, suscitando, alle esposizioni del tempo, da un lato lo scetticismo dei conservatori, dall\u2019altro l\u2019entusiasmo della critica pi\u00f9 attenta. Un raffronto con l\u2019opera grafica evidenzia inoltre la pluralit\u00e0 di indirizzi della sua ricerca, con l\u2019obiettivo di restituirgli il posto che gli spetta nella storia della pittura del Novecento italiano.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/11\/uffi-e1699043859810.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-31171\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/11\/uffi-e1699043859810.jpg\" alt=\"\" width=\"538\" height=\"430\" \/><\/a>Arricchito di documenti inediti e fotografie, il\u00a0<strong>percorso espositivo<\/strong>\u00a0si snoda attraverso\u00a0<strong>quattro sezioni tematiche<\/strong>. <strong>La prima affronta un aspetto nodale della produzione di Bartolini: quello dell\u2019intimismo domestico<\/strong>. In linea con i soggetti prediletti dai pittori italiani del primo ventennio del Novecento, l\u2019artista realizz\u00f2 a partire dal 1914 una serie di dipinti a olio raffiguranti interni e ritratti di familiari e amici. Tuttavia, nonostante l\u2019atmosfera rassicurante e il delicato lirismo che li caratterizza, Bartolini rinuncia a quel realismo di ricordo impressionista allora apprezzato dal collezionismo borghese, preferendo ad esso una spiccata tensione espressionista. Opere come\u00a0<em>Armanda<\/em>\u00a0(1914, collezione privata) e\u00a0<em>La camera di Anna<\/em> (1914, collezione privata) presentano evidenti affinit\u00e0 con le ricerche delle nuove leve delle \u201csecessioni\u201d italiane, in particolare Gino Rossi, mentre la predilezione per linee essenziali e colori vivaci, resi con pennellate larghe e cariche di materia, rivela una profonda conoscenza\u00a0della pittura internazionale. L\u2019attitudine\u00a0<em>fauve<\/em>\u00a0di Bartolini si riscontrer\u00e0 anche<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/11\/uffa-e1699043827855.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-31170 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/11\/uffa-e1699043827855.jpg\" alt=\"\" width=\"420\" height=\"308\" \/><\/a> nei dipinti eseguiti nei decenni a seguire, a riprova da un lato di un\u2019ostinata ricerca di coerenza, dall\u2019altro di una curiosit\u00e0 verso la figurazione moderna, dai pittori della \u201cScuola di via Cavour\u201d negli anni Trenta a De Pisis e Guttuso dal dopoguerra.<strong>Il percorso prosegue con la seconda sezione dedicata alle\u00a0nature morte<\/strong> che, per sua stessa ammissione, rivestono un ruolo di assoluto rilievo all\u2019interno della sua vasta produzione: \u00ab[\u2026] ho sempre goduto e nel modo il pi\u00f9 sottile, profondo, grande, ineffabile quando ho <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/11\/luigi-bartolini_bartolini1_1477476531-e1699044288953.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-31173\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/11\/luigi-bartolini_bartolini1_1477476531-e1699044288953.jpg\" alt=\"\" width=\"401\" height=\"546\" \/><\/a>fatto dell\u2019arte. Ho goduto anche quando ho inciso i topolini morti, le spine di pesce, le farfalle imbalsamate: le cose le pi\u00f9 maldestre per gli altri, per me costituirono dei poemi che, ripeto, mi sollevarono in paradiso\u00bb. Cos\u00ec Bartolini affermava nel testo introduttivo alla personale di incisioni alla Quadriennale del 1935. Un confronto con la produzione su carta mette in risalto analogie e contraddizioni nell\u2019affrontare lo stesso tipo di soggetti \u2013 che talvolta riprende utilizzando media diversi \u2013 pur nell\u2019ambito di un percorso di assoluta coerenza. Comune alle nature morte incise e quelle dipinte \u00e8 l\u2019accento lirico e introspettivo conferito alla rappresentazione degli umili oggetti d\u2019uso quotidiano: diversa \u00e8 invece la loro interpretazione, istintiva, essenziale e gioiosa in pittura, contemplativa e velatamente<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/11\/luigi_bartolini_9788822245946_casa_editrice_leo_s_olschki.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-31174 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/11\/luigi_bartolini_9788822245946_casa_editrice_leo_s_olschki.jpg\" alt=\"\" width=\"367\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/11\/luigi_bartolini_9788822245946_casa_editrice_leo_s_olschki.jpg 648w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/11\/luigi_bartolini_9788822245946_casa_editrice_leo_s_olschki-216x300.jpg 216w\" sizes=\"(max-width: 367px) 100vw, 367px\" \/><\/a> malinconica nell\u2019incisione.<\/p>\n<p><strong>Si continua poi con il<\/strong>\u00a0<strong>paesaggio<\/strong>, spostando idealmente lo sguardo al di l\u00e0 della finestra dell\u2019abitazione di Bartolini, immortalata nel grande disegno su carta\u00a0<em>La famiglia giovane<\/em>\u00a0(1928, collezione privata). L\u2019evoluzione del suo linguaggio si ripercorre cos\u00ec attraverso i paesaggi, nei quali dimostra di privilegiare una visione compendiaria della realt\u00e0, tutta luce e colore, di forte impatto emotivo. Tale modus operandi si esprimer\u00e0 appieno soprattutto nella fase matura della sua carriera, meritevole di una riscoperta: nel 1957, con il dipinto\u00a0<em>Periferia<\/em>\u00a0(Macerata, Palazzo Buonaccorsi) si aggiudic\u00f2 il prestigioso \u201cPremio Nazionale Scipione\u201d, allora alla sua seconda edizione.<\/p>\n<p><strong>La sezione conclusiva della mostra, intitolata<\/strong>\u00a0<em><strong>Brani di vita<\/strong><\/em>\u00a0prende infine in esame quelle scene di genere che, lungi dall\u2019avere carattere aneddotico, documentano l\u2019interpretazione interiorizzata che Bartolini offre della realt\u00e0. Brani di vita quotidiana, resi con cromie talvolta ardite, nei quali sono ravvisabili tangenze con la sua raffinata produzione letteraria. A questa produzione appartengono opere come\u00a0<em>Il romitorio<\/em>\u00a0del 1942 (Roma, Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna e Contemporanea) e le\u00a0<em>Mietitrici<\/em>\u00a0realizzate per la raccolta di Giuseppe Verzocchi attorno al 1949 (Forl\u00ec, Pinacoteca Civica),\u00a0<strong>opere eccezionalmente concesse in prestito.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>I Musei Civici di Macerata presentano, fino al 7 aprile 2024, \u00a0la mostra \u201cLuigi Bartolini attraverso il colore\u201d, un approfondimento sulla produzione pittorica di\u00a0Luigi Bartolini\u00a0(1892-1963), poliedrico maestro cuprense di cui si celebra quest\u2019anno il\u00a060\u00b0 anniversario della scomparsa. L\u2019esposizione si inserisce nel programma di eventi promosso dalla\u00a0Regione Marche\u00a0per celebrare il sessantenario della morte di Luigi Bartolini, che coinvolge 5 comuni:\u00a0Cupramontana, Macerata, Urbino, Osimo e Camerino con capofila il Comune di Macerata. Un omaggio dovuto per riscoprire i legami con le Marche e far conoscere anche alle nuove generazioni un grande artista marchigiano. 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