{"id":31244,"date":"2023-11-11T18:10:08","date_gmt":"2023-11-11T18:10:08","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=31244"},"modified":"2023-11-11T18:10:41","modified_gmt":"2023-11-11T18:10:41","slug":"juti-ravenna-1897-1972-un-artista-tra-venezia-e-treviso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2023\/11\/11\/juti-ravenna-1897-1972-un-artista-tra-venezia-e-treviso\/","title":{"rendered":"Juti Ravenna (1897-1972). Un artista tra Venezia e Treviso"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/11\/7.-e1699725591664.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-31245\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/11\/7.-e1699725591664.jpg\" alt=\"\" width=\"322\" height=\"388\" \/><\/a>Il 29 aprile del 1972 moriva a Treviso Juti (Luigi) Ravenna, artista eccellente e attento critico d\u2019arte. A oltre cinquant\u2019anni della sua scomparsa, i Musei Civici di Treviso gli dedicano una retrospettiva al Museo Bailo, la cui pinacoteca conserva un suo importante nucleo<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/11\/3.-e1699725649122.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-31246 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/11\/3.-e1699725649122.jpg\" alt=\"\" width=\"305\" height=\"391\" \/><\/a> di opere.<\/strong><\/p>\n<p>La mostra, curata da Eugenio Manzato ed Eleonora Drago, presenta, attraverso <strong>un percorso cronologico, le varie fasi dell\u2019attivit\u00e0 e della vita dell\u2019artista, con oltre 100 opere pittoriche, disegni, bozzetti e acquerelli, ma anche con documenti e foto d\u2019epoca e oggetti a lui appartenuti,<\/strong> tutti provenienti da collezioni private per lo pi\u00f9 locali e ovviamente con la rinnovata esposizione al pubblico delle opere dell\u2019artista gi\u00e0 di propriet\u00e0 civica.<\/p>\n<p>Ravenna nasce a Spadacenta, frazione del comune di Annone Veneto, nel 1897. Gi\u00e0 da giovanissimo manifesta una forte propensione per la pittura, espressa in una serie di disegni di impronta classica: una passione che neppure la chiamata al fronte, nel primo conflitto mondiale, riusc\u00ec ad attenuare. Come testimoniano gli album di disegni realizzati in presa diretta sulle linee di combattimento, disegni che sono in parte confluiti nel libro autobiografico Una vita per la pittura (1969, curata da Giuseppe Mesirca con 29 suoi disegni) e nel Diario di guerra del granatiere Giuriati Giuseppe, con prefazione di Giovanni Comisso. Grazie ad una licenza dal fronte raggiunge Firenze, e qui entra in contatto con la pittura e gli scritti di Ardengo Soffici e scopre l\u2019impressionismo francese. Dal 1919 \u00e8 nuovamente in Veneto per frequentare l\u2019Accademia di Belle Arti di Venezia, e gi\u00e0 negli anni successivi trasferisce il suo studio a Ca\u2019 Pesaro, cominciando ad esporre. <strong>Nel capoluogo lagunare conosce Gino Rossi e Pio Semeghini; con Seibezzi e altri condivide a lungo l\u2019amore per l\u2019isola di Burano e per le vedute tra acqua e cielo.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/11\/5.-e1699725684626.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-31247\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/11\/5.-e1699725684626.jpg\" alt=\"\" width=\"430\" height=\"318\" \/><\/a>La prima personale, nel 1924 a C\u00e0 Pesaro, \u00e8 curata a Nino Barbantini. Seguono partecipazioni alla Quadriennale e a diverse mostre di rilievo in Italia e all\u2019estero. La prima sua Biennale \u00e8 del 1928, presenza puntualmente ripetuta sino al secondo conflitto, per riprendere nel 1949 e ancora nel \u201950 e nel \u201972. Conosce e fr<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/11\/AM-19_-Juti-Ravenna-Chiesa-della-Salute-1928-545-x-73_MG_5319.-e1699725710708.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-31248 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/11\/AM-19_-Juti-Ravenna-Chiesa-della-Salute-1928-545-x-73_MG_5319.-e1699725710708.jpg\" alt=\"\" width=\"357\" height=\"272\" \/><\/a>equenta, nel 1928, Filippo de Pisis, che al rientro da Parigi fu suo ospite a Venezia.<br \/>\n<\/strong>L\u2019attivit\u00e0 pittorica di Ravenna viene avvicinata alla generazione di giovani artisti gravitanti su Venezia, desiderosi di uscire dagli schemi di un accademismo ancora imperante per avvicinarsi al nuovo che stava avanzando in Europa. I suoi paesaggi veneziani di questi anni, cos\u00ec come successivamente quelli trevigiani, raccontano i luoghi, le luci, le atmosfere attingendo al registro poetico pi\u00f9 che a quello documentario.