{"id":31203,"date":"2023-11-07T22:11:18","date_gmt":"2023-11-07T22:11:18","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=31203"},"modified":"2023-11-07T22:11:18","modified_gmt":"2023-11-07T22:11:18","slug":"il-refettorio-grande-del-museo-di-san-marco-a-firenze-torna-a-nuova-vita-uningente-donazione-privata-per-il-restauro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2023\/11\/07\/il-refettorio-grande-del-museo-di-san-marco-a-firenze-torna-a-nuova-vita-uningente-donazione-privata-per-il-restauro\/","title":{"rendered":"Il Refettorio grande del Museo di San Marco a Firenze torna a nuova vita. Un\u2019ingente donazione privata per il restauro."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/11\/Esterno-Museo-San-Marco.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-31204\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/11\/Esterno-Museo-San-Marco.jpg\" alt=\"\" width=\"585\" height=\"438\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/11\/Esterno-Museo-San-Marco.jpg 646w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/11\/Esterno-Museo-San-Marco-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 585px) 100vw, 585px\" \/><\/a>Un delicato restauro architettonico e un completo rinnovamento dell\u2019allestimento sono iniziati all\u2019interno del Museo di San Marco per ridare nuova vita al Refettorio gran<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/11\/RefettorioGrandeingressoverticale-scaled-e1699393883969.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-31205 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/11\/RefettorioGrandeingressoverticale-scaled-e1699393883969.jpg\" alt=\"\" width=\"320\" height=\"565\" \/><\/a>de, finora in parte inaccessibile a causa di un sollevamento del pavimento in cotto. <\/strong><strong>La Direzione regionale musei della Toscana ha ricevuto un\u2019ingente donazione privata che consentir\u00e0 di restaurare la sala e rinnovare completamente il suo allestimento, rimuovendo i vecchi pannelli alle pareti, restaurando l\u2019affresco con la\u00a0<em>Provvidenza dei domenicani<\/em>,\u00a0sormontata dalla\u00a0<em>Crocifissione<\/em> realizzato da Giovanni Antonio Sogliani e rinnovando completamente la disposizione delle opere<\/strong> <strong>d\u2019arte, l\u2019illuminazione e il sistema informativo al pubblico.<\/strong><\/p>\n<p>Il Refettorio grande ritorner\u00e0 &#8211; al termine dei lavori di restauro architettonico e riallestimento &#8211; completamente visibile e perfettamente fruibile dai visitatori anche grazie a nuove didascalie e ad una nuova illuminazione realizzata secondo i pi\u00f9 moderni standard. Il delicato intervento &#8211; che durer\u00e0 circa un anno e che \u00e8 iniziato con la rimozione delle opere presenti nella sala &#8211; \u00e8 reso possibile grazie alla generosit\u00e0 di Michael Scherb, fondatore e CEO di Appian Capital Advisory con una donazione che \u00e8 alla base di un partenariato pubblico-privato di successo volto a valorizzare il patrimonio culturale italiano. Con l\u2019allestimento del Refettorio grande si completa il rinnovo degli spazi museali del piano terreno del <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/11\/RefettorioGrande.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-31206\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/11\/RefettorioGrande.jpg\" alt=\"\" width=\"573\" height=\"323\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/11\/RefettorioGrande.jpg 640w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/11\/RefettorioGrande-300x169.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 573px) 100vw, 573px\" \/><\/a>Museo di San Marco, unificati da moderni sistemi di illuminazione e da una coerente impostazione grafica e di comunicazione al pubblico.<\/p>\n<p>&#8220;Grazie alla generosa sensibilit\u00e0 e all&#8217;autentico entusiasmo di Michael Scherb, che ha accettato di finanziare il nostro progetto di recupero, restauro e nuovo allestimento del Refettorio grande del convento, possiamo proseguire nel piano di rinnovo e di rilancio del Museo di San Marco, che rappresenta forse meglio di qualunque altro luogo a Firenze il vertice del Rinascimento e del mecenatismo dei Medici nel Quattrocento &#8211; afferma Stefano Casciu, direttore regionale musei della Toscana del Ministero della Cultura &#8211; La nuova sala, completamente riallestita, e il grande affresco del Sogliani restaurato, saranno certamente ulteriori motivi per visitare questo splendido museo. Ci attendiamo quindi un aumento dei visitatori ma anche un arricchimento della esperienza museale da parte del pubblico, anche internazionale,\u00a0che potr\u00e0 ancor meglio e pi\u00f9 ampiamente apprezzare uno dei luoghi pi\u00f9 affascinanti di<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/11\/Opere-del-refettorio-grande-in-deposito.