{"id":31446,"date":"2023-11-30T19:16:04","date_gmt":"2023-11-30T19:16:04","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=31446"},"modified":"2023-11-30T19:16:04","modified_gmt":"2023-11-30T19:16:04","slug":"esiste-una-cultura-di-destra-gli-intellettuali-di-destra-se-ci-sono-in-un-pamphlet-di-francesco-giubilei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2023\/11\/30\/esiste-una-cultura-di-destra-gli-intellettuali-di-destra-se-ci-sono-in-un-pamphlet-di-francesco-giubilei\/","title":{"rendered":"Esiste una cultura di destra? Gli intellettuali di Destra (se ci sono) in un pamphlet di Francesco Giubilei."},"content":{"rendered":"<h4><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/11\/cover-giubilei-e1701370363700.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-31448\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/11\/cover-giubilei-e1701370363700.jpg\" alt=\"\" width=\"334\" height=\"459\" \/><\/a>Ho tra le mani il libro di Francesco Giubilei, il trentenne scrittore che ci consegna \u201cGli Intellettuali di destra e l\u2019organizzazione della cultura\u201d (Oligo Editore, 2023, pagine 108, 13 euro) una sorta di pamphlet, un libello polemico e non esaustivo. E nel mentre mi accingevo a leggerlo ecco che a proposito mi arriva l\u2019intervista di Francesco Guccini a Repubblica in cui afferma \u201cMi colpisce il fatto che la destra si stia impadronendo della cultura\u201d; \u201cun\u2019appropriazione che mandano avanti soprattutto con la forza della tv, ma quanti nomi della sinistra e quanti della destra hanno avuto un peso reale nella cultura in Italia? Sappiamo benissimo da quale parte pende la bilancia\u201d. Intervistato da Repubblica \u00a0a proposito del nuovo romanzo scritto con Loriano Macchiavelli\u00a0<em>Vola Golondrina<\/em>, la cui storia attraversa le elezioni del \u201948, la guerra civile spagnola e l\u2019Italia del \u201972, quando il MSI divent\u00f2 il quarto partito italiano,\u00a0 Francesco Guccini ha parlato della situazione politica italiana. \u201c\u00c8 un riferimento al presente della destra al governo\u201d, spiega a proposito dell\u2019ambientazione storica del libro; \u201cSolo che 50 anni fa chi era di quell\u2019idea si nascondeva, ora invece loro adoperano il potere con grande arroganza e insipienza. Mi colpisce il fatto che si stiano impadronendo della cultura, che non \u00e8 mai stato il loro settore. Un\u2019appropriazione che mandano avanti soprattutto con la forza della tiv\u00f9, ma quanti nomi della sinistra e quanti della destra hanno avuto un peso reale nella cultura in Italia? Sappiamo benissimo da quale parte pende la bilancia\u201d.<\/h4>\n<p>Nell\u2019intervista Guccini commenta il fatto, le scelte di due amministrazioni di centrodestra: quella di Lucca non ha voluto intitolare una strada a Sandro Pertini, quella di Grosseto ne ha inaugurata una dedicata a Giorgio Almirante. \u201cUn partigiano contro un collaboratore della\u00a0<em>Difesa della razza<\/em>, rivista antisemita fascista. <strong>La destra \u00e8 cos\u00ec: la gente ci ha eletto, quindi combiniamo quello che ci pare. Ma se facciamo la proporzione tra gli elettori di Fratelli d\u2019Italia e chi non \u00e8 andato a votare?\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>Si chiede Giubilei se realmente esiste una cultura\u00a0<em>di destra\u00a0<\/em>o \u00e8 pi\u00f9 corretto parlare di una cultura\u00a0<em>delle destre<\/em>? E quali sono o potrebbero essere i suoi riferimenti e le figure pi\u00f9 note? Queste sono solo alcune delle domande a cui cerca di rispondere il\u00a0<em>pamphlet\u00a0<\/em>che Giubilei ci consegna. <strong>La tesi dell\u2019autore -che non \u00e8 la mia- \u00e8 che alla destra non manchi una propria cultura rappresentata da importanti voci e scuole di pensiero, bens\u00ec l\u2019elaborazione di una politica culturale che al contrario la sinistra, facendo propria la lezione di Gramsci, \u00e8 riuscita a sviluppare<\/strong>. Oggi le cose possono cambiare e, se la destra italiana intende dar vita a un progetto duraturo, <strong>non \u00e8 sufficiente il consenso politico, ma<\/strong> <strong>occorre mettere in campo un\u2019organizzazione della cultura in grado di durare nel tempo.<\/strong> Da qui scaturiscono una serie di riflessioni che, soprattutto nella parte conclusiva del testo, si concretizzano in idee e proposte per elaborare una nuova politica culturale: occorre un coordinamento tra il mondo della politica e quello della cultura. Molto spesso, infatti, la politica considera la cultura come qualcosa di accessorio e di cui poter fare a meno, senza tenere nella dovuta considerazione il contributo (non solo di idee) che pu\u00f2 nascere dal mondo culturale. Di contro, intellettuali e pensatori vicini al mondo della destra, hanno spesso prediletto atteggiamenti snobistici e da \u201ctorre d\u2019avorio\u201d senza scaricare a terra le proprie idee e senza confrontarsi con la politica. Questa mancata apertura di credito, da un lato, e l\u2019incapacit\u00e0 di \u201csporcarsi le mani\u201d, dall\u2019altro lato, hanno fatto s\u00ec che una collaborazione fruttuosa tra politica e cultura non iniziasse proprio, impedendo, cos\u00ec, la messa in campo di una politica culturale a medio e lungo termine.<\/p>\n<p><strong>L\u2019interrogativo di Giubilei, non totalmente condivisibile, fu a suo tempo anche sottolineato dal carissimo maestro Indro Montanelli che mi volle a Il Giornale\u00a0 gi\u00e0 in tempi lontani,\u00a0 senza dimenticare quando nel 1994\u00a0 con l\u2019ascesa di Berlusconi al potere, Indro\u00a0 uscendo da Il Giornale e fondando \u201cLa Voce\u201d pot\u00e8 dire chiaramente che lui con questa destra non c\u2019entrava affatto. Molti l\u2019hanno gi\u00e0 dimenticato, eppure le parole di Indro furono chiarissime.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ecco cosa ha scritto Aldo Cazzullo\u00a0 &#8211; e che faccio mio &#8211;\u00a0 in Il Corriere della Sera il 28 giugno 2020: &#8220;Indro Montanelli non era soltanto il pi\u00f9 bravo giornalista d\u2019Italia; rappresentava molto altro. Era anche il capo della destra italiana. Il leader di un partito che non c\u2019era, di un\u2019area molto vasta che si lasciava a destra i neofascisti \u2014 Montanelli ai tempi di Sal\u00f2 era in galera e fu condannato a morte \u2014 e a sinistra i morotei e in genere i democristiani che volevano l\u2019alleanza con i comunisti. I diari di Montanelli confermano che negli anni 70 il grande Indro lavor\u00f2 moltissimo perch\u00e9 quest\u2019area \u2014 liberali, conservatori, moderati, democristiani contrari al compromesso storico \u2014 si unisse e si organizzasse. Ovviamente Montanelli non si pensava segretario di partito; ma avrebbe voluto dare consistenza politica a un mondo per cui gi\u00e0 rappresentava il punto di riferimento morale e culturale. Un mondo che si riconosceva nel Giornale che lui aveva fondato, con Enzo Bettiza e altri giornalisti importanti del Corriere. Anche questo aiuta a capire il suo scontro con Berlusconi. &#8221;\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Cos\u00ec Giubilei: \u201c<em>Numerosi sono gli stereotipi legati al mondo della destra; uno dei pi\u00f9 diffusi \u00e8 l\u2019assenza di una propria cultura, al punto che anche alcuni pensatori ascrivibili a quest\u2019area sostengono che non si possa parlare di una \u201ccultura di destra\u201d cos\u00ec come, in modo speculare, \u00e8 errato definire una cultura di sinistra.\u00a0 Senza dubbio, per\u00f2, ci si pu\u00f2 riferire a una cultura da destra, ovvero a come scrittori, giornalisti, autori, filosofi annoverabili a un\u2019area di destra facciano cultura. Questo pamphlet nasce con l\u2019intento di superare una serie di luoghi comuni che ruotano attorno ai concetti di \u201cdestra\u201d e \u201ccultura\u201d\u00a0<strong>offrendo una breve prospettiva storica, soffermandosi su una pars destruens connessa all\u2019egemonia culturale e concludendo con una pars construens su come realizzare una politica culturale<\/strong>. Nel mezzo, il tentativo di scardinare clich\u00e9 tanto duri a morire (anche grazie a una certa pubblicistica) quanto non veritieri, a partire dal legame tra la destra e l\u2019ambiente, il ruolo delle donne nel mondo della destra e il rapporto con l\u2019Europa. Temi di grande attualit\u00e0 che devono essere letti, ancor prima che da una prospettiva politica, con una lente culturale. Da qui la necessit\u00e0 di elaborare una politica culturale, pur nella consapevolezza di un rapporto mai sereno e travagliato tra intellettuali e politica.<\/em>\u201d<\/p>\n<p><strong>Francesco Giubilei\u00a0<\/strong>(Cesena, 1992) \u00e8 editore con i marchi Historica e Giubilei Regnani, docente al Corso di Editoria di Roma dell\u2019Agenzia letteraria Herzog e dell\u2019Universit\u00e0 Giustino Fortunato. Dal 2022 \u00e8 Consigliere del Ministro della Cultura con delega alla promozione della cultura tra i giovani. \u00c8 anche presidente della Fondazione Tatarella e di Nazione Futura. Gi\u00e0 membro del Comitato Scientifico sul Futuro dell\u2019Europa del governo italiano, ha pubblicato dieci libri tradotti negli Stati Uniti, Spagna e Ungheria. Scrive per \u201cIl Giornale\u201d e per numerose riviste italiane e straniere ed \u00e8 membro dell\u2019editorial board di \u201cThe European Conservative\u201d e di vari comitati scientifici di fondazioni e think tank.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Ho tra le mani il libro di Francesco Giubilei, il trentenne scrittore che ci consegna \u201cGli Intellettuali di destra e l\u2019organizzazione della cultura\u201d (Oligo Editore, 2023, pagine 108, 13 euro) una sorta di pamphlet, un libello polemico e non esaustivo. 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