<br \/>\n<strong>Nel \u201951, con Virgilio Guidi vince il Premio Burano, ma gi\u00e0 dal \u201847 aveva scelto di abbandonare la laguna per approdare a Treviso, citt\u00e0 che frequentava sin dagli anni \u201930 e dove contava molti amici.<br \/>\n<\/strong>Da l\u00ec in poi, la sua pittura vede una svolta: come segnalato da Mesirca, \u201cIl trasferimento a Treviso, a contatto con una natura esuberante, ricca di alberi e fiumi, fece subentrare in lui una prepotente e calda sensualit\u00e0: <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/11\/AM-459-Juti-Ravenna-Piazza-dei-Signori-verso-piazza-Indipendenza-Piazza-dei-Signori-sotto-la-pioggia-1935.-e1699725751853.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-31249\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/11\/AM-459-Juti-Ravenna-Piazza-dei-Signori-verso-piazza-Indipendenza-Piazza-dei-Signori-sotto-la-pioggia-1935.-e1699725751853.jpg\" alt=\"\" width=\"324\" height=\"423\" \/><\/a>dopo i prediletti grigi, rosa e violetti stesi sulla tela in finissimi accordi nel periodo veneziano, ecco i colori vivi e splendenti, in liberi e arditi accostamenti. Non si trattava per\u00f2 di un orgiastico e confuso abbandono, ma di una felice esplosione contenuta entro i limiti del pi\u00f9 rigoroso controllo.\u201d<br \/>\nFrequenti sono i suoi soggiorni tra i colli e la campagna veneta, dove realizza scorci e vedute di paesaggi, ma anche visioni del Sile, nei quali i colori divengono sempre pi\u00f9 vividi e potenti, distaccandosi dalla realt\u00e0, in parallelo con l\u2019allontanamento dell\u2019artista dai movimenti militanti dell\u2019arte d\u2019avanguardia, che si<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/11\/16.-e1699725782378.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-31250 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/11\/16.-e1699725782378.jpg\" alt=\"\" width=\"303\" height=\"406\" \/><\/a> sviluppavano a Venezia. Negli inverni, dalla fine degli anni \u201950 spesso si rifugia in Liguria; inoltre, realizza l\u2019originale serie delle \u201cBoutiques\u201d, eseguite nell\u2019arco di quasi un quarantennio.<br \/>\nArtista ma anche critico. <strong>In questa veste, oltre che con suoi disegni, interviene su diverse riviste: nel 1943, con Egidio Bonfante, pubblica \u201c50 disegni di Picasso\u201d e, sempre con Bonfante, nel \u201952, \u201cArte Cubista\u201d.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il percorso di mostra, ripercorrendo i momenti e i luoghi della vita e dell\u2019attivit\u00e0 di Juti Ravenna, \u00e8 articolato in dieci sezioni, e presenta dipinti, acquerelli e disegni, ma anche una ricca e preziosa selezione di documenti, scritti e fotografie dell\u2019epoca<\/strong>. Si avvale della partecipazione di generosi prestiti da collezionisti privati e discendenti, amici e conoscenti di Ravenna, con pezzi per lo pi\u00f9 poco noti e talvolta inediti, oltre ovviamente alle opere gi\u00e0 di propriet\u00e0 dei Musei Civici di Treviso giunte in collezione nel corso dei decenni.<\/p>\n<p>L\u2019esposizione parte dal luogo di nascita in cui ha ricevuto la prima formazione, iniziata fin dall\u2019adolescenza con la frequenza della Scuola di Arti e Mestieri di Motta di Livenza, dove ha avuto tra i suoi insegnanti Antonio Beni, architetto e pittore, e dove compie i primi <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/11\/9.-e1699725823997.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-31251\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/11\/9.-e1699725823997.jpg\" alt=\"\" width=\"260\" height=\"368\" \/><\/a>esperimenti nella pittura ritraendo i familiari e la casa natale. Oltre alle prime prove pittoriche e a disegno \u2013 tra le novit\u00e0 di questa mostra \u2013 si passa quindi alle sue residenze veneziane: lo studio a Ca\u2019 Pesaro tra il \u201923 e il \u201928, quello a Palazzo Carminati dal \u201928 al \u201947; sono di questo periodo, cruciale nella vita e nell\u2019attivit\u00e0 dell\u2019artista, opere fondamentali come Il discepolo e l\u2019Autoritratto con la stufa, nonch\u00e9 nature morte e vedute di Venezia e di Burano, composizioni strutturate e dal solido disegno con le quali Ravenna si avvicina al novecentismo.