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-31207 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/11\/Opere-del-refettorio-grande-in-deposito.jpg\" alt=\"\" width=\"590\" height=\"266\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/11\/Opere-del-refettorio-grande-in-deposito.jpg 743w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/11\/Opere-del-refettorio-grande-in-deposito-300x135.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 590px) 100vw, 590px\" \/><\/a> Firenze.&#8221;<\/p>\n<p><strong>&#8220;Il mio obbiettivo \u00e8 di sostenere un&#8217;istituzione culturale all&#8217;anno,\u201d dichiara <\/strong><strong>Michael W. Scherb,<\/strong><strong> \u201ce sono lieto di annunciare che il Museo di San Marco \u00e8 la mia scelta per il 2023. Ho visitato San Marco per la prima volta da bambino e ancora di recente, dal momento che ora trascorro pi\u00f9 tempo a Firenze. \u00c8 una citt\u00e0 che ha dato cos\u00ec tanto al mondo e ho intravisto subito una grande opportunit\u00e0 per sostenere una delle sue pi\u00f9 grandi gemme nascoste. Il finanziamento aprir\u00e0 nuovi spazi e &#8211; spero &#8211; consentir\u00e0 a pi\u00f9 persone di godere del Museo in una citt\u00e0, come Firenze, dove anche le pi\u00f9 grandi istituzioni culturali devono costantemente competere per l&#8217;attenzione dei visitatori.&#8221;<\/strong><\/p>\n<p>Il Refettorio grande di San Marco era lo spazio usato quotidianamente dai frati del convento, mentre il Refettorio piccolo era utilizzato per gli ospiti. Coperto da volte ribassate, fu riallestito nel\u00a01983\u00a0ed oggi ospita venti dipinti della\u00a0Scuola di San Marco<strong>. La sala \u00e8 dominata dall&#8217;affresco di\u00a0Giovanni Antonio <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/11\/Sogliani-luce-radente.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-31208\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/11\/Sogliani-luce-radente.jpg\" alt=\"\" width=\"552\" height=\"249\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/11\/Sogliani-luce-radente.jpg 743w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/11\/Sogliani-luce-radente-300x135.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 552px) 100vw, 552px\" \/><\/a>Sogliani\u00a0(firmato e datato\u00a01536), con la\u00a0<em>Provvidenza dei domenicani<\/em>,\u00a0sormontata dalla\u00a0<em>Crocifissione<\/em>. Questo soggetto \u00e8 una variante del tema del pasto (di solito nei refettori veniva raffigurata l&#8217;<em>Ultima cena<\/em>), tipica dei cenobi domenicani: i frati, rimasti senza viveri dopo la morte del fondatore, vengono miracolosamente serviti da angeli.<\/strong> Una scena analoga si trova anche in una lunetta del\u00a0Chiostro Grande\u00a0di\u00a0Santa Maria Novella. Sono collocate in questa sala altre opere del Sogliani, come una\u00a0<em>Madonna della Cintola<\/em>, una\u00a0<em>Madonna con Tobiolo, angelo e sant&#8217;Agostino<\/em>\u00a0e le tavole con\u00a0<em>San Francesco<\/em>\u00a0e\u00a0<em>Santa Elisabetta d&#8217;Ungheria<\/em>. Un&#8217;altra\u00a0<em>Madonna della Cintola<\/em>\u00a0\u00e8 opera di\u00a0Ridolfo del Ghirlandaio. Altri dipinti cinquecenteschi appartengono alla cosiddetta Scuola di San Marco, influenzata dall&#8217;opera di Fra Bartolomeo. Tra questi le opere di\u00a0Fra Paolino\u00a0da\u00a0Pistoia, come la\u00a0<em>Nativit\u00e0 con sant&#8217;Agnese<\/em>\u00a0e il\u00a0<em>Cristo<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/11\/RefettorioGrandeverticale-rotated-e1699394290918.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-31209 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/11\/RefettorioGrandeverticale-rotated-e1699394290918.jpg\" alt=\"\" width=\"392\" height=\"523\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/11\/RefettorioGrandeverticale-rotated-e1699394290918.jpg 392w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/11\/RefettorioGrandeverticale-rotated-e1699394290918-225x300.jpg 225w\" sizes=\"(max-width: 392px) 100vw, 392px\" \/><\/a> deposto<\/em>, probabilmente iniziato dal suo maestro e lasciato interrotto dopo la morte (1517). Il\u00a0<em>Compianto sul Cristo morto<\/em>\u00a0\u00e8 un dipinto della monaca\u00a0Plautilla Nelli, raro esempio di pittrice che ricevette a Firenze commissioni anche importanti. Di autori anonimi sono i\u00a0<em>Santi Francesco e Chiara in adorazione dell&#8217;ostia<\/em>\u00a0e i due\u00a0A<em>ngeli<\/em>, forse provenienti da un organo portatile.<\/p>\n<p><strong>Il Museo di San Marco<\/strong>. <strong>Il museo occupa la parte monumentale del convento domenicano di San Marco, capolavoro architettonico di Michelozzo voluto da Cosimo de\u2019 Medici il Vecchio e costruito tra il 1437 e il 1443. Custodisce la pi\u00f9 grande collezione al mondo di opere del Beato Angelico, uno dei massimi pittori del primo Rinascimento, che visse nel convento tra il 1438 e il 1445.<\/strong> \u00a0La visita al museo si snoda tra gli splendidi spazi del convento attraverso il chiostro di Sant\u2019Antonio, la Sala dell\u2019Ospizio, la sala del Refettorio, la sala del Capitolo e le celle dei monaci. Gli spazi museali convivono con l\u2019attigua chiesa di San Marco e le parti adiacenti al chiostro di San Domenico ancora riservate alla vita conventuale. <strong>Tra le opere principali dell\u2019Angelico si ammirano l\u2019<em>Annunciazione<\/em>, capolavoro <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/11\/RefettorioGrandeorizzontale.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-31210\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/11\/RefettorioGrandeorizzontale.jpg\" alt=\"\" width=\"537\" height=\"303\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/11\/RefettorioGrandeorizzontale.jpg 640w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/11\/RefettorioGrandeorizzontale-300x169.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 537px) 100vw, 537px\" \/><\/a>della pittura rinascimentale, la\u00a0<em>Deposizione<\/em>, il\u00a0<em>Trittico di San Pietro martire<\/em>, la\u00a0<em>Pala di Annalena<\/em>, il\u00a0<em>Giudizio Universale<\/em>, la\u00a0<em>Pala di San Marco<\/em>, il <em>Cristo deriso <\/em>e il\u00a0<em>Tabernacolo dei Linaioli<\/em>. <\/strong>Le opere su tavola del Beato Angelico furono qui raccolte negli anni Venti del secolo scorso, quando il convento\u00a0fu dichiarato monumento di importanza nazionale, nel 1869, e in parte trasformato in museo. Al secondo piano del convento si conservano gli affreschi che decoravano le celle dei monaci, realizzati dal Beato Angelico fra il 1438 e il 1445.<\/p>\n<p><strong>Nel museo sono esposte altre opere di inestimabile valore storico-artistico, prime fra tutte il\u00a0<em>Cenacolo\u00a0<\/em>del Ghirlandaio, la\u00a0<em>Madonna col Bambino<\/em>\u00a0di Paolo Uccello, dipinti di Fra Bartolomeo e di Giovanni Antonio Sogliani, terrecotte dei Della Robbia e il famoso ritratto di Girolamo Savonarola dipinto da Fra Bartolomeo, che nel convento soggiorn\u00f2 a partire dal 1489.<\/strong> L\u2019eccezionale patrimonio del museo \u00e8 arricchito dall\u2019esposizione di alcuni reperti architettonici recuperati durante le demolizioni ottocentesche del centro cittadino di Firenze e dalla Biblioteca di Michelozzo costruita per espresso volere di Cosimo de&#8217; Medici il Vecchio e arricchita della straordinaria raccolta di testi appartenuti all&#8217;umanista Niccol\u00f2 Niccoli. <strong>Fu la prima biblioteca \u201cpubblica&#8221; del Rinascimento, dove, in epoca laurenziana si incontravano personaggi come Marsilio Ficino e Pico della Mirandola.<\/strong><\/p>\n<p>Il museo \u00e8 anche un punto di riferimento per un dialogo tra le arti e ospita iniziative ed eventi nazionali e internazionali di musica rinascimentale, danza contemporanea, azioni teatrali, presentazioni di libri. I capolavori del Beato Angelico continuano a ispirare nuove riletture artistiche come \u00e8 stato di recente per il cineasta Armondo Linus Acosta che ha fatto rivivere in un cortometraggio l\u2019affresco della <em>Comunione degli Apostoli<\/em> e per Abel Ferrara che ha letto e realizzato un video sulla poesia di Gabriele Tinti dedicata al <em>Cristo deriso<\/em> della cella numero 7.<\/p>\n<p><strong>Michael W. Scherb. <\/strong>Michael W. Scherb \u00e8 il fondatore e amministratore delegato di Appian Capital Advisory. Originario dell&#8217;Austria e Singapore, Michael ha costruito una carriera di circa 20 anni nel campo della finanza e degli investimenti di private equity, lavorando presso J.P. Morgan Chase prima di fondare Appian e supervisionare il suo sviluppo in uno degli investitori leader nel settore dei minerali critici, aiutando la transizione della societ\u00e0 verso un futuro elettrico. Filantropo attivo nel campo delle arti e della cultura, Michael ha selezionato personalmente il Museo di San Marco, che riflette il suo amore per il patrimonio italiano e toscano, incarnato dal legame storico del Museo con Beato Angelico.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Un delicato restauro architettonico e un completo rinnovamento dell\u2019allestimento sono iniziati all\u2019interno del Museo di San Marco per ridare nuova vita al Refettorio grande, finora in parte inaccessibile a causa di un sollevamento del pavimento in cotto. La Direzione regionale musei della Toscana ha ricevuto un\u2019ingente donazione privata che consentir\u00e0 di restaurare la sala e rinnovare completamente il suo allestimento, rimuovendo i vecchi pannelli alle pareti, restaurando l\u2019affresco con la\u00a0Provvidenza dei domenicani,\u00a0sormontata dalla\u00a0Crocifissione realizzato da Giovanni Antonio Sogliani e rinnovando completamente la disposizione delle opere d\u2019arte, l\u2019illuminazione e il sistema informativo al pubblico. 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