<strong> I rapporti con Treviso iniziano ben prima del 1947, quando vi si trasferisce, e ve n\u2019\u00e8 testimonianza in alcuni acquarelli del 1942 giunti al Museo col lascito Luccini; personaggi e vedute trevigiane costituiscono, insieme alle<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/11\/14.-e1699725857648.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-31252 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/11\/14.-e1699725857648.jpg\" alt=\"\" width=\"302\" height=\"339\" \/><\/a> \u201cboutique\u201d e a qualche paesaggio ligure, l\u2019ultima parte della mostra, che termina con una ricostruzione dello studio d\u2019artista, ambiente che ha sempre segnato le sue fasi biografiche, grazie anche all\u2019esposizione di suoi strumenti di lavoro.<\/strong><br \/>\nAttraverso un viaggio che inizia dalle primissime prove eseguite dal giovane Juti prima del trasferimento a Venezia, vengono evidenziate le diverse e molteplici fasi artistiche e biografiche dell\u2019autore, scandite da incontri e stimoli intellettuali, culturali e sociali, testimoniati dai ritratti a penna e pennello; ma sempre mantenendo viva un\u2019attenzione vera e profonda alla propria interiorit\u00e0, che in mostra emerge dai preziosi autoritratti, posti a marcare le fasi di una personale idea di arte e vita unica e irripetibile.<br \/>\n\u00abLa retrospettiva dedicata a Juti Ravenna rappresenta un\u2019altra importante e preziosa occasione di valorizzazione del nostro patrimonio artistico\u00bb, afferma il sindaco Mario Conte. \u00abGrazie a prestiti privati e alla collezione dei nostri Musei, ci sar\u00e0 infatti la possibilit\u00e0 di ammirare le opere del pittore che proprio a Treviso, complici le meraviglie paesaggistiche che contraddistinguono la nostra Citt\u00e0 e il <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/11\/13.-e1699725920149.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-31253\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/11\/13.-e1699725920149.jpg\" alt=\"\" width=\"377\" height=\"312\" \/><\/a>suo territorio, visse un periodo di particolare vivacit\u00e0 artistica\u00bb.<br \/>\nLa mostra accompagnata dalla pubblicazione di un catalogo che raccoglie, oltre all\u2019elenco delle opere esposte con relative foto, una serie di contributi che mirano ad approfondire aspetti meno noti alla letteratura sulla figura di Juti Ravenna, come gli esordi giovanili, i primi anni veneziani e il lungo periodo di attivit\u00e0 a Treviso (Eugenio Manzato ed Eleonora Drago). Inoltre, sono presenti alcuni saggi con focus tematici: la produzione a tema sacro (Paolo Barbisan), rapporti quotidiani e privati con amici e intellettuali come Giovanni Comisso (Mario Sutor) e altri artisti (Daniela Chinaglia).<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il 29 aprile del 1972 moriva a Treviso Juti (Luigi) Ravenna, artista eccellente e attento critico d\u2019arte. A oltre cinquant\u2019anni della sua scomparsa, i Musei Civici di Treviso gli dedicano una retrospettiva al Museo Bailo, la cui pinacoteca conserva un suo importante nucleo di opere. La mostra, curata da Eugenio Manzato ed Eleonora Drago, presenta, attraverso un percorso cronologico, le varie fasi dell\u2019attivit\u00e0 e della vita dell\u2019artista, con oltre 100 opere pittoriche, disegni, bozzetti e acquerelli, ma anche con documenti e foto d\u2019epoca e oggetti a lui appartenuti, tutti provenienti da collezioni private per lo pi\u00f9 locali e ovviamente con [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2023\/11\/11\/juti-ravenna-1897-1972-un-artista-tra-venezia-e-treviso\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,59246,74779,53709,53710,66803,66558,9894,10357,44441,87,35351,35224,26,17505,35188,53939,44805,28369,7576,51665,4625],"tags":[417434,93597,462749,2699,531590,531593,531352,531591,355195,531592],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31244"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=31244"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31244\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":31254,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31244\/revisions\/31254"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=31244"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=31244"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=31244